martedì 31 maggio 2011

Istruzioni per l’uso (5): Cartelloni pubblicitari installati sullo spartitraffico centrale

Abbiamo già detto che la “carreggiata” è la parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli: essa è composta da una o più corsie di marcia, che talora sono separate tra loro dallo “spartitraffico”, vale a dire da quella parte longitudinale non carrabile della strada destinata alla separazione delle correnti veicolari.
Per comprendere bene i termini che vengono utilizzati dal Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992, occorre sapere anzitutto che ai sensi dell’art. 24 sono “pertinenze delle strade” le parti della strada destinate in modo permanente al servizio o all'arredo funzionale di essa: si distinguono in “pertinenze di esercizio” e “pertinenze di servizio”.
Sono “pertinenze di esercizio” quelle che costituiscono parte integrante della strada o ineriscono permanentemente alla sede stradale: fra queste rientra lo spartitraffico centrale di una strada.
Anche gli spartitraffico portano a porgersi spontaneamente la seguente domanda: vi possono essere installati dei cartelloni pubblicitari?
La risposta al quesito la dà sempre l’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, che è stato emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica (in sigla D.P.R.) n. 495 del 16 dicembre 1992.
Fuori dai centri abitati e dai tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h è comunque vietato il posizionamento di cartelli pubblicitari sulle pertinenze di esercizio delle strade che risultano comprese tra carreggiate contigue, vale a dire anche sullo spartitraffico centrale [lettera a) del 3° comma].
Lo stesso divieto vale entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h
[4° comma].
Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva però la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada.
il 4° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento delle Affissioni del Comune di Roma approvato con la delibera n. 37/2009 si avvale della facoltà di deroga a quanto previsto dal richiamato art. 51, comma 3, lett. a).
Si avvale così, testualmente, della “facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata.

Traduzione in estrema sintesi per i meno esperti.
Possono essere installati cartelloni pubblicitari solo sugli spartitraffico centrali delle strade che abbiano larghezze superiori a 4 metri ed a condizione che i rispettivi montanti siano sempre e comunque collocati ad una distanza uguale o superiore a metri 1,80 dal limite della carreggiata ed in posizione parallela all’asse stradale: possono essere collocati in posizione anche perpendicolare all’asse stradale, ma solo quando lo consentono le dimensioni dello spartitraffico, vale a dire quando la superficie espositiva del cartellone non invade la carreggiata.


Istruzione per l’uso, stavolta per tutti: invitiamo tutti i lettori di buona volontà a segnalare a vas.roma@alice.it tutti gli impianti che non rispettino oggettivamente le suddette distanze minime.                

P.S. – A titolo esemplificativo si riportano le sottostanti foto che sono relative ad alcuni impianti segnalati da VAS e che sono significativi di tutta la casistica possibile riguardo al possibile posizionamento dei cartelloni sullo spartitraffico centrale.

Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 3 x 4 installato in via Laurentina all'altezza dell'incrocio con Viale Africa, segnalato da VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 19,30 del 17 febbraio 2011. L’impianto è in posizione parallela agli assi stradali, ma è installato su uno spartitraffico di larghezza nettamente inferiore a 4 metri e posizionato ad una distanza dal limite della carreggiata del tutto inferiore a metri 1,80

Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1,50 x 1 circa installato in via Laurentina tra via di Vigna Murata e via del Serafico, segnalato da VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,43 del 16 aprile 2011. L’impianto è in posizione perpendicolare agli assi stradali, senza invadere le carreggiate contigue, ma è installato su uno spartitraffico di larghezza nettamente inferiore a 4 metri e posizionato ad una distanza dal limite di entrambe le carreggiate del tutto inferiore a metri 1,80


Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 2 x 1 circa installato in via dei Monti Tiburtini all'altezza del civico n. 419, segnalato da VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 17,15 del 16 aprile 2011. L’impianto è in posizione obliqua agli assi stradali e risulta installato su uno spartitraffico di larghezza nettamente inferiore a 4 metri e posizionato ad una distanza dal limite di entrambe le carreggiate del tutto inferiore a metri 1,80

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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Panchina con vista

 
Ogni commento mi sembra superfluo.
Siamo in Largo Leonardo da Vinci - XI Municipio.
Ale77

Scandalo provinciali a Striscia la Notizia

Cliccate sull'immagine per vedere il video.


Quando un bel servizio sullo scandalo di Roma? Noi intanto innondiamoli di segnalazioni qui.
Prima o poi si sveglieranno...

Vogliamo 1000 Luciano

Ammirate lo splendido lavoro del nostro lettore Luciano, questo è l'esempio perfetto di ciò che tutti quanti noi dobbiamo fare. Allora che aspettate? Alzatevi da davanti al computer prendere il telefonino o la macchina fotografica ed andate a fotografare l'invasione cartellonara e poi soprattutto mandate tutto a vas.roma@alice.it e cartellopoli@gmail.com
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Buongiorno,

Come da indicazioni, vi segnalo i seguenti cartelloni abusivi nelle due zone viarie di cui allego fotografie:
(gli impianti abusivi sono cerchiati in rosso)

1) un impianto 3x2 in via dei Laterani, zona S.Giovanni, installato circa due settimane fa, in posizione pericolosa per la visibilità segnaletica in quanto posto in posizione frontale di un incrocio, proprio davanti all'impianto semaforico (vedi foto allegate denominate laterani-1.jpg, laterani-2.jpg)

2) diversi impianti in Piazza Pio XI, zona Aurelio, installati nelle ultime settimane, di dimensioni e posizioni diverse, tutti insistenti sull'aiuola centrale della piazza e su quelle laterali, in zone limitrofe o immediatamente attaccate agli impianti semaforici, senza rispettare le distanze tra impianto e impianto e tra questi e la segnaletica.
In particolare due maxicartelloni senza sigla, due più piccoli affiancati, un maxicartellone targato 0048/BE792/P (nella foto pioxi-4.jpg , è affianco al camion-pubblicità), e un altro piccolo vicino al semaforo 0068/BM326/P (nella foto pioxi-4.jpg e pioxi-5.jpg )
(Vedi foto allegate pioxi-1.jpg, pioxi-2.jpg, pioxi-3.jpg)
Nella foto pioxi-totale-aiuola.jpg si vede bene tutto quanto.

Segnalo anche la situazione di altri due cartelloni posti nelle scorse settimane nella zona laterale della stessa piazza, mostrati nella foto pioxi-laterale.jpg per eventuali provvedimenti.

Resto in attesa di cortese riscontro.

Grazie,
Luciano 

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Segnalazione inviata il 28 maggio 2011 a: polmunicipaleseg01@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; bruno.cignini@comune.roma.it; pierluigi.patane@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; orlando.corsetti@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it

In data 26 maggio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto che si rimettono in allegato: riguarda un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 (vedi foto allegata "laterani-2.jpg”) installato in via dei Laterani.

La segnalazione fa presente che l’impianto é stato installato circa due settimane fa, ma non fa sapere se abbia una targhetta con il numero di codice identificativo né il nome della ditta  che appare sulla cornice in alto a sinistra e che sembra essere ad ogni modo la “PES” che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) risulta registrata al codice 0006 come “P.E.S. S.R.L. PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti registrato tale impianto con l’assegnazione di un numero di codice identificativo che - in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 –  identifichi la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione nell’ambito della procedura di riordino e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che sembra essere stato collocato in violazione dei divieti tassativi di affissione imposti dalla normativa vigente in materia.

A tal ultimo riguardo la stessa segnalazione evidenzia che l’impianto risulta collocato in posizione pericolosa per la visibilità segnaletica in quanto posto in posizione frontale dell’incrocio con via della Ferratella in Laterano, proprio davanti all'impianto semaforico, come attesta la foto allegata come “laterani-1.jpg“.
Ai sensi della lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, «entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere»: il 5° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni (approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009) dispone che «le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensioni non superiori a mt. 1,20 x 1,80 sono così derogate: - distanza minima .... dagli impianti semaforici e dalle intersezioni: strade urbane di quartiere: mt. 25 prima .... degli impianti semaforici e delle intersezioni».    

L’impianto di cui all’oggetto non sembra rispettare nemmeno la suddetta distanza minima in deroga dal semaforo e dall’incrocio: per di più, come attesta la foto allegata come “laterani-2.jpg”, copre parzialmente la segnaletica stradale posta alla sua sinistra e risulta quindi in violazione del 1° comma dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992 con cui é stato emanato il Codice della Strada, ai sensi del quale «lungo le strade ... è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, ...., visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione».

L’impianto ricade inoltre all’interno del territorio del I° Municipio di Roma: a tal riguardo si fa presente che dal 1980 l’UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale (“World Heritage List”) il Centro Storico di Roma (che coincide con il territorio del I Municipio), nonché le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e S. Paolo fuori le Mura, includendo nel 1990 anche le Mura di Urbano VIII – Gianicolensi.

Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), adottato  dalla Giunta Regionale con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, sottopone il Centro Storico a vincolo paesaggistico che é stato riconosciuto anche dal Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) adottato lo scorso 2 febbraio 2011 dalla Giunta Comunale: alla Tavola A2.b del PRIP relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Beni paesaggistici” il centro storico viene identificato fra i “vincoli ricognitivi di piano”, mentre alla Tavola A1.b relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Sistemi ed ambiti del paesaggio” il centro storico é identificato come “paesaggio dei centri e nuclei storici”.

Il PTPR destina nelle Tavole A (con valore prescrittivo) l’area su cui é stato installato l’impianto a “Paesaggio dei Nuclei e Centri Storici con relativa fascia di rispetto di 150 metri”, che è disciplinato dall’art. 29 delle norme del PTPR, che al paragrafo 5.5 della Tabella C stabilisce come norma regolamentare che i cartelloni pubblicitari sono «non consentiti fatto salvo segnaletica di tipo didattico».

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici, prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995) e che a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Ai sensi del comma 4 dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 «l'autorizzazione  paesaggistica  costituisce  atto  autonomo  e presupposto  rispetto  al  permesso  di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio».

Ne deriva che in mancanza di quest’atto preventivo ed obbligatorio l’installazione di un impianto é viziata di legittimità: non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, anche perché il rispetto delle prescrizioni cogenti del divieto di affissione avrebbe comportato il rigetto della domanda di rilascio della autorizzazione paesaggistica così come l’espressione di un parere totalmente negativo.

In occasione della presentazione alla stampa del PRIP l’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Ad ogni modo, fin d'ora, l'approvazione della Giunta, spiega Bordoni, "consente di intervenire nelle aree tutelate"» (dal sito www.ilcorrierelaziale.it di mercoledì 2 febbraio 2011).

Si chiede all’On. Davide Bordoni di essere pienamente coerente con quanto da lui dichiarato e di voler far disporre l’immediata rimozione a cura del Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità non solo dell’impianto di cui all’oggetto, ma di tutti gli altri che risultano installati lungo la via Salaria nell’intero tratto che va dall’incrocio con via del Foro Italico all’incrocio con il Grande Raccordo Anulare.

Si mette in evidenza che in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: «Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032».

Si mette altresì in evidenza che nei casi invece di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: «Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197».

Dal momento i Vigili ricoprono anche la qualifica di Corpo di Polizia Giudiziaria, si chiede al Comandante del I° Gruppo di voler verificare la natura abusiva dell’impianto di cui all’oggetto e di voler presentare, contestualmente alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV), un apposto esposto alla Procura della Repubblica per chiedere di accertare se sussistano gli estremi dei suddetti reati a carico del rappresentante legale della medesima S.r.l. “P.E.S. S.R.L. PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE”.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -  


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Segnalazione inviata il 28 maggio a: polmunicipaleseg18@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it
In data 26 maggio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto che si rimettono in allegato: riguarda una serie di impianti pubblicitari di diverse dimensioni installati tutti in piazza Pio XI da diverse ditte pubblicitarie (vedi foto d’insieme allegate come “pioxi-totale-aiuola.jpg” e come “pioxi-laterale.jpg”).

La segnalazione fa presente che tutti gli impianti sono stati installati nelle ultime settimane sullo spartitraffico centrale tra via Anastasio II e via Gregorio VII tanto nella parte attrezzata a verde (vedi foto allegate come “pioxi-1.jpg”, come pioxi-2.jpg”,  e come “pioxi-3.jpg”) quanto sul suo proseguimento  (vedi foto allegate come “pioxi-4.jpg” e come “pioxi-5.jpg”).

L’impianto di mt. 4 x 3 installato sul raccordo a senso unico che da via Gregorio VII permette di immettersi su via Anastasio II (vedi foto allegate come “pioxi-1.jpg” e come “pioxi-2.jpg”) sembra essere della  ditta “PES” che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) risulta registrata al codice 0006 come “P.E.S. S.R.L. PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti registrato tale impianto con l’assegnazione di un numero di codice identificativo che - in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 –  identifichi la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione nell’ambito della procedura di riordino e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che sembra essere stato collocato in violazione dei divieti tassativi di affissione imposti dalla normativa vigente in materia.

Ai sensi della lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, «entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere»: il 5° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni (approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009) dispone che «le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensioni non superiori a mt. 1,20 x 1,80 sono così derogate: - distanza minima .... dagli impianti semaforici e dalle intersezioni: strade urbane di quartiere: mt. 25 prima .... degli impianti semaforici e delle intersezioni».    

L’impianto della ditta “PES” non sembra rispettare nemmeno la suddetta distanza minima in deroga dal semaforo e dall’incrocio.

La foto allegata come “pioxi-3.jpg” mostra l’impianto di mt. 4 x 3 che é stato installato a ridosso dell’aiuola spartitraffico sul senso di marcia proveniente da via Gregorio VII e che in alto a sinistra porta il nome della ditta “Gregor” ed il n. 291: anch’esso, come gli impianti vicini di minori dimensioni, risulta collocato in violazione delle distanze minime prescritte dagli impianti semaforici e dalle intersezioni.

La segnalazione fa presente che il megaimpianto installato sullo spartitraffico centrale (vedi foto allegata come “pioxi-4.jpg”) ha sul fianco una targhetta che porta il numero di codice identificativo 0048/BE792/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni al codice 0048 corrisponde come denominazione la ditta “ESOTAS S.r.l.”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BE 792 identifichi effettivamente la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando  anche per esso - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione nell’ambito della procedura di riordino e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che sembra essere stato collocato in violazione dei divieti tassativi di affissione imposti dalla normativa vigente in materia.  
Ai sensi infatti della lettera b) del 2° comma dell’art. 4 del Regolamento comunale vigente (approvato con delibera n. 37/2009) «sono vietati: ...b) gli impianti e i mezzi la cui superficie superi i 12 metri quadrati, salvo quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lett. F) in materia di impianti non soggetti a limiti di formato», che non sembrano riguardare questo caso, perché sono riferiti a insegne, targhe, tende e simili [lett. e) del 1° comma dell’art. 4], mezzi collocati su ponteggi e recinzioni di cantiere [lettera i) del 1° comma dell’art. 4], impianti su terrazzi e pareti cieche ove consentite [lett. q) del 1° comma dell’art. 4].

L’impianto della ditta “Esostas” sembra avere delle dimensioni superiori ai mt. 4 x 3 massimi consentiti e risulta per di più collocato in violazione delle distanze minime prescritte per il posizionamento di cartelloni pubblicitari sugli spartitraffico centrali delle strade.

Ai sensi infatti della lettera a) del 3° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992 «Fuori dai centri abitati e dai tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h è comunque vietato il posizionamento di cartelli pubblicitari sulle pertinenze di esercizio delle strade che risultano comprese tra carreggiate contigue, vale a dire anche sullo spartitraffico centrale»: il successivo 4° comma dispone che lo stesso divieto vale entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h.

Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva però la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada: il 4° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento delle Affissioni del Comune di Roma approvato con la delibera n. 37/2009 si avvale della facoltà di deroga a quanto previsto dal richiamato art. 51, comma 3, lett. a).



Si avvale così, testualmente, della “facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata.”

Ciò nonostante, l’impianto della ditta “Esotas” risulta collocato in posizione parallela al senso di marcia, su una pertinenza stradale compresa fra carreggiate contigue con larghezza inferiore ai 4 metri, e ad una distanza che appare sicuramente inferiore a metri 1,80 dal limite della carreggiata.

La stessa violazione é riscontrabile nel vicino impianto di mt. 1 x 1 circa (vedi foto allegata come “pioxi-4.jpg”) di cui la segnalazione fornisce anche la foto della targhetta affissa sul montante (vedi foto allegata come “pioxi-5.jpg”) che reca il numero di codice identificativo 0068/BM326/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni al codice 0068 corrisponde come denominazione la ditta “TRE C PUBBLICITA' S.r.l.”, ma é precisato che é “in corso procedimento di voltura da C.Z.)“: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BM 326 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando anche per tale impianto - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

L’impianto della ditta “CZ” risulta collocato in posizione perpendicolare agli assi stradali e benché di dimensioni inferiori a mt. 1,20 x 1,80 non sembra rispettare nemmeno le suddette distanze minime in deroga relative alla larghezza dello spartitraffico centrale (4 mt.) ed alla distanza dal limite della carreggiata (1,80 mt.).

Si chiede in conclusione di voler verificare la regolarità di tutti gli impianti che risultano installati in piazza Pio XI, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla loro immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

lunedì 30 maggio 2011

Istruzioni per l’uso (4): Distanza minima di ogni cartellone pubblicitario dagli attraversamenti pedonali

Occupiamoci ora di un ulteriore aspetto della collocazione degli impianti pubblicitari e chiediamoci quanto debbano essere distanti dalle strisce pedonali.
Per comprendere bene i termini che vengono utilizzati dal Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992, occorre sapere anzitutto che per “carreggiata” si intende la parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli e che per “attraversamento pedonale” si intende la parte della carreggiata, opportunamente segnalata ed organizzata, sulla quale i pedoni in transito dall'uno all'altro lato della strada godono della precedenza rispetto ai veicoli.
Occorre sapere in secondo luogo che la segnaletica stradale può essere sia verticale che orizzontale e che tanto l’una quanto l’altra possono riguardare “segnali di prescrizione”: la segnaletica orizzontale più evidente è proprio quella dell’attraversamento pedonale, composta dalle strisce per lo più bianche che si possono incontrare sulla pavimentazione stradale con funzione di prescrizione al fine di regolamentare la circolazione di veicoli e persone.
La risposta al quesito di oggi la dà sempre l’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, che è stato emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica (in sigla D.P.R.) n. 495 del 16 dicembre 1992.
Fuori dai centri abitati e dai tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h è autorizzato il posizionamento di cartelli pubblicitari nel rispetto della distanza minima di 250 metri prima dei segnali di prescrizione e quindi anche degli attraversamenti pedonali [lettera c) del 2° comma].
Entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere [lettera a) del 4° comma], di 30 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade locali [lettera b) del 4° comma] e di 25 metri dopo i segnali di prescrizione sempre degli attraversamenti pedonali [lettera c) del 4° comma].
Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada.
Di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere e di 10 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade locali.
Per mera informazione, il precedente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 100/2006, quando era Sindaco Veltroni, consentiva la stessa esatta deroga, ma per impianti di dimensione non superiore a mt. 1,00 x 1,40, che sono state quindi aumentate dal 2009 dall’attuale consiglio Comunale.

Traduzione in estrema sintesi per i meno esperti.
Attualmente ogni cartellone pubblicitario che sia stato istallato nelle strade di quartiere e nelle strade locali del centro abitato di Roma deve risultare posizionato ad almeno 25 metri da ogni attraversamento pedonale: questa distanza minima può essere ridotta a 15 metri lungo le strade urbane di quartiere ed a 10 metri lungo le strade locali solo se gli impianti sono di dimensioni uguali o inferiori a metri 1,20 x 1,80.

Istruzione per l’uso, stavolta per tutti: invitiamo tutti i lettori di buona volontà a segnalare a vas.roma@alice.it tutti gli impianti che non rispettino oggettivamente le suddette distanze minime di 25 metri in generale o di 15 metri o 10 metri in particolare per gli impianti di dimensioni uguali o inferiori a mt. 1,20 x 1,80.                 

P.S. – A titolo esemplificativo si riportano le sottostanti foto che sono relative a diversi impianti segnalati da VAS.

Impianto pubblicitario monofacciale di mt. 3 x 4 installato in piazza Gandhi all'altezza dell'incrocio con Viale Umberto Tupini, segnalato da VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 13,56 del 23 febbraio 2011.

Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 3 x 4 installato in via Laurentina all'altezza dell'incrocio con Viale Africa, segnalato da VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 19,30 del 17 febbraio 2011.

Impianto pubblicitario bifacciale installato in via Laurentina nel tratto compreso tra via di Vigna Murata e viale dell’Aeronautica, segnalato da VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 15,07 del 27 febbraio 2011.

Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1 x 1,50 installato in Via Latina all’altezza di Largo Tacchi Venturi, segnalato da VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 13,11 del 18 maggio 2011.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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Bosi-segnala: le vostre segnalazioni!

Il nostro amico Claudio C. ci manda questa segnalazione e il Dott. Arch. Rodolfo Bosi la gira a chi di dovere...

Ciao a tutti,
vi segnalo un nuovo cartellone installato nella (già martoriata) via Salaria, nel tratto urbano tra il GRA e la tangenziale Est, all'altezza della sede di Sky.
Purtroppo non sono in grado di risalire con precisione alla data dell'installazione, ma dovrebbe essere avvenuta 10/15 giorni fa.
Allego foto dell'impianto, della targhetta identificativa e del progressivo della società proprietaria.
Aggiungo l'immagine presa da street view in cui si vede l'assenza dell'impianto in questione (forse era quello accanto, rimosso e... rimesso?!), e una veduta aerea in cui ho segnato l'esatta ubicazione, a pochi metri dal civico 957, sulla corsia che va verso Roma.
Vi saluto e come sempre vi ringrazio per il servizio che svolgete! 
Claudio C.






Segnalazione inviata il 27 maggio a: polmunicipaleseg04@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; bruno.cignini@comune.roma.it; pierluigi.patane@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it
 
In data 18 maggio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 installato su via Salaria all’altezza del civico n. 957 sulla corsia che va verso Roma (vedi planimetria allegata come  “Salaria1gm.jpg”)
La foto allegata come “IMAG0191.jpg” lascia intravedere che sul montante in alto dell’impianto é affissa al centro una cimasa con il nome della ditta “Pubbli Roma” e sul lato destro il numero 235: la foto allegata come “IMAG0189.jpg” mostra la presenza anche di un altro impianto sul lato sinistro.

La segnalazione fa altresì presente che l’installazione dell’impianto dovrebbe essere avvenuta circa un mese fa ed a riprova allega la foto “Salaria1sw.jpg” con
l'immagine presa da street view in cui é confermata la presenza dell’impianto di sinistra ma si vede l'assenza al suo fianco dell'impianto di cui all’oggetto, mentre poco più a destra lascia vedere la presenza anche di un altro diverso impianto che é stato evidentemente rimosso nel frattempo, ma che non sembra essere quello che é stato segnalato a questa associazione

La foto allegata invece come “IMAG0190.jpg” mostra che sul fianco dell’impianto é affissa una targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0049/AQ440/P e la scritta “VIA SALARIA MT. 20 CIV 957”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) al codice 0049 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “PUBBLI ROMA S.r.l.”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto AQ 440 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione nell’ambito della procedura di riordino e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che sembra essere stato collocato in violazione dei divieti tassativi di affissione imposti dalla normativa vigente in materia.

L’impianto risulta infatti collocato su un’area che ricade all’interno dei due seguenti vincoli paesaggistici:

- fascia di rispetto dei 150 metri dalla sponda sinistra del fiume Tevere, tutelata ex lege  “Galasso” n. 431/1985 ai sensi della lettera c) del 1° comma dell’art. 142 del D. Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004, con cui é stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”;

- vincolo paesaggistico denominato “Valle del Tevere”, emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 105913 del 5 dicembre 1989 ai sensi della legge n. 1497/1939.

Ai sensi dell'art. 153 del "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" all’interno dei vincoli paesaggistici «é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente».

La tutela ad ogni modo di entrambi i suddetti vincoli paesaggistici é assicurata, oltre che dal Piano Territoriale Paesistico (in sigla PTP) n. 15/8 “Valle del Tevere” (adottato con deliberazione della Giunta Regionale n. 5580/1998 e definitivamente approvato dal Consiglio Regionale con delibera n. 25/2006), il Piano Territoriale Paesistico Regionale (in sigla PTPR) che é stato adottato con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007 e che destina l’intera via Salaria dall’incrocio con via del Foro Italico all’incrocio con il Grande Raccordo Anulare a “paesaggio delle reti, infrastrutture e servizi” dove il paragrafo 5.5 della Tavola C dell’art. 32 delle Norme del PTPR (relativo ai cartelloni pubblicitari) dispone il «divieto nelle aree di margine alle infrastrutture viarie e ferroviarie salvo la segnaletica di pubblica utilità».

Si mette in grande risalto che la conferma del divieto di affissione di impianti pubblicitari lungo la via Salaria é venuta dallo stesso Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (in sigla PRIP) che é stato adottato lo scorso 2 febbraio dalla Giunta Capitolina e che alla tavola A1.a relativa alla sintesi del PTPR riporta correttamente nella legenda del sistema del paesaggio insediativo le “reti, infrastrutture e servizi” con il colore grigio scuro a cui é destinata l’intera via Salaria, mentre alla pag. 20 della Relazione dichiara altrettanto correttamente che «infine, nelle “reti, infrastrutture e servizi” vi è il divieto di istallazione cartellonistica pubblicitaria nelle aree di margine alle infrastrutture viarie e ferroviarie salvo la segnaletica di pubblica utilità».

Si mette in ancor maggiore risalto come il PRIP, dopo aver riconosciuto nella Relazione la cogenza del divieto di affissione lungo la via Salaria, in sede poi di applicazione nella  tavola di zonizzazione e tipi stradali 1.04 abbia destinato il tratto di via Salaria a strada tipo ST04, dove é possibile l’installazione di impianti pubblicitari posti su suolo e beni comunali con un indice massimo di affollamento di 4 mq. per ogni 100 metri lineari.


Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995), il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si mette in evidenza che non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, anche perché le rispettive preventive ed obbligatorie istruttorie non potevano avere che esito negativo nel rispetto del divieto tassativo di affissione prescritto dal PTPR.

A tal riguardo si mette in ancor maggiore evidenza che con messaggio di posta elettronica trasmesso da questa associazione a segnalazioniaffisisoni@comune.roma.it alle ore 10,44 del 13 giugno 2010 é stata rimessa in allegato la planimetria dei confini del vincolo paesaggistico della “Valle del Tevere” entro cui vige il divieto di affissione ed é stata chiesta l’immediata rimozione di tutti gli impianti pubblicitari ricadenti su entrambi i lati di via Salaria per tutto il tratto che va dal G.R.A. a via del Foro Italico.

Appare pertanto grave che a distanza di ormai un anno non solo non si sia provveduto a rimuovere tutti gli impianti installati lungo il tratto suddetto di via Salaria, ma si sia deliberatamente disconosciuto addirittura il divieto di affissione in sede di redazione del PRIP, pur essendone pienamente a conoscenza, per arrivare poi ad “autorizzare” questo ulteriore impianto di cui all’oggetto nella più totale ignoranza della prescrizione imposta dal PTPR.   

In occasione della presentazione alla stampa del PRIP l’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Ad ogni modo, fin d'ora, l'approvazione della Giunta, spiega Bordoni, "consente di intervenire nelle aree tutelate"» (dal sito www.ilcorrierelaziale.it di mercoledì 2 febbraio 2011).

Si chiede all’On. Davide Bordoni di essere pienamente coerente con quanto da lui dichiarato e di voler far disporre l’immediata rimozione a cura del Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità non solo dell’impianto di cui all’oggetto, ma di tutti gli altri che risultano installati lungo la via Salaria nell’intero tratto che va dall’incrocio con via del Foro Italico all’incrocio con il Grande Raccordo Anulare.

Si mette in evidenza che in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: «Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032».

Si mette altresì in evidenza che nei casi invece di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: «Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197».

Dal momento i Vigili ricoprono anche la qualifica di Corpo di Polizia Giudiziaria, si chiede al Comandante del IV° Gruppo di voler verificare la natura abusiva dell’impianto della “Pubbli Roma” S.r.l. e di voler presentare, contestualmente alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV), un apposto esposto alla Procura della Repubblica per chiedere di accertare se sussistano gli estremi dei suddetti reati a carico del rappresentante legale della medesima S.r.l. “Pubbli Roma”.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Piogge acide

Non imitateli.

domenica 29 maggio 2011

Bosi-segnala: poveri bambini...

 
 
 

 

Segnalazione inviata il 15 Febbraio 2011 a: polmunicipaleseg04@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ; francesco.paciello@comune.roma.it ; davide.bordoni@comune.roma.it ; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it

In data 7 febbraio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente 3 impianti pubblicitari monofacciali di mt. 4 x 3 installati in Via Comano, all’altezza dei civici 9-11(vedi pianta allegata "Via Comano 9_Scuola Materna_pianta.jpg").

La segnalazione fa presente che i 3 impianti (vedi foto allegata "Via Comano 9_Scuola Materna_dopo.jpg") sono stati installati dopo la primavera del 2008 e dimostra ad ogni modo come sullo stesso luogo non esistesse prima alcun impianto (vedi foto allegata ""Via Comano 9_Scuola Materna_prima.jpg").

Le foto allegate come "20110204745.jpg" e "20110204746.jpg" evidenziano che due dei 3 impianti hanno in alto a destra una targa che riporta il nome della ditta "PES" ed i numeri progressivi 1476 e 1477: la segnalazione precisa che non hanno targa con il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni e che sono quindi di natura presumibilmente abusiva.

Le foto allegate invece come “20110204747.jpg” e “20110204748.jpg” mostrano che il 3° impianto ha in alto al centro una cimasa con il nome della ditta “Gregor” ma sulla cornice in alto a destra ha anche un adesivo con il nome della ditta “Fox”, mentre sulla cornice in basso a sinistra é riportato il numero progressivo 396 ed é affissa una targhetta che reca il numero di codice identificativo 0074/BQ188/P e la scritta “VIA COMANO A MT. 100 DOPO IL CIVICO 95”.

Si mette in evidenza che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni, aggiornato al 2.12.2010, al codice 0074 corrisponde come denominazione la ditta “GREGOR S.r.l.”, mentre la ditta “FOX. ADV S.r.l.” risulta registrata al codice 0164.

Si mette ancor più in evidenza che il suddetto impianto risulta oggettivamente collocato all’altezza dei civici n. 9 ed 11 di via Comano e non a 100 metri dopo il civico n. 95: si chiede pertanto di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BQ188 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso, precisando le ragioni per cui sia stato “autorizzato”.

La segnalazione e le foto evidenziano comunque in modo chiaro che i 3 impianti risultano installati vicino alla carreggiata stradale e davanti ad una scuola materna di cui vengono a coprire le finestre delle classi.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità dei tre suddetti impianti, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla loro immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


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La segnalazione aspetta ancora un cortese riscontro ed i bambini della scuola materna aspettano un pò di luce che entri dalle finestre...

Un lavoro ben fatto

Ma qui l'inserzionista paga il 50%?
Ale77

sabato 28 maggio 2011

Bosi-segnala: distruzione o deturpamento di bellezze naturali

 
 

Segnalazione inviata il 18 aprile 2011 a: francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseg20@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; bruno.cignini@comune.roma.it; pierluigi.patane@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; dr-laz@beniculturali.it; procura.roma@giustizia.it

Si segnala che in via Flaminia Vecchia all’altezza dello svincolo con viale di Tor di Quinto, a ridosso della collina su cui domina il casale e la torre medievale omonima, risulta installato un impianto pubblicitario di mt. 8 x 3, che reca in alto al centro il nome della ditta “MPK” ed il numero 221 sulla cornice in alto a destra di una facciata (vedi foto allegata come “100_3522.JPG”, scattata il 9.3.2011) ed il n. 225 sulla cornice in alto a sinistra dell’altra facciata (vedi foto allegata come “100_3520.JPG”, scattata il 9.3.2011).

Si fa presente che l’impianto risulta collocato su un’area che ricade all'interno dei confini del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” «é  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari».

La tutela del vincolo è ad ogni modo assicurata dal Piano Territoriale Paesistico (PTP) n. 15/7 “Veio-Cesano”, approvato con legge regionale n. 24/1998, e dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) adottato dalla Giunta Regionale con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007.

Il PTP n. 15/7 destina l’area a sottozona di tutela orientata TOa/8 (elaborato serie E73 7/m) per la quale la lettera a5  dell’art. 57 delle norme prescrive che «è infine vietata l’installazione di ogni genere di cartello pubblicitario, fatta eccezione per la segnaletica di pubblica utilità».

Il PTPR destina invece l’area  a Paesaggio delle ville, parchi  e giardini storici, entro i cui confini il paragrafo 5.5 della Tabella C dell’art. 30 delle norme stabilisce come norma regolamentare che i cartelloni pubblicitari sono «non consentiti fatto salvo segnaletica di tipo didattico».

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio, come in questo caso) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995) e che a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, anche perché il rispetto delle prescrizioni cogenti del divieto di affissione avrebbe comportato il rigetto della domanda di rilascio della autorizzazione paesaggistica così come l’espressione di un parere totalmente negativo.

Si fa presente che l’impianto ha affissa sul fianco in basso (che prospetta verso via Flaminia Vecchia) una targhetta adesiva che riporta i numeri di codice identificativo 0129/BO986/P e 0129/BO989/P e la scritta “VIA FLAMINIA SC. ALT TOR DI QUINTO” (vedi foto allegata come “100_3521.JPG”, scattata il 9.3.2011).

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0129 corrisponde la denominazione della ditta “MEDIA POSTER KOMPANY SRL”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che i progressivi impianto BO 986 e BO 989 identifichino effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

A tal riguardo si mette in evidenza che ai sensi della lettera b) del comma 2 dell’art. 4 del vigente Regolamento (approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009) «sono vietati: … b) gli impianti ed i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati».

Come si può ben vedere dalle foto allegate, l’impianto supera la superficie massima consentita anche perché risulta costituito da 2 impianti di mt. 4 x 3 fra di loro attaccati, in violazione totale della distanza minima consentita dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari nei centri abitati che ai sensi della lettera c) del comma 4 dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada) è fissata in 25 metri: a tal riguardo  si fa presente che ai sensi del 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento tale distanza minima viene derogata ed abbassata a 15 metri, che sono però consentiti solo per cartelli di dimensione non superiore a mt. 1,20 x 1,80.

Dal momento che tutte le suddette violazioni sembrano denotare la natura totalmente abusiva dell’impianto, che non può quindi essere stato “autorizzato” dal Servizio Affissioni e Pubblicità a conclusione di una regolare istruttoria, ma ciò nonostante l’impianto risulta registrato in Banca Dati con l’assegnazione addirittura di un doppio numero di codice identificativo, se ne deve dedurre che tale registrazione debba essere conseguente ad un procedimento di “autodenuncia” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 (diverso comunque da quello acconsentito nell’ambito del “riordino” e di cui si chiede ad ogni modo conferma) da parte delle ditta “MPK”, previo pagamento di una indennità pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).

Si mette in grande evidenza che la stessa ditta ha installato nell’area privata con accesso dal civico 175 di Viale di Tor di Quinto un impianto di dimensioni ancora maggiori, di cui questa associazione ha segnalato la natura totalmente abusiva e chiesto l’immediata rimozione con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore  11,37 del 4 giugno 2010 all’indirizzo segnalazioniaffissioni@comune.roma.it: ciò nonostante, a distanza di 10 mesi l’impianto non risulta essere stato ancora rimosso, ma per esso é stato sicuramente rinnovato il pagamento della indennità pari al CIP alla sua scadenza annuale, al pari presumibilmente di questo di cui trattasi, nei cui confronti non é dato di sapere se sia stata avviata nessuna procedura di rimozione contestualmente alla “autodenuncia” del cartellone.


Si mette in ancor maggiore evidenza che il comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento dispone testualmente: «Nel caso di installazione di impianti privi di autorizzazione, all’ordine di rimozione d’Ufficio conseguono la decadenza dall’autorizzazione all’effettuazione della pubblicità per conto terzi ed all’uso degli impianti pubblicitari nonché, in caso di istallazione di impianti sul suolo o su beni comunali, la decadenza automatica del contratto di locazione. In particolare la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di 47 decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; l’ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni. La ditta pubblicitaria che ha ricevuto nell’ultimo biennio due diffide a rimuovere la pubblicità di cui all’art. 4 comma 1, lett. i) è esclusa dall’uso del medesimo mezzo pubblicitario per il periodo di un anno».

Non risulta che, a fronte di quanto meno 2 violazioni commesse dalla ditta “MPK”,  il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, abbia emanato un provvedimento di pronuncia della decadenza del 20% delle autorizzazioni rilasciate alla suddetta ditta: se ne chiede ad ogni modo conferma, precisando le eventuali ragioni ostative ad un provvedimento del genere che è comunque dovuto nel rispetto di quanto prescrive il Regolamento.
Ai sensi del comma 4 dell’art. 31 del vigente Regolamento «i competenti Uffici comunali, previa diffida al trasgressore e al soggetto pubblicizzato, se conosciuti, dispongono altresì la rimozione forzata in danno dei mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o installati in difformità della stessa o di quelli che non siano di proprietà comunale e per i quali non sia stato pagato il relativo canone o risultino non in regola con il presente regolamento o con le vigenti leggi in materia».

Il successivo comma 5 stabilisce che «con la diffida di cui al comma precedente, a valere anche come comunicazione di avvio del procedimento, il trasgressore è invitato a rimuovere l’impianto abusivo o difforme entro dieci giorni dalla notificazione, nonché a far pervenire ai suddetti uffici, entro il medesimo termine, le proprie osservazioni» e precisa che «decorso inutilmente tale termine e valutate, se pervenute, tali osservazioni, con determinazione dirigenziale viene disposta la eventuale rimozione forzata d’Ufficio, a spese del trasgressore».

Ai sensi del successivo comma 6 «in tutti i casi i competenti Uffici comunali possono provvedere altresì alla copertura immediata della pubblicità irregolare e possono disporre, ai sensi dell’art. 13, comma 2, della legge 24 novembre 1981, n. 689, il sequestro cautelare degli impianti abusivamente utilizzati che non siano di proprietà comunale, anche prima della loro materiale rimozione».

Si chiede di sapere se alla ditta MPK sia stata trasmessa la formale diffida, a cui non avrebbe comunque ottemperato, e di far conoscere le ragioni per cui i competenti uffici comunali non abbiano disposto la dovuta rimozione forzata di entrambi gli impianti della ditta MPK, né abbiano provveduto alla copertura immediata della loro pubblicità irregolare con cui la ditta “MPK” continua a fare guadagni illeciti.


Si mette in evidenza che in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: «Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032».

Si mette altresì in evidenza che nei casi invece di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: «Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197».

Dal momento i Vigili ricoprono la qualifica di Corpo di Polizia Municipale, si chiede al Comandante del XX° Gruppo dott. Giuseppe Bracci di voler verificare la natura abusiva di entrambi gli impianti della “MPK” e di voler presentare, contestualmente alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV), un apposto esposto alla Procura della Repubblica  per chiedere di accertare se sussistano gli estremi dei suddetti reati a carico del rappresentante legare della S.r.l. ““MEDIA POSTER KOMPANY ”.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi


- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 22.4.2011 la U.O. del XX Gruppo di Polizia Municipale ha comunicato che «in riferimento alla sua segnalazione inviata il 18 c.m. , acquisita con prot. 27044 circa la presenza di impianto  pubblicitario installato su viale di Tor di Quinto,la informiamo che la stessa è stata assegnata al competente Reparto A.A.P.P. di questa U.O. al quale, eclusivamente,sarà possibile rivolgersi per ulteriori eventuali chiarimenti e/o informazioni».

Cartelloni culturali?

Foto: repubblica.it
Questi cartelloni sono autorizzati "ma solo per pubblicità di eventi culturali", ecco, adesso sono finiti così: con sopra affissa la pubblicità di un incontro di pugilato (si presume abusiva) a sua volta coperto da un manifesto politico (certamente abusivo).
Insomma a roma l'unica regola rispettata nel campo delle affisioni è: famo come cazzo ce pare.

La nuova vegetazione

 

Eccoli finalmente sono arrivati, sono i nuovi alberi romani. Piantati, pardon, installati intorno a Piazza Mancini.

Claudio Peppi

venerdì 27 maggio 2011

Bosi-segnala: eh no sul vincolo non si può...


 

Nota dell'Arch. Pierdominici sul vincolo paesaggistico della Valle del Tevere:
 

Segnalazione inviata il 18 aprile 2011 a: polmunicipaleseg02@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; bruno.cignini@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it

Con il sottostante messaggio di posta elettronica trasmesso ormai 6 mesi fa questa associazione ha segnalato la natura abusiva dell’impianto installato dalla ditta “Star Rome” in piazza Apollodoro, di cui si rimettono in allegato per opportuna conoscenza le foto di entrambe le facciate scattate il 19.9.2010 (vedi “100_3191.JPG” e “100_3194.JPG”).

A seguito di un sopralluogo effettuato sul posto il 19 febbraio scorso, questa associazione ha accertato non solo che l’impianto non é stato ancora rimosso (vedi foto allegata “100_3489.JPG”, scattata il 19.2.2011), ma che ha affissa sul fianco destro una targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0108/AL633/P (vedi foto allegata “100_3490JPG”, scattata il 19.2.2011).

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0108 corrisponde effettivamente la denominazione della ditta “STAR ROME S.r.l.”: si chiede comunque di sapere se il progressivo impianto AL 633 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando se la registrazione in Banca Dati sia avvenuta a seguito di “autodenuncia” da parte della stessa ditta “Star Rome” oppure d’ufficio a seguito della segnalazione di questa associazione che ha portato ad accertare la presenza dell’impianto abusivo.


A conferma della collocazione illecita di tale impianto in piazza Apollodoro si porta l’impianto bifacciale installato dalla ditta “APA” sempre in piazza Apollodoro, segnalato da questa associazione con messaggio di posta elettronica trasmesso per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Roma alle ore 14,59 del 28.6.2010: alla segnalazione ha dato seguito il Dirigente del Corpo dei Vigili Urbani del II° Gruppo, dott. Maurizio Sozi, con nota prot. n. 45427/10 del 9 luglio 2010 (che ha allegato al messaggio di posta elettronica trasmesso il 9 luglio 2010) con cui ha fatto sapere a VAS che l'impianto della ditta APA contraddistinto con il numero di codice identificativo 0044/BU579/P "é stato già sanzionato ai sensi dell'art. 23 del C.S. in data 07.06.2010 e che il Verbale di Accertata Violazione é stato doverosamente inoltrato a chi di competenza per gli atti a seguire".

L’impianto è stato rimosso ad agosto, dopo che il 29 luglio 2010 il sottoscritto ne ha denunciato la gravità del caso in occasione del 2° incontro del “Tavolo Tecnico” istituito dall’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni.

Si ribadisce che l’impianto della ditta “Star Rome” risulta collocato su un’area che ricade all'interno dei confini del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” "é  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio, come in questo caso) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995) e che a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici.

A conferma indiretta si rimette in allegato la nota prot. n. 2607 del 22.2.2011 con cui l’Arch. Maria Costanza Pierdominici ha ribadito il divieto di "rilascio dell’autorizzazione alla posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari in assenza del parere vincolante del Soprintendente" ed ha chiesto "una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati", che non sembra essere stata a tutt’oggi effettuata.

Dal momento che la violazione del vincolo paesaggistico quanto meno sotto l’aspetto delle procedure sembra denotare la natura totalmente abusiva dell’impianto, che non può quindi essere stato “autorizzato” dal Servizio Affissioni e Pubblicità a conclusione di una regolare istruttoria, ma ciò nonostante l’impianto risulta ugualmente registrato in Banca Dati con l’assegnazione addirittura a posteriori di un numero di codice identificativo, se ne deve dedurre che tale registrazione debba essere conseguente ad un procedimento di “autodenuncia” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 (diverso comunque da quello acconsentito nell’ambito del “riordino” e di cui si chiede ad ogni modo conferma) da parte delle ditta “Star Rome” oppure ad un provvedimento d’ufficio del Servizio Affissioni, messo in atto a seguito della segnalazione di questa associazione, previo pagamento in un caso come nell’altro di una indennità pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).

Si mette in risalto che il 2 febbraio 2011 la Giunta Capitolina ha adottato il Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) che alla Tavola 1.07 relativa alla zonizzazione e tipi stradali destina piazza Apollodoro a zona A dove secondo il paragrafo 3.2 dello schema normativo dello stesso PRIP "é vietata l’istallazione di impianti pubblicitari pubblici o privati e degli impianti per pubbliche affissioni".


In occasione della presentazione alla stampa del PRIP l’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ad ogni modo, fin d'ora, l'approvazione della Giunta, spiega Bordoni, "consente di intervenire nelle aree tutelate"" (dal sito www.ilcorrierelaziale.it di mercoledì 2 febbraio 2011). 

Si chiede pertanto all’On. Davide Bordoni di essere pienamente coerente con quanto da lui dichiarato e di voler far disporre l’immediata rimozione a cura del Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità non solo dell’Impianto di cui all’oggetto, ma anche dei seguenti impianti segnalati da questa associazione, tutti ricadenti parimenti in zona A del PRIP:

- Impianto della Ditta SCI installato in via Nedo Nedi, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, oltre che per conoscenza a  procura.roma@giustizia.it alle ore 10,40 del 12 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto;
- Impianto della Ditta SCI installato in viale Pietro De Coubertin, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, oltre che per conoscenza a  procura.roma@giustizia.it alle ore 11,15 del 12 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto;
- Impianto della Ditta SCI installato in piazza Apollodoro, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, oltre che per conoscenza a  procura.roma@giustizia.it alle ore 11,15 del 12 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto;
- Impianto della ditta "Nuovi Spazi" (ora “Nevada”) installato in viale Pietro De Coubertin,  segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, a Francesco.paciello@comune.roma.it, a davide.bordoni@comune.roma.it, a sbap-rm@beniculturali.it, ed a mlongo@regione.lazio.it, oltre che per conoscenza a  procura.roma@giustizia.it ed a dr-laz@beniculturali.it, alle ore 19,35 del 16 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto segnalato;
- Impianto pubblicitario della ditta "R.B. Pubblicità" installato in viale Pietro De Coubertin, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, a Francesco.paciello@comune.roma.it, a davide.bordoni@comune.roma.it, a sbap-rm@beniculturali.it, ed a mlongo@regione.lazio.it, oltre che per conoscenza a  procura.roma@giustizia.it ed a dr-laz@beniculturali.it, alle ore 12,31 del 19 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto;
- Impianti mobili SPQR collocati dentro il villaggio Olimpico, con pubblicità concessa alla ditta "Pubbli A",  segnalati con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, a Francesco.paciello@comune.roma.it, a davide.bordoni@comune.roma.it, a sbap-rm@beniculturali.it, ed a mlongo@regione.lazio.it, oltre che per conoscenza a  procura.roma@giustizia.it ed a dr-laz@beniculturali.it, alle ore 15,09 del 19 settembre 2010, con allegate le foto degli impianti;
- impianto della ditta PES installato in piazza Apollodoro,  con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, a Francesco.paciello@comune.roma.it, a davide.bordoni@comune.roma.it, a sbap-rm@beniculturali.it, ed a mlongo@regione.lazio.it, oltre che per conoscenza a  procura.roma@giustizia.it ed a dr-laz@beniculturali.it, alle ore 12,40 del 1 ottobre 2010, con allegate le foto dell’impianto. 

Si mette in ancor maggiore evidenza che il comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento dispone testualmente: "Nel caso di installazione di impianti privi di autorizzazione, all’ordine di rimozione d’Ufficio conseguono la decadenza dall’autorizzazione all’effettuazione della pubblicità per conto terzi ed all’uso degli impianti pubblicitari nonché, in caso di istallazione di impianti sul suolo o su beni comunali, la decadenza automatica del contratto di locazione. In particolare la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di 47 decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; l’ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni. La ditta pubblicitaria che ha ricevuto nell’ultimo biennio due diffide a rimuovere la pubblicità di cui all’art. 4 comma 1, lett. i) è esclusa dall’uso del medesimo mezzo pubblicitario per il periodo di un anno".

Si ribadisce che la “Star Rome Pubblicità” S.r.l., prima ancora di questo impianto, aveva già installato sempre abusivamente dentro il Parco di Veio in via Cassia all’altezza di Villa Manzoni un cartellone di mt. 2 x 2, che è stato rimosso perché del tutto abusivo, benché avesse una targa con stampato il numero di codice identificativo 0108/AL646/P.

Non risulta che, a fronte di quanto meno 2 violazioni commesse dalla ditta “Star Rome, il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, abbia emanato un provvedimento di pronuncia della decadenza del 20% delle autorizzazioni rilasciate alla suddetta ditta: se ne chiede ad ogni modo conferma, precisando le eventuali ragioni ostative ad un provvedimento del genere che è comunque dovuto nel rispetto di quanto prescrive il Regolamento.


Ai sensi del comma 4 dell’art. 31 del vigente Regolamento "i competenti Uffici comunali, previa diffida al trasgressore e al soggetto pubblicizzato, se conosciuti, dispongono altresì la rimozione forzata in danno dei mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o installati in difformità della stessa o di quelli che non siano di proprietà comunale e per i quali non sia stato pagato il relativo canone o risultino non in regola con il presente regolamento o con le vigenti leggi in materia".

Il successivo comma 5 stabilisce che "con la diffida di cui al comma precedente, a valere anche come comunicazione di avvio del procedimento, il trasgressore è invitato a rimuovere l’impianto abusivo o difforme entro dieci giorni dalla notificazione, nonché a far pervenire ai suddetti uffici, entro il medesimo termine, le proprie osservazioni" e precisa che "decorso inutilmente tale termine e valutate, se pervenute, tali osservazioni, con determinazione dirigenziale viene disposta la eventuale rimozione forzata d’Ufficio, a spese del trasgressore".

Ai sensi del successivo comma 6 "in tutti i casi i competenti Uffici comunali possono provvedere altresì alla copertura immediata della pubblicità irregolare e possono disporre, ai sensi dell’art. 13, comma 2, della legge 24 novembre 1981, n. 689, il sequestro cautelare degli impianti abusivamente utilizzati che non siano di proprietà comunale, anche prima della loro materiale rimozione".

Si chiede di sapere se alla ditta “Star Rome” sia stata trasmessa la formale diffida, a cui non avrebbe comunque ottemperato, e di far conoscere le ragioni per cui i competenti uffici comunali non abbiano disposto la dovuta rimozione forzata dell’impianto né abbiano provveduto, nelle more della materiale rimozione, quanto meno alla copertura immediata della sua pubblicità irregolare con cui la ditta “Star Roma” continua a fare guadagni illeciti.


Si mette in evidenza che in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: "Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032".

Si mette altresì in evidenza che nei casi invece di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: "Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197".

Dal momento i Vigili ricoprono anche la qualifica di Corpo di Polizia Giudiziaria, si chiede al Comandante del II° Gruppo dott. Maurizio Sozi di voler verificare la natura abusiva dell’impianto della “Star Roma” e di voler presentare, contestualmente alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV), un apposto esposto alla Procura della Repubblica  per chiedere di accertare se sussistano gli estremi dei suddetti reati a carico del rappresentante legale della S.r.l. “Star Rome”.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


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Prima segnalazione inviata il 19 settembre 2010 a: polmunicipaleseg20@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; francesco.paciello@comune.roma.it;
davide.bordoni@comune.roma.it; mlongo@regione.lazio.it; procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it

Si segnala che in data odierna 19 settembre 2010 questa associazione ha effettuato un sopralluogo nella zona centrale del Villaggio Olimpico accertando e fotografando l'avvenuta collocazione in piazza Apollodoro di un impianto bifacciale di mt. 4 x 3 di natura totalmente abusiva, perché non ha affissa nessuna targa con il numero di codice identificativo e comunque non esisteva alla data di un precedente sopralluogo sullo stesso posto del 14 settembre scorso: sulla cimasa porta stampato il nome della ditta “Star Rome Pubblicità” che risulta registrata nella Banca Dati del Servizio Affissioni come “STAR ROME SRL” con il numero 0108):

La natura abusiva dell’impianto è attestata, oltre che dalla assenza di codice identificativo, dalla sua collocazione in piazza Apollodoro che ricade all’interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che con messaggi di posta elettronica trasmessi alle ore 14,59 del 28 giugno 2010, alle ore 11,46 del 16 settembre 2010 ed alle ore 15,09 del 19 settembre 2010 questa associazione aveva segnalato l’installazione abusiva di impianti in piazza Apollodoro rispettivamente della Ditta “APA” (ora rimosso), della Ditta “SCI” e della Ditta “Pubbli A” (ma per pubblicità concessa su impianti SPQR) ai quali risulta assegnato addirittura il codice identificativo.
Si mette in evidenza che anche per tale impianto non risulta che sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato  espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo all’impianto della “Star Roma Pubblicità” di cui all'oggetto, ma anche ai cartelloni fin qui installati dentro il Villaggio Olimpico e segnalati da questa associazione (con messaggi di posta elettronica delle ore 9,59 del 23 maggio 2010, delle ore 10,46 del 6 giugno 2010, delle ore 14,59 del 28 giugno 2010, delle ore 10,16 del 26 luglio 2010, delle ore 10,40 del 12 settembre 2010, delle ore 11,15 del 12 settembre 2010, delle ore 11,46 del 12 settembre 2010, delle ore 19,35 del 16 settembre 2010, delle ore 12,31 del 19 settembre 2010 e delle ore 15,09 del 19 settembre 2010)

Dentro i confini del suddetto vincolo ricade infatti l'intero Villaggio Olimpico ricompreso tra il Tevere, viale Tiziano, viale Maresciallo Pilsudski e Villa Glori (fino a Viale della Moschea compreso).

Si chiede pertanto l’immediata rimozione dell’impianto di cui all’oggetto e si coglie l'occasione per tornare a sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati dentro l'intero comprensorio vincolato del Villaggio Olimpico.

A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione  aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa .... le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo.

Ai sensi del comma 14 dell'art. 31 de vigente Regolamento nel caso di impianti abusivi “la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; l'ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni”.

Si mette in grande evidenza che la “Star Rome Pubblicità” S.r.l., prima ancora di questo impianto, aveva già installato sempre abusivamente dentro il Parco di Veio in via Cassia all’altezza di Villa Manzoni un cartellone di mt. 2 x 2, che è stato rimosso perché del tutto abusivo, benché avesse una targa con stampato il numero di codice identificativo 0108/AL646/P: anche tale impianto era stato segnalato da questa associazione con nota prot. n. 4 del 16 febbraio 2010.

Si chiede al Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello non  solo di provvedere alla immediata rimozione dell'impianto, ma di dichiarare contestualmente decadute nella misura percentuale del 20% le "autorizzazioni" che risultino rilasciate alla ditta "Star Roma Pubblicità", con priorità per quelle ad essa rilasciate nell'ambito del II° e del XX° Municipio.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni,  approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, .. , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che dovranno essere rimossi tutti gli impianti fin qui "autorizzati" alla Ditta "Star Roma Pubblicità" di cui sia stata dichiarata decaduta la "autorizzazione" nella misura del 20%.


La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi
Ambiente e Società (VAS) -