domenica 31 luglio 2011

Riflettiamo sulla terribile storia della campagna comunale contro gli abbandoni di animali


Una cosa innanzitutto: andate immediatamente, e tutti, a commentare questo articolo uscito su Repubblica. E' importante che si percepisca, in ogni dove, la collera della cittadinanza schifata per vedere il proprio territorio e il proprio panorama svenduto in una maniera che non ha eguali al mondo.

Ma poi veniamo ai fatti. La denuncia, ancora una volta, parte da Cartellopoli qualche giorno fa. Il post in questione va un po' in giro, alcuni cittadini lo spediscono agli amministratori e viene ripreso da Repubblica dove la sveglia Valeria Forgnone interroga sui fatti un altrettanto sveglio Roberto Crea (Cittadinanzattiva) che rilascia una intervista lucida che ci aiuta a formulare una serie di domande su questa questione. Domande che fomuliamo avendo anche dalla nostra una risposta, su questo brutto episodio, data direttamente da Marco Visconti, il bravo assessore all'ambiente della città che è il committente della campagna pubblicitaria oggetto dello scandalo.
Cosa dice Visconti? Visconti dice che il Comune doveva fare questa campagna pubblicitaria, che ha effettuato una regolare gara e che questa gara è stata vinta dalla ditta Special Communication srl la quale ha garantito di piazzare i contenuti della campagna su impianti regolarmente autorizzati dal Comune di Roma.

A questo punto sorgono tutta una serie di domande a cui Marco Visconti, per la serietà e l'impegno contro il degrado che gli riconosciamo, deve dare risposta:

1. Perché avendo a disposizione il circuito degli impianti comunali, ha investito il budget della campagna su impianti privati?

2. La Special Communication srl è una delle ditte cartellonare romane. Protagonista di installazioni come questa e questa che i lettori potranno giudicare da soli. In virtù di cosa ha vinto? Come era strutturato il bando?

3. Perché Special Communication srl non ha piazzato le inserzioni sui suoi impianti, bensì su quelli di un'altra ditta, potenzialmente concorrente, come la Nevada Pubblicità srl?

4. Come ha potuto la Special Communication srl dirottare gli investimenti comunali su una ditta che con il Comune è stata in causa come Cartellopoli ha scritto qualche giorno fa?

5. Possibile che in Comune nessuno si sia accorto che cercando "Nevada Pubblicità" su internet il primo risultato sia questo?


*Curiosità a proposito dell'ultimo link. Avete letto il nome del legale implicato in quel caso (sarà stato sicuramente prosciolto, per carità...). Ebbene è lo stesso avvocato che ha assistito la ditta che ha fatto chiudere Cartellopoli qualche mese fa. Insomma nel 2004 il loro nemico era il Comune e giù querele strumentali "di disturbo". Oggi che il Comune si è trasformato in alleato, i nemici sono gli onesti cittadini. E purtroppo la battaglia legale ha ancora pesantissimi strascichi che vi racconteremo presto.

Nella sua mail inviata ad alcuni cittadini esasperati Visconti rassicura: "in aggiunta al personale di controllo dell’Ufficio affissioni e pubblicità, ho chiesto al corpo dei Pics-decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione". Bene, benissimo. Anche se di qui in avanti dalle sanzioni amministrative si dovrebbe passare alle sanzioni penali e non solo per i cartellonari, ma anche per chi li ha coperti. Ma questo è un'altro discorso. Tornando a noi, invece, ci viene da chiederci chissà se i Pics, almeno loro visto che sono così efficaci, riusciranno a darsi una risposta ad una semplice domanda: come mai molti impianti che vengono verbalizzati da quelle poche unità della Polizia Municipale che i comitati costringono a lavorare non vengono poi rimossi. E, di più: perché dopo tre sanzioni -come recita il Regolamento Comunale per le affissioni- le ditte non vengono soppresse? Ad esempio, quanti verbali ha avuto in questi ultimi due anni la Nevada? Più o meno di tre?

Solo un appunto vogliamo fare al bell'articolo della Forgnone. Non è vero, come si lascia intendere, che la questione si risolverebbe approvando un Piano Regolatore. Non generiamo illusioni. Il Piano Regolatore è importante e necessario, ma assolutamente non sufficiente alla risoluzione di una problematica che scaturisce dalla particolare conformazione di questo mercato a Roma: 400 società titolate a impiantare cartelloni laddove in tutte le altre metropoli occidentali queste società sono 4 o 5. Hai voglia a fare Piani Regolatori, ne puoi fare pure quindici, ma il mercato continuerà ad essere un moloch ingovernabile. L'esempio che fa capire la questione è sempre quello dei pali dell'illuminazione pubblica: immaginate se invece di esserci una sola società -da noi l'Acea- a gestirli, vi fossero 400 società. Una con 100 pali alla Balduina, una con 30 paletti al centro nella zona del rione Parione. Un'altra coi pali sul Raccordo, ma non tutto, solo un quarto. E così via fino ad arrivare a 400 società diverse. Ebbene secondo voi sarebbe possibile, pur approvando regole certe per tutti, garantire che tutti questi pali siano uguali come forma, come altezza, come manutenzione. Sarebbe possibile garantire lo stesso livello di lumen? Lo stesso calore e colore della luce? E' del tutto evidente che sarebbe totalmente impossibile. E lo sarebbe ancor di più se quelle 400 società, invece di essere società magari microscopiche e familiari ma serie, fossero ditte innervate dalla malavita, grondanti criminalità, affidate a prestanome, badanti russe, vecchi barboni nullatenenti, fallite, riesumate, rifallite.
Lo ripetiamo soprattutto per evitare che si creino illusioni: il Piano Regolatore è lo specchietto per le allodole. E' importante, ma rappresenta meno del 10% del "bottino" che occorrerà portare a casa per risolvere questo problema. Il restanta 90% si ottiene diversamente.
Come?

.Un commissariamente del settore.
.Una legge speciale nazionale.
.Il decadimento di tutti i titoli (Bosi insegna...) e la riassegnazione degli stessi tramite bando a cui far partecipare (come si fa sempre in questi casi nel mondo civile) solo ditte con un fatturato superiore a tot così da eliminare alla base il sottobosco.

Prima e dopo didattico


Didattico e universitario. Visto che siamo a Piazzale del Verano, il palazzo dietro è Università La Sapienza. E in tre cazzo di anni i cartelloni sono passati da 2 a 5. Un raddoppio? Magari, di più! Il marcipiede dell'ateneo della città, di fronte alla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura ed al Cimitero Monumentale del Verano è un recinto di cartelloni orribili.
Il Verano si vendicherà...

Ancora la rubrica "sempre più in alto"



Non ci sono parole. Parolacce si, però...

venerdì 29 luglio 2011

Ancora gazebo

Non so se siano state le vostre segnalazioni, ma alcuni gazebo abusivi sono stati rimossi dalle aiuole a Ponte di Nona. Così la Intermedia ha tempestato i pali della luce di mini cartelli di cui a breve vi invierò le foto. Intanto vi mando queste segnalazioni in una delle quali compare addirittura il numero di telefono da chiamare per acquistare lo spazio abusivo. Intanto Mobili Brianza ha invaso il quartiere con cartelloni di questo tipo (vedi foto).
Saluti e grazie di tutto come sempre.

Marco

Compiti per il fine settimana

Ci servono quante più foto possibile della campagna pubblicitaria contro l'abbandono degli animali con testimonial Carlo Conti promossa da Roma Capitale sui cartelloni "gialli", soprattutto di quelli in palese violazione delle norme.
Fotografateli ed inviate a: cartellopoli@gmail.com
Grazie.

Il mare di roma - Quarta puntata

Ritorniamo su Via delle Baleniere incrocio con Via Isole del Capo Verde e il Viadotto Attico Tabacchi.
Potevano mancare i fantastici parapedonali a completare questo splendido quadretto? Ma certo che no!
Ale77

giovedì 28 luglio 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Via di Vallerano 6 a 0

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Impianti segnalati da VAS con un messaggio di posta elettronica, contenente un ampio servizio fotografico, inviato il 16 luglio 2011 a: polmunicipaleseg12@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; procura.roma@giustizia.it; segreteria.matteoli@mit.gov.it; urp.rm@poliziadistato.it; dg.sicurezzastradale@mit.gov.it; mobilita@comune.roma.it; luciano.marasco@mit.gov.it

Il mare di roma - Terza puntata

Via delle Baleniere incrocio con Via Isole del Capo Verde e il Viadotto Attico Tabacchi.
Crocevia della mobilità di Ostia si presenta così: niente da dire davvero un mare di cartelloni.

PS. domani ancora foto di questo incrocio...
Ale77

mercoledì 27 luglio 2011

Che bel Panorama: VERBALIZZATO!

Chi non conosce lo "stupendo" 18x3 presente da svariati anni sul Viadotto della Magliana?
Bene, dopo 5 mesi dalla nostra segnalazione la Segreteria della U.O. XII Gruppo Polizia Roma Capitale oggi 27/07/2011 ci risponde così:

Gentile Sig. Bosi,

in riferimento a quanto segnalato Le comunichiamo che il nostro personale dell’Ufficio AA.PP. ha effettuato sopralluogo in via del Cappellaccio prossimità Viadotto della Magliana ed ha verificato che l’impianto in questione è risultato essere di dimensioni di gran lunga maggiori a quelle consentite, privo di cimasa e di targhetta NBD, pertanto dopo verifiche e controlli si è proceduto a sanzionarlo ai sensi del Cds e della D.C.C. 37/2009.

Si è provveduto altresì ad inoltrare segnalazione al Dipartimento Attività Economico Produttive Formazione Lavoro – U.O. Affissioni e Pubblicità per i successivi atti di competenza.

Cordiali saluti

La Segreteria della U.O. XII Gruppo Polizia Roma Capitale


Ringraziamo ma allo stesso tempo una domanda ci sorge spontanea: ma  la U.O. XII Gruppo Polizia Roma Capitale prima della segnalazione non lo aveva mai visto?

Compro loro

Ieri denunziato un titolare di negozi Compro Oro. Per ricettazione, riciclaggio e quant'altro, qui l'articolo. Ora, noi diciamo, esiste solo uno tra i lettori questi blog a pensare che la presenza di questa nuova genìe di banditi a Roma e la loro enorme visibilità su molti circuiti di cartelloni sia una casualità?
Semmai c'è da chiedersi: perché arrestano i Compro Oro e non i cartellonari? Quanto dobbiamo aspettare ancora per le retate negli uffici che intendiamo noi? Il povero Compro Oro l'hanno trovato con 700mila euro non dichiarati, ma quand'è che la magistratura andrà a ravanare dove si possono trovare non 700mila, ma 700 milioni di euro?

Sempre peggio

Breve storia dei vecchi 6x3 davanti alla Metro Eur Magliana...
Segnalazione inviata il 31 gennaio 2011 a: polmunicipaleseg12@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it

In data 19.1.2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto che si rimettono in allegato: riguarda 2 megaimpianti pubblicitari affiancati che risultano installati in Viale Val Fiorita davanti alla fermata della Metro di EUR Magliana (vedi foto allegata "EurMagliana_pianta.jpg").

Le foto dell'impianto (allegate come "EurMagliana_01.jpg" ed "EuraMagliana_02.jpg") e la segnalazione stessa confermano il nome della ditta "MG" indicato sulla cimasa in alto, la quale ha assegnato i numeri 430-431-1046-1047 agli impianti affiancati, che sarebbero invece senza targhetta con il presumibile numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni del Comune di Roma: le foto evidenziano anche e soprattutto in modo chiaro come si tratti di ruderi di 2 vecchi impianti di mt. 6 x 3 che non vengono da tempo utilizzati e che rischiano peraltro di cadere da un momento all'altro.

Si fa presente che ai sensi della lettera b) del 2° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009, «sono vietati: ... b) gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati».

Si chiede pertanto di volere accertare la natura illegale dei due suddetti impianti e di provvedere - in caso di constatata violazione - alla loro immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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Risposta [Polmunicipaleseg12] del 17 febbraio 2011:

I vecchi impianti pubblicitari da voi segnalati  sono da tempo sottoposti a sequestro perché oggetto di procedimento penale.
Cordiali saluti

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Ed ecco a cosa ha portato questo a dir poco lunghissimo sequestro penale, questo il lavoro fatto lo scorso fine settimana (23-24 luglio 2011):
Peccato che non rispettano assolutamente le distanze minime tra cartelloni e lo spartitraffico è sicuramente inferiore a 4 metri. Ricordiamo sempre che il 4° comma dell'art. 5 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009,  consente “di avvalersi, in deroga ...., della facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata”.
Gli impianti al 25/07/2011 sono tutti senza targhetta identificativa NBD.
Chi ha autorizzato questa riconversione?
Come è possibile che accada tutto questo?
E soprattutto quando finirà?

PS. hanno pure lasciato il disco del frullino per terra...

Ale77

martedì 26 luglio 2011

Prima e dopo da Torrevecchia

Buongiorno,
volevo segnalare la comparsa su Via di Torrevecchia di nuovi impianti pubblicitari (già da qualche tempo, a dire il vero), fra i quali sono riuscito a fotografarne uno. Vi allego le foto (tralasciando il "vendesi" sul palo e le auto + furgone parcheggiate sul marciapiede!).
Vi ringrazio per la disponibilità e per il coraggioso lavoro che svolgete per la nostra città!
Saluti

MarVin

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Segnalazione inviata il 22 luglio 2011 a: francesco.paciello@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, polmunicipaleseg19@comune.roma.it 

In data 20 luglio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate), che fa presente l’installazione di un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1 x 1 in via di Torrevecchia all’altezza del civico n. 237 (vedi foto allegata come “Impianto in via di Torrevecchia.jpg”).

La segnalazione allega la foto “cartello_torrevecchia.png”, tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere come sul posto (cerchiato in rosso) nel 2008 non risultasse collocato  nessun impianto, a dimostrazione che quello di cui all’oggetto é stato installato da poco.

La segnalazione allega anche la foto “Targhetta impianto in via di Torrevecchia.jpg”, che mostra la cimasa con affissa una targhetta adesiva che porta il nome della ditta “Screen City” ed il numero di codice identificativo 0084/BE112/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) al codice 0084 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “SCREEN CITY ADV S.R.L.”: si chiede ad ogni modo di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BE 112 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per  esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tale impianto, dal momento che sembra presentare degli oggettivi vizi di legittimità per la sua posizione.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”. Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

A tal ultimo riguardo la stessa segnalazione evidenzia che l’impianto risulta collocato all’altezza dell’incrocio di via di Torrevecchia con via Simone Mosca e del suo attraversamento pedonale.

A tal riguardo il Consiglio Comunale si é avvalso della deroga concessa ai Comuni dal 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di attuazione ed esecuzione del nuovo Codice della Strada) disponendo al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere e di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali sempre lungo le strade urbane di quartiere: benché di dimensioni inferiori a mt. 1,20 x 1,80, l’impianto non sembra rispettare nessuna delle due suddette deroghe.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Praga ingannata da Roma sui cartelloni. Facciamo qualcosa subito

Prima di tutto leggete l'articolo che segue. Poi le nostre riflessioni in calce.

Impianti pubblicitari, Praga si ispira al piano regolatore di Roma

Il piano regolatore dell’impiantistica pubblicitaria di Roma sbarca a Praga. Nella capitale della Repubblica Ceca, infatti, si è svolto il convegno “Vizuvir 2011, che fare con lo smog visivo?”, cui è stata invitata Aequa Roma per illustrare la propria esperienza nella definizione del piano regolatore degli impianti pubblicitari, redatto per Roma Capitale. Organizzato in collaborazione con la locale Sovrintendenza dei beni culturali, il convegno aveva l'obiettivo di approfondire le modalità di utilizzo dello spazio pubblico praghese, specialmente in relazione all’affollamento visivo causato da impianti pubblicitari, sia nel centro città che nei dintorni.

L’evento aveva lo scopo di individuare soluzioni per la situazione attuale della capitale ceca, in grado di mostrare alternative che possano contemperare le esigenze del mercato pubblicitario e la salvaguardia del patrimonio archeologico, architettonico e naturalistico della città, anche attraverso l’esame della legislazione in vigore e il confronto con esempi concreti seguiti in altre città europee.

Ad illustrare le caratteristiche del piano regolatore “romano” sono stati invitati, in qualità di relatori, il dirigente dell’unità organizzativa Affissioni e pubblicità di Roma Capitale, Francesco Paciello, e il direttore dell’area Fiscalità Generale di Aequa Roma, Gianluca Giattino. I quali, nei loro interventi, hanno spiegato come attraverso lo strumento di pianificazione l’amministrazione capitolina abbia provato a coniugare esigenze economiche e di tutela, su un territorio complesso come quello di Roma Capitale.

“Tutti hanno apprezzato il lavoro svolto a Roma – afferma Giattino -, e molteplici sono state le domande tendenti ad avere un chiarimento o un approfondimento sull’argomento della pianificazione in materia di impianti pubblicitari. Il lavoro sinergico tra Roma Capitale ed Aequa Roma, lavoro da cui è nato il primo piano regolatore dell’impiantistica pubblicitaria sul territorio romano, è stato quindi non solo apprezzato fuori dai confini nazionali, ma addirittura è stato oggetto di approfondimento e di raffronto, come un possibile strumento di soluzione delle problematiche riguardanti l’impiantistica pubblicitaria anche in altre realtà, come ad esempio a Praga”

Tra gli altri relatori presenti all'evento: Michael Zachar, direttore del National Heritage Institute; Jan Aulík, membro della Architect academy e professore d’architettura presso la Czech technical University di Praga; Filip Blažek e Stepan Holic, fondatori della Union of the graphic design della città ceca.

Per quanto riguarda l'iter del piano di Roma Capitale, invece, l'amministrazione capitolina ha ricevuto le deduzioni da parte dei Municipi e degli enti interessati. Ora il testo dovrà ripassare in Giunta (dove è stato approvato il 2 febbraio 2011) e poi potrà approdare in Consiglio, che dovrà adottarlo.

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Nossignori. Non siamo al Bagaglino ne su Scherzi a Parte. E' tutto vero e tutto è pubblicato qui sul sito di Aequaroma. L'articolo è recentissimo e risale alla settimana scorsa. Fate due bei respironi perché questo è davvero niente, c'è da incazzarsi ancor di più seguendo il nostro ragionamento. Dopo aver letto questo articolo, infatti, ci eravamo fatti convinti di una cosa: okkay, Roma non è l'unica città distrutta dagli impianti pubblicitari. Esiste in Europa un'altra capitale nelle stesse condizioni. Ma come, ci siamo detti, sono anni che ripetiamo che siamo gli unici, che non ci può essere niente di simile al mondo, che la situazione che i romani sopportano non sarebbe tollerata neppure dagli ultimi bifolchi del Katanga, e invece...
Ci è venuto in aiuto il mitologico Google Street View. Abbiamo girato Praga in lungo e in largo. Fatelo anche voi. Centro, periferia, quartieri anonimi, casermoni, stradone di accesso all'area urbana (avete presente come è messa la nostra Salaria, no?), stradine acciottolate del centro e di Mala Strana. Impianti non ce ne sono, o meglio ce ne sono pochissimi, impercettibili. Per il resto solo ordine, pulizia, niente graffiti, niente sporcizia, niente sosta selvaggia. Manca completamente il dato dell'inquinamento visivo.
Ma allora dove sta la truffa? Perché questo articolo? Di cosa si sta parlando?

Abbiamo preparato una lettera, in inglese, da inviare a tutti i relatori del convegno di parte ceca. Con foto, documentazioni e con la storia di quanto sta avvenendo a Roma da una trentina d'anni a questa parte e con quello che è successo dal 2009 a oggi. Nella lettera li preghiamo non solo di stare alla larga dall'imitare una città che gestisce le affissioni in un modo che non è neppure definibile con un aggettivo esistente, ma li invitiamo a venire, a farsi accompagnare in città, anzi di girarla da soli, perché a Roma non serve di certo una visita guidata per trovare lo scempio cartellonaro, basta girare a caso. Abbiamo solo bisogno di un volontario che traduca la lettera in ceco, perché vogliamo fare le cose per bene. Riusciamo a trovarlo?

Il mare di roma - Seconda puntata

Sempre su Via delle Baleniere incrocio con Via delle Aleutine.
Tra il vaso ed il cartellone il disabile per passare sullo scivolo deve proprio stringersi parecchio, o magari il palo del cartellone serve come sostegno per aiutarlo?
Ecco cosa significa quando qualcuno li chiama risorsa...
Ale77