mercoledì 21 dicembre 2011

Gli emendamenti non solo insufficienti, ma addirittura peggiorativi, fin qui apportati allo schema normativo del PRIP

Come dovrebbe essere ormai noto ai più, il Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) così come adottato dalla Giunta Capitolina il 2 febbraio 2011,  è corredato da uno “schema normativo” costituito da 6 capitoli con i rispettivi paragrafi, che non comportano l’entrata in vigore di nessuna disposizione normativa, dal momento che l’attuazione del PRIP è demandata alla approvazione dei singoli Piani di Localizzazione con cui verrà di fatto a concretizzarsi.

Nelle osservazioni al PRIP che ho presentato a nome della associazione VAS l’11 aprile scorso ho proposto  di trasformare lo “schema normativo” in Norme Tecniche di Attuazione da far scattare immediatamente come “misure di salvaguardia”, senza nessun regime transitorio, che sono state fatte proprie integralmente dal Consiglio del II Municipio nella espressione del “parere” di sua competenza.

In sede di controdeduzioni al suddetto “parere” del Consiglio del II Municipio la Giunta Capitolina ha approvato come “misure di salvaguardia” la seguente riformulazione del paragrafo 5.6 della schema normativo, che è relativo alla “Efficacia del Piano di Localizzazione”.

La Giunta Capitolina in sede di controdeduzioni ha fatto un passo in avanti, perché ha recepito in termini di “metodo” la necessità di far scattare nell’immediato almeno delle “misure di salvaguardia”, che però in termini di “merito” costituiscono il riconoscimento alle ditte pubblicitarie dei “diritti acquisiti” di cui invece il PRIP non doveva assolutamente tener conto.

In sede di controdeduzioni la Giunta Capitolina ha accolto alcune proposte presentate non solo dai Consigli dei Municipi II, XIII, XVI e XVII, ma anche del Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare.

Non è dato di sapere al momento se la Giunta Capitolina abbia controdedotto anche alle osservazioni di VAS, perché con nota prot. QHI/87238 del 7 dicembre  2011 il dott. Francesco Paciello ha comunicato al sottoscritto che “non sussiste agli atti alcun documento con cui la Giunta Capitolina abbia riscontrato le suddette osservazioni”.

Si mette in grande risalto che il sottoscritto ha avuto dal Comitato Promotore una copia delle controdeduzioni che la Giunta Capitolina avrebbe fatto alle sue sole proposte, ma che, come specificato dall’apposito frontespizio, riguardano specificatamente le «OSSERVAZIONI FORMULATE DALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, COMITATI ED IMPRESE PUBBLICITARIE»: ne deriva che non possono non esserci anche le controdeduzioni alle osservazioni formulate da VAS, oltre che quelle presentate dalle imprese pubblicitarie, al momento non note.
 
Diversamente si tratterebbe di una vera e propria omissione di atti dovuti d’ufficio, ancor più grave se si considera che nelle sue osservazioni il sottoscritto è stato l’unico a rilevare numerosi errori materiali che sono contenuti nelle tavole di zonizzazione e tipi stradali e che in quanto tali debbono essere necessariamente corretti d'ufficio, senza che vi possa essere alcuna discrezionalità "politica" al riguardo: l'annullamento della affissione pubblicitaria su tutte le strade soggette a vincolo con prescrizione di divieto tassativo di affissione comporta di per sé un discreto ridimensionamento della superficie espositiva complessiva del PRIP, che porterà a scendere ben al di sotto degli attuali 162.500 mq. previsti, per cui in una pervicace mancata considerazione delle prescrizioni non rispettate dei vincoli, che è invece dovuta perché sono sovraordinati e quindi cogenti, potrebbero essere ravvisati estremi di reato che vanno ben oltre dei semplici “errori materiali” commessi involontariamente. 
Si mette in evidenza che un comunicato lascia emanato dall’On. Ugo Cassone il 17 novembre scorso lascia intendere che non sono state analizzate dalla Commissione Commercio da lui presieduta le osservazioni al PRIP presentate dal sottoscritto a nome di VAS, legittimando addirittura il sospetto che non siano state nemmeno trasmesse alla IX Commissione Commercio, che conseguentemente non ne avrebbe potuto tenere conto, mentre avrebbe magari preso in considerazione le osservazioni formulate dalle ditte pubblicitarie.
Se così fosse veramente, la questione sarebbe estremamente grave perché – come già detto - una parte importante delle osservazioni ha riguardato i numerosi “errori materiali” rilevati dal sottoscritto in riferimento a precise prescrizioni di divieto assoluto di affissione pubblicitaria all’interno degli ambiti vincolati di paesaggio correttamente elencati nella relazione illustrativa del PRIP, ma poi non affatto rispettati nelle tavole di zonizzazione e tipi stradali: nel suo comunicato l’On. Ugo Cassone ha affermato che “nel fare tutto questo occorre  rispettare i vincoli ambientali, paesaggistici, artistici e storici”, che non sono stati invece affatto rispettati nella loro totalità.
L’On. Ugo Cassone si è invece preoccupato di far approvare dalla Commissione da lui presieduta un emendamento che propone di aggiungere allo schema normativo del PRIP un capitolo n. 7, relativo alle “Disposizioni Attuative” e che al paragrafo 7.1 detta la disposizioni riguardanti la “Fase di prima attuazione del Piano”: ricalcano sostanzialmente quanto già controdedotto dalla Giunta Capitolina spostandolo però dal futuro rimando ai Piani di Localizzazione ad una immediata applicazione fin dalla approvazione del PRIP, nella convinzione che possa essere pur sempre considerato giuridicamente valido un semplice “schema normativo”.

Si tratta di un emendamento del tutto inaccettabile, anche perché illecito in diverse sue parti, che non può nella maniera più assoluta “legittimare” né gli impianti pubblicitari attualmente installati sul territorio né peggio che mai quelli per i quali è stata fatta richiesta di nuova installazione addirittura 15 anni fa.

In allegato al presente post vengono pubblicati tutti gli emendamenti fin qui apportati allo schema normativo del PRIP, fino a quello proposto dalla IX Commissione Commercio: le ragioni che motivano la inaccettabilità di quest’ultimo emendamento sono spiegate dettagliatamente nelle osservazioni che ho trasmesso il 19 dicembre scorso e che sono pur esse allegate al presente post.

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