domenica 20 novembre 2011

Più chiaro di così...

Su una cosa siamo d'accordo. Ci vuole pugno di ferro, ci vuole tolleranza zero. Quello su cui siamo meno d'accordo è contro chi orientare questo pugno di ferro. Contro i cartellonari? Contro le centinaia e centinaia di ditte alle quali, negli ultimi anni per colpa di una delibera forsennata e del certosino lavoro a tutela del crimine effettuato dai dipartimenti comunali, è stato consentito di installare impianti? Sarebbe ridicolo. Come ha detto, lucidamente per una volta, il Sindaco qualche giorno fa: si toglie un cartellone e se ne installano due. Quando va bene, altrimenti sono tre o quattro. Dunque basta prendere per il culo con le rimozioni che sono destituite di qualsiasi credibilità, logica, senso. Servono solo ad una cosa -anche qui la Polizia Giudiziaria dovrebbe aprire un fascicoletto-: arricchire le ditte che le effettuano. Fine. Stop. Non servono a null'altro di nulla.

La situazione si sanerà quando verrà riformato il mercato. Riformare il mercato significa una cosa sola, molto semplice: portare a scadenza le autorizzazioni e le concessioni che le ditte hanno (alcune da mesi, alcune da anni, alcune da decenni, poco ci cambia), non rinnovarle, mettere a bando i mq di superficie che si ritiene di mettere a bando, assegnare i mq di superficie al miglior offerente con i seguenti vincoli:

. installare impianti di alta qualità

. installare impianti in ottemperanza al Codice della Strada contemplando solo alcune ragionevoli deroghe (senza le quali in città non si potrebbe installare neppure un impianto di pubbliche affissioni, e neppure questo sarebbe giusto visto il ruolo formidabile per l'economia, la cultura e la vita di una città che ha questo strumento, ove utilizzato bene)

. installare gli impianti solo dopo aver completamente pulito la città dai 200mila catafalchi abusivi (dai 6x3 ancora in essere all'ultimo dei parapedonali e degli orologi pubblicitari) ed averli correttamente smaltiti


Questo si chiama governare. Così hanno risolto un problema, simile al nostro, grandi capitali straniere come Parigi o metropoli italiane complicate come e più di Roma, come Napoli. Sappiamo benissimo che la Quinta Mafia romana dei cartelloni -come l'ha giustamente appellata Alemanno) è forse più potente della Camorra napoletana che pure controllava qualcuna delle ditte che a Napoli sono state scacciate via dando spazio ad una unica società multinazionale che tiene oggi la città in ordine e pulizia, ma la Mafia se si decide di governare una città criminale e infame come Roma, va combattuta. E qui le armi ci sono, basta applicarle.

Dunque il pugno di ferro e la tolleranza zero non occorre contro nessuno. Giocare a guardia e ladri con i cartellonari è umiliante per l'amministrazione. Equivale a svuotare il mare con un cucchiaino (bucato). Equivale a mettere costosissime staffe ad un palazzo diroccato e inabitabile quando sarebbe molto meno costoso raderlo al suolo e ricostruirci sopra un edificio moderno, ecologico, funzionale, gradevole, utile a chi ci abita ed a chi lo vede da fuori. Magari affidandone i disegni ad un grande architetto.
Per fare tutto ciò però occorre usare verso qualcuno, sì, il pugno di ferro. E questo qualcuno è in primis l'Assessore al Commercio Davide Bordoni ed al dirigente dello specifico settore Francesco Paciello. Se è vero come è vero che c'è una mafia -lo afferma il Sindaco- e se questi signori in tre anni non sono stati capaci di combatterla adeguatamente (la Magistratura, poi, ci saprà dire se oltre a non combatterla l'hanno aiutata a trasfigurare, stuprare, scarnificare la città come più di qualcuno ritiene) vanno dimissionati in maniera immediata. Altrimenti le parole del sindaco sono chiacchiere al vento.

E qualche sospetto, caro Sindaco, non credere che non ce lo abbiamo. Perché saremo pazzi, ma mica scemi. Desta sospetto che vi sia una indagine della Polizia Municipale -fatta da tuoi dipendenti, caro sindaco, non da personalità terze- e questa non sia affiancata dalla Magistratura; desta sospetto che un sequestro arrivi solo ora, quando i buoi sono scappati e quando le prove -come ci viene segnalato dalle nostre ormai numerosissime fonti interne a assessorati e dipartimenti (i famosi funzionari che non ne possono più di quel che stanno vedendo)- sono state trafugate, inquinate, nascoste, distrugge; desta sospetto leggere idiozie come quelle contenute nell'articolo di Repubblica che abbiamo ripubblicato qui sotto dove c'è qualcuno capace di affermare che verranno rimossi gli impianti che sono in contrasto con il codice della strada quando tutti sanno che questi impianti ammontano a circa 150mila. Che moltiplicati anche solo per 400 euro l'uno porterebbe l'investimento per una parziale pulizia della città a qualcosa come 60 milioni di euro. SESSANTA MILIONI DI EURO. Investimento che può sobbarcarsi solo una società private di grandi anzi grandissime dimensioni (una partita che si possono giocare unicamente Decaux, Cbs, Clear Channel, Cemusa, Wall e pochissime altre) che poi abbia la certezza di poter gestire il comparto per un ragionevole numero di anni utili a recuperare i costi per la nuova impiantistica, per la rimozione e il -costosissimo, tra l'altro- smaltimento della vecchia e per guadagnarci anche un po'. Dunque la storia del sequestro, del comandante sceriffo e dei sigilli, più che farci felici, ci ha parecchio insospettito.
Perché la nostra previsione, caro il nostro Sindaco che scopre la Mafia dopo tre anni che tutti gli urlavano da ogni parte che di Mafia si trattava, è che questa indagine interna -perché di questo si tratta- scaturisca quanto prima un risultato del tipo "il corpo di Polizia Municipale dopo lunghe e approfondite indagini ha individuato numerosi casi di illegittimità che hanno portato alla rimozione di ben... 500 impianti in tutta la città". Con buona pace degli altri 190.500. Se la strategia è questa, come appare da come si stanno configurando le cose, sappiate che l'abbiamo capita perfettamente. E che faremo di tutto per rompervi -dopo aver dimostrato di saperlo fare perfettamente- le ovine nel paniere. E nel frattempo arriveranno altri scandali, altra stampa (estera, stavolta), tanta altra tv e, potete giurarci, altri morti. E' solo questione di settimane, magari di giorni.

Te lo ripetiamo per l'ultima volta, Giovanni Alemanno, se affermi che c'è la mafia o la combatti o metti qualcuno al posto tuo -dimettendoti- che la combatte. Non puoi fare altrimenti. E la guerra contro la mafia si combatte con l'artiglieria, non con le mazzafionde del Prip e della Delibera di Inizativa Popolare (robe necessarie, ma ampiamente insufficienti a rimuovere realmente anche solo un cartellone sul territorio). Si combatte con una riforma del settore in questione che è sufficiente realizzare con una semplice delibera che dia mandato agli uffici competenti di preparare un bando, sul modello delle città dove questa riforma ha funzionato.

Tutto il resto è cattiva fede, chiacchiere e subalternità al crimine. Più chiaro di così...
M. T.

5 commenti:

  1. SOTTOSCRIVO OGNI PAROLA DEL POST:
    Bordoni può fare solo 1 cosa per essere credibile : DIMISSIONI SUBITO!

    Mc Daemon

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  2. Dimissioni e poi tanta serietà, basta e avanza!

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  3. ALEMANNO E BORDONI, CO STI CARTELLONI, SE SEMO ROTTI LI COJONI.

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  4. avete scritto:
    installare impianti in ottemperanza al Codice della Strada contemplando solo alcune ragionevoli deroghe senza le quali in città non si potrebbe installare neppure un impianto di pubbliche affissioni


    Non mi trovo molto d'accordo con questa proposta. Osservando alcune tra le maggiori città occidentali europee e non, ho potuto notare che queste metropoli praticamente quasi NON HANNO queste merde di cartelloni orribili e osceni a deturpare le strade cittadine.
    Devi fare una fatica bestiale per poterne trovare qualcuno in giro per queste città, e quei pochi che si vedono sono perlomeno anche esteticamente accettabili e non sgradevoli. Non sono questi mostri cadenti a cui siamo abituati qui.
    Ad esempio alzi la mano chi è stato a Londra e può ricordare di aver visto un cartellone pubblicitario di grandi dimensioni in città.
    Eppure stiamo parlando di economie avanzatissime.
    e invece qui da noi vogliamo ancora vedere Niccolò Cusano, Tom Ponzy, Comprooro e compagnia bella pubblicizzarsi sui mostri della Nuovi Spazi?
    Mah! contenti voi...

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  5. Ci sono due strade, una più anglosassone che è quella di Londra e New York dove i cartelli non esistono. E magari sia. Ma mi pare decisamente velleitario, utopistico. Meglio chiedere 100 e ottenere 80 piuttosto che chiedere 1000 e non venire presi sul serio ottenendo zero.

    Il modello è Parigi. Hai presente?

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