venerdì 18 novembre 2011

Una maggioranza sempre più sparuta ha paura di votare la proposta di delibera di iniziativa popolare

Per capire meglio cosa è successo ieri pomeriggio nell’aula Giulio Cesare è bene ricordare che il 30 marzo del 2009 a votare a favore della delibera n. 37 sono stati 31 consiglieri rispettivamente del PDL (28), della Lista Civica Amore per Roma (2) e de La Destra (1) e che contro hanno invece votato soltanto 3 consiglieri del PD, della SEL e dell’UDC perché tutti gli altri consiglieri di opposizione quel giorno erano colpevolmente assenti.
È bene altresì ricordare che la delibera di iniziativa popolare, che si propone di modificare ed integrare proprio la delibera n. 37/2009, dal 20 ottobre scorso per imposizione del Prefetto è stata messa all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale, ma in coda alla proposta di delibera sul nuovo Regolamento di disciplina del servizio dei taxi a Roma, che è stato votato l’8 novembre scorso dopo ben altre 7 sedute: nella convocazione del successivo 10 novembre la proposta di delibera d iniziativa popolare, anziché essere messa al 1° punto all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale, come le sarebbe spettato di diritto, è stata invece fatta scalare per dar posto alla proposta relativa alle disposizioni concernenti la S.r.l. Zètema Progetto  Cultura che è stata poi votata il 14 novembre.
Nella convocazione di ieri la proposta di delibera di iniziativa popolare è stata strumentalmente fatta scivolare di nuovo al 2° punto all’ordine del giorno dei lavori, per far posto ad una proposta di delibera riguardante le misure anticrisi in materia di tempi di attuazione dell’edificazione privata.
All’inizio della seduta di ieri pomeriggio sono intervenuti i consiglieri Athos De Luca (PD) per denunciare il grave sgarbo che si faceva ai promotori della proposta e Maria Gemma Azuni (SEL) per far sapere che era stata presentata una richiesta scritta firmata da 5 consiglieri per chiedere a norma di Regolamento l’inversione dell’ordine dei lavori e discutere quindi subito la proposta di delibera di iniziativa popolare, se non altro per il rispetto che si deve a tutti i cittadini.
A sollecitare l’inversione dell’ordine dei lavori è stato anche il consigliere di opposizione Andrea Alzetta (La sinistra l’Arcobaleno), che si è appellato al Presidente dell’assemblea capitolina perché a norma di Regolamento spetta a lui iscrivere in modo corretto gli atti all’ordine del giorno .
A favore di una immediata discussione si sono pronunciati anche i consiglieri di maggioranza Antonino Torre (Lista Civica per Alemanno), Fernando Aiuti (PDL) e Pierluigi Fioretti (PDL).
Non essendoci stata però una dichiarata maggioranza a favore della richiesta di inversione dell’ordine dei lavori, il Presidente dell’assemblea capitolina Marco Pomarici sempre a norma di Regolamento ha dovuto rimettere la decisione all’intero Consiglio Comunale ed ha posto in votazione se mantenere gli argomenti nell’ordine della convocazione e quindi bocciare la loro inversione.
A favore del mantenimento dell’ordine del giorno sono stati i seguenti 22 consiglieri, tutti di maggioranza: Maurizio Berruti (PDL), Roberto Cantiani (PDL), Gilberto Casciani (Lista Civica Amore per Roma), Ugo Cassone (PDL), Valerio Cianciulli (PDL), Alessandro Cochi (PDL), Pasquale De Luca (PDL), Francesco De Micheli (PDL), Marco Di Cosimo (PDL), Pierluigi Fioretti (PDL), Antonio Gazzellone (PDL), Luca Gramazio (PDL), Federico Guidi (PDL), Giuseppe La Fortuna (PDL)
Giorgio Stefano Masino (PDL), Federico Mollicone (PDL), Domenico Naccari (PDL), Francesco Maria Orsi ((Lista Civica Amore per Roma), Samuele Piccolo (PDL), Giovanni Quarzo (PDL), Marco Siclari (PDL), Ludovico Maria Todini (PDL)
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Ad eccezione di Maurizio Berruti, Valerio Cianciulli, Giuseppe La Fortuna e Samuele Piccolo, che non hanno partecipato al voto del 30 marzo del 2009, tutti gli altri 18 consiglieri hanno invece votato a favore della delibera n. 37/2009.
Hanno invece votato contro i seguenti 7 consiglieri: Roberto Angelini (PDL), Rocco Belfronte (UDC), Lavinia Mennuni (PDL), Francesco Smedile (UDC), Antonino Torre (Lista Civica per Alemanno), Salvatore Vigna (API), Paolo Voltaggio (UDC).
Ad eccezione dell’on. Lavinia Mennuni, che il 30 marzo 2009  ha votato a favore anche lei della delibera n. 37, tutti gli altri sei non hanno partecipato al voto del 30 marzo del 2009.
Si sono infine astenuti dal voto il consigliere Giuseppe Ciardi (PDL) ed il presidente dell’assemblea capitolina Marco Pomarici (PDL): entrambi il 30 marzo 2009  avevano votato a favore della delibera n. 37.  
Come si può ben vedere, la maggioranza dei 31 consiglieri che il 30 marzo del 2009 avevano votato a favore della delibera n. 37 si sono ieri ridotti addirittura a 18, rinforzati da appena altri 4 consiglieri del PDL, mentre una di loro, la Mennuni (sempre del PDL), ha stavolta votato per l’inversione dell’ordine dei lavori votata anche da un altro consigliere del suo stesso partito che non aveva invece partecipato al voto del 30 marzo 2009, mentre altri due consiglieri (pur essi del PDL) hanno preferito astenersi.
Va fatto presente al tempo stesso che ieri pomeriggio non hanno strumentalmente votato, con la dichiarata volontà di tentare di far mancare il numero legale, 9 consiglieri di opposizione (del PD, dell’UDC e della SEL), che avrebbero portato a 16 i voti contrari: ad astenersi dal voto sono stati anche i consiglieri Fernando Aiuti ed Andrea De Priamo (PDL) che è uscito dall’aula prima della votazione.
A tal riguardo si deve mettere in grande evidenza che, se alla seduta di ieri avessero partecipato i circa 10 rimanenti consiglieri di opposizione, sarebbe prevalso un voto favorevole alla inversione dell’ordine dei lavori ed il Consiglio Comunale avrebbe dovuto iniziare finalmente la discussione sulla proposta di delibera di iniziativa popolare, che è ferma all’ordine dei lavori orami da un mese e che slitta ancora alla prossima convocazione, messa quasi sicuramente al 2° punto dell’ordine dei lavori.
La votazione di ieri pomeriggio ha registrato un evidente sfaldamento della maggioranza che ieri è comunque rimasta tale, grazie anche alle assenze di troppi consiglieri di opposizione.
È stata comunque messa a nudo una chiara volontà di rimandare possibilmente all’infinito la proposta di delibera di iniziativa popolare che l’attuale maggioranza ha paura a bocciare, specie dopo l’esame di coscienza che in diversi si son dovuti fare a seguito dell’incidente stradale che ha interessato un impianto pubblicitario installato in via Tuscolana e provocato la morte di due persone.

In un suo intervento il consigliere Ugo Cassone ha tenuto a fare presente che nella mattinata di ieri la IX Commissione per il Commercio da lui presieduta ha espresso parere favorevole sul PRIP, proponendo un maxi emendamento: in un comunicato stampa diffuso ieri ha poi dichiarato che il PRIP è stato licenziato “dopo numerosi incontri con le associazioni di categoria” e che “a breve arriverà alla discussione finale in Assemblea capitolina".
In un precedente comunicato stampa dello scorso 6 ottobre l’on. Cassone aveva dichiarato che “l’approvazione del Piano Regolatore … è dunque prevista in Commissione tra fine ottobre e novembre ma, trattandosi di un documento complesso e al pari di qualsiasi altro piano regolatore, richiede un tempo di discussione adeguato”.
L’accelerazione che è stata voluta dare al PRIP, senza sentire i comitati e le associazioni che si battono contro la cartellopoli romana, legittima il sospetto che a far scalare la proposta di delibera di iniziativa popolare al 2° punto all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale sarà ora il PRIP, che la affosserà di fatto nella sostanza, anche se nella forma ai sensi del 5° comma dell’art. 48 del Regolamento del Consiglio Comunale “gli atti …  rimangono iscritti all’ordine del giorno fino alla loro trattazione, ovvero vengono depennati su disposizione del Presidente allorché i proponenti ne chiedano il ritiro”.
In tal caso, vista la maggioranza sparuta che ha bocciato ieri la richiesta di inversione dell’ordine dei lavori, l’opposizione è chiamata a riproporre l’inversione dell’ordine dei lavori ai sensi del 4° comma dell’art. 49 del Regolamento del Consiglio Comunale, presentando una richiesta scritta firmata stavolta non soltanto da 5 consiglieri, ma da tutta l’opposizione unita che sarà così chiamata ad assicurare una sua presenza compatta in aula (quanto meno doppia di quella di ieri) che dia al momento del voto una seria possibilità di riuscire ad ottenere finalmente la discussione sulla proposta di delibera di iniziativa popolare.  


Dott. Arch. Rodolfo Bosi

2 commenti:

  1. la politica al servizio di se stessa... e fine a se stessa

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  2. Questi INQUALIFICABILI individui, alemanno, bordoni e paciello, responsabili di questo schifo intollerabile, hanno ridotto Roma a una FOGNA. E il fortissimo sospetto di connivenze è talmente lampante che ormai cominciano a chiedere notizie anche all'estero.

    DIMISSIONI!

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