sabato 30 aprile 2011

Bosi-segnala: che bel Panorama...

 
 

Segnalazione inviata martedì 22 febbraio 2011 alle ore 18.27

In data 21 febbraio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto scattate la sera del 18 febbraio 2011 che si rimettono in allegato: riguarda un megaimpianto pubblicitario monofacciale di mt. 3 di altezza x 18 di lunghezza  che reclamizza gli ipermercati “Panorama” (vedi allegata foto "Panorama_ViadottoDellaMagliana_18022011_02.jpg") e che risulta installato ai bordi del Viadotto della Magliana nei pressi di via del Cappellaccio (vedi planimetria allegata come "Panorama_ViadottoDellaMagliana_18022011_pianta.jpg") ").

La segnalazione fa presente che il mastodontico impianto é lì da anni, assieme ad altri cartelloni di normali dimensioni (vedi foto allegata come “Panorama_ViadottoDellaMagliana_18022011_01.jpg"), e non sembra riportare il nome della ditta sulla cimasa posta in alto al centro (vedi foto allegata come “"Panorama_ViadottoDellaMagliana_cimasa.jpg") né alcuna targhetta che riporti il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni: la circostanza denota la presunta natura totalmente abusiva dell’impianto.

Si fa presente comunque che ai sensi della lettera b) del 2° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009, "sono vietati: ... b) gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati": dal momento che l'impianto sembra essere stato collocato prima dell’approvazione della delibera n. 37/2009, si evidenzia che a quell'epoca era ad ogni modo vigente il Regolamento delle Affissioni approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 100/2006, la cui lettera b) del 2° comma dell'art. 4 prescriveva che "sono vietati: ... b) gli impianti e i mezzi del formato di metri 6 x 3 e, comunque, la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati".

Come di può ben vedere dalle foto allegate, l'impianto supera abbondantemente la superficie massima consentita (tanto ieri quanto oggi) di 12 mq., perché risulta essere costituito da 3 cartelloni affiancati di mt. 3 x 6.

Si chiede pertanto di voler accertare la natura illegale del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione - alla sua immediata rimozione.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.



Distinti saluti.



Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -



------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nota: ad oggi dopo più di due mesi la segnalazione ancora non ha ricevuto risposta.

Damose da fa'...


E i cartellonari lo hanno preso in parola. Hanno devastato tutta Roma. Senza esclusione. Chissà se, essendoci ancora lui, il Vaticano sarebbe intervenuto nel più grande sacco che la città ha subito a memoria d'uomo. La città è trasfigurata e le locandine che annunziano la beatificazione di Papa Giovanni Paolo campeggiano in mezzo a selve di cartelloni gestiti dalle mafie. Evviva.

Prima di bombardare la Libia, la NATO dovrebbe bombardare Viale Libia. Guardate che schifo, manco in Africa (seconda puntata)





venerdì 29 aprile 2011

Bosi-segnala: lungomuro di Ostia

 
 

In data 6 aprile 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate il 26.3.2011), che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 2,00 x 1,50 circa (vedi foto allegata come “Lungomare Paolo Toscanelli altezza Piazza dei Ravennati_26032011.jpg”) installato sul  Lungomare Paolo Toscanelli all’altezza dell’incrocio con Piazza dei Ravennati (vedi planimetria allegata come "Lungomare Paolo Toscanelli altezza Piazza dei Ravennati_Pianta.jpg).

La segnalazione fa presente che l’impianto non era presente nel 2008 (vedi foto allegata come “Lungomare Paolo Toscanelli altezza Piazza dei Ravennati_2008.jpg”): non ha cimasa con il nome della ditta, ma ha affissa una targhetta con  il numero di codice identificativo 0112/BP434/P con la la scritta “LUNGOMARE PAOLO TOSCANELLI 98/100 SU SPARTITRAFFICO” (vedi allegata foto
"Lungomare Paolo Toscanelli altezza Piazza dei Ravennati_26032011_targhetta.jpg").

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0112 corrisponde come denominazione la ditta “Studio Zeta Pubblicità: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BP 434 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

La segnalazione e la foto allegata evidenziano comunque in modo chiaro che l'impianto risulta collocato sullo spartitraffico del Lungomare Paolo Toscanelli ed all’altezza dell’incrocio con Piazza dei Ravennati

Il 4° comma dell'art. 5 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, consente "di avvalersi, in deroga ...., della facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata".

Come lascia chiaramente vedere la foto allegata , l'impianto risulta collocato in posizione perpendicolare al Lungomare Paolo Toscanelli, su una pertinenza stradale compresa fra carreggiate contigue con larghezza inferiore ai 4 metri, e ad una distanza che appare sicuramente inferiore a metri 1,80 dal limite di entrambe le carreggiate.

A tale riguardo si fa presente che il XII Gruppo di Polizia Municipale ha già sanzionato ai sensi dell’art. 23 del Codice della Strada diversi impianti installati allo stesso modo sullo spartitraffico centrale di Via Laurentina.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione - alla sua immediata rimozione.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.



Distinti saluti.



Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Regina Cartellonarum





Cartelli, completamente privi di identificativo e targhette ufficiali, apparsi qualche tempo fa lungo la Via Appia. Tutti con la stessa dimensione e la stessa grafica. Tutti pubblicizzanti hotel evidentemente appartenenti allo stesso gruppo. Sono ancora lì? Sono stati sanati? Hanno l'identificativo comunale? Sono stati rimossi? Le foto sono un po' vecchie (febbraio) ma, sapete com'è, ci hanno fatto fare un quattro mesi di purgatorio visto che gli davamo troppo fastidio...

Prima di bombardare la Libia, la NATO dovrebbe bombardare Viale Libia. Guardate che schifo, manco in Africa (prima puntata)






Ecco quello che si presenta agli occhi di chi passeggia per i negozi di viale Libia e viale Eritrea. Il numero dei cartelloni è così elevato che oltre la metà non riesce ad essere affittato. I cartellonari hanno distrutto il loro stesso mercato e gli 'spazi disponibili' ormai superano quelli utilizzati. Guardate i formati: ce ne sono di ogni tipo, perfino un 40cmX30cm. Per non parlare della qualità degli impianti: divorati dalla ruggine, dal guano degli uccelli, alcuni stanno per cadere e costituiscono pericolo per i pedoni. Sono sicuro che le città libiche martoriate dalla guerra e dalla dittatura, hanno un decoro migliore!
Filippo
(domani mattina la seconda puntata)

giovedì 28 aprile 2011

Bosi-segnala: 8x3!

 
 
 
 

In data odierna 19 aprile 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate in data 8.4.2011), che fa presente un impianto pubblicitario di mt. 8 x 3 (vedi foto allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza Via dei Durantini_01.jpg”) installato in Via dei Monti Tiburtini all’altezza dell’incrocio con via dei Durantini (vedi planimetria allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza Via dei Durantini_pianta.jpg”).



La segnalazione fa presente che l’impianto reca in alto il nome della ditta “MG” e che ha affissa in alto a sinistra una targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0056/BB785/P (vedi foto allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza Via dei Durantini_targhetta_01.jpg”)  mentre in alto a destra ha un’altra targhetta con il numero di codice identificativo 0056/BB788/P (vedi foto allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza Via dei Durantini_targhetta_02.jpg”)



Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0056 corrisponde effettivamente la denominazione della ditta “MG ADVERTISING S.r.l.”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che i progressivi impianto BB 785 e BB 788 identifichino effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrispondano al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.



A tal riguardo si mette in evidenza che ai sensi della lettera b) del comma 2 dell’art. 4 del vigente Regolamento (approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009) "sono vietati: … b) gli impianti ed i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati".



Come si può ben vedere anche dalla foto allegata come  “Via dei Monti Tiburtini altezza Via dei Durantini_02.jpg”, l’impianto supera la superficie massima consentita anche perché risulta costituito da 2 impianti di mt. 4 x 3 fra di loro attaccati e tenuti uniti da un’unica cornice, in violazione totale della distanza minima consentita dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari nei centri abitati che ai sensi della lettera c) del comma 4 dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada) è fissata in 25 metri: a tal riguardo  si fa presente che ai sensi del 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento tale distanza minima viene derogata ed abbassata a 15 metri, che sono però consentiti solo per cartelli di dimensione non superiore a mt. 1,20 x 1,80.



Dal momento che la suddetta violazione sembra denotare la natura totalmente abusiva dell’impianto, che non può quindi essere stato “autorizzato” dal Servizio Affissioni e Pubblicità a conclusione di una regolare istruttoria, ma ciò nonostante l’impianto sembra risultare registrato in Banca Dati con l’assegnazione addirittura di un doppio numero di codice identificativo, se ne deve dedurre che tale registrazione debba essere conseguente ad un procedimento di “autodenuncia” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 (diverso comunque da quello acconsentito nell’ambito del “riordino” e di cui si chiede ad ogni modo conferma) da parte delle ditta “MG”, previo pagamento di una indennità pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).



Si mette in grande evidenza che alla ditta “MG Advertising” S..l. è stato già rimosso un impianto di mt. 4 x 3 installato in via Oriolo Romano, peraltro ai bordi del Parco di Veio (con codice n. 0056/BH735/P), ma debbono essere ancora rimossi a distanza di più di un anno 2 impianti installati in via dei Due Ponti all’altezza dell’incrocio con Viale di Tor di Quinto (con codici n. 0056/BH743/P e n. 0056/BH744/P), nonché 2 impianti installati sempre in via dei Due Ponti ma all’altezza dell’incrocio con via Bomarzo (con codice sembra identico per entrambi n.  0056/BH740/P), tutti segnalati da questa associazione.   


 

Si mette in ancor maggiore evidenza che il comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento dispone testualmente: "Nel caso di installazione di impianti privi di autorizzazione, all’ordine di rimozione d’Ufficio conseguono la decadenza dall’autorizzazione all’effettuazione della pubblicità per conto terzi ed all’uso degli impianti pubblicitari nonché, in caso di istallazione di impianti sul suolo o su beni comunali, la decadenza automatica del contratto di locazione. In particolare la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di 47 decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; l’ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni. La ditta pubblicitaria che ha ricevuto nell’ultimo biennio due diffide a rimuovere la pubblicità di cui all’art. 4 comma 1, lett. i) è esclusa dall’uso del medesimo mezzo pubblicitario per il periodo di un anno".



Non risulta che, a fronte di quanto meno 1 violazione commessa dalla ditta “MG”,  il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, abbia emanato un provvedimento di pronuncia della decadenza del 5% delle autorizzazioni rilasciate alla suddetta ditta: se ne chiede ad ogni modo conferma, precisando le eventuali ragioni ostative ad un provvedimento del genere che è comunque dovuto nel rispetto di quanto prescrive il Regolamento.



Si mette in evidenza che in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari abusivi su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: "Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032".



Dal momento i Vigili ricoprono anche la qualifica di Corpo di Polizia Giudiziaria, si chiede al Comandante del V° Gruppo di voler verificare la natura abusiva dell’impianto della “MG” e di voler presentare, in caso di redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV), un contestuale esposto alla Procura della Repubblica  per chiedere di accertare se sussistano gli estremi del suddetto reato a carico del rappresentante legare della S.r.l. “MG”.



Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.



Distinti saluti.



Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Pino vs Cartelloni


Certo però questa brutta abitudine di mettere i pini in mezzo ai cartelloni è ora di cominciare a togliersela.
Ale77

Cartelloni e discarica...

 
 

Ecco lo spettacolo a due passi dalla fermata della Metro B Eur Magliana.
Cartelloni abusivi/illegali e discarica abusiva insieme... perchè a Roma non ci facciamo mancare niente.
Ale77

mercoledì 27 aprile 2011

Chi permette alla ditta di continuare a fare guadagni illeciti?


Continua la storia dell'8x4 di Via Laurentina 853 (per chi si fosse perso la prima puntata ecco il rimando al vecchio post). Dopo averlo denunciato il 17/01/2011, denuncia fatta dal Dott. Arch. Rodolfo Bosi, ecco la risposta dei vigili del XII Gruppo:

Gentile signor Bosi,
in riferimento alla segnalazione riguardante il mega – impianto pubblicitario presente in via Laurentina altezza del civico 853, si comunica che personale del Ufficio Affissioni e Pubblicità già in  data 02/12/2010 accertava la presenza di detto impianto, delle dimensioni di metri 8.00x4.00 e provvedeva a contravvenzionare ai sensi dell’art. 23 CdS. Contestualmente veniva inoltrata segnalazione agli uffici competenti per i successivi atti.

Cordiali saluti
La Segreteria del XII Gruppo Polizia Municipale

Direte voi: "meno male ora non ci sarà più!". Ed invece ecco cosa vi trovate davanti se ci passate in questi giorni: la pubblicità di MADAMA OLIVA... 
L'impianto è stato di nuovo segnalato in data 18/04/2011 dal Dott. Arch. Rodolfo Bosi:

Si rimettono in allegato le foto scattate in data odierna e trasmesse a questa associazione, che attestano che l’impianto ha cambiato pubblicità e continua pertanto a funzionare malgrado siano passati 4 mesi e mezzo dalla data in cui é stato sanzionato, malgrado che il XII° Gruppo di Polizia Municipale abbia trasmesso dallo scorso mese di dicembre la sua dovuta segnalazione agli uffici competenti per i successivi atti.


Il Verbale di Accertata Violazione (VAV) redatto dal XII° Gruppo di Polizia Municipale non può quindi non essere stato trasmesso in questo frattempo tanto al GSSU, che a sua volta deve aver notificato alla ditta responsabile dell’abuso (presumibilmente la stessa ditta “Nuovi Spazi” ora “Nevada”) la contravvenzione entro i 90 giorni, ora prescritti per legge rispetto ai precedenti 150, quanto all’ufficio comunale competente alla materiale rimozione dell’impianto, che a sua volta deve aver trasmesso al trasgressore e al soggetto pubblicizzato la diffida a rimuovere l’impianto abusivo entro 10 giorni dalla notificazione, ai sensi del combinato disposto del 4° e de 5° comma dell’art. 31 del Regolamento vigente approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009: si chiede di avere comunque conferma della avvenuta notifica da parte del GSSU.      


Ai sensi infatti del comma 4 dell’art. 31 del vigente Regolamento "i competenti Uffici comunali, previa diffida al trasgressore e al soggetto pubblicizzato, se conosciuti, dispongono altresì la rimozione forzata in danno dei mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o installati in difformità della stessa o di quelli che non siano di proprietà comunale e per i quali non sia stato pagato il relativo canone o risultino non in regola con il presente regolamento o con le vigenti leggi in materia": il successivo comma 5 stabilisce che "con la diffida di cui al comma precedente, a valere anche come comunicazione di avvio del procedimento, il trasgressore è invitato a rimuovere l’impianto abusivo o difforme entro dieci giorni dalla notificazione, nonché a far pervenire ai suddetti uffici, entro il medesimo termine, le proprie osservazioni" e precisa che "decorso inutilmente tale termine e valutate, se pervenute, tali osservazioni, con determinazione dirigenziale viene disposta la eventuale rimozione forzata d’Ufficio, a spese del trasgressore".

Ai sensi del successivo comma 6 "in tutti i casi i competenti Uffici comunali possono provvedere altresì alla copertura immediata della pubblicità irregolare e possono disporre, ai sensi dell’art. 13, comma 2, della legge 24 novembre 1981, n. 689, il sequestro cautelare degli impianti abusivamente utilizzati che non siano di proprietà comunale, anche prima della loro materiale rimozione".

Si chiede pertanto di sapere se alla ditta responsabile dell’abuso sia stata trasmessa la formale diffida, a cui non avrebbe comunque ottemperato, e di far conoscere le ragioni per cui i competenti uffici comunali non abbiano ancora disposto la dovuta rimozione forzata del megaimpianto né abbiano provveduto, nelle more della materiale rimozione, quanto meno alla copertura immediata della sua pubblicità irregolare con cui la ditta continua a fare guadagni illeciti.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - 


Per la risposta a questa seconda segnalazione vi do appuntamento alla prossima puntata.
TO BE CONTINUED...
Ale77

Il nuovo ponte alla Garbatella


Li toglieranno per quando aprirà?
Ale77

10, 100, 1000 Cortellazzi. La selva di pali è proprietaria di Piazza Morelli



Egr.Sig,
la presente per denunciare la continua e reiterata installazione di cartelloni pubblicitari fuori norma insistenti sulla Piazza Eugenio Morelli in Roma (vedi foto allegate).
Nonostante gli esposti e le denunce dei residenti non si è mai provveduto alla completa eliminazione dei cartelloni, installati contro le normative del Codice della Strada, addirittura sembrerebbe che alcune ditte non virtuose e più volte multate invece di essere estromesse dal settore, come da regolamento comunale vigente, continuo l'installazione senza nessun controllo.
Vi segnalo che oltre al fatto puramente estetico, i cartelloni deturpano gravemente l' immagine ed il decoro della zona, i marciapiedi risultano gravemente danneggiati ed occupati da detti impianti, con grave rischio per incolumità dei pedoni.
Certi di un Vostro intervento per la sistemazione della Piazza Eugenio Morelli, porgo distinti saluti.
Mauro Cortellazzi

INVIATO A:
pres16@comune.roma.it,
segnalazioniaffissioni@comune.roma.it,
fabrizio.ghera@comune.roma.it,
polmunicipalecallcenter16@comune.roma.it,
sindaco@comune.roma.it,
difensorecivico@comune.roma.it,
procura.roma@giustizia.it,
pua.municipioXVI@aslromad.it,
segreteria.matteoli@mit.gov.it,
bruno.corda@aslromaa.it,
roberto.baldetti@comune.roma.it,
davide.bordoni@comune.roma.t,
gianluigi.policella@comune.roma.it,
cartellopoli@gmail.com,
ladenuncia@ilmessaggero.it,
denuncia@repubblica.it

Lungo Corso Vittorio il famoso cartelletto del sexy shop. Rigorosamente senza targhetta

martedì 26 aprile 2011

Bosi-segnala: il gioco delle coppie (di targhette)


In data 21.2.2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto (scattate la mattina del 21.2.2011) che si rimettono in allegato: riguarda 2 impianti pubblicitari monofacciali di mt. 3 x 4 circa installati in Via della Stazione Laurentina all'altezza dell'incrocio con Via Laurentina (vedi planimetria allegata "MG ViaDellaStazioneLaurentina pianta.jpg” e foto allegata come “01MG_ViaDellaStazioneLaurentina_situazione_21_02_2011.jpg” ).

La segnalazione assicura con assoluta certezza che alle ore 18 di giovedì 17 febbraio 2011 i 2 impianti non erano presenti  e sul posto figurava solo il cartello stradale che indica il divieto di sosta (vedi foto allegata “MG_ViaDellaStazioneLaurentina_situazione_17_02_2011.jpg”): a dimostrazione della installazione avvenuta tra il 18/02/2011 ed il 20/02/2011 la segnalazione porta ben 3 foto del cemento fresco a terra (vedi foto allegate come “03MG_ViaDellaStazioneLaurentina_situazione_21_02_2011.jpg”, come “04MG_ViaDellaStazioneLaurentina_situazione_21_02_2011.jpg” e come “05MG_ViaDellaStazioneLaurentina_situazione_21_02_2011.jpg”).

La segnalazione mostra che entrambi gli impianti presentano sulla cornice in alto a sinistra il nome della ditta “MG” (vedi foto allegata come “MG ViaDellaStazioneLaurentina cimasa.jpg”) mentre sulla stessa cornice in alto a destra hanno affissa una targhetta che per entrambi porta però lo stesso numero di codice identificativo 0056/BH359/P che non si sa se assegnato dal Servizio Affissioni del Comune di Roma (vedi foto allegate come "MG ViaDellaStazioneLaurentina targhetta 01.jpg” e come "MG ViaDellaStazioneLaurentina targhetta 02.jpg”.

Benché nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 2.12.2010)  al codice 0056 corrisponda effettivamente come denominazione la ditta “MG ADVERTISING  S.r.l.”, si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BH359 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando comunque come sia possibile attribuire uno stesso numero di codice identificativo a 2 impianti e se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

La planimetria e le foto allegate mostrano ad ogni modo che i 2 impianti risultano installati in difformità dalle seguenti prescrizioni normative.

Il 5° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni (approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009) dispone che "le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensioni non superiori a mt. 1,20 x 1,80 sono così derogate: - distanza minima .... dalle intersezioni: strade urbane di quartiere: mt. 25 prima .... delle intersezioni".  

Come attesta la planimetria allegata, i 2 impianti sono stati installati proprio all’incrocio tra via della Stazione Laurentina e via Laurentina.

Il 1° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con D.Lgs. n. 285/1992, testualmente dispone: "Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare ... impianti di pubblicità .... visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione".

Come attesta la foto allegata come “021MG_ViaDellaStazioneLaurentina_situazione_21_02_2011.jpg” i 2 impianti sono collocati a ridosso del cartello stradale che indica il divieto di sosta in quel tratto di strada: non si può non rilevare inoltre come una promozione pubblicitaria accattivante (specie se sfrutta il corpo femminile) possa distrarre l’attenzione, con il rischio che si sbandi in curva, mettendo a rischio la sicurezza sia degli automobilisti che dei passanti.

Ai sensi del 4° comma dell’art. 51 del DPR n. 495 del 16 dicembre 1992 (con cui é stato emanato il “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada”) "il posizionamento di cartelli, di insegne di esercizio e di altri mezzi pubblicitari entro i centri abitati, ... è vietato in tutti i punti indicati al comma 3, e, ove consentito dai regolamenti comunali, esso è autorizzato ed effettuato, di norma, nel rispetto delle seguenti distanze minime, ...c) 25 m dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari".

I 2 impianti risultano collocati uno a fianco dell’altro.

Si chiede pertanto di volere verificare tutte le suddette violazioni  e di provvedere - in caso di oggettivo accertamento di una o più di esse - alla immediata rimozione di entrambi gli impianti.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.



Distinti saluti.



Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nota: ad oggi dopo più di due mesi la segnalazione ancora non ha ricevuto risposta ed i due impianti continuano ad avere targhetta identica.