mercoledì 28 dicembre 2011

Valutazione dell’esame del PRIP presentato dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma

La “Agenzia per il controllo e la qualità dei Servizi Pubblici Locali del Comune di Roma” è un ente istituito dal Consiglio Comunale di Roma nel 2002 con funzioni di supporto propositivo e tecnico-conoscitivo nei confronti del Consiglio Comunale, del Sindaco e della Giunta Comunale: svolge queste funzioni in piena autonomia ma con un apposito fondo stanziato dal Consiglio Comunale.

Il 21 dicembre scorso l’Agenzia ha trasmesso ai vertici dell’Amministrazione Capitolina ed ai Consiglieri Capitolini i risultati del suo esame della proposta del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che a breve dovrebbe essere sottoposto all’esame dell’Assemblea Capitolina.

La finalità dichiarata del lavoro svolto è stata spiegata nel documento stesso ed in un comunicato pubblicato lo stesso giorno sul sito www.agenzia.roma.it in cui si afferma che “Si è deciso di analizzare lo schema di Piano Regolatore degli Impianti e dei mezzi Pubblicitari (PRIP) di Roma Capitale … per indirizzare gli ulteriori atti che l’amministrazione dovrà intraprendere”.

Il lavoro si è tradotto in un “parere” che rientra fra l’altro nei compiti istituzionali dell’Agenzia se a richiederlo è però il Consiglio Comunale o il Sindaco o la Giunta.

Comunque sia  si tratta di un atto che per la tempistica in cui è stato fatto conoscere (vale a dire dopo le controdeduzioni della Giunta Capitolina ai pareri ed alle osservazioni presentate al PRIP e l’emendamento approvato dalla IX Commissione per il Commercio) assume anche dei caratteri chiaramente ”politici” perché è finalizzato ad incidere sulle scelte finali che dovrà assumere il Consiglio Comunale in sede di approvazione definitiva del PRIP.

L’Agenzia prende atto positivamente del ridimensionamento che il PRIP fa della superficie espositiva massima consentita (da 231.000 mq. a 162.500 mq.), che non ritiene però ancora sufficiente a modificare in maniera determinante l’impatto ambientale negativo dell’invasione pubblicitaria.

Propone quindi, ma senza dire esattamente come, una diminuzione del 50% della suddetta superficie, abbassando a 115.000 mq. circa il dimensionamento complessivo del PRIP per arrivare ad una densità di 24,3 mq/km che è un valore in linea con quello di Firenze.

L’esame del PRIP ha portato anche l’Agenzia alla stessa conclusione a cui era arrivata l’associazione VAS nelle osservazioni presentate in data 11 aprile 2011, vale a dire che il suo “schema normativo” così come adottato dalla Giunta Capitolina non può esplicare nessun effetto giuridico immediato ed occorre quindi redigere delle Norme Tecniche di Attuazione, che propone però di inserire nel vigente Regolamento modificandolo ed integrandolo, per evitare quella che a giudizio dell’Agenzia diventerebbe una “sovrapposizione tra ciò che prescrive il Regolamento e ciò che prescrive in maniera più dettagliata il Piano”.

Il lavoro della Agenzia si è spinto anche ad esprimere un proprio parere  “per quanto riguarda il problema della gestione degli impianti attualmente esistenti in possesso di un titolo autorizzatorio 

L’Agenzia propone di “affidare in concessione tutta la superficie da attribuire ai privati tramite bando di gara, utilizzando gli strumenti del PRIP per suddividere il territorio di Roma Capitale in un determinato numero di lotti in cui sono ricompresi - al loro interno - uno o più piani di localizzazione.

Per far questo “sarà sufficiente rendere cogente il punto ‘5.6 Efficacia del piano di localizzazione’ dello schema normativo del PRIP che recita testualmente: ‘All’atto dell’approvazione del piano di localizzazione sono contestualmente fissate le modalità di cessazione dell’efficacia di tutte le autorizzazioni relative agli impianti ricadenti nell’area oggetto del piano’. Tale procedura - oltre ad azzerare la situazione esistente - determinerebbe da un lato un gettito più sicuro e consistente dell’attuale per le entrate capitoline nella forma di canone di concessione e, nell’altro, un più efficace controllo e contrasto dell’abusivismo in quanto l’impresa aggiudicataria di uno o più lotti avrà tutto l’interesse e le risorse per rimuovere senza esitazione eventuali impianti non autorizzati”.

Anche sotto questo aspetto l’esame del PRIP ha portato l’Agenzia alla stessa conclusione a cui era arrivata l’associazione VAS nelle osservazioni presentate in data 11 aprile 2011.

Il lavoro prodotto dall’Agenzia rappresenta un notevole passo in avanti su due degli aspetti fondamentali del PRIP che riguardano nell’immediato il rapporto con lo stato dell’impiantistica esistente (da regolare con delle norme che scattino fin dalla approvazione del PRIP) ed a regime le modalità di gestione degli impianti pubblicitari (da regolare con delle norme fissate fin da ora che stabiliscano come dovrà funzionare l’intero apparato una volta a regime). 

Ma per la “ricaduta” di tipo soprattutto “politico” che avrà questo lavoro, trasmesso sia ai vertici dell’Amministrazione Capitolina che a tutti i Consiglieri Capitolini, si è reso necessario esaminarne e valutarne attentamente i contenuti in termini sia di “metodo” che soprattutto di “merito”, avendo bene a riferimento – per un opportuno confronto – quanto è stato fin qui già prodotto ai vari livelli istituzionali.

Si rimette in allegato la valutazione che ne ho fatto a nome della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) e che intendo trasmettere a tutti i consiglieri comunali, come contributo che si spera utile per arrivare alla migliore definizione possibile di uno strumento come il PRIP a cui è affidato il destino del futuro assetto dell’impiantistica a Roma. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

19 commenti:

  1. Alle ore 12,08 di ieri 27 dicembre ho trasmesso le mie valutazioni in allegato ad un messaggio di posta elettronica che ho trasmesso al Sindaco, all'intera Giunta Capitolina ed a tutti i consiglieri di cui sono riuscito ad avere l'indirizzo di posta elettronica, nonché per conoscenza alla Agenzia ed alla S.p.A. Aequa Roma che ha redatto il PRIP.
    A tutt'oggi hanno aperto il messaggio più di venti persone.

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  2. Dal sito Repubblica Cronaca di Roma di oggi:

    I cartelloni oscurano gli scorci di Roma
    Anche il Guardian bacchetta il sindaco

    La giungla dei manifesti pubblicitari romani arriva anche in Inghilterra. Un articolo del quotidiano d'oltremanica descrive lo scempio "delle migliaia di impianti"
    di VALERIA FORGNONE

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  3. Bosi, per una volta ho capito quasi tutto (quasi, eh, è veramente una materia volutamente complicata per renderla ingestibile).
    Ho capito questo:

    1. il PRIP da solo non serve;
    2. il PRIP già va in deroga al PRG, almeno nella zonizzazione, che quindi dovrebbe essre ricondotta al PRG;
    3. il PRIP parte dalla situazione esistente, e non da una situazione a zero, determinando di fatto la concessione di una sorta di diritti acquisiti;
    4. il PRIP fissa una superficie massima espositiva, ma poi, in concreto, se si aplicassero le "giuste" NTA, la superficie diminuirebbe sensibilmente;
    5. se il PRIP è solo uno schema che richiede, prima le NTA, poi l'adeguamento del PRG, poi i Piani di Localizzazione, poi i bandi di gara... BORDONI può dormire sonno tranquilli, finché c'è lui i suoi amichetti sono salvi;
    6. sono assolutamente necessarie norme transitorie che rendono cogente la rimozione di tutti gli impianti "a tutti gli effetti abusivi";
    7. visto che lei è quello che conosce meglio tutto il ginepraio procedurale, normativo e regolamentare perché non si fa dare una consulenza dal Comune per una corretta elaborazione e gestione del ineffable PRIP?

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  4. Insomma anche l'agenzia per i servizi del comune, dice che serve il BANDO
    IL BANDO, porca di quella miseriaccia !
    Marco1963

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  5. Faccio presente a wanderobo che non esiste nessun Piano Regolatore senza Norme Tecniche di Attuazione, anche se il PRIP per essere pienamente attuato ha bisogno poi della approvazione dei Piani di Localizzazione: ne deriva che le "norme transitorie" (che lui ritiene assolutamente necessarie)sono proprio quelle che permetterebbero invece di lasciare la situazione praticamente così com'é per tutto il tempo che é necessario per passare dal PRIP ai Piani di Localizzazione e che potrbbe essere "politicamente" infinito.
    Difatti, guarda caso, in questa direzione si é orientato l'emendamento della IX Commissione,favorito in questo anche dalla posizione presa dalla associazione "Basta Cartelloni" (da cui divergo decisamente) che ha chiesto queste norme transitorie nelle sue osservazioni al PRIP e che le ha fatte ribadire nel testo dell'ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale il 24 novembre scorso(a cui per sua stessa ammissione ha addirittura collaborato direttamente).
    Bordoni& Company non possono dormire affatto sonni tranquilli, perché quel che ho proposto di far scattare da subito come N.T.A. del PRIP non é altro che un preciso obbligo da rispettare fin da ora, quindi anche se il PRIP non venisse approvato in questo modo.
    Caso mai non fosse chiaro ai più, si tratta di rimuovere con le buone o con le cattive (anche senza PRIP) non solo tutti gli impianti pubblicitari installati nelle aree considerate "beni culturali" o "beni paesaggistici" dove vige in modo sovraordinato al Comune il divieto assoluto di affissione, ma anche e soprattutto i circa 30.000 impianti pubblicitari che fanno parte del "riordino" ma che hanno il titolo autorizzatorio definitivamente scaduto.
    Si tratta di una operazione dovuta, che non ha bisogno delle N.T.A. del PRIP che la ribadiscono, e che prima o poi verrà messa in atto (dal momento che le norme non sono un "optional"), se non proprio dal Comune, quanto meno ad opera degli Enti sovraordinati ad esso per le parti di loro competenza (Enti Parco, Regione Lazio, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dei Trasporti) se non addirittura da un Commissario ad acta nominato a conclusione di una Class Action che si rendesse necessaria e che verrebbe promossa da VAS.
    A quel momento in tutta Roma rimarranno in piedi meno di 5.000 cartelloni in tutto, per cui il Comune - per ovviare al più presto alla perdita dei mancati incassi dei canoni delle iniziative pubblicitarie - avrà tutto l'interesse ad approvare il PRIP ed i Piani di Localizzazione per indire quanto prima i bandi di gara per l'assegnazione finalmente a regime della gestione decennale degli impianti previsti dai vari Piani di Localizzazione là dove é giusto e più che corretto che siano posizionati in eterno.

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  6. eeeeeh, va bene, ma si è poi saputo quali erano i vizi di legittimità rispetto alle norme nazionali per i quali la deliobera di iniziativa popolare è stata respinta????

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  7. Questa domanda, caro wanderobo, dovresti rivolgerla ai membri di quello che é stato il "Comitato Promotore" e che ora si fanno chiamare "associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori" per sentirsi "giustificati" a proseguire la querra contro cartellopoli, sperando di riuscire a vincere prima o poi se non altro qualche battaglia, dopo la grave sconfitta che hanno subito: il 24 novembre scorso erano infatti presenti in aula Giulio Cesare, quando il Consiglio Comunale ha bocciato quella che considero anche la "mia" proposta di delibera di iniziativa popolare, visto che ne ho redatto il testo e ne ho difeso sempre in modo coerente la piena legittimità controdedducendo prima al parere contrario espresso su di essa dal dott. Francesco Paciello (che non vi ha rilevato veri e propri vizi di legittimità rispetto alle norme nazionali) e trasmettendo poi una lettera-diffida all'On. Ugo Cassone dopo che in un comunicato stampa ha parlato di pressunte "illegittimità" senza dimostrarle, continuando poi a spargere la voce in tal senso nel corso delle sedute del Consiglio Direttivo che hanno preceduto la votazione sulla proposta di delibera di iniziativa popolare.
    Per controbattere il falso "passaparola" di Cassone ho proposto di fare assieme opera di controinformazione trasmettendo per posta elettronica ad ogni consigliere la documentazione che dimostrava la piena legittimità della proposta di delibera di iniziativa popolare: ma sono stato poi costretto a fare da solo questa operazione, perché i "vertici" del Comitato Promotore non hanno voluto, in quanto convinti che la proposta di delibera sarebbe stata fatalisticamente bocciata, al punto che da ben 20 giorni prima della votazione - come da loro stessi ammesso - hanno collaborato alla stesura del testo di un ordine del giorno che é stato alla fine approvato il 24 novembre scorso per "addolcire" la bocciatura della delibera di iniziativa popolare, avvenuta grazie proprio a quell'ordine del giorno in un gioco quasi preordinato di tutte le parti in causa, senza che ci sia stato alcun dibattitto sui contenuti della proposta di delibera e soprattutto senza alcuna dimostrazione e quindi motivazione della illegittimità di ciò che é stato bocciato.
    Negli "impegni" fatti inserire nell'ordine del giorno il Comitato Promotre non si é nemmeno preoccupato di mettere almeno l'obbligo di indicare sulla targhetta identificativa di ogni impianto la scadenza della rispettiva autorizzazione, che pure era uno dei cardini della proposta delle delibera.

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  8. Mi ricordo quando a parlare di bando era soltanto Cartellopoli e tutti giù a criticare, oggi il bando è diventata una cosa NORMALE per tutti vedo... sia qui che in altro blogs...
    BENE

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  9. Faccio presente a Marco delle ore 16,03 che rimane almeno da parte mia la critica più totale su un BANDO predicato come a sé stante e sbandierato in generale e comunque sia, senza sapere esattamente cosa si verrebbe a mettere all'asta ed il conseguente grave prezzo che si pagherebbe senza una pianificazione a monte.
    Mi spiego ancora meglio: solo dopo che saranno stati approvati dapprima il PRIP e poi i Piani di Localizzazione a cui soltanto spetta di stabilire quali e quanti impianti vanno installati sul territorio, specificando dove va esattamente collocato ognuno di essi, solo allora si potrà ed anzi si dovrà fare un bando che consenta alla ditta singola o associata che lo vincerà di installare ex novo sul territorio esclusivamente gli impianti previsti dal rispettivo Piano di Localizzazione.
    Diversamente, senza questi piani obbligatori, si avrebbe un "bando" da mercato delle vacche, che magari consenta a chi vince di installare un numero di impianti a piacere e per giunta dove meglio gli fare, magari in piazza del Campidoglio.
    Il sig. Marco dovrebbe essere così gentile di far sapere a tutti se per caso lui ha una terza soluzione da proporre.

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  10. Debbo dire che mi fa specie quanto leggo a firma Bosi. Mi fa specie che proprio Bosi faccia del terrorismo su Prip, bando e dintorni.

    Bosi sa bene che il Prip si deve fare se non altro perché per legge è necessario farlo; ma ritengo che sappia altrettanto bene, se non altro perché ha letto con attenzione cosa ne pensa l'Agenzia Comunale, cosa ci si appresta a votare in Aula quando si parla di Prip, con la scusa dell'obbligo di legge. Bosi sa bene che il Prip (visto che è impossibile che questo Consiglio Comunale voti una legge che torca anche un solo capello ad un settore che, come dicono i consiglieri amici dei mafiosi, "dà lavoro a 14mila persone") servirà con molta probabilità a sanare lo status quo attuale o poco diverso dall'attuale.

    Dunque perché mitizzare questo strumento che potrà con poca probabilità lasciare la situazione come è e con molta probabilità peggiorarla?

    Non sarebbe meglio fare in modo che questa maggioranza collusa e criminale NON approvi alcunché e che il Prip venga approvato dalla prossima maggioranza o, meglio ancora, una volta commissariato il settore a seguito di una class action che proprio Bosi ha in preparazione?

    Bosi dice: sì, ma così semmai si dovesse fare il bando senza Prip (cosa assai improbabile visto che ammenoché non muoiano altre cinquanta persone in un mese addosso ai cartelloni, cosa che ci auguriamo, non si farà alcun bando) si metterà a bando tutto e il contrario di tutto, anche cartelloni in Piazza del Campidoglio. Beh, falso, falso e ancora falso. Bosi, e chi meglio di lui, sa benissimo che al di là del Prip le leggi esistono e sono assai stringenti e molto moto chiare, lo stesso Bosi le ha utilizzate per due anni di segnalazioni con risultati sorprendenti. E allora di che parliamo? E allora perché facciamo terrorismo paventando cartelloni in zone vincolate quando già esistono leggi che tutelano quelle zone? Quando già il Codice dei Beni Culturali, le aree protette, il Codice della Strada e il Regolamento Comunale stesso sono più che sufficienti a raccontare, dato un territorio, dove possono o non posso essere installati i cartelloni.

    E questo dal punto di vista normativo. Perché poi c'è, a fortiori, il ragionamento di ordine commerciale. Che ci racconta come nessuna società che dovesse vincere il bando e dunque avere il monopolio su una porzione o su tutto il territorio sarebbe interessata ad inflazionare di annunci pubblicitari quel dato territorio pena il deperimento del valore della stessa concessione conquistata. Per questo vale l'esempio di Napoli dove una volta vinto il bando la Clear Channel, impresa vincitrice in quella città che sui cartelloni risulta anni luce più civile di Roma, ha installato molti meno mq di quelli per i quali aveva vinto. Perché installare mq costa sia in termini di materiali, che di oneri, che di manutenzione, e che senso ha installarli se ti comportano solo un depauperamento degli altri mq sempre da te gestiti? Allora tanto vale installarne meno e dar loro maggiore qualità.

    Purtroppo il mio tentativo di indicare la luna si confronta sempre con chi guarda non tanto il dito, ma lo zozzo sotto l'unghia del dito. E così siamo qui a parlare di Piano Regolatore in un settore dove esiste già una tale sovrapproduzione normativa che rende sufficiente la lettura delle leggi già esistenti per delineare con la massima precisione i precisi luoghi di un quartiere dove si possono o non si possono installare impianti.

    E invece di capire che oggi il Piano Regolatore è purtroppo il nemico da rifuggire, siamo qui a domandarlo a gran voce, finendo per combattere la stessa battaglia di Ugo Cazzone. E rischiando di farcela mettere in quel posto dalla politica -da questa ignobile politica- per l'ennesima volta. Ammenoché non si consideri lontanamente possibile l'eventualità che le nostre modifiche, peraltro radicali, al Piano Regolatore vengano adottate. Sarebbe più probabile una copiosa nevicata in pieno luglio.

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  11. Al sig. Tonelli che mi rinfaccia di non puntare alla luna e di preoccuparmi di stare a guardare nemmeno soltanto il dito, ma addirittura lo zozzo che c’è sotto l’unghia del dito, arrivando ad accusarmi di stare a fare addirittura terrorismo su PRIP, bando e dintorni, faccio presente che prima di aprire bocca sarebbe bene che azionasse un po’ di più il cervello, cercando di essere almeno coerente ed un po’ più realistico con le tesi che afferma perentoriamente.
    1° ragionamento logico in termini di “metodo” prima ancora che di “merito” - Se non altro per anticipare il più possibile i tempi del bando a lui tanto caro, è più che utile che venga comunque approvato un PRIP e non certo che venga ritardato all’infinito, quanto meno fino alla prossima consiliatura per giunta nella doppia illusione che vinca il centro-sinistra e che sarà sicuramente lui ad approvare il migliore dei PRIP.
    2° ragionamento logico sempre in termini di “metodo” da seguire - Mettendosi sulle stesse posizioni prese dai Presidenti dei Municipi di centro-sinistra che si sono rifiutati all’epoca di esprimere il parere di propria competenza sul PRIP, chiedendone addirittura il ritiro (che non è ovviamente avvenuto e che non avverrà mai), il sig. Tonelli è talmente convinto che il nemico da fuggire sia proprio il PRIP da arrivare al punto di accusare chi come me lo propugna come strumento indispensabile di stare a fare la stessa battaglia di Cassone e di sostenere che è più probabile una copiosa nevicata in pieno luglio piuttosto che vengano approvate quelle che stavolta ha definito le “nostre” modifiche. A parte l’accusa infamante che non gli permetto, se Tonelli considera veramente possibile l’eventualità che questa maggioranza ritiri il PRIP, dopo che il 24 novembre scorso – grazie anche all’allora Comitato Promotore – il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno che impegnava a portare in votazione il PRIP entro il 31 dicembre di quest’anno, allora è molto più che probabile che nevichi per tutta l’estate e che sia proprio Tonelli a rischiare di farselo mettere in quel posto da quella che lui chiama ignobile politica. Tonelli dimentica che non è lui a decidere di non far approvare il PRIP, ma è questa maggioranza che lo vuole se non altro per ridarsi una immagine ed una credibilità proprio in un momento come questo dove tutto gli sta girando contro.
    3° ragionamento logico sul “metodo” da seguire - Come ha già fatto il Comitato Promotore con la delibera di iniziativa popolare fasciandosi la testa prima di essersela rotta, dando per fatalisticamente scontata la bocciatura della proposta di delibera di iniziativa popolare e contribuendo così a predeterminarla, Tonelli è convinto al pari del centro-sinistra della inemendabilità di un PRIP che secondo lui servirà con molta probabilità a sanare lo status quo attuale o poco diverso dall'attuale e che invece da quando è stato sfornato ad oggi ha già subito diverse modifiche non sempre in modo peggiorativo, perché ad esempio in termini di “metodo” è passato da uno “schema normativo” a delle “disposizioni attuative” che però in termini di “merito” non sono di certo accettabili per come sono state formulate: a ciò si deve aggiunger il “parere” che il 21 dicembre scorso ha espresso l’Agenzia che propone non solo di passare a vere e proprie Norme Tecniche di Attuazione ma anche e soprattutto proprio ad un bando da emanare subito dopo l’approvazione dei Piani di Localizzazione. A differenza della proposta di delibera di iniziativa popolare, che per regolamento è inemendabile, al PRIP possono essere presentati specifici emendamenti da parte di ogni consigliere che non è affatto detto che non potranno essere approvati.
    (per ragioni di spazio continua nel commento seguente)

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  12. (seguito del commento precedente)
    4° ragionamento logico ancora in termini di “metodo”- Da un punto di vista normativo Tonelli considera quasi fattibile un bando anche senza PRIP e Piani di Localizzazione, perché secondo lui il Codice dei Beni Culturali, le aree protette, il Codice della Strada e il Regolamento Comunale stesso sono più che sufficienti a raccontare, dato un territorio, dove possono o non possono essere installati i cartelloni, per cui potremmo allora fare a meno anche di un PRIP: gli faccio presente sotto lo stesso punto di vista normativo che il PRIP, quand’anche approvato oggi nella peggiore versione, può sempre essere modificato ed integrato successivamente dai nuovi Consigli Comunali che verranno ad insediarsi, per cui è bene che venga approvato quanto prima, a maggior ragione perché non è affatto scontato che rimarrà così com’è adesso.
    5° ragionamento logico anche in termini di “merito” – Tonelli è convinto da un lato che questo Consiglio Comunale approverebbe un PRIP che secondo lui servirà con molta probabilità a sanare lo status quo attuale o poco diverso dall'attuale, ma dall’altro lato sostiene che il Codice dei Beni Culturali, le aree protette, il Codice della Strada e il Regolamento Comunale stesso sono più che sufficienti a stabilire dove possono o non possono essere installati i cartelloni: Tonelli non si accorge della contraddizione in termini che c’è in questo suo modo di ragionare, perché non arriva a capire che – se la legge va rispettata e soprattutto fatta rispettare sempre e comunque anche con la forza tramite una azione della Procura delle Repubblica o una Class Action – allora non c’è da aspettare sotto questo aspetto un PRIP che quand’anche venisse approvato come lui teme sarebbe per giunta del tutto illecito ed impugnabile non solo al TAR del Lazio ma anche a livello penale (per interessi privati in atti d’ufficio), specie in un momento come questo dove la Procura della Repubblica sta già indagando proprio sullo status quo attuale che la maggioranza del Consiglio Comunale dovrà quindi guardarsi bene dal “legittimare”.
    6° ed ultimo ragionamento logico in termini di “consiglio” – Proprio perché ha rivendicato l’aspetto normativo, invito caldamente il sig. Tonelli a rispettare il nostro Stato di diritto, avvalendosi delle uniche armi democratiche che ci consente e che non sono di certo quelle di una critica basata sul discredito se non sulla diffamazione vera e propria (tengo a precisare che non mi riferisco alla mia persona), portata con parolacce e comunque con un linguaggio volgare che abbassa il livello di credibilità che si è conquistato il sito, mettendolo peraltro a rischio di una nuova denuncia penale e di un nuovo conseguente sequestro: se questa è la maggioranza del Consiglio Comunale che è stata votata dai cittadini, è con questa realtà che ci si deve confrontare attraverso un dialogo magari aspro, ma sempre costruttivo, finalizzato a fare gli interessi della città ed il sito www.cartellopoli.net dovrebbe portare il suo più che valido contributo in termini di dibattito sui temi e sui contenuti del PRIP.
    In un momento delicato come questo, sarebbe molto più opportuno che ci fosse una posizione comunque condivisa sua quale sia veramente la strada unica da imboccare tutti assieme e non il frastagliamento in mille direzioni di chi la vuole cotta e di chi la vuole cruda, che farebbe – questo sì – solo che il gioco del nemico: sarà poi il tempo a stabilire quali siano stati i risultati raggiunti con queste “armi”, senza cioè assentarsi dalla lotta, e non certo con la criminalizzazione anticipata di tutto e di tutti.

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  13. Io sono certo che il Piano Regolatore, approvato da questa maggioranza (ma per la verità pure dalla prossima) al di là delle leggi, dei regolamenti e dei codici farà passare il concetto di "diritto acquisito" per gli impianti esistenti oggi sul territorio. Un condono tombale. Ecco perché si sono impegnati a votarlo ed ecco perché i Bordoni, i Cazzoni e i vandali Alamanni lo utilizzano oggi come l'obbiettivo ultimo. Ci stanno preparando una bella sorpresina che Bosi ha la convinzione di poter disinnescare, io ho la convinzione di non poter disinnescare e ho anzi la sicurezza, concordo con Bosi, che me lo stanno ri-mettendo al culo.

    Ci sarà il dibattito in aula. Ci sarà un emendamento sui diritti acquisiti. Ci sarà un consigliere che prenderà la parola: "non possiamo mettere a rischio di essere conquistato dalle multinazionali straniere un settore che dà lavoro a 14mila persone in città; una delle principali industrie di Roma; faccio appello al buon senso anche dell'opposizione". E già una votazione insolitamente trasversale. Perché i cartellonari non controllano solo molti uomini del PDL, ma controllano tutto il Terzo Polo e controllano molti, moltissimi uomini del PD. Vi sono dei consiglieri comunali, non del PDL, che posseggono (posseggono) ditte di cartellonistica. Cosa voteranno? Per vedere annullate le loro concessioni o per mantenerle sine die come a Roma si fa per esempio per le bancarelle, i callarrostari, i camion-bar?

    Finirà così. Ammenoché il Piano Regolatore non lo si faccia approvare con il settore commissariato. Non vedo alternative pur avendo stima della vigilanza che Bosi, Vas, Cartellopoli e gli altri potranno fare sull'iter legislativo del Prip: sono molto più potenti di noi e nel Prip ci fanno metter quello che vogliono loro. E tra l'altro, scaltri e dotati di super avvocati, lo fanno pure stando nella legge. Poi hai voglia a fare ricorsi alla Corte Europea (con quali soldi? chi ha le centinaia di migliaia di euro per portare avanti tali procedimenti?), intanto ci teniamo questi cartelloni per altri quarant'anni.

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  14. Vedo con profondo dispiacere che da perfetto sordo che non vuol sentire nemmeno le cannonate il sig. Tonelli non si è sognato di accettare il mio invito a cercare di tenere una posizione comunque condivisa su quale sia veramente la strada unica da imboccare tutti assieme: gli ricordo che lo scorso 23 novembre nel post che annunciava l’incontro pubblico organizzato dal Presidente Catarci sono state pubblicate “le norme tecniche di attuazione che VAS e Cartellopoli proporranno come unica soluzione definitiva al problema con l’auspicio che vengano alla fine approvate dal consiglio comunale”.
    Ora a distanza di poco più di un mese arriva a scrivere che il PRIP sarà un condono tombale perché ci sono poteri molto più forti di noi che vi faranno mettere tutto quello che vogliono loro.
    Con profonda amarezza vedo che il sig. Tonelli non crede affatto in quello che propugna e non ritiene nemmeno di provarci a convincere della bontà dell’unica soluzione definitiva al problema (che predica solo a parole) i tanti politici di cui vanta conoscenze in alto loco: non si accorge nemmeno che in questo modo si è messo sostanzialmente sullo stesso piano del Comitato Promotore riguardo alla sua proposta di delibera di iniziativa popolare, fasciandosi anche lui la testa prima ancora di essersela rotta, fissato com’è che comunque ci terremo i cartelloni per altri 40 anni.
    Non si accorge soprattutto che sta prendendo in giro sé stesso (e purtroppo i lettori che gli credono) ogni volta che continua a sbandierare un “bando” che i poteri forti non faranno mai passare nel modo che vuole lui proprio per il suo stesso ragionamento pessimista.
    La traduzione pratica di questo comportamento, per dirla con un linguaggio alla Tonelli, è: va' avanti te che a me me vie' da ride !
    (per esigenze di spazio continua nel commento seguente)

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  15. (seguito del commento precedente)
    Tradotto ancora meglio, significa che - nel momento cruciale, quando c’è da affrontare tutti assieme quella che potrebbe essere la battaglia finale che può portare a vincere la guerra, anche se non in modo totale - mi trovo ancora una volta a stare con gente che dopo aver lanciato il sasso ritira non solo la mano, ma tutto il braccio, ed a rimanere quindi da solo a continuare una battaglia nell’unico modo in cui credo fermamente e che ho fin qui portato avanti con estrema coerenza.
    Di fronte a questa amara presa di coscienza mi sento di essere stato utilizzato dal sig. Tonelli come una lametta da barba che viene gettata via quando non serve più o meglio, invertendo i termini del problema, non ha più alcun senso per me continuare a servirmi di un sito come www.cartellopoli.net dove non si prova nemmeno a raccogliere i frutti di ciò che ho seminato o che comunque ti butta giù del tutto il morale.
    A questo punto sono costretto a prendere in seria considerazione l’opportunità di interrompere la mia collaborazione diretta con www.cartellopoli.net, oltre che per i motivi sopra detti, anche perché ritengo di aver detto ormai praticamente tutto quel che c’era da dire.
    Preferisco a malincuore rimanere orgogliosamente da solo con la mia associazione, piuttosto che male accompagnato da chi non crede nemmeno in quello che è lui stesso a predicare e ti toglie comunque l’ottimismo e quella conseguente giusta carica che ci vuole sempre per continuare una battaglia: preferisco preoccuparmi di continuare ad “essere” piuttosto che a “comparire”, badando più ai fatti concreti che alle chiacchiere inutili.
    Sotto quest’ultimo aspetto rinuncio del tutto a cercare di dimostrare al sig. Tonelli almeno quegli aspetti positivi che il PRIP ha comunque ed i conseguenti effetti migliorativi che sotto questo aspetto scaturirebbero da una sua approvazione, perché tanto non capirebbe preso com’è a considerare che le regole valgono solo per i fessi (o peggio ancora che i poteri forti comandano sul Comune e sullo Stato) ed a vedere il bicchiere sempre e soltanto mezzo vuoto, piuttosto che mezzo pieno.
    Mi sento invece in dovere di ringraziarlo vivamente per lo spazio più che abbondante che mi ha fin qui dedicato su www.cartellopoli.net, specie dopo il suo dissequestro, anche se non so a questo punto quanto sia stato utile il lavoro che gli ho dedicato.
    Mi auguro che il sito continui a mantenere anche nell'anno nuovo il livello di credibilità che si é fin qui conquistato grazie anche al piccolo contributo portato dal sottoscritto.

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  16. Ho scritto i miei commenti non come "Comitato Cartellopoli", ma come "Massimiliano Tonelli". I soliti toni tragicomici di Bosi sono dunque come sempre fuori luogo. Non ho mai sostenuto che non occorra lottare con le nostre mazzefionde contro l'artiglieria pesante. Ho solo detto che probabilmente l'artiglieria pesante avrà la meglio e che occorre avere pronti dei piani b. E che non bisogna illudersi.

    Per come si mettono le cose, l'unica possibilità di avere Prip (e successivi bandi) onesti e puliti è un commissariamento del settore. E non ci siamo tanto lontani viste le frasi del sindaco, le accuse di mafia, le 44 denunzie e le inchieste sulla stampa internazionale.

    Per il 2012 consiglio a Bosi di affrontare le questioni con più leggerezza e rispetto per il prossimo. Questa è forse la decima minaccia di non partecipare più alle operazioni del sito Cartellopoli, minaccia motivata solo per aver letto nei commenti un pensiero del cittadino Tonelli non completamente appiattito sul pensiero dell'associazione VAS. E' stucchevole e umiliante per i lettori i quali penseranno che Bosi è qui non per dare il suo contributo, ma per monopolizzare la linea con tolleranza zero per chi esprime delle riserve e mette in guardia su particolari questioni.

    Peraltro se il Prip passerà come è il mio terrore temo che il sito Cartellopoli dovrà essere chiuso definitivamente perché il moloch dell'abusivismo verso cui lottiamo tutti sarà ufficialmente sanato e considerato parte integrante del panorama cittadino.

    Ovviamente spero di sbagliarmi e spero che tutti insieme si riesca a fare approvare un Prip senza diritti acquisiti, con la metà dei mq rispetto a quelli attuali, con un limite per gli impianti di "pubblico servizio" e così via. Lo spero, ma lo ritengo molto improbabile.

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  17. Non mi risulta che ci sia mai stato ufficialmente un “Comitato Cartellopoli”, che si è invece sempre identificato con questo blog sotto questo nome, che compare infatti fra gli “obiettivi”: se comunque esiste, il sig. Massimiliano Tonelli ne è quanto meno un membro se non il Presidente, dal momento che a nome suo si è sempre presentato in diverse riunioni pubbliche.
    Ne deriva che appare addirittura penoso il “distinguo” tra un “Comitato” fantasma che appoggia le norme tecniche di attuazione proposte da VAS come unica soluzione definitiva al problema ed il “cittadino” Massimiliano Tonelli, che il 23 novembre scorso le ha però ribadite in qualità di responsabile del sito, per poi dimostrare di non credere affatto che si possano concretizzare non solo queste norme tecniche, ma il suo stesso bando.
    A mancare di rispetto al sottoscritto è pertanto lui, che si permette di definire tragicomici i miei toni, se non altro perché mi ha fatto capire che non posso fare affidamento sul suo aiuto come persona fisica e che non posso comunque accettare che consideri delle mazzefionde le armi con cui intendo combattere e sto combattendo, a maggior ragione dopo quello che mi ha risposto: si è messo infatti a scrivere ora che “occorre avere pronti dei piani b”, senza accorgersi di avere parlato lo stesso linguaggio ed utilizzato come ipotesi la stessa strategia fallimentare del Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare che ha dato come risultato il ridicolo ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale il 24 novembre scorso.
    Il suo “piano b” potrebbe portare a “giustificare” l’approvazione di un PRIP schifoso con il nuovo contentino di un ordine del giorno che impegni il Consiglio Comunale a fare magari proprio quanto di meglio vorrebbe il sig. Tonelli, consentendo così a questa maggioranza politica di darsi anche un alibi morale.
    Un motivo ancora maggiore per prendere definitivamente le distanze una volta per tutte dal sig. Tonelli viene dal fatto che considera addirittura come “la decima minaccia” la mia considerazione “di non partecipare più alle operazioni del sito Cartellopoli”, tacendo che fra i motivi (ogni volta superati da parte mia per rinnovata fiducia nei suoi confronti) c’erano anche come non ultimi i toni “giornalistici” da lui utilizzati quasi sempre con un linguaggio fatto di parolacce e di volgarità che a mio giudizio non solo abbassano la qualità del blog, ma lo mettono a rischio di una nuova denuncia e di un nuovo sequestro per motivazioni con cui non intendevo e non intendo tuttora essere assolutamente accomunato.
    (per esigenze di spazio continua nel commento successivo)

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  18. (seguito del commento precedente)
    Se ora arriva a scambiare le mie motivazioni sostenendo che “è stucchevole e umiliante per i lettori i quali penseranno che Bosi è qui non per dare il suo contributo, ma per monopolizzare la linea con tolleranza zero per chi esprime delle riserve e mette in guardia su particolari questioni”, non ho allora più alcuna remora a smetterla di “minacciare” ed a chiudere definitivamente ogni mio rapporto con questo blog proprio per rispetto dei suoi lettori, cioè per non monopolizzarlo ulteriormente anche e soprattutto con i miei scritti.
    Invito anzi il sig. Tonelli a togliere tutti i documenti che ho fin qui prodotto a titolo personale ed a nome di VAS e che tuttora risultano pubblicati sul blog, se ritiene che lo abbiano troppo monopolizzato o che rischiano di appiattire sul pensiero dell’associazione VAS anche altri, oltre che il “cittadino” Massimiliano Tonelli.
    Gli voglio soltanto ricordare quanto gli avevo già detto e da lui ottenuto poco tempo fa, vale a dire che il blog può e deve giustamente raccogliere tutte le idee e le prese di posizione di ognuno, ma alla fine arriva il momento in cui deve comunque prendere posizione sul PRIP cercando di portae i suoi lettori ad una soluzione condivisa da tutti su cui fare un fronte unito nei confronti di questa maggioranza politica, evitando così di darle il pretesto di fare come le pare proprio per colpa delle diversificazioni della opposizione, che se spaccata la fanno comparire come una Armata Brancaleone: sotto questo aspetto non ritengo che si possa parlare di monopolio di qualcuno o che si debba parlare d caso mai di monopolio di tutti e comunque, per ottenere veramente quel che si vuole tutti assieme, non serve a niente una condivisone che venga confermata solo a parole (peraltro su un blog o su un commento nello stesso blog) ma che non si concretizzi poi in nessuna diretta azione politica verso ognuno dei 60 consiglieri comunali per convincerli della bontà dell’unica soluzione definitiva proposta.
    Dal momento che non intendo monopolizzare nessuno, ma soprattutto non mi interessa affatto nemmeno una condivisione che sia fatta solo a parole,ricordando per tal caso che tra il dire ed il fare c'é di mezzo il mare, lascio ben volentieri il “monopolio” del blog tanto al “Comitato Cartellopoli” quanto al “cittadino” Massimiliano Tonelli.

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  19. Caro Bosi, Cartellopoli non e' una caserma, ma una piattaforma aperta sia a te (che hai e continuerai ad avere fintanto che lo desidererai uno spazio enorme) sia a chi la pensa in maniera diversa da te. Persino alla associazione Basta Cartelloni, che puo' vantare qui decine di link. Un luogo dove e' garantita la pluralita' delle opinioni e dei pensieri e in cui tutti coloro che in vario modo vogliono fare di Roma una metropoli europea e civile possono dire la loro.
    Dunque quando trovi post che non condividi, per cortesia, meno sceneggiate. Grazie e buon anno.

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