giovedì 29 dicembre 2011

Deve essere solo l'inizio

 
Cartelloni illegali, scattano 44 denunce
C'è anche un dirigente del Campidoglio

Si tratta del funzionario dell'ufficio Affissioni
Conivolti titolari e amministratori di imprese del settore


ROMA - Sono 44 le persone denunciate alla procura della Repubblica dal nucleo di polizia municipale, guidato dal vice comandante Antonio Di Maggio, che è stato incaricato da Gianni Alemanno di indagare sul fenomeno dei cartelloni abusivi nella Capitale. Un fenomeno definito recentemente «una vera e propria mafia» dallo stesso sindaco. Adesso saranno i giudici a decidere sull’iscrizione nel registro degli indagati e, quindi, sulla prosecuzione delle indagini a loro carico. L’inchiesta punta i riflettori su un panorama inquietante: su 32 mila impianti censiti dal Campidoglio, per le strade della Città eterna ce ne sono in realtà 40-50 mila. E le demolizioni fin qui fatte - 3.700 con l’attuale amministrazione - rappresentano una porzione ancora troppo piccola dell’illegalità diffusa.

Gran parte delle persone denunciate sono titolari o amministratori di imprese che operano nel settore della cartellonistica pubblicitaria. Secondo i vigili urbani, queste 43 persone «tra il maggio del 2009 e il novembre del 2011» avrebbero «indotto in errore i competenti funzionari degli uffici comunali», in particolare dell’ufficio affissioni e pubblicità e del dipartimento attività produttive, per ottenere autorizzazioni non regolari. In dettaglio, i denunciati avrebbero «presentato false dichiarazioni sostitutive di atto notorio, attestanti la proprietà degli impianti pubblicitari, nonché la loro regolarità». I cartelloni, in particolare, erano stati installati in violazione dei vincoli storico-artistici e paesaggistico-ambientali, nonché delle norme comunali sulla pubblicità. Alla base delle irregolarità commesse, secondo la polizia municipale, ci sarebbero false autocertificazioni presentate agli uffici, «con l’aggravante di aver cagionato al Comune di Roma un danno patrimoniale di rilevante gravità, consistente nella deturpazione del territorio comunale di appartenenza».

Denunciato alla magistratura anche il dirigente dell’ufficio affissioni e pubblicità del Campidoglio che, secondo gli investigatori, avrebbe omesso «di emettere atti di decadenza delle autorizzazioni» alle ditte che risultavano «avere tre o più impianti installati in violazione di norma, alcuni dei quali rimossi in un numero sicuramente maggiore di quattro, omettendo inoltre di diffidare le stesse alla rimozione» dei cartelloni illegali. Negli ultimi tempi, oltre alla deturpazione del panorama cittadino, è venuta a galla sempre di più la pericolosità degli impianti abusivi. In particolare con il recente incidente stradale in via Tuscolana, a due passi da Cinecittà, costato la morte di un motociclista. Fa.Ro.

Giovedì 29 Dicembre 2011 - 09:35    Ultimo aggiornamento: 09:37

Cartelloni illegali, scattano 44 denunce C'è anche un dirigente del Campidoglio

Alemanno: «Gran parte delle aziende agisce irregolarmente»

11 commenti:

  1. Sincere congratulazioni a Di Maggio; se c'è ancora qualcuno che fa il suo dovere, allora la speranza non è persa.
    Adesso la magistratura di roma non può più nascondersi, queste sono NOTIZIE DI REATO
    Cartellopoli.net era già di suo una notizia di reato.
    Se non agiranno, ci vado io per primo a denunciarli alla magistratura di perugia per omissione d'atti d'ufficio (come minimo !)

    Marco1963

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  2. PS: anche nella rassegna stampa di tgcom24 (canale 51 del DTT) è stata evidenziata la notizia del messaggero, ed era la rassegna stampa nazionale, NON romana, sottolineo

    Marco1963

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  3. ancora non ci siamo. si deve togliere l'indagine ai vertici della municipale perché, come dicevano i romani, quelli veri, nemo testis in re propria.
    e poi se il comune è in mano alle mafie, la gente onesta si aspetta che venga commissariato e che tutte le licenze vengano fatte decadere. la storia dei caldarrostai e della connivenza delle autorità, denunciata dalle iene, e il recente richiamo del governo ai camion bar deve spingerci a insistere anche su questo fronte, probabilmente più complesso e difficile.
    tutto questo al grido: io in una città di mafiosi, come li chiama il sindaco, non voglio vivere

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  4. Fabrizio Vienna29 dicembre 2011 13:42

    Mi sembra alquanto paradossale che La polizia municipale solo ora denunci c'ho che è stato sotto i loro occhi per 4 anni. Benissimo che la Magistratura indaghi sui responsabili in comune. Ma veramente pensiamo che questo schifo sia potuto accadere senza la connivenza della polizia municipale. Io alle favole non ci credo e auspico che la magistratura faccia il suo dovere estendendo le indagini alla polizia municipale stessa.

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  5. Come al solito vedo che ci si riesce a lamentare del nulla, oltre a non capire i problemi.
    Se la municipale fa, una volta tanto, il suo dovere, bisogna togliergli l'indagine.
    La magistratura che invece, nonostante gli esposti di Bosi A DECINE, non ha mai alzato un dito (ed è QUESTO il vero scandalo), invece va bene.
    Non aggiungo altro
    Marco1963

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  6. Bene, speriamo non sia un fuoco di paglia

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  7. L'intervista ad alemanno è patetica. una vergogna . uno schifo. Questo personaggio non si meriterebbe neanche la gestione di una baracca del campo nomadi, ed invece amministra la capitale d'Italia. MI VERGOGNO DI ESSERE ROMANO. MI VERGOGNO DEL SINDACO DI ROMA. (LUI NO).

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  8. Speriamo sia solo l'inizio!

    GRAZIE CARTELLOPOLI, ROMA TI RINGRAZIA!

    Mc Daemon

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  9. Alemanno si dimentica di precisare che la devastazione completa di Roma è opera della Delibera 37/2009.

    CONCLUSIONE : ALEMANNO E BORDONI A CASA!
    PRIMA VE NE ANDATE PRIMA ROMA TORNA A RESPIRARE.

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  10. Infatti dall'articolo si legge che l'indagine parte da maggio 2009 e arriva a novembre 2011, implicitamente evidenziando che lo scandalo nasce dalla delibera 37 ....

    Marco1963

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  11. A Fabrizio Vienna delle ore 13,42 faccio presente che l'indagine é stata affidata ad un nucleo di Polizia Giudiziaria e non ai Vigili della Polizia Municipale.
    A Marco 1963 delle ore 15,10 faccio notare che secondo Antonio Di Maggio i denunciati avrebbero "presentato false dichiarazioni sostitutive di atto notorio, attestanti ... la loro regolarità": riguarda anche e soprattutto gli "spostamenti" consentiti dalla Giunta Capitolina con deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008, così come poi disciplinata con Determinazione Dirigenziale del Dott. Francesco Paciello n. 3312 del 23 dicembre 2008.

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