sabato 26 novembre 2011

Una voce fuori dal coro

AFFISSIONI, AZUNI (SEL): ANCORA OCCASIONE PERSA DA PDL E SINDACO
(OMNIROMA) Roma, 25 NOV - "Dopo oltre tre anni di colpevole inerzia sulle affissioni, l’Assessore Bordoni si scopre barricadero e filo-comitati. Peccato però che la proposta di delibera di iniziativa popolare sia stata bocciata proprio dalla maggioranza dell’Assessore Bordoni. Con l’opposizione di centrosinistra ho votato a favore della proposta voluta dai comitati dei cittadini, sicura che, se approvata, sarebbe stata una prima, efficace risposta contro la degenerazione selvaggia della cartellopoli romana. L’approvazione dell’O.d.G. di cui parla l’Assessore è solo la foglia di fico con cui il PDL cerca di coprire la vergogna della bocciatura della proposta di delibera di iniziativa popolare". Così in una nota Gemma Azuni, presidente del Gruppo Misto (Sinistra, Ecologia Libertà) in Campidoglio.
"Al tempo stesso, prendo atto dell’ordinanza del Sindaco con cui si sospende il rilascio di autorizzazione di nuovi impianti e l’efficacia di quelle già rilasciate per impianti non ancora installati - aggiunge - Questo comportamento ondivago della maggioranza di centro destra rappresenta, a mio avviso, l’ennesimo segnale dell’incapacità di governare un problema, quello della proliferazione selvaggia degli impianti pubblicitari che rappresenta un pericolo per la vita dei cittadini, come purtroppo si è visto, e umilia la bellezza della città".
"Ancora un occasione persa dal Pdl e dal sindaco. Per questo io, a differenza dei consiglieri del PDL, non ho motivi per rallegrarmi circa l’approvazione dell’ordine del giorno e rifletto invece, con tristezza e rabbia, per l’allergia alle regole che domina in Assemblea Capitolina e continua a produrre danni per la città", conclude. 

*Peccato che ci siano stati dei componenti del movimento anti-cartellonaro che invece, come fa la Azuni, di denunziare patetiche foglie di fico, abbiano contribuito a scriverle. Facendolo a nome di 10mila romani: anche voi!

1 commento:

  1. Sta storia dell'ODG è sempre più scandalosa.

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