mercoledì 28 dicembre 2011

La cartellopoli romana sui giornali del mondo. La rassegna stampa da noi

Abbastanza deludente la rassegna stampa sui quotidiani romani relativamente all'affondo del Guardian (di cui vi abbiamo parlato qualche post indietro), una delle testate più importanti al mondo, in relazione all'assurda situazione degli impianti pubblicitari in città. Rassegna stampa deludente, dicevamo, che tradisce tutto il periodo di festività che, in Italia e non altrove, fa staccare la spina e i cervelli a molti.


REPUBBLICA - Partiamo con le note dolenti. Repubblica non pone argini al ridicolo più ridicolo del ridicolo. L'articolo è molto breve, è firmato Valeria Forgnone e però sta in prima pagina. Secondo Repubblica il Guardian non avrebbe dato voce a un vastissimo movimento popolare fatto da decine di comitati, associazioni e da migliaia di cittadini, no: il prestigioso quotidiano londinese avrebbe semplicemente dato voce alle proteste del "Comitato Basta Cartelloni". Come si fa a scrivere una castroneria simile riducendo tutto un movimento popolare di protesta e di indignazione ad una burletta da piazzare sotto ad una sigla che, peraltro, sta facendo più danni della grandine (basti leggere quando scrive con dovizia di particolari da questo sito Rodolfo Bosi) seppur in buona fede e con l'obbiettivo finale comune a tutti noi della lotta ai cartelloni?

MESSAGGERO - Più ampio, più corretto, ma purtroppo non firmato l'articolo de Il Messaggero. Il quale si appunta la medaglietta del Guardian affermando robe tipo "queste cose le abbiamo scritte sempre pure noi". Sì, per carità, è vero, ma non proprio sempre sempre. E poi cosa diciamo delle pubblicità dedicate al Messaggero uscite in queste ultime settimane su cartelloni abusivi in tutta la città, spesso appartenenti a ditte criminali?

CORRIERE DELLA SERA - Carlotta de Leo sul Corriere della Sera ha il difetto di dare eccessivo spazio alle mignottate immonde che il giornalista inglese ha sparato sul piano parcheggi. Secondo il Guardian, infatti, abbattere degli alberi per fare posteggi è pura macelleria, mentre evidentemente lasciare la città ostaggio delle lamiere e trasformare le piazze storiche, come sono ora, in autorimesse a cielo aperto è una cosa chic. Un passaggio ridicolo, imboccato da una entità incommentabile come Italia Nostra, che era meglio non riportare. Per il resto, per la parte riguardante i cartelloni, l'articolo è corretto e documentato.

ROMATODAY - Se Tempo -eccometesbagli- è assolutamente non pervenuto, RomaToday interviene sulla questione peccando rispetto alla sua accuratezza e velocità che gli ha fatto guadagnare migliaia di lettori negli ultimi mesi. L'articolista della testata, nel comporre probabilmente uno sdrucciolevole collage degli articoli usciti su stampa, ha pescato anche nella castroneria di Repubblica, finendo per mettere in bocca al corrispondente londinese ciò che egli non ha mai detto ne mai scritto.


Diciamo a vantaggio di tutta la stampa: la battaglia contro i cartelloni abusivi è una battaglia di civiltà che non ha sigle, non ha marchi, non ha bolli, non ha bandiere. E' una battaglia di TUTTI i cittadini contro il crimine organizzato che sta dietro a queste ditte; è una battaglia di tutti i cittadini per bene contro una vergogna unica al mondo; contro un business pazzesco sovrainteso da mafie micidiali (a proposito, queste cose la stampa locale le poteva ribadire, con la scusa del Guardian, no?). E mafioso è lo stile dell'amministrazione, se ci fate caso, che ad un articolo del genere, su un quotidiano così importante, non risponde. Lascia cadere. Come a Reggio Calabria, come a Casal di Principe, come a San Giuseppe Jato. Questa è la caratura degli amministratori, degli eletti, dei dirigenti comunali. Questo è il comportamento. Ci secca che non venga sottolineato. Come ci secca che non venga sottolineata la entità reale del problema: nella migliore delle ipotesi 200mila impianti, di cui circa il 75% abusivi. Perché si continua a parlare di 30 o di 60mila?

Detto questo i link sono lì, pronti per i vostri commenti, scaricateci dentro tutta la vostra rabbia (non contro i giornalisti che hanno sbagliato ue, contro i cartellonari e chi li difende in Comune!), continuate ad inserire piccoli granelli di sabbia: faranno inceppare il grande ingranaggio della malavita organizzata che sta triturando la Capitale d'Italia.

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