venerdì 2 dicembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Roma è la nostra casa. Cartelloniamola. 2





Segnalazione inviata il 1 dicembre 2011 a: polmunicipaleseg04@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; picsdecoro@libero.it; gianni@alemanno.it; sindaco@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; sveva.belviso@comune.roma.it; segreteriacapodigabinetto@comune.roma.it

All’Aranciera di San Sisto in piazza di Porta Metronia n. 2 il 17 novembre scorso é stato tenuto un convegno sulla prima Giornata per il decoro urbano nel corso del quale é stata presentata la nuova campagna sul decoro urbano che é stata promossa dall’Assessorato alle Politiche ambientali e al Decoro Urbano, in collaborazione con Roma Capitale: quel giorno é stato annunciato che i manifesti con lo slogan “Roma é la nostra città rispettiamola” sarebbero stati affissi su impianti di dimensioni di mt. 4 x 3.

In data odierna é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate scattate il 30.11.2011) secondo la quale un manifesto della campagna pubblicitaria promossa dal Comune di Roma risulta essere stato affisso su un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 (vedi foto allegata come “Via Comano.jpg”) installato in via Comano all’altezza dell’incrocio con via Molazzana (vedi planimetria allegata come “Via Comano_2008_pianta.jpg”9).

La segnalazione allega la foto “Via Comano_2008.jpg”, tratta da Street View di Google Maps, per attestare che nel 2008 l’impianto risultava già installato sul posto e che quindi faccia parte del cosiddetto “riordino”.

La segnalazione allega anche la foto “Via Comano_Targhetta” che mostra una targhetta affissa in basso a destra  della cornice dell’impianto che reca il numero di codice identificativo 0025/AD357/P e la scritta “VIA COMANO, SC FRONTE VIA MOLAZZANA”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8.9.2011) al codice 0025 corrisponde come denominazione la ditta“CLEAR CHANNEL AFFITALIA S.R.L .”, ma con la precisazione fra parentesi che é “in corso procedimento di voltura da PUBBLI A S.P.A.”: si chiede pertanto di sapere se la titolarità del suddetto impianto (e la conseguente responsabilità della sua installazione) sia da attribuire alla “CLEAR CHANNEL AFFITALIA S.R.L .” oppure alla “PUBBLI A S.P.A.”.

Si chiede inoltre di sapere se nella stessa Banca Dati risulti effettivamente registrato questo impianto e se il suo progressivo AD 357 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "spostamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che non sembra essere affatto regolare.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

A tal ultimo riguardo si fa presente che la segnalazione e le foto allegate come “Via Comano.1.jpg” e come “Via Comano_2008.jpg” evidenziano in modo chiaro che l'impianto risulta collocato a ridosso di segnale stradale orizzontale di stop, in violazione quindi del 1° comma dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992, ai sensi del quale “lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare .. impianti di pubblicità ... visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Va fatto presente che con deliberazione n. 45 del 17 marzo 2008 l’allora Commissario Straordinario Mario Morcone ha deciso con i poteri del Consiglio Comunale di integrare la  deliberazione del Consiglio Comunale n. 193 del 25 ottobre 2004 in materia di limiti e deroghe del Codice della Strada nel seguente modo: “limitatamente agli impianti già autorizzati dall’Amministrazione, le cui concessioni sono in fase di rinnovo e fino alla redazione del Piano Regolatore e dei Piani Particolareggiati dell’impiantistica pubblicitaria, di avvalersi della facoltà prevista dall’art. 23 comma 6 del D.Lgs. n. 285/1992 e dall’art. 51 comma 2 e comma 4 del D.P.R. n. 495/1992 e, di conseguenza, consentire nelle strade urbane di quartiere e locali la permanenza degli impianti pubblicitari, a condizione che gli stessi non risultino collocati nello spazio di avvistamento di cui all’art. 79 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada, ad eccezione degli impianti installati sulle transenne parapedonali che, per la loro funzione di garanzia di sicurezza del pedone, sono ubicati nei pressi degli incroci”.

Quand’anche l’impianto di cui all’oggetto faccia parte per l’appunto della procedura di riordino, non sarebbe consentita per lui la permanenza nel luogo in cui é stato installato per le seguenti ragioni: in tal caso andrebbe comunque verificato se la sua “concessione”, di cui con delibera del Consiglio Comunale n. 426/2004 é stata prorogata al 31 dicembre 2009 la scadenza del primo quinquennio, sia stata rinnovata per altri 5 anni fino al 31 dicembre 2014, perché – differentemente – l’impianto sarebbe da considerare a tutti gli effetti “abusivo” perché con titolo definitivamente scaduto, ai sensi dell’ultimo periodo del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009.

Il 1° comma dell’art. 79, che è relativo alla “Visibilità dei segnali”, dispone ad ogni modo che “per ciascun segnale deve essere garantito uno spazio di avvistamento tra il conducente ed il segnale stesso libero da ostacoli per una corretta visibilità. In tale spazio il conducente deve progressivamente poter percepire la presenza del segnale, riconoscerlo come segnale stradale, identificarne il significato e, nel caso di segnali sul posto, …, attuare il comportamento richiesto”.

Il successivo 3° comma stabilisce che “le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali di pericolo e di prescrizione sono indicativamente le seguenti:

   +------------------------------------+----------+--------------+
   |                                    | Segnali  |   Segnali    |
   |           Tipi di strade           |    di    |      di      |
   |                                    | pericolo | prescrizione |
   +------------------------------------+----------+--------------+
   | Autostrade  e  strade  extraurbane |          |              |
   |   principali . . . . . . . . . . . |   m 150  |     m 250    |
   | Strade  extraurbane  secondarie  e |          |              |
   |   urbane   di   scorrimento   (con |          |              |
   |   velocità superiore a 50 km/h). . |   m 100  |     m 150    |
   | Altre strade . . . . . . . . . . . |   m  50  |     m  80    |

le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali di indicazione sono riportate nei relativi articoli.

Come dovrebbe esser noto, un segnale di pericolo è un tipo di segnale verticale stradale, di solito di forma triangolare, che può riguardare curve pericolose, attraversamenti pedonali (indicati anche con segnaletica orizzontale), semafori ecc., mentre un segnale di prescrizione é posto nel punto dove inizia il divieto o l'obbligo, che può riguardare il dare precedenza, intersezione con precedenza, divieto di transito, senso vietato,  divieto di sorpasso, limite di velocità, divieto di sosta, passo carrabile, direzione obbligatoria ecc.

Va messo in evidenza che a questa associazione risulta in generale che non è stato quasi mai controllato che gli impianti pubblicitari di cui è stata consentita la permanenza in deroga al Codice della Strada fossero collocati almeno a 50 metri dai segnali di pericolo ed a 80 metri dai segnali di prescrizione: l’impianto in questione risulta collocato abbondantemente entro gli 80 metri dal cartello di stop.

Ora il 1° comma dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992, sopra riportato integralmente dispone nello specifico che “lungo le strade ... è vietato collocare ... impianti di pubblicità .... , visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono .... distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”: appare più che evidente che nel nostro caso questo può benissimo avvenire se ad esempio si ipotizza la pubblicità di un nudo femminile (sempre più frequente purtroppo nella mercificazione del corpo della donna) per guardare il quale un automobilista rischia di non rispettare lo stop e di investire o una altro automobilista oppure un cittadino che si trovi ad attraversare la strada.

Si mette in evidenza che il successivo 6° comma dello stesso art. 23, che viene sempre richiamato per “legittimare” anche la deroga concessa dal Commissario Morcone, stabilisce che “i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari” ma pur sempre “nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale”.

Per quanto riguarda l’incrocio di via Comano con via Molazzana (vedi planimetria allegata come “Via Comano_2008_pianta.jpg”), la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992, stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”.

Come lasciano ben vedere sempre le foto allegate, l’impianto risulta installato proprio di fronte a via Molazzana, come attesta peraltro anche la sua targhetta.

Va per di più messo in grande evidenza che la facciata dell’impianto risulta utilizzata dalla nuova campagna pubblicitaria del Comune di Roma sul decoro urbano che fa seguito a quella promossa la scorsa estate contro l’abbandono dei cani, ma poi effettuata materialmente su impianti della ditta “Nevada” (ora “Nuovi Spazi”) installati in posizioni in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada: a tal ultimo riguardo con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,46 dello scorso 26 luglio l’Assessore all’Ambiente On. Marco Visconti aveva fatto sapere che “la campagna di affissione è stata assegnata a seguito di gara, alla ditta Special Comunication srl che si è impegnata ad affiggere i manifesti negli spazi consentiti dal regolamento affissioni e pubblicità di Roma Capitale” ed aveva tenuto a precisare che “il Dipartimento ambiente non ha mai avuto rapporti diretti con la citata Nevada” e che ha “chiesto al corpo dei Pics-decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione”.

Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 14,12 dell’8 agosto 2011 questa associazione ha chiesto chiarimenti che a tutt’oggi l’Assessore all’Ambiente non ha fornito.

Non é dato al momento di sapere se la nuova campagna pubblicitaria sia stata assegnata ad un’unica ditta pubblicitaria, a seguito di una regolare gara: la segnalazione pervenuta a questa associazione é la seconda che é arrivata ed attesta addirittura il contrario, perché la segnalazione trasmessa alle ore 17,18 di oggi 1 dicembre 2011 ha riguardato un presunto impianto irregolare sempre con la stessa pubblicità del Comune di Roma, ma di proprietà stavolta di un’altra ditta pubblicitaria, installato in via Gaetano Martino. 

Si chiede pertanto all’On. Marco Visconti di far cortesemente sapere in base a quali modalità il Comune di Roma ha deciso l’affissione dei suoi manifesti pubblicitari sulla campagna per il decoro della città: lo invitiamo soprattutto a chiedere anche stavolta al corpo dei Pics - decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna in corso, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione .

Si mette in grande risalto però che per tale caso ai sensi del 1° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 “nei casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata ...  
l’indennità pari al canone ed una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a quello dell’indennità, né superiore al doppio della medesimacon la precisazione che “in caso di mezzi non autorizzati sono soggetti passivi ...(anche)  il soggetto richiedente la pubblicità”, vale a dire il Comune di Roma che in caso di accertata natura abusiva dell’impianto dovrebbe paradossalmente multare se stesso !

Si chiede ad ogni modo di voler accertare la regolarità dell’impianto di cui all’oggetto, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

1 commento:

  1. direi che è ora di andare a sanzionare direttamente noi cittadini con la vernice i cartelloni illegali.

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