sabato 10 dicembre 2011

Da il Messaggero di oggi

Comune, ipotesi rimpasto
Si cerca un'altra donna
Alemanno vuole potenziare la squadra ed evitare il Tar
sulle quote rosa. Favorita Lorenzin su Mennuni e Lucarelli


di Davide Desario
ROMA - Alemanno cambia ancora squadra. Da giorni in Campidoglio si rincorrono le voci e le riunioni. Più ufficiose che ufficiali: il sindaco sarebbe intenzionato entro la fine dell’anno a fare il terzo rimpasto.

A spingerlo sarebbero due motivazioni: la prima, tutta politica, mirata a potenziare la Giunta in vista dello sprint di fine mandato; la seconda è legata alla spada di Damocle del ricorso al Tar sulle quote rosa la cui sentenza è ormai imminente. Per questo Alemanno sta pensando di far entrare un’altra donna al posto di un uomo. Il predestinato sembra essere l’assessore al Patrimonio ed europarlamentare Alfredo Antoniozzi. Ma al suo posto rischiano anche Enrico Cavallari (Personale) e Davide Bordoni (Commercio).

Fino all’ultimo il sindaco ha sperato di potenziare la Giunta e riequilibrare la presenza femminile sfruttando la legge su Roma Capitale. Ma l’ampliamento degli assessori da 12 a 15, almeno per ora, è naufragato. Così, da giorni, si è fatta largo l’ipotesi di un nuovo cambiamento.
Alemanno ha già iniziato a tastare il terreno con i rappresentanti politici delle varie correnti del Pdl per capire come intervenire senza creare fratture in vista del rush finale prima delle elezioni del 2013. Per ora incontri a quattr’occhi.

Ma i tempi sono stretti. Il nuovo ricorso al Tar per le quote rosa, presentato dalla consigliera comunale Monica Cirinnà (Pd) e Gemma Azuni (Sel), è stato giudicato ammissibile e la sentenza del tribunale regionale è prevista per fine gennaio 2012. Quindi, salvo terremoti politici legati per esempio alla vicenda dell’annullamento dei compensi per i presidenti dei municipi stabilita dal decreto «Salva Italia», Alemanno potrebbe chiudere i giochi già entro la fine dell’anno.

Al momento, l’uomo destinato a cedere la sua poltrona sembra essere Antoniozzi, l’unico della Giunta dopo l’uscita di scena di Mauro Cutrufo, ad avere il doppio incarico come parlamentare europeo. Un’eccezione che in questi tempi di tagli ai costi della politica e campagne anti-casta potrebbe costargli caro. Anche perché Antoniozzi è in quota Forza Italia, l’unica corrente a non essere mai stata toccata da rimpasti e sostituzioni.

Altrimenti potrebbe essere sacrificato l’assessore al Personale Cavallari: al suo posto una new entry più grintosa nella gestione del maxiconcorso da duemila posti al Comune. In queste ultime ore, tra gli assessori in bilico, è circolato anche il nome di quello alle attività produttive Bordoni, sotto pressione per la vicenda dei cartelloni abusivi. Ancora da individuare la donna da inserire in squadra.

In pole position c’è la deputata Beatrice Lorenzin: dalla sua ha un’ampia esperienza di consigliere municipale e comunale e l’appartenenza alla corrente di Forza Italia (come Antoniozzi); dall’altra, però, resterebbe irrisolto il nodo del doppio incarico.

L’altro nome possibile è quello del presidente della commissione comunale Patrimonio Lavinia Mennuni che Alemanno ha già nominato delegata alle Pari Opportunità. Con la Mennuni, rampelliana doc, il sindaco potrebbe ricucire definitivamente lo strappo con i «gabbiani» avvenuto con il primo rimpasto, quando venne messa fuori squadra l’assessore alla Scuola Laura Marsilio.

Tra i possibili ingressi in giunta torna il nome di Monica Lucarelli, la presidente dei giovani industriali che proprio recentemente ha varato la Fondazione Roma impegnata in iniziative per il decoro e contro il degrado della Capitale. Il suo sarebbe un altro ingresso tecnico (dopo Carmine Lamanda al Bilancio, Gianluigi De Palo alla Famiglia e Rosella Sensi ai Grandi Eventi) che metterebbe il sindaco al riparo da nuovi bracci di ferro tra le varie anime del centrodestra. Infine è tornato a circolare anche il nome di Giorgia Meloni, ora non più ministro della Gioventù.


[tutti a commentare selvaggiamente qui]


*Sotto pressione Bordoni? Ma quali pressioni, Bordoni dorme tra due guanciali. Anzi tra duecentomila tanti quanti i cartelloni abusivi di cui ha permesso, facilitato e favorivo l'installazione (una enorme percentuale di questi, come tutti sanno, gestiti dalla criminalità). Sotto pressione è semmai la città di Roma, unica città occidentale dove la pubblicità outdoor invece che una risorsa rappresenta un problema. Un problema estetico (la città è irriconoscibile); un problema di sicurezza stradale (si muore ammazzati come mosche); un problema di ordine pubblico e criminalità (le ditte dei cartelloni, in molti casi, sono di proprietà della malavita). Per risolvere occorre riformare il mercato mettendo le concessioni all'asta. E che vinca il migliore. Come si è fatto in tutto il mondo civile dove a gestire le affissioni di città anche molto più estese di Roma sono due, tre o quattro ditte in tutto, non quattrocento. Dunque il problema è fare riforme, non cambiare assessori. Quanto a Bordoni, poi, non ci sentiremo di certo di esultare se dovesse uscire dalla giunta. Per noi il problema lì non è più politico, ma giudiziario.

1 commento:

  1. Questo inqualificabile individuo, questo bordoni, sarà ricordato assieme al sindachetto alemanno, come il principale fautore del degrado di Roma.

    Uno schifo senza pari, indegno, immondo, una devastazione di Roma ad opera di cartellonari senza scrupoli ai quali, con fortissimi sospetti di collusioni e connivenze, è stato dato il via politicamente con questa giunta.

    Si faccia piena luce e paghino i responsabili di questo SCHIFO INFAME.

    RispondiElimina