sabato 3 dicembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Roma è la nostra casa. Cartelloniamola. 3

 
 
 
 
Segnalazione inviata il 2 dicembre 2011 a: polmunicipaleseg04@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; picsdecoro@libero.it; gianni@alemanno.it; sindaco@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; sveva.belviso@comune.roma.it; segreteriacapodigabinetto@comune.roma.it

All’Aranciera di San Sisto in piazza di Porta Metronia n. 2 il 17 novembre scorso é stato tenuto un convegno sulla prima Giornata per il decoro urbano nel corso del quale é stata presentata la nuova campagna sul decoro urbano che é stata promossa dall’Assessorato alle Politiche ambientali e al Decoro Urbano, in collaborazione con Roma Capitale: quel giorno é stato annunciato che i manifesti con lo slogan “Roma é la nostra casa. Rispettiamola” sarebbero stati affissi su impianti di dimensioni di mt. 4 x 3.


In data 1 dicembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate scattate il 30.11.2011) secondo la quale un manifesto della campagna pubblicitaria promossa dal Comune di Roma risulta essere stato affisso su un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 (vedi foto allegata come “Via Pian di Sco.jpg”) installato in via Pian di Sco all’altezza dell’incrocio con via Gaetano Zirardini (vedi planimetria allegata come “Via Pian di Sco_pianta.jpg”9): l’impianto porta in alto al centro una cimasa con il nome della ditta “GREGOR”.

La segnalazione allega la foto “Via Pian di Sco_2008.jpg”, tratta da Street View di Google Maps, per attestare che nel 2008 l’impianto non risultava ancora installato sul posto dove figurava invece un cartellone apparentemente ora rimosso: se ne deve dedurre che l’impianto sia stato installato ex novo oppure che, quand’anche provvisto di vecchia concessione ed inserito nella cosiddetta “procedura di riordino”, sia stato “ricollocato” in via Pian di Sco in applicazione in tal caso del 4° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 oppure “spostato” in applicazione della procedura semplificata, basata sulla “autocertificazione”, approvata dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 395/2008, poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008.

Si mette in evidenza che in un caso come nell’altro per l’impianto di cui all’oggetto non é comunque applicabile la deliberazione n. 45 del 17 marzo 2008 con cui l’allora Commissario Straordinario Mario Morcone ha deciso con i poteri del Consiglio Comunale di integrare la  deliberazione del Consiglio Comunale n. 193 del 25 ottobre 2004 in materia di limiti e deroghe del Codice della Strada nel seguente modo: “limitatamente agli impianti già autorizzati dall’Amministrazione, le cui concessioni sono in fase di rinnovo e fino alla redazione del Piano Regolatore e dei Piani Particolareggiati dell’impiantistica pubblicitaria, di avvalersi della facoltà prevista dall’art. 23 comma 6 del D.Lgs. n. 285/1992 e dall’art. 51 comma 2 e comma 4 del D.P.R. n. 495/1992 e, di conseguenza, consentire nelle strade urbane di quartiere e locali la permanenza degli impianti pubblicitari”.    

La segnalazione allega anche la foto “Via Pian di Sco.Targhetta.jpg” che mostra una targhetta affissa in basso a sinistra  della cornice dell’impianto che reca il numero di codice identificativo 0074/BQ269/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8.9.2011) al codice 0074 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta“GREGOR S.R.L.”: si chiede ad ogni modo di sapere se la titolarità del suddetto impianto (e la conseguente responsabilità della sua installazione) sia da attribuire a questa ditta.

Si chiede inoltre di sapere se nella stessa Banca Dati risulti effettivamente registrato questo impianto e se il suo progressivo AQ 269 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "spostamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che non sembra essere affatto regolare.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

A tal ultimo riguardo si fa presente che la segnalazione e la foto allegata come “Via Pian di SCO_2008.jpg”, nonché la planimetria allegata come “Via Pian di Sco_pianta.jpg”, evidenziano in modo chiaro che l'impianto risulta collocato a ridosso dell’incrocio con via Gaetano Zirardini.

Per quanto riguarda l’incrocio di via Pian di Sco con via Gaetano Zirardini, la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992, stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”.

Come lasciano ben vedere sia la planimetria allegata che la foto parimenti allegata come “Via Pian di Sco_2008.jpg”, l’impianto risulta installato a molto meno di 50 metri dall’incrocio.

Va fatto presente che l’impianto risulta installato su un marciapiede pubblico, ma in aderenza ad una recinzione, senza però che per tale caso possa essere applicabile la deroga consentita dal comma 7 dell’art. 4 del vigente Regolamento di Pubblicità, dal momento che dispone che “ai sensi dell’art. 51, comma 6 del Regolamento di attuazione del codice della strada, le distanze ivi indicate, ad eccezione di quelle relative alle intersezioni, non sono rispettate per i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati in posizione parallela all’asse stradale e posti in aderenza per tutta la loro superficie ai fabbricati”: come si può ben vedere la deroga si applica solo per impianti posti in aderenza soltanto a “fabbricati” e non anche a “recinzioni” ed esclude comunque espressamente le intersezioni.

Allo stesso riguardo va messo in evidenza che se l’impianto fosse stato collocato ex novo sarebbe da considerare del tutto abusivo, dal momento che l’art. 33 Bis del vigente Regolamento che detta le “Norme per il rilascio di nuovi titoli” consente il rilascio di autorizzazioni a condizione che “il mezzo pubblicitario insista esclusivamente su area privata” e che “qualora insista fronte strada rispetti le distanze di cui al Codice della Strada e sue eventuali deroghe vigenti”.

Quand’anche si volese considerare l’impianto installato su proprietà privata e si volesse applicare per esso la procedura per la pubblicità sottoposta ad autorizzazione, così come disciplinata dal dott. Francesco Paciello e dall’Ing. Carlo Di Francesco con l’Allegato “A” alla Determinazione Dirigenziale n. 1900 del 27 luglio 2009,  che ha dettato le “Norme tecniche attuative per la presentazione delle istanze relative a pubblicità su area privata”, la collocazione può essere effettivamente consentita anche a ridosso di “muri di recinzione” e non di recinzioni in ferro battuto, ma a condizione che “restano i divieti di localizzazione di cui alla Delib. C.C. n. 37/2009 art. 18 e le prescrizioni del D. Lgs. n. 285 del 30/04/1992 (Codice della Strada) e relativo Regolamento di attuazione D.P.R. 495 del 16/12/1992”.         

Va altresì rilevato che, come attesta la foto allegata come “Via Pian di Sco.1.jpg” l’impianto risulta installato a fianco di un altro impianto di mt. 4 x 3 della stessa ditta, in violazione quindi della lettera d) del 4° comma dell’art. 51 del  Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495/1992, ai sensi del qualeentro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari”.

Anche a volersi avvalere delle “Norme tecniche attuative per la presentazione delle istanze relative a pubblicità su area privata”, il suddetto Allegato “A” dispone che “per quanto attiene le distanze tra impianti pubblicitari, queste dovranno essere così contenute: .... – lungo la linea fronte strada, all’interno dell’area privata,  detti impianti dovranno essere posti ... ; mt. 10 se posti in direzione parallela” all’asse stradale.

Come si può bene vedere, i 2 impianti affiancati, oltre a non sembrare collocati all’interno dell’area privata, non rispettano comunque nemmeno la minore distanza di 10 metri tra l’uno e l’altro.

Va per di più messo in grande evidenza che la facciata dell’impianto risulta utilizzata dalla nuova campagna pubblicitaria del Comune di Roma sul decoro urbano che fa seguito a quella promossa la scorsa estate contro l’abbandono dei cani, ma poi effettuata materialmente su impianti della ditta “Nevada” (ora “Nuovi Spazi”) installati in posizioni risultate per lo più in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada: a tal ultimo riguardo con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,46 dello scorso 26 luglio l’Assessore all’Ambiente On. Marco Visconti aveva fatto sapere che la campagna di affissione è stata assegnata a seguito di gara, alla ditta Special Comunication srl che si è impegnata ad affiggere i manifesti negli spazi consentiti dal regolamento affissioni e pubblicità di Roma Capitale” ed aveva tenuto a precisare che “il Dipartimento ambiente non ha mai avuto rapporti diretti con la citata Nevada” e che ha “chiesto al corpo dei Pics-decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione”.

Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 14,12 dell’8 agosto 2011 questa associazione ha chiesto chiarimenti che a tutt’oggi l’Assessore all’Ambiente non ha fornito.

Non é dato al momento di sapere se la nuova campagna pubblicitaria sia stata assegnata ad un’unica ditta pubblicitaria, a seguito di una regolare gara: la segnalazione pervenuta a questa associazione é la terza che é arrivata ed attesta addirittura il contrario, perché la segnalazione trasmessa alle ore 19,09 del 1 dicembre 2011 ha riguardato un presunto impianto irregolare sempre con la stessa pubblicità del Comune di Roma, ma di proprietà stavolta di un’altra ditta pubblicitaria, installato in via Comano. 

Si chiede pertanto all’On. Marco Visconti di far cortesemente sapere in base a quali modalità il Comune di Roma ha deciso l’affissione dei suoi manifesti pubblicitari sulla campagna per il decoro della città: lo invitiamo soprattutto a chiedere anche stavolta al corpo dei Pics - decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna in corso, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione .

Si mette in grande risalto però che per tale caso ai sensi del 1° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 “nei casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata ...  
l’indennità pari al canone ed una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a quello dell’indennità, né superiore al doppio della medesimacon la precisazione che “in caso di mezzi non autorizzati sono soggetti passivi ...(anche)  il soggetto richiedente la pubblicità”, vale a dire il Comune di Roma che in caso di accertata natura abusiva dell’impianto dovrebbe paradossalmente multare se stesso !

Si chiede ad ogni modo di voler accertare la regolarità dell’impianto di cui all’oggetto, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

1 commento:

  1. Salve. La scorsa settimana ho svetto sul blog dell'assessore Visconti chiedendo se fosse a conoscenza del fatto che l'iniziativa fosse stata pubblicizzata dal Comune tramite gli stessi cartelloni che il sindaco ha testualmente definito "Mafiosi". Il mio commento dopo essere stato in "attesa di moderazione" per alcuni giorni é stato eliminato. Secondo voi Perché?

    RispondiElimina