domenica 4 dicembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Impianto pubblicitario installato all'incrocio fra Via Macedonia e Via Gregorovius

 
 
Segnalazione inviata il 29 ottobre 2011 a: polmunicipaleseg09@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, picsdecoro@libero.it

In data 28 ottobre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1 x 1,50 (vedi foto allegate come “Via Macedonia.cartellone1.jpg”, come “Via Macedonia.cartellone2.jpg” e come “Via Macedonia.cartellone3.jpg”) installato all’incrocio tra via Macedonia e via Ferdinando Gregorovius.

La sottostante foto tratta da Street View di Google Maps mostra come nel 2008 nello stesso posto non risultasse installato nessun impianto pubblicitario. 
La foto allegata come “Via Macedonia.cartellone4.jpg” mostra che l’impianto ha affissa in basso a sinistra una targhetta che riporta
il nome della S.r.l. “Ciemme Pubblicità” ed il numero di codice identificativo identificativo 0069/BT601/P con la scritta “Via Macedonia ang. via Gregorovius”.
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0069 corrisponde come denominazione la ditta “MEDIACOM S.r.l.” ma con la precisazione che é “in corso procedimento di voltura da CIEMME PUBBLICITA' SRL”: si chiede pertanto di avere conferma di chi sia effettivamente la titolarità dell’impianto di cui all’oggetto.

Si chiede parimenti di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BT 601 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la nuova tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone
e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.
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La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla constatazione che l’impianto pubblicitario risulta installato all’altezza di un incrocio e di due attraversamenti pedonali.

Per quanto riguarda l’incrocio tra via Macedonia e via Gregorovius, la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992, stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”.

Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992: di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere, di 15 metri prima  delle intersezioni e degli lungo le strade locali e di 10 metri dopo le intersezioni.

Come lasciano bene vedere le foto allegate, l’impianto pubblicitario – benché di dimensioni inferiori a mt. 1,20 x 1,80 – non sembra aver rispettato nemmeno la minore distanza di 15 metri concessa in deroga.

Per quanto riguarda gli attraversamenti pedonali sia di via Macedonia che di via gregorovius, il 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere [lettera a) del 4° comma], di 30 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade locali [lettera b) del 4° comma] e di 25 metri dopo i segnali di prescrizione sempre degli attraversamenti pedonali [lettera c) del 4° comma]”.

In deroga il 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere (ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80) di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere e di 10 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade locali.

Come lasciano bene vedere le foto allegate come “Via Macedonia.cartellone2.jpg” e come “Via Macedonia.cartellone3.jpg”, l’impianto pubblicitario – benché di dimensioni inferiori a mt. 1,20 x 1,80 – non sembra aver rispettato nemmeno la minore distanza di 10 metri concessa in deroga. .

Si chiede quindi di voler accertare la regolarità dell’impianto di cui all’oggetto, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

2 commenti:

  1. BORDONI E ALEMANNO HANNO DIDSTRUTTO ROMA!

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  2. Bordoni dimissioni.

    Nel frattempo, si è sistemato tutto all'ufficio, sì? "Verificate" responsabilità....?

    Che tristezza.

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