lunedì 5 dicembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Roma è la nostra casa. Cartelloniamola. 4

 
 
 
 
 
Segnalazione inviata il 5 dicembre 2011 a: polmunicipaleseg12@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; picsdecoro@libero.it; gianni@alemanno.it; sindaco@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; sveva.belviso@comune.roma.it; segreteriacapodigabinetto@comune.roma.it

 All’Aranciera di San Sisto in piazza di Porta Metronia n. 2 il 17 novembre scorso é stato tenuto un convegno sul primo “Decoro Day” nel corso del quale é stata presentata la nuova campagna sul decoro urbano che é stata promossa dall’Assessorato alle Politiche Ambientali e al Decoro Urbano, in collaborazione con Roma Capitale: quel giorno é stato annunciato che i manifesti con lo slogan “Roma é la nostra casa. Rispettiamola” sarebbero stati affissi su impianti di dimensioni di mt. 4 x 3.

In data 5 dicembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate scattate il 5.11.2011) secondo la quale un manifesto della campagna pubblicitaria promossa dal Comune di Roma risulta essere stato affisso su un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 (vedi foto allegata come “Via delle Tre Fontane.jpg”) installato in via delle Tre Fontane all’altezza dell’incrocio con viale di Val Fiorita (vedi planimetria allegata come “Via delle Tre Fontane_pianta.jpg”): l’impianto porta in alto al centro una cimasa con il nome della ditta “GREGOR” ed il numero 262.

La segnalazione allega la foto “Via delle Tre Fontane_2008.jpg”, tratta da Street View di Google Maps, per attestare che nel 2008 l’impianto risulta già installato sul posto alla sinistra di un altro impianto pubblicitario  anch’esso tutt’oggi esistente : ne deriva l’ipotesi che l’impianto, quand’anche provvisto di vecchia concessione ed inserito nella cosiddetta “procedura di riordino”, possa essere stato “ricollocato” in via delle Tre Fontane in applicazione del 4° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 oppure “spostato” in applicazione della procedura semplificata, basata sulla “autocertificazione”, approvata dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 395/2008, poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008.

La segnalazione allega anche la foto “Via delle Tre Fontane.Targa.jpg” che mostra una targhetta affissa in basso a sinistra della cornice dell’impianto che reca il numero di codice identificativo 0074/AO496/P e la scritta “VIA DELLE TRE FONTANE A MT. 100 DA VIA DI VAL FIORITA”, che é una distanza non assolutamente rispondente al vero.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8.9.2011) al codice 0074 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta“GREGOR S.R.L.”: si chiede ad ogni modo di sapere se la titolarità del suddetto impianto (e la conseguente responsabilità della sua installazione) sia da attribuire a questa ditta.

Si chiede inoltre di sapere se nella stessa Banca Dati risulti effettivamente registrato questo impianto e se il suo progressivo AO 496 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "spostamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che non sembra essere affatto regolare.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

A tal ultimo riguardo si fa presente che la segnalazione e la foto allegata come “Via delle Tre Fontane.1jpg”, nonché la planimetria allegata come “Via delle Tre Fontane_pianta.jpg” e le sottostanti foto, evidenziano in modo chiaro che l'impianto risulta collocato in curva ed a ridosso dell’incrocio con viale di Val Fiorita.
 
Per quanto riguarda la posizione dell’impianto in curva, la lettera c) del  3° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, dispone che ”il posizionamento dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari fuori dai centri abitati, lungo o in prossimità delle strade ove ne è consentita l'installazione, è comunque vietato nei seguenti punti: ….c) lungo le curve come definite all'articolo 3, comma 1, punto 20), del codice e su tutta l'area compresa tra la curva stessa e la corda tracciata tra i due punti di tangenza”.

Lo stesso divieto è confermato dal successivo 4° comma che fa salva però la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada: il vigente Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e pubbliche affissioni, così come modificato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009, non stabilisce nessuna deroga riguardo alle curve, per cui rimane il divieto prescritto dal Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada.

Per quanto riguarda l’incrocio di via delle Tre Fontane con viale di Val Fiorita, la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992, stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”.

Come lasciano ben vedere sia la planimetria allegata che la foto parimenti allegata come “Via delle Tre Fontane_2008.jpg”, l’impianto risulta installato a molto meno di 50 metri dall’incrocio.

La foto sopra riportata tratta da Street View di Google Maps lascia a sua volta vedere che l’impianto pubblicitario risulta collocato a ridosso di un segnale stradale orizzontale di dare precedenza.

A tal ultimo riguardo si mette in evidenza che per l’impianto di cui all’oggetto non é comunque applicabile la deliberazione n. 45 del 17 marzo 2008 con cui l’allora Commissario Straordinario Mario Morcone ha deciso con i poteri del Consiglio Comunale di integrare la  deliberazione del Consiglio Comunale n. 193 del 25 ottobre 2004 in materia di limiti e deroghe del Codice della Strada nel seguente modo: “limitatamente agli impianti già autorizzati dall’Amministrazione, le cui concessioni sono in fase di rinnovo e fino alla redazione del Piano Regolatore e dei Piani Particolareggiati dell’impiantistica pubblicitaria, di avvalersi della facoltà prevista dall’art. 23 comma 6 del D.Lgs. n. 285/1992 e dall’art. 51 comma 2 e comma 4 del D.P.R. n. 495/1992 e, di conseguenza, consentire nelle strade urbane di quartiere e locali la permanenza degli impianti pubblicitari, a condizione che gli stessi non risultino collocati nello spazio di avvistamento di cui all’art. 79 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada, ad eccezione degli impianti installati sulle transenne parapedonali che, per la loro funzione di garanzia di sicurezza del pedone, sono ubicati nei pressi degli incroci”.

Quand’anche l’impianto di cui all’oggetto faccia parte come sopra ipotizzato della procedura di riordino, non sarebbe consentita per lui la permanenza nel luogo in cui é stato installato per le seguenti ragioni: in tal caso andrebbe comunque verificato se la sua “concessione”, di cui con delibera del Consiglio Comunale n. 426/2004 é stata prorogata al 31 dicembre 2009 la scadenza del primo quinquennio, sia stata rinnovata per altri 5 anni fino al 31 dicembre 2014, perché – differentemente – l’impianto sarebbe da considerare a tutti gli effetti “abusivo” perché con titolo definitivamente scaduto, ai sensi dell’ultimo periodo del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009.

Il 1° comma dell’art. 79, che è relativo alla “Visibilità dei segnali”, dispone che “per ciascun segnale deve essere garantito uno spazio di avvistamento tra il conducente ed il segnale stesso libero da ostacoli per una corretta visibilità. In tale spazio il conducente deve progressivamente poter percepire la presenza del segnale, riconoscerlo come segnale stradale, identificarne il significato e, nel caso di segnali sul posto, …, attuare il comportamento richiesto”.

Il successivo 3° comma stabilisce che “le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali di pericolo e di prescrizione sono indicativamente le seguenti:
 
   +------------------------------------+----------+--------------+
   |                                    | Segnali  |   Segnali    |
   |           Tipi di strade           |    di    |      di      |
   |                                    | pericolo | prescrizione |
   +------------------------------------+----------+--------------+
   | Autostrade  e  strade  extraurbane |          |              |
   |   principali . . . . . . . . . . . |   m 150  |     m 250    |
   | Strade  extraurbane  secondarie  e |          |              |
   |   urbane   di   scorrimento   (con |          |              |
   |   velocità superiore a 50 km/h). . |   m 100  |     m 150    |
   | Altre strade . . . . . . . . . . . |   m  50  |     m  80    |
 
le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali di indicazione sono riportate nei relativi articoli.

Come dovrebbe esser noto, un segnale di pericolo è un tipo di segnale verticale stradale, di solito di forma triangolare, che può riguardare curve pericolose, attraversamenti pedonali (indicati anche con segnaletica orizzontale), semafori ecc., mentre un segnale di prescrizione é posto nel punto dove inizia il divieto o l'obbligo, che può riguardare il dare precedenza, intersezione con precedenza, divieto di transito, senso vietato,  divieto di sorpasso, limite di velocità, divieto di sosta, passo carrabile, direzione obbligatoria ecc.

Va messo in evidenza che a questa associazione risulta in generale che non è stato quasi mai controllato che gli impianti pubblicitari di cui è stata consentita la permanenza in deroga al Codice della Strada fossero collocati almeno a 50 metri dai segnali di pericolo ed a 80 metri dai segnali di prescrizione: l’impianto in questione risulta collocato abbondantemente entro gli 80 metri dal cartello di stop.

Ora il 1° comma dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992 dispone che “lungo le strade ... è vietato collocare ... impianti di pubblicità .... , visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono .... distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”: appare più che evidente che nel nostro caso questo può benissimo avvenire se ad esempio si ipotizza la pubblicità di un nudo femminile (sempre più frequente purtroppo nella mercificazione del corpo della donna) per guardare il quale un automobilista rischia di non rispettare il segnale di dare precedenza e di investire o un altro automobilista oppure un cittadino che si trovi ad attraversare la strada.

Si mette in evidenza che il successivo 6° comma dello stesso art. 23, che viene sempre richiamato per “legittimare” anche la deroga concessa dal Commissario Morcone, stabilisce che “i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari” ma pur sempre “nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale”.

Va altresì rilevato che, come attestano le foto allegate come “Via delle Tre Fontane.1.jpg” e come “Via delle Tre Fontane.2.jpg”, l’impianto risulta installato non solo a fianco di un cartellone di mt. 4 x 3 della stessa ditta, ma anche a ridosso di quanto meno altri 6 impianti, in violazione quindi della lettera d) del 4° comma dell’art. 51 del  Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495/1992, ai sensi del qualeentro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari”.

Va per di più messo in grande evidenza che la facciata dell’impianto risulta utilizzata dalla nuova campagna pubblicitaria del Comune di Roma sul decoro urbano che fa seguito a quella promossa la scorsa estate contro l’abbandono dei cani, ma poi effettuata materialmente su impianti della ditta “Nevada” (ora “Nuovi Spazi”) installati in posizioni risultate per lo più in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada: a tal ultimo riguardo con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,46 dello scorso 26 luglio l’Assessore all’Ambiente On. Marco Visconti aveva fatto sapere che la campagna di affissione è stata assegnata a seguito di gara, alla ditta Special Comunication srl che si è impegnata ad affiggere i manifesti negli spazi consentiti dal regolamento affissioni e pubblicità di Roma Capitale” ed aveva tenuto a precisare che “il Dipartimento ambiente non ha mai avuto rapporti diretti con la citata Nevada” e che ha “chiesto al corpo dei Pics-decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione”.

Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 14,12 dell’8 agosto 2011 questa associazione ha chiesto chiarimenti che a tutt’oggi l’Assessore all’Ambiente non ha fornito.

Non é dato al momento di sapere se la nuova campagna pubblicitaria sia stata assegnata ad un’unica ditta pubblicitaria, a seguito di una regolare gara: la segnalazione pervenuta a questa associazione é la quarta che é arrivata ed attesta addirittura il contrario, perché la segnalazione trasmessa alle ore 19,09 del 1 dicembre 2011 ha riguardato un presunto impianto irregolare sempre con la stessa pubblicità del Comune di Roma, ma di proprietà stavolta di un’altra ditta pubblicitaria, installato in via Comano. 

Si chiede pertanto all’On. Marco Visconti di far cortesemente sapere in base a quali modalità il Comune di Roma ha deciso l’affissione dei suoi manifesti pubblicitari sulla campagna per il decoro della città: lo invitiamo soprattutto a chiedere anche stavolta al corpo dei Pics - decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna in corso, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione .

Si mette in grande risalto però che per tale caso ai sensi del 1° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 “nei casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata ...  
l’indennità pari al canone ed una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a quello dell’indennità, né superiore al doppio della medesimacon la precisazione che “in caso di mezzi non autorizzati sono soggetti passivi ...(anche)  il soggetto richiedente la pubblicità”, vale a dire il Comune di Roma che in caso di accertata natura abusiva dell’impianto dovrebbe paradossalmente multare se stesso !

Si chiede ad ogni modo di voler accertare la regolarità non solo dell’impianto di cui all’oggetto, ma anche degli altri 7 che risultano installati a ridosso di esso, provvedendo alla loro immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

A tal ultimo riguardo si mette in evidenza che sul sito ufficiale del Comune del 25 novembre 2011 é stato testualmente pubblicato che “intanto, dopo quelle nel quartiere Marconi, sono continuate a piazza Barberini le rimozioni degli  impianti pubblicitari abusivi. Un centinaio circa le operazioni di controllo del territorio nel centro storico per la campagna di Roma Capitale che prevede, in due mesi, la rimozione di mille strutture considerate pericolose per il Codice della strada, oppure dichiarate “decadute” dall’Ufficio Affissioni”, precisando che in questo elenco rientrano anche i cartelloni pubblicitari segnalati dai cittadini attraverso il servizio segnalazioniaffissioni@comune.roma.it e gli impianti oggetto delle verifiche quotidiane dei Vigili Urbani dei diciannove Gruppi della Polizia di Roma Capitale”: ci si augura che venga rispettato con i fatti quanto é stato annunciato per ora solo come intenzioni.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

2 commenti:

  1. Ma lo volete capire che così il comune e chi sta dietro questo schifo PAGA il debito della campagna politica precedente???

    Denaro che gira, denaro dato, denaro lavato....

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