sabato 19 novembre 2011

Subito in galera chi può inquinare le prove dello scandalo


IL SEQUESTRO
Non montiamoci la testa, signori. Difficile che sia quello che speriamo, ovvero un sequestro da parte dell'autorità giudiziaria. Si tratta, invece, del primo atto, dovuto, da parte della Polizia Municipale che, nella persona del comandante Di Maggio, ha avuto propri in questi giorni l'incarico di occuparsi della situazione. Di Maggio ha trovato una situazione clamorosa e non ha potuto fare altro che sequestrate preventivamente. Ma da qui a cantare vittoria ce ne corre...

LA GALERA
Un buon risultato sarebbe l'affiancamento a questo provvedimento della Polizia Municipale, di un provvedimento della Procura della Repubblica. Con due disposizioni: la custodia cautelare per i protagonisti di questa storia, che in queste ore saranno affannatissimi a inquinare le prove come -per quel che ne sappiamo- stanno facendo da mesi; e un ulteriore sequestro giudiziario. Oltre ad una richiesta di commissariamento govenativo delle deleghe sulle affissioni.

I REATI
I reati sono benaltri rispetto a quelli solo di "falso" ipotizzati dalla Polizia Municipali. Lo sappiamo bene tutti: si va dall'associazione a delinquere, dall'omissione di atti d'ufficio fino, a nostro modesto parere, al concorso esterno in associazione mafiosa. Per arrivare proprio al reato di mafia, non lo diciamo noi ma lo dice il sindaco. Queste sono cose che gli uffici di Piazzale Clodio sanno perfettamente da anni. Basta un minimo di buona volontà e di voglia de lavorà per aggredire il problema, sbattere in gattabuia per 15 anni chi si merita di starci, sequestrare tutto, disporre rimozioni totali degli impianti (da pagare con i denari delle ditte, i cui conti correnti vanno preventivamente sequestrati).

IL LAVORO
Il lavoro che la Polizia Municipale e lo staff di Di Maggio deve fare, è per il 90% già fatto. Basterà agli inquirenti consultare i blog Cartellopoli e Basta Cartelloni; basterebbe consultare l'imponente archivio di denunzie inviate a migliaia di enti comunali, statali, regionali da parte dell'associazione Verdi Ambiente Società. Lì c'è tutto. E, lo ripetiamo, non si prefigura un banale reato di falso...

I GIORNALI
Ad ogni modo, piccola nostra nota, curioso che un sequestro avvenuto venerdì alle 13 non sia stato comunicato. Non sia stato seguito da nessuno. Non compaia sui giornali di oggi, sabato, neppure in un trafiletto. Eppure questo è il primo passo ufficiale, la prima piccola battaglia vinta da parte dei cittadini che - con enorme dispendio di energie e denari (solo gestire le vicende giudiziarie di questo blog, sequestrato mesi fa proprio per intercessione di quella "mafia" di cui parla il sindaco)- hanno intrapreso a mani nude una guerra micidiale. Gutta cava lapem, ma nessuno ne parla. Curioso...

LE TESTIMONIANZE
Sulle testimonianze diamo la nostra massima disponibilità e parliamo a nome di tutto il movimento: siamo tutti a totale disposizione per depositare. In particolare l'associazione Verdi Ambiente e Società e il Comitato Promotore per la Delibera di Iniziativa Popolare che sono enti ufficiali devono essere sentiti subito e la loro deposizione deve essere tenuta in massima considerazione. Ma non solo. Consigliamo, come abbiamo già fatto, al comandante-sceriffo Di Maggio di passare in rassegna i funzionari dell'ufficio affissione. Sappiamo per certo che quell'ufficio è pieno di gente per bene che in qualche maniera si è trovata a gestire una situazione criminale. Gente che sarebbe dispostissima a parlare, a chiarire dei nodi notevoli, a accennare alle responsabilità reali, al ruolo di Aequa Roma, agli strattagemmi utilizzati da faccendieri e dirigenti per evitare che la macchina funzioni e dunque per consentire al crimine di infilarvisi, a fornire le chiavi per risolvere una situazione che non noi, ma il sindaco stesso definisce con toni gravissimi e per la quale ipotizza la necessità di "spezzare le mani" ai responsabili. Ebbene, spezziamogliele come si deve, no?

I RISULTATI TANGIBILI
E sia chiaro che al di là della (piccola) soddisfazione momentanea, quello che interessa alla città è tornare ad avere la sua dignità. O, più semplicemente, tornare ad avere il suo cielo, il suo profilo, le sue prospettive, il suo skyline. Con la condotta che oggi viene posta sotto sequestro, l'amministrazione ha consentito lo spadroneggiare delle mafie in città; ha trasformato Roma in una enorme e volgare bacheca dove le plance pubblicitarie, una più brutta dell'altra, una più informe dell'altra, sono quintuplicate e, come se non bastasse, stanno continuando ad aumentare in maniera fragorosa (avete visto il video che abbiamo pubblicato ieri?). Ebbene al di là dei sequestri, al di là dei personaggi che vanno (SUBITO, CAZZO, SUBITO) messi in carcere, occorre agire sul territorio in maniera tangibile. Tangibile. Tangibile. Ho detto TANGIBILEEEE. Il settore va messo sotto commissario e le rimozioni devono essere draconiane, non due impianti di fronte all'Auditorium come è accaduto ieri. In città, caro comandante Di Maggio, vi sono 200mila impianti (forse di più), quelli regolari possono essere su per giù 50mila. Che vogliamo fare, perdiamo ancora tempo o rimuoviamo il 75% della merda che ci rende una città unica al mondo?

9 commenti:

  1. ALEMANNO E BORDONI, CO STI CARTELLONI, SE SEMO ROTTI LI COJONI.

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  2. Bisogna in tutti i modi mettere spalle al muro la magistratura romana che finora ha COLPEVOLMENTE ignorato il DISASTRO
    A costo di preparare i faldoni e andarglieli a sbattere sulla scrivania, magari con preannuncio alle agenzie di stampa
    Per il resto, non posso non notare che si comincia a muovere qualcosa, guarda caso, con la caduta del vecchio governo
    Non venitemi a dire che è un caso, in Italia non c'è mai nulla di "casuale" ....
    Marco1963

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  3. E chi l'ha mai neppure lontanamente ignorati i legali col la politica? E' forse proprio questo il doppio scandalo: malavita a servzio di chi deve operare per il bene pubblico!

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  4. Qualche assessore al commercio aveva qualche santo in paradiso a Palazzo Chigi e ora non ce l'ha più...

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  5. L'annuncio Di Alemanno è l'equivalente di un "si salvi chi puo'" mettendo le mani avanti.
    Ripeto non è un caso che alemanno abbia esternato dopo la formazione del nuovo governo. E' non è altrettanto un caso che la prima azione delle forze dell'ordine arrivi DOPO le esternazioni del Sindaco.

    E adesso, per favore "piazza pulita", in senso metaforico e non.

    Fabrizio V

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  6. Eh si, troppe coincidenze
    A costo di correre troppo con la fantasia, ma cartellopoli potrebbe essere la mazzata finale a questi 18 anni di gestione di una certa parte politica
    Certo, sempre che a piazzale clodio si sveglino
    Altra "casualità": delle porcate enav/finmeccanica si sapeva da anni (report ci ha fatto una puntata, e notoriamente le puntate di report sono degli avvisi di garanzia) ma anche qui, guarda caso, gli arresti scattano col governo Monti ....

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  7. Faccio notare i seguenti aspetti che non sono stati del tutto considerati o comunque sottovalutati.
    1 - Il sequestro penale è stato eseguito materialmente dalla Polizia Municipale, ma sembra essere stato ordinato al Vicecomandante Antonio Di Maggio dalla Procura della Repubblica di Roma, che – come riportato testualmente sull’atto di sequestro – ha “sottoposto a controllo” alcuni uffici di viale Ostiense n. 131/L “ai fini dell’acquisizione di atti in relazione alla commissione di reati previsti e puniti dagli articoli 48,479 – 48,483 C.P.”.
    2 – Ad essere stati sottoposti a controllo sono anche gli uffici con gli archivi della S.p.A. “Aequa Roma”, che è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità e si occupa non solo della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi, ma anche di attività di controllo svolte sul territorio ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario. Per tali motivi l’ho sempre chiamata in causa nelle segnalazioni che ho fatto a nome di VAS e che evidentemente sono state prese in considerazione dalla Procura della Repubblica.
    3 - La Procura evidentemente non sa che da alcuni mesi l’intero staff dell’Ufficio Tecnico del Servizio Affissioni e Pubblicità è stato spostato in via dei Cerchi 6, per cui a dover essere sottoposti a controllo dovrebbero essere anche i nuovi uffici per l’acquisizione degli atti che vi sono stati spostati.
    (segue nel commento successivo)

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  8. (seguito del commento delle ore 14,23)
    4 – La Procura vuole accertare se sussistano gli estremi del reato di “falsità ideologica” commessa in atti pubblici, che si verifica quando l’atto attesta fatti non veritieri.
    5 - La Procura vuole accertare in particolare se a commettere l’eventuale reato per “falsità ideologica” siano stati non solo “pubblici ufficiali” del Servizio Affissioni e Pubblicità (che in tal caso potrebbero eventualmente essere identificati, oltre che nel dott. Francesco Paciello come dirigente, anche nei funzionari di “Aequa Roma” equiparabili anch’essi a “pubblici ufficiali”), ma anche privati in atto pubblico, reato in tal caso configurabile solo nei casi in cui una specifica norma giuridica attribuisca all'atto la funzione di provare i fatti attestati dal privato al pubblico ufficiale, così collegando l'efficacia probatoria dell'atto medesimo al dovere del dichiarante di affermare il vero.
    6 – Sussiste “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” qualora la dichiarazione non conforme al vero sia contenuta all’interno di un’autocertificazione, che nel nostro caso è soprattutto la “asseverazione” del tecnico abilitato che viene allegata alle richieste di “spostamento” di impianti pubblicitari, ma anche l’atto con cui il rappresentante legale della ditta presenta la domanda, perché vi dichiara secondo il modello predisposto dallo stesso dott. Paciello che “il sottoscritto è a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica dei dati contenuti nella presente dichiarazione e, in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria ed escluderà pertanto l’impianto dal provvedimento autorizzatorio”.
    Con la redazione dell’asseverazione il tecnico abilitato (architetto, ingegnere, ecc.) assume la qualifica di “persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi dell’art. 359 del Codice Penale e dichiara, sempre secondo il modello predisposto dallo stesso dott. Paciello, che “il sottoscritto è a conoscenza che l'Amministrazione si riserva la verifica della asseverazione di conformità, e in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria”.
    7 - Data la qualità di “persona esercente un servizio di pubblica necessità”, ogni asseverazione falsa o mendace compiuta dal tecnico abilitato in sede di asseverazione è punita ai sensi dell’art. 481 del Codice Penale con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 51 a euro 516.
    In tutte le segnalazioni che ho trasmesso ultimamente a nome di VAS e che hanno riguardato “spostamenti” di impianti in luoghi con divieto tassativo di affissione ho chiesto di accertare se le relative “asseverazioni” fossero false o mendaci e se su di esse fosse stata fatta una verifica di conformità da parte in particolare della S.p.A. “Aequa Roma”.
    8 – Ma la Procura vuole accertare se ad essere stato commesso è il reato previsto dall’art. 483 e non 481 del Codice Penale, che riguarda la “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”, secondo il quale “chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni”: per la Procura in questo momento ad essere “indagati” sono soltanto i rappresentanti legali delle ditte pubblicitarie e non anche i tecnici abilitati di cui si sono serviti per allegare eventuali “asseverazioni” false o mendaci alle loro richieste di spostamento di cui VAS ha segnalato anche l’eventuale mancata loro verifica di conformità da parte della S.p.A. “Aequa Roma”.

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  9. Fare i backup dei contenuti del sito.
    Per favore non facciamoci fregare un'altra volta.
    Masterizzare i contenuti su DVD in duplice copia da custodire in posti fisicamente separati, ignifughi. Please....
    Grazie e saluti.

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