lunedì 14 novembre 2011

Ultime considerazioni riguardo le 10 domande a Bordoni

Torniamo per l'ultima volta sulle 10 domande a Bordoni con la certezza che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Qui trovate le considerazioni sulle 10 "non-risposte" del Comitato Promotore della Delibera d'iniziativa popolare mentre di seguito potete leggere quelle scovate in un commento nel blog.
Ormai è chiaro a molti lettori di Cartellopoli che dietro al nickname "Amico della Città" si nasconda magari non uno, ma una serie di personalità maledettamente vicine all'assessorato, al dipartimento e insomma a tutto il marciume che ha reso possibile la indicibile situazione in cui oggi versa la città per quanto riguarda i cartelloni pubblicitari. Per l'autorevolezza da insider che l'Amico della Città palesa sempre nei suoi interventi, abbiamo deciso di dare maggiore visibilità al contrappunto che l'Amico ha fatto delle nostre 10 domande a Bordoni e soprattutto alle risposte dell'assessore responsabile dello scempio che la città sta vivendo, sepolta da, come dice chi la sa lunga, "200mila impianti di cui solo un quarto, ovvero 50mila, regolari o regolarizzabili". Buona lettura.

1. On. Bordoni, perché l'impianto pubblicitario, schiantandosi sul quale due ragazzi sono morti, non era stato rimosso sebbene fosse sanzionato e, in un'intervista da Lei rilasciata a Repubblica del 14 maggio 2010, garantiva la rimozione del "cartellone entro 48 ore" pena la decadenza del titolo dell'inserzionista? 
L’impianto in questione non doveva essere lì e la ditta dovrà risponderne. Tuttavia è in corso un’indagine che farà piena luce sull’accaduto. 
Dovrà risponderne Paciello e Bordoni. L'impianto è stato autorizzato in quel punto.

2. On. Bordoni, perché a più di un anno mezzo dall'intervista da Lei rilasciata a Repubblica del 14 maggio 2010, ove assicurava la risoluzione del problema cartelloni nel "giro di un anno", ad oggi non esiste ancora alcuna  soluzione, tanto da doverci trovare nella "peggiore città al mondo" nella gestione della pubblicità outdoor? 
La soluzione c’è e si chiama Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, approvato a febbraio in Giunta, ora in Commissione e presto all’esame dell’Assemblea capitolina. Ho sollecitato la discussione in aula e la collaborazione di tutte le forze politiche per arrivare alla completa approvazione e dotare la città, dopo quasi 20 anni, di regole certe attraverso le quali disciplinare il settore affissioni e punire gli abusivi. Nessuno si è mai occupato di far redigere un Piano Regolatore e di impedire la deregulation del settore, nonostante la legge lo chiedesse dal 1993. Oggi che siamo a un passo da un cambiamento epocale nella disciplina delle affissioni non ho certo voglia di mollare. 
Nessuna città europea è provvista di Piano Regolatore degli impianti pubblicitari. Evidentemente non sono capaci di gestire la cosa. Quando il PRIP entrerà definitivamente in vigora, sarà irrealizzabile a meno che azzerino tutte le concessioni e le ditte rimuovino i loro impianti.

3. On. Bordoni,  perché la quasi totalità delle centinaia di denunce di impianti irregolari e illegali - che possiamo documentare quando vuole -  inviate da privati cittadini, associazioni e comitati non hanno ricevuto alcuna risposta? 
Le segnalazioni che i cittadini ci fanno pervenire vengono inoltrate all’Ufficio Affissioni e ai vigili della Polizia Municipale che vanno sul territorio a verificare, emettendo, ove riscontrata la fondatezza della segnalazione, i verbali che poi portano alle rimozioni. La risposta sta nella messa in opera del procedimento di sanzione e di ricollocazione o rimozione dell’impianto. 
Falso più falso. Al servizio AA.PP. non è mai arrivata una istanza dei cittadini per verificare l'inattendibilità di un impianto pubblicitario.

4. On. Bordoni, in una dichiarazione del 16 gennaio 2011 il Sindaco afferma: «Ho confermato nella nuova giunta l’assessore al Commercio Davide Bordoni e gli ho detto che si gioca tutto nel contrasto al commercio irregolare e ai cartelloni abusivi». Da quella data sono passati dieci mesi, può darci un numero preciso dei cartelloni abusivi che sono stati rimossi oltre che la ragione delle rimozioni? 
Con le risorse che abbiamo a disposizione abbiamo effettuato rimozioni con l’impiego di 5 appalti per un totale di 3700 impianti. I cartelloni sanzionati ed eliminati erano posizionati in violazione del Codice della strada o erano impianti dichiarati decaduti perché in contrasto con le prescrizioni del titolo autorizzativo. Abbiamo già pronte tutte le carte per rimuovere altri 1.077 cartelloni abusivi o irregolari.   
Veri i dati. Peccato che nello stesso periodo hanno autorizzato in punti vietati almeno 10 volte di più di altri impianti.

5. On, Bordoni, successivamente alla morte dei due ragazzi, ha rilasciato una agenzia stampa ove dichiara "Ci siamo confrontati con associazioni cittadine e ambientaliste facendo conoscere loro, da vicino, come opera una pubblica amministrazione". Potrebbe elencarci i nomi tali di associazioni e le date in cui hanno avuto luogo questi confronti? 
Abbiamo iniziato ad incontrare i cittadini nell’estate del 2010, accogliendo le istanze delle diverse associazioni e spiegando loro come opera l’Ufficio Affissioni dal punto di vista amministrativo e dal punto di vista operativo. Il tavolo di confronto ha portato alla presentazione in anteprima, proprio alla cittadinanza, del Piano Regolatore, il 22 ottobre 2010, Piano che poi la Giunta ha approvato a febbraio. In quella sede abbiamo spiegato come i cittadini potessero partecipare, in sede di discussione municipale, alla redazione del piano con eventuali deduzioni, come prevede il Regolamento comunale. Sono intervenuti al tavolo di confronto e alla presentazione del Piano Roberto Crea di cittadinanza attiva, Rodolfo Bosi, l’avvocato Santovincenzo, Massimo Tonelli, Lorenzo Parlati di Legambiente, l’associazione Italia Nostra e molti altri. Abbiamo aperto le porte dell’Assessorato a tutti. 
Non sono mai stati invitati i tecnici delle AA.PP. per collaborare strettamente al problema.

6. On. Bordoni,  il 26 maggio 2011 il "Comitato Promotore della Delibera d'iniziativa popolare per la modifica del Regolamento sulle affissioni" si è visto costretto a "non voler dare ulteriore corso" al progetto di collaborazione - avviato assieme all'amministrazione comunale - di "controllo sul territorio per il contrasto all’abusivismo pubblicitario". Il Comitato Promotore dichiarava, al tempo, che "continuano ad essere installati impianti con numeri e modalità in gran parte al di fuori di ogni controllo" individuando poi nella "mancanza di volontà politica dell’amministrazione la causa principale di questa situazione". Come spiega questa presa di posizione del Comitato con la sua recente dichiarazione ove sostiene di confrontarsi "con associazioni cittadine e ambientaliste facendo conoscere loro, da vicino, come opera una pubblica amministrazione"? 
Siamo stati chiari fin dall’inizio. La delibera popolare doveva seguire un iter amministrativo diverso, non per mia decisione o decisione della Giunta ma per regolamento. Il PRIP è uno strumento di regolamentazione che risponde a determinate caratteristiche. Alcune richieste dei comitati, per forma, non potevano essere contenute nel piano, altre sono state accolte e fatte proprie dal Piano o dai Municipi che hanno inviato le osservazioni prima del passaggio in Commissione. Si tratta di seguire l’iter amministrativo. Non c’è mai stata alcuna volontà politica di boicottare la delibera popolare.  
Non c'è volontà politica perchè oramai hanno le mani in pasta. Basta farsi una passeggiata in via dei cerchi per notare come i cartellonari non frequentino più gli uffici di via ostienze ma bensì le sale dell'assessorato. 

7. On. Bordoni, ci può spiegare perché la banca dati degli impianti pubblicitari è segretata ai cittadini? 
Perché non è un elenco dichiarato pubblico dalla legge, come quello telefonico. Tuttavia non c’è alcun segreto. La Banca Dati è in rete con i Gruppi di Polizia Municipale e quindi con i 19 Municipi che rappresentano, sul territorio, i cittadini. 
Si scoprirebbe che a Roma ci stanno oltre 200mila impianti di cui oltre il 75% in contrasto con il codice della strada ed i regolamenti comunali.

8. On. Bordoni, la delibera 37/2009 consente, oltre le sanzioni pecuniarie e le rimozioni degli impianti abusivi ed illegali, altri due meccanismi repressivi che sono  l'oscuramento dei cartelloni e la revoca di tutte le autorizzazioni per quelle ditte alle quali vengono rilevate 4 o più  violazioni. Ci potrebbe dire, dalla approvazione della delibera 37/2009 sino ad oggi, quanti impianti sono stati oscurati, quali sono le ditte sanzionate più di 4 volte e quante di esse hanno visto la loro licenza sospesa in maniera parziale e/o totale? 
Abbiamo dichiarato decaduti dalla Nuova Banca Dati 412 impianti nel 2010 e 1915 (dato aggiornato al 13 ottobre) nel 2011 riconducibili più o meno a sette ditte. L’elenco delle ditte, e di quelle decadute, si trova sul sito del Dipartimento Attività Economico-Produttive, alla voce Affissioni.
Un impianto non può essere decaduto. Bensì revocato nella sua autorizzazione. Non hanno nessuna volontà a rimuovere gli impianti delle ditte decadute.

9. On.Bordoni, in base alla delibera 37/2009 il 31 dicembre 2009 si sarebbe dovuto installare l'ultimo impianto ex-novo nella città di Roma, da quella data in poi ogni impianto nuovamente installato doveva essere il risultato di una "ricollocazione". Lei stesso nell'intervista rilasciata a Repubblica del 14 maggio 2010 dichiarava : "Spesso sono impianti che devono essere ricollocati perché si trovavano in luoghi dove sono in corso cantieri, come quelli della metropolitana". Ci potrebbe dire quali impianti sono stati ricollocati, con il dettaglio del luogo della rimozione e della neo-installazione, a partire dal primo gennaio 2010? 
Gli impianti movimentati dal Servizio Affissioni, dal 01/01/2010 ad oggi, sono 1637.
Le motivazioni della modifica sono da ricondurre all'istruttoria effettuata dagli uffici preposti a seguito di richiesta della società, richiesta di un ente a causa di lavori, ricollocazione a seguito di vav, e attraverso sopralluoghi congiunti di forze di vigilanza.
Con la 37-2009 si è assistito alla grande sanatoria a costo zero. Impianti collocati come i funghi con la semplice dichiarazione che erano già da tempo collocati sul territorio ed in regola con il codice della strada, salvo poi ricevere un ondata di richieste di ricollocazione perchè in contrasto con lo stesso C.D.S.

10. On. Bordoni, quali sono le attività che AEQUAROMA svolge a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale per il contrasto all'abusivismo?
AequaRoma si occupa dell’istruttoria delle istanze relative a trasformazione, accorpamenti e spostamenti di impianti.
AEQUA ROMA si occupa soltanto dell'istruttoria amministrativa. Non ha nessun tecnico che ne verifichi le prescrizioni delle distanze previste dal c.d.s. e regolamenti. Fino al 19 ottobre dopo aver rilasciato l'autorizzazione ed avere inserito in banca dati gli impianti nuovi, chiedeva ai tecnici del servizio AA.PP. un loro parere. Dal 19 ottobre quando i tecnici sono stati trasferiti alla sede di via dei cerchi, non viene più attuata nessuna istruttoria tecnica. 

2 commenti:

  1. che la banca dati sia nascosta ai cittadini per impedire la formalizzazione dello schifo è ovvio, mi chiedo se sia possibile fare qualche atto che obbighi il SINDACO in pectore (BORDONI) a rendere pubblica la banca dati.
    Mi cheideo se sia possibile attivare la stampa su questo punto: sarebbe la pistola fumante contro il sig. BORDONI da Ostia, del quale vorrei sapere che titolo di studio ha? laurea in economia del degrado all'universitaà pizzicagnola dell'infenetto?

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  2. ma vi immaginate se si riuscisse ad entrare in possesso della Banca Dati e dei suoi 200.000 impianti ?????
    M nessuno ci riesce ???

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