mercoledì 31 agosto 2011

Il cartello del Centro Commerciale Naturale è messo male, sì, però...






E’ fin troppo facile parlare (male) di come questa amministrazione gestisca il “problema cartelloni”.
Eppure, la cosa incredibile è come ogni giorno, ogni maledetto giorno, spuntino cose che fanno sembrare lo schifo del giorno precedente un lavoro da dilettanti.
A Piazza dei Consoli è spuntato questo simpatico cartello, un 2x1,5 circa.
Nessun cartellino identificativo, perché è “istituzionale”. Firmato dal municipio X, dal Comune e dalla regione lazio pubblicizza il “centro commerciale naturale” della zona.
Ovvero, se non lo sapevate, a Via Tuscolana ci sono tanti negozi. Ma pensa un po’. Se non mettevi dei cartelli nessuno, in zona Don Bosco, se ne sarebbe accorto. Era veramente una cosa di cui si sentiva la necessità.
Ma tanto per non smentirsi mai, e per non essere inferiori agli abusivi, il cartello è stato messo su uno spartitraffico piccolissimo che regola TRE ATTRAVERSAMENTI PEDONALI, SULL’INCROCIO IN MODO DA IMPEDIRE LA VISUALE DELLE MACCHINE CHE ARRIVANO DA VIA SAN GIOVANNI BOSCO E ATTACCATO AD UN CARTELLO SEGNALETICO: osservate bene le foto di street view e quelle del dettaglio dall’alto di google maps. Un gesto criminale che può costare la vita a più di una persona, realizzato in prima persona da chi dovrebbe contribuire a togliere a Roma il doppio triste primato di capitale europea degli incidenti e di numero di morti sulle strade.
In zona ce ne sono altri, tutti in situazioni simili, l’unica differenza è se sono su verde pubblico o meno.
Credo non si possa assolutamente soprassedere su cose come questa. Questi inutili schifi vanno abbattuti a furor di popolo.
Fix


*Fix corretta la tua segnalazione sul posizionamento dell'impianto. Ma non dimentichiamo l'importanza dei Centri Commerciali Naturali che possono essere la unica salvezza delle nostre martoriate strade. La gente si riversa nei centri commerciali (quelli innaturali) proprio perché trova delle condizioni che in strada non trova più: parcheggi interrati, vastissime aree pedonali, pulizia, sicurezza per i pedoni. Ecco perché la gente preferisce andare a Parco Leonardo o a Roma Est. Quando i commercianti capiranno questo aspetto e si decideranno a chiedere strade pedonalizzate (non ottunte di vetture puzzolenti in tripla fila), allora potremmo davvero avere una riqualificazione delle nostre vie. Compresa l'eliminazione dell'inquinamento visivo dei cartelloni che, ad esempio sulla Tuscolana, fa passare la voglia di farsi una passeggiata impattando decisamente sugli affari dei negozi.
Comitato Cartellopoli

Piante officinali vs. cartelloni degradanti

Ci fa piacere leggere di questa ottima iniziativa del buon Visconti.
Ma la Cristoforo Colombo per essere riqualificata avrebbe bisogno di ben altri interventi a cominciare dalla rimozione della miriade di cartelloni presenti su questa strada.
La situazione è a dir poco allucinante, indescrivibile a parole, ed anche le foto non aiutano a capire il grado di schifo raggiunto: insomma ci dovete passare per rendervi conto veramente di cosa i cartellonari sono stati capaci di fare con l'avallo dell'amministrazione comunale.
Comunque per farvi un'idea vi rimandiamo a questo post di esattamente un anno fa ma considerate che la situazione è nettamente ma nettamente peggiorata.
Perchè loro, i cartellonari, non si sono mai fermati...

Le aiuole di Roma

Ale77

martedì 30 agosto 2011

Il nuovo bike-sharing a Roma e una riflessione sula gestione degli impianti. Minisaggio da leggere con cura

Lo avrete letto tutti, il Comune, nella persona di Marco Visconti, unico assessore degno di questo nome in questo dato momento storico della nostra martoriata città (vabeh, città...), sta cercando di rilanciare il servizio di bike-sharing.

Ehi ehi, niente paura. Mai e poi mai arriveremo a livelli europei (o banalmente milanesei), ma pare tuttavia che il modello instradato sia quello corretto (sebbene porterà a sole 70 micragnosissime stazioni, di cui alcune -temiamo- sparse inutilmente sul litorale). Cosa significa modello corretto: significa spazi pubblicitari messi a bando, assegnati ad una ditta che ci lucra sopra e col ricavato dà in cambio, all'amministrazione, la gestione e la manutenzione del servizio che, dimensionato come abbiamo detto, costa circa 2 milioni all'anno.

Due milioni all'anno.

Dunque la ditta che vincerà il bando per gestire i 1500 mq (1500 mq, ricordate) di impiantistica sottratta (ma come ha fatto?) da Visconti alle grinfie dell'inaggettivabile assessorato al commercio (ma la paura che Bordoni si riprenda tutto facendo saltare il bike-sharing non manca) dovrà, con questi mq, guadagnare per se, sostenere il proprio business -a quanto pare il design degli impianti sarà di qualità, ben diverso dalla immondizia cartellonara che ottunde la città- e in più dovrà far "avanzare" due milioncini per la gestione del bike-sharing.

1500mq, dunque, generano extraprofitti (non profitti, extraprofitti) per 2 milioni. Okkay?

Ma quanti sono 1500mq di pubblicità? Beh, prendendo come punto di partenza il tanto caro, tanto bello, tanto diffuso cartello 4x3, calcoliamo facilmente che ciascuno di questi ignobili impianti misura 4 x 3 = 12mq di superficie a facciata. Ora, visto che purtroppo le facciate di questi luridi impianti sono due, la cifra complessiva, per ogni 4x3, fa 24mq.

Dividendo i 1500mq che Visconti è riuscito a poter sfruttare per dare alla città un abbozzo di bike-sharing, per i 24mq di ogni 4x3 capiamo che avere un servizio così importante e così costoso "vale" qualcosa come 60 cartelloni. Correggeteci se sbagliamo. Sessanta cartelloni 4x3, praticamente quelli che stanno in mezzo chilometro di Colombo. Una miniminiminiminiminifrazione di tutti gli impianti che stanno nella città.

Cosa sono, oggi, a Roma, 60 4x3? Neppure una goccia nel mare, ma una molecola invisibile di h2o nell'Oceano Indiano.

Impressionante.

Questo ci dà la misura di che cosa potrebbe essere la città se solo le affissioni venissero utilizzate come vengono utilizzate in tutta Europa: come una risorsa. Se con 60 cartelli si ottiene un bike-sharing, cosa si potrebbe fare se tutta la città fosse gestita così, con un bando preciso, che definisca le superfici, il design degli impianti e che suddivida rigorosamente gli introiti: tot al gestore, il resto alla città sottoforma di manutenzione urbana, pulizia, illuminazione pubblica, urban design, arredi, panchine, cestini, segnaletica turistica, toilette pubbliche.

Non è fantascienza, è quello che succede in tutta Europa. Da Parigi a Istanbul. E succede anche da noi, ma troppo poco (ad esempio succede per le fermate dei bus, gestite da Clear Channel).

E' questa la battaglia che bisogna fare, due anni fa lo dicevamo solo noi. Oggi in molti l'hanno capito. E poi ci sono gli altri, imperdonabili, che l'hanno capito perfettamente ma che questa battaglia non la combattono, perché significherebbe darla vinta a Cartellopoli. Non hanno capito che semplicemente significherebbe darla vinta alla città. Allineandola con quello che si fa in tutte le città del mondo. Ma può essere mai così difficile?

Madonnina di Portonaccio fai anche a noi la grazia: manda a casa chi ha permesso questo scempio inaudito




Volevamo mettervi al corrente di una situazione sintomatica della totale anarchia in cui continua a prosperare il racket dei cartellonari romani.
La madonnina di via del Portonaccio (angolo Largo Preneste), famosa per i tantissimi ex voto che la circondano, è assediata da ogni lato da impianti pubblicitari illegali: siamo a un incrocio per di più con semaforo. Pochi mesi fa è addirittura comparso un parapedonale che ne impedisce la visione da davanti. Alleghiamo documentazione fotografica che prova come un impianto del genere, in totale spregio del codice della strada e della sensibilità delle persone, sia provvisto di "regolare" autorizzazione da parte dell'VIII dipartimento affissioni e pubblicità.
La foto senza impianto, presa da Google Maps, risale come al solito alla lontanissima primavera del 2008, mentre l'altra è dei giorni scorsi.  
ResistEst

lunedì 29 agosto 2011

Le rimozioni provocate dalle segnalazioni di VAS

Con una segnalazione trasmessa lo scorso 8 giugno ho segnalato il sottostante megaimpianto pubblicitario di mt. 8 x 3 installato lungo la ferrovia all’altezza del ponte che scavalca via Tuscolana.
A distanza di poco più di un mese la sig.ra Livia ci ha fatto sapere che é stato rimosso non solo il megaimpianto segnalato, ma anche il megastriscione pubblicitario installato con tanto di illuminazione
notturna sulla testata del ponte che sovrasta via Tuscolana, nonché l’impianto di mt. 4 x 3 installato sul pilone sinistro del ponte: lo attesta la foto sottostante.
La foto suddetta lascia capire che ad essere rimossi sono stati per ora gli impianti pubblicitari installati sicuramente su aree di proprietà ferroviaria: dal momento che la segnalazione é stata trasmessa anche alla Direzione Commerciale della S.p.A. Rete Ferroviaria Italiana (RFI), in considerazione della insolita rapidità con cui é stato dato immediato seguito alla segnalazione di VAS, sarebbe interessante sapere se la rimozione anche degli impianti vicini sia dovuta esclusivamente ad RFI, in forza dell’articolo unico della legge n. 132 del 18 marzo 1959 ai sensi del quale “è riservato allo Stato il diritto di esercitare la pubblicità sui beni demaniali e patrimoniali affidati all'Amministrazione delle ferrovie dello Stato anche quando la pubblicità stessa sia visibile o percettibile da aree o strade comunali, provinciali e statali nonché sui veicoli di proprietà privata circolanti sulle linee”.

In recepimento del suddetto disposto normativo, il 5° comma dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 (con cui é stato emanato il nuovo Codice della Strada) stabilisce che “i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell'ente proprietario della strada”.

Di certo appare che ultimamente le segnalazioni di VAS vengono portate a diretta conoscenza anche delle ditte titolari degli impianti pubblicitari fatti oggetto delle segnalazioni: quel che non é dato al momento di sapere se questo avvenga ufficialmente perché l’Ufficio Rimozioni del Servizio Affissioni e Pubblicità trasmette alla ditta titolare dell’impianto installato abusivamente dell’impianto la diffida a rimuoverlo entro 10 giorni a sua cura e spese oppure avvenga invece perché in modo non ufficiale, attraverso chissà quali strade segrete comunque sconosciute, la ditta che si é resa responsabile della installazione abusiva viene messa a conoscenza della segnalazione di VAS che la riguarda.

Oltre al caso sopra richiamato, lo attesta un’altra rimozione di cui la sig.ra Livia ha voluto portarci a conoscenza e che riguarda uno solo dei 2 impianti pubblicitari installati in piazza Ragusa e segnalati da VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso il 7 giugno scorso: si tratta dell’impianto che la ditta “NEVADA” (ora “NUOVI SPAZI”) aveva installato a ridosso delle strisce pedonali ed alla sinistra di un vicino impianto pubblicitario, come attesta la foto sottostante.

Mentre l’altro impianto installato dalla S.r.l. “PES” non é stato rimosso, così come non risultano rimossi nemmeno tutti gli altri impianti pubblicitari installati in piazza Ragusa, l’impianto ancora con la cimasa della ditta “NEVADA” é stato rimosso ma reinstallato a pochi metri di distanza, alla destra del vicino impianto pubblicitario, come lascia ben vedere la foto sottostante.
L’ipotesi che l’impianto sia stato rimosso ad opera della stessa ditta “NEVADA” (o “NUOVI SPAZI” che dir si voglia)  non tanto perché diffidata ufficialmente dall’Ufficio Rimozioni del Servizio Affissioni e Pubblicità, quanto perché “avvertita” segretamente della segnalazione di VAS, é avvalorata dalla considerazione che la nuova collocazione risulta in violazione delle stesse distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione, nonché dal vigente Regolamento comunale di Pubblicità, e non può quindi essere stata consentita a conclusione di una regolare “istruttoria” svolta dall’Ufficio Ricollocazione del Servizio Affissioni e Pubblicità.

L’ipotesi suddetta, se confermata, attesterebbe il grado di spadroneggiamento a cui sono arrivate ormai le ditte pubblicitarie, che viene consentito in modo proporzionale al grado di inerzia dei diversi uffici del Servizio Affissioni e Pubblicità competenti al “controllo” ed alla dovuta repressione di tutti gli impianti installati illecitamente.

Comunque sia, della reinstallazione in piazza Ragusa verranno fatti presenti tutti i vizi di legittimità con una nuova apposita segnalazione di VAS.


Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - 

Uh come cambia la Salaria quando inizia a gestirla il Comune di Roma


Eliminate l'audio (fastidioso) e godetevi il filmato. Siamo sulla Salaria. Come tutte le consolari, entro il Comune di Roma divise in due: una parte, più extraurbana, a gestione Anas, l'altra gestita dal Comune. Occhio al cartello ANAS sbarrato al minuto 1.59. Guardate cosa succede dopo. Prima sembra di stare in un posto normale o quasi, dopo solo ed esclusivamente la Roma di Bordoni e di Alemanno: inconfondibile e unica al mondo. C'è di tutto, la consolare è stata trasformata in un videogame dell'orrore. E la parte più terrificante tra l'altro è ancora dopo...

domenica 28 agosto 2011

Lo scempio cartellonaro su Quattroruote

Incomincia ad interessarsi allo scandalo cartellopoli anche la più importante rivista italiana di automobilismo.
Leggete qui.

Si continua a guadagnare...

Ritorniamo a parlare del megaimpianto di Via Laurentina 853 che nonostante sia stato multato continua a cambiare campagna pubblicitaria:
Ricordiamo che ha questo indirizzo corrisponde la sede della "Nuovi Spazi Pubblicitari" o almeno questo era scritto sul loro sito (ora sparito) e facendo una ricerca con google indovinate come primo risultato che viene fuori?

sabato 27 agosto 2011

Le lettere che ci danno la forza di andare avanti. Ogni tanto ne pubblichiamo qualcuna

Ho scoperto solo oggi la vostra iniziativa, sono stata davvero felice di sapere che ci sono romani incazzati come me per lo schifo che dilaga in questa città.
Ci si lamenta tanto dei "taggari" ma ciò che è peggio secondo me sono le affissioni "regolari", i cartelloni selvaggi che in realtà sono una delle derive del nostro paese, in confronto al quale anche la Russia appare oggi molto più avanzata.
Basta varcare la frontiera svizzera per accorgersi della differenza, ma ovviamente da Roma in giù battiamo ogni record!
E il fatto che si tratta della nostra capitale, considerata tra l'altro una delle mete più ambite del turismo mondiale, dovrebbe produrre un certo scandalo, ma troppo spesso sembra che gli italiani (e i romani, così menefreghisti) siano diventati insensibili ad ogni scempio. Sembrano pensare: tanto vengono lo stesso gli stranieri e a me sai che me ne importa.
Mi è capitato di andare spesso in Germania in questi anni e ovviamente sembra di entrare in un altro mondo, eppure è un mondo possibile e non molto lontano da qui. Non dico di fare come in Norvegia, dove hanno abolito totalmente la cartellonistica (un atto di amore verso la natura quasi estremo per i nostri standard), ma almeno di guardare un po' aldilà delle alpi e vedere quali scelte sono state fatte per rendere le città luoghi dove vivere dignitosamente. Il risultato è che anche città non belle appaiono deliziose, vivibili, pulite in tutti i sensi, non solo per la spazzatura ma anche per gli occhi. Questo è ciò che culturalmente manca dalle nostre parti: l'idea che la bellezza di una città e di un paesaggio in generale non sia solo legata alla presenza di un bel monumento o di un bel panorama, ma che quella vista si possa godere realmente solo mantenendo un ordine "estetico".
Il cosiddetto decoro urbano è molto lontano dal concretizzarsi, e il problema è che Roma in questo senso è mal governata da almeno 50 anni.
Abbiamo senz'altro molti pregi ma siamo disordinati e irrazionali: la vita civile non ci guadagna, e le città in cui viviamo, che sulla carta dovrebbero essere i posti più belli del mondo, sono in realtà dei mondezzai più vicini al terzo mondo che all'Europa. E non penso affatto di esagerare. Aggiungerei un elemento alla questione decoro: il pessimo gusto dei nostri negozianti e gestori di bar che soprattutto in centro non hanno mai subito alcun genere di controllo, permettendosi qualunque bruttura, tanto i romani non vedono e i turisti devono solo tirare fuori il portafogli.
Spero che la vostra iniziativa riesca a sensibilizzare qualcuno, diciamo che la strada è lunga e tutto questo ha a che vedere con l'educazione al buon senso e la lungimiranza.
Se posso collaborare in qualche modo sono a disposizione!
Saluti

Elisa P.

Nuove tecnologie cartellonare

Siamo su Via Laurentina.
Nuovo esemplare di cartellone piantato su muro con targhetta preistorica. Che dire?
Ale77

venerdì 26 agosto 2011

Miracolo!

A seguito di questa segnalazione dopo 6 mesi il cartellone è stato rimosso. Da precisare che durante questi sei mesi il cartellone ha continuato a cambiare campagna pubblicitaria e quindi creare guadagni.
Speriamo non sia stato ricollocato...
Primavera 2008
18 febbraio 2011
23 agosto 2011

Un buon ristorante cinese ha bisogno di questo?


Purtroppo non si riesce a leggere bene ma il messaggio pubblicitario di questo discreto ristorante giapponese è inquitante: racchiuso nelle 2 righe su fondo bianco è scritto che "se porti la foto di questo cartellone pubblicitario hai diritto ad uno sconto del 10%". Non ci volevo credere ma è così. Probabilmente in giro ce ne sono altri, questo è in piazza Irnerio mentre il ristorante è in viale Ionio. Quando si dice pubblicità interattiva!
Patrizio T.

giovedì 25 agosto 2011

Ma al cartellonaro che glie frega se ci si ammazza qualcun altro?

La storia a grandi linee è questa:

- impianto su spartitraffico in Via Laurentina 627 all'altezza di Via dei Sommozzatori, l'8 marzo 2011 faccio le foto e le mando a VAS
- ci ripasso il 15 marzo ed il cartellone è stato abbattutto con tutta probabilità dopo un incidente stradale. faccio altre foto e le rimando a VAS
- ripasso di nuovo il 23 agosto e cosa vedo: il cartellone ripiazzato di nuovo nello stesso identico posto (vietato) e la stessa targhetta con ancora i cartelli stradali abbattuti dopo l'incidente ancora per terra...
Evviva la sicurezza stradale.

Di seguito le foto del nuovo cartellone (notare che design) e le vecchie segnalazioni.
Ale77


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Integrazione inviata il 12 aprile 2011 a: francesco.paciello@comune.roma.it; polmunicipaleseg12@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it

Con il sottostante messaggio di posta elettronica trasmesso ieri 11 aprile 2011 é stato segnalato l’impianto installato sullo spartitraffico di via Laurentina all’altezza del civico n. 627 e dell’incrocio con Via dei Sommozzatori.

Dalla stessa fonte che ha portato a fare la segnalazione sono state trasmesse le foto allegate, scattate il 15 marzo 2011, dalle quali si evince che con probabilità c’é stato un incidente stradale che ha coinvolto il cartellone e che attesta la pericolosità della collocazione di impianti pubblicitari su uno spartitraffico centrale di così ridotte dimensioni.

La stessa fonte sostiene che il cartellone é stato ora abbattuto e non é più presente quindi sul posto: si invita a volerne tenere conto verificando la rispondenza al vero della informazione avuta.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


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Segnalazione inviata l'11 aprile 2011 a: francesco.paciello@comune.roma.it; polmunicipaleseg12@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it

In data 14 marzo 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalla foto allegata (come "Via Laurentina 627 altezza Via dei Sommozzatori_08_03_2011.jpg", scattata la mattina dell’8.3.2011) , che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1,50 x 1,00 circa di apparente proprietà comunale installato su Via Laurentina all’altezza del civico n. 627 e dell’incrocio con Via dei Sommozzatori (vedi planimetria allegata come "Via Laurentina 627 altezza Via dei Sommozzatori_08_03_2011_pianta.jpg").

La segnalazione fa presente che non si riesce a sapere il nome della ditta titolare dell’impianto, che ha affissa però su un montante una targhetta con il numero di codice identificativo 0057/BG542/P e la scritta “VIA LAURENTINA 627” (vedi allegata foto
"Via Laurentina 627 altezza Via via dei Sommozzatori_08_03_2011_targhetta02.jpg").

La foto allegata come
"Via Laurentina 627 altezza Via via dei Sommozzatori_08_03_2011_targhetta01.jpg" mostra una targhetta a bandiera senza alcun dato indicativo

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0057 corrisponde come denominazione la ditta “Fabiano Pubblicità”S.r.l.: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BG 542 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

La segnalazione e la foto allegata evidenziano comunque in modo chiaro che l'impianto risulta collocato sullo spartitraffico di Via Laurentina

Il 4° comma dell'art. 5 del vigente Regolamento delle Affissioni consente «di avvalersi, in deroga ...., della facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata».

Come lascia chiaramente vedere la foto allegata , l'impianto risulta collocato in posizione obliqua alla Via Laurentina, su una pertinenza stradale compresa fra carreggiate contigue con larghezza inferiore ai 4 metri, e ad una distanza che appare sicuramente inferiore a metri 1,80 dal limite di entrambe le carreggiate.

A tale riguardo si fa presente che il XII Gruppo di Polizia Municipale ha già sanzionato ai sensi dell’art. 23 del Codice della Strada diversi impianti installati sempre sullo spartitraffico centrale di Via Laurentina.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione - alla sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

A proposito di autunno caldo. Sono in arrivo le Cartoline anticartelloni

Ottima inziativa del Comitato Promotore della Delibera di Iniziativa Popolare ripreso oggi dalle colonne di Repubblica da Laura Serloni (qui l'articolo): a settembre alcune cartoline -di cui ancora non è visibile la grafica- saranno inviate (volantinaggio? via posta? via e-mail) a rappresentanti istituzionali nazionali e locali per sensibilizzare sullo scandalo dei cartelloni.
Ci auguriamo che, per questa fattispecie, sia stato utilizzato un fotografo un po' più professionale visto che le foto che escono sui vari blog sono solitamente molto scadenti e non risulterebbero abbastanza di impatto. Bene comunque per l'idea che può avere il suo impatto, specie se alcune cartoline verranno strutturate con il sistema del "prima e del dopo", invenzione di questo blog ormai storica che ha posto la moltiplicazione dei cartelloni davanti ai fatti compiuti per i quali le chiacchiere stanno a zero.

Profittiamo della notizia per stigmatizzare ulteriormente il comportamento inqualificabile e ingiustificabile del Comitato Promotore. Piacerebbe a noi poter collaborare su iniziative come queste che avrebbero molto più impatto e più potere se fossero azioni comuni, ma per squallide, patetiche, bambinesche questioni di antipatia personale i membri del Comitato Promotore si sono posti in una posizione di assoluta chiusra e ostilità nei nostri confronti. La cosa più grave è che, a fronte di una presenza del Comitato Promotore che è amplissima su Cartellopoli (da qualche giorno, oltre al link che è sempre stato al primo posto abbiamo implementato anche uno specchietto con le ultime uscite del blog del Comitato Promotore), Cartellopoli non appare sul loro blog. Una scelta folle e suicida che fa male a tutto il movimento: un ipotetico nuovo lettore, nuovo adepto a questa lotta che si trovasse sul blog del Comitato Promotore non saprebbe che esiste anche Cartellopoli e, semmai lo trovasse, lo potrebbe considerare non autorevole perché non inserito tra le "valide fonti" del Comitato. Ripicche da scuola dell'infanzia che fanno felici i mafiosi e gli amici dei mafiosi che siedono nelle stanze del Comune. Forse bisognerebbe fare un bel respirone e capire che i nemici sono i cartellonari e chi li copre, non gli altri cittadini che conducono la medesima battaglia con impegno, sacrificio e pagando dure conseguenze. Se vi stiamo antipatici, pazienza: non dobbiamo andare a cena insieme. Ma questo non vi autorizza a censurarci, a far finta che non esistiamo, a fuorviare i vostri lettori e a dare all'esterno una immagine di un movimento diviso da dispettucci da asilo. Non ce lo possiamo permettere.
Nel frattempo che deciderete di farla finita, noi continueremo a dare ampia visibilità al vostro sito, alle vostre iniziative, alle vostre proposte. Perché in battaglie come queste l'unione fa la forza. E chi prende spunto da qualche discussione o battibecco per creare divisioni e fratture permanenti, gioca a favore del crimine cartellonaro. Basta, una volta per tutte!

Martoriato anche Corso Vittorio Emanuele





Confesso di non sapere se la zona è vincolata; penso che la zona di largo di torre argentina e dintorni lo siano, ma mi affido a Bosi... comunque, oltre a questo...

IMPIANTO: 1 x 1 bifacciale
UBICAZIONE: Corso Vittorio Emanuele II 91 (foto C_V_E_91_pos.jpg)
TARGHETTA: 0085/BL486/P
FOTO: 14/8/11
OSSERVAZIONI: posizionamento su marciapiede inferiore a 4 mt, inclinato a 45° rispetto alla strada, impianto fatiscente e pericolante, marciapiede danneggiato nel blitz (foto C_V_E_91.jpg)
DATA DELL'INSTALLAZIONE: sconosciuta. Da street view si nota come l'impianto NON fosse già esistente(foto C_V_E_91_SW.JPG)

Fix

mercoledì 24 agosto 2011

Ancora regali di ferragosto

Primavera 2008

Estate2011
Mi sa che quelli della ScreenCity in ferie ci vanno a settembre, o almeno speriamo...

Il Ministero dei Trasporti chiede al Comune di Roma di garantire la sicurezza della circolazione stradale

Con riguardo al mancato rispetto delle distanze minime imposte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di Attuazione, con nota prot. n. 29 del 10 giugno 2010 a nome della associazione VAS  ho messo in evidenza che "il Comune di Roma non ha fatto rispettare nemmeno le distanze minime da lui derogate e continua a permettere l'installazione di impianti pubblicitari troppo spesso in violazione delle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade": ho quindi richiamato il comma 10 dell'art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992, con cui é stato emanato il Codice della Strada, ed ho chiesto al Ministro dei Trasporti, On. Altero Matteoli, "di voler disporre il controllo dell'osservanza delle distanze minime in tutto il territorio del Comune di Roma, anche nel rispetto dell'art. 32 della Costituzione, che obbliga alla tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" (vedi allegato).

La richiesta è motivata dal fatto che il comma 10 dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992, dispone testualmente che “il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade direttive per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonché disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell'osservanza delle disposizioni stesse”: si ritiene che fra i “propri organi”, oltre alla Segreteria Particolare del Ministro, ci sia anche la Divisione 4 della Direzione Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero dei Trasporti, cui spetta maggiormente nell’ambito delle sue strette competenze “il controllo dell'osservanza delle disposizioni” imposte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione.

Alla richiesta ha infatti dato seguito il Direttore Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero dei Trasporti, Divisione IV, Dott. Ing. Sergio Dondolini, che con nota prot. n. 0060310 del 15 luglio 2010 ha chiesto al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma di rendere noto "il quadro delle attività messe in atto nell'ambito disciplinare sopra specificato ed i provvedimenti che in tal senso sono stati adottati dal Comune onde consentire alla scrivente Direzione di valutare quanto segnalato nella citata nota dell'Associazione V.A.S." (vedi allegato).

Con nota prot. n. 22078 del 28 luglio 2010 l’allora Dipartimento VII del Comune di Roma ha convocato per il giorno 7 settembre 2010 una riunione con il Dipartimento Attività Economico-Produttive ed il Comando di Polizia Municipale, per esaminare la situazione, conoscere gli atti emessi dallo stesso Dipartimento e verificarne gli aspetti relativi alla sicurezza stradale (vedi allegato).

Alla riunione ha partecipato la Unità Organizzatoria del Dipartimento Attività Economiche e Produttive, “che ha reso noto tutti gli atti curati dal Dipartimento medesimo (Deliberazioni del Consiglio Comunale e del Commissario Straordinario) e quelli di imminente emissione (Piano Regolatore delle Affissioni) nonché la corrispondenza con la Polizia Municipale e la Circolare emessa dalla Polizia Municipale sull’argomento”: è stato alla fine deciso di trasmettere al Ministero dei Trasporti gli stessi atti sopra citati, perché costituiscono “il quadro delle attività messe in atto dal Comune di Roma” ! (vedi allegato).

Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,32 del 18 settembre 2010 ho segnalato un impianto installato in via del Foro Italico all’imbocco delle galleria Fleming, in totale difformità della lettera l) del 2° comma dell'art. 51 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada approvato con D.P.R. 495/1992, che prescrive un posizionamento dei cartelli a 200 metri dagli imbocchi delle gallerie e non certo a ridosso di esse.

Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 11,16 del successivo 23 settembre la Responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Dipartimento Mobilità e Trasporti mi ha fatto sapere che “con nota Prot. n. Qg 26523 del 22 settembre 2009 l'Unità Organizzativa Programmazione Sviluppo e Controllo del Traffico e della Viabilità ha comunicato che l'argomento trattato è di competenza del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione-Lavoro, che legge per conoscenza e a cui trasmettiamo la sua e-mail”.

Malgrado i rilievi da me sollevati al riguardo, i funzionari del Dipartimento Mobilità e Trasporti hanno continuato a tenere questo comportamento riguardo anche ad un’altra segnalazione relativa al limite della carreggiata trasmessa con messaggio di posta elettronica delle ore 16,17 del 28 febbraio 2011, annotando in una postilla (prot.  10078 del 21 aprile 2011) che “si restituisce poiché trattasi di posizionamento di cartelli pubblicitari, non di competenza di questo ufficio.” (vedi allegato)

Questo comportamento è continuato riguardo ad altre due segnalazioni riguardanti 6 impianti pubblicitari installati in via di Vallerano e un nuovo impianto pubblicitario installato in viale delle Scienze, trasmesse anche al Ministero dei Trasporti rispettivamente con messaggi di posta elettronica delle ore 12,30 e 18,30 del 16 luglio 2011: con nota prot. n.  23942 del 21 luglio 2011 sono state restituite le richieste di VAS “in quanto non si ravvisano competenze di questa U.O.” (vedi allegato).

Come ho già avuto modo di mettere in evidenza nella segnalazione di un altro impianto pubblicitario che oscura la vista di un semaforo, dalle suddette note si evince che, nel rispetto delle camere stagne delle “competenze”, il Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma potrebbe “autorizzare” in totale violazione della normativa vigente in materia l’installazione di impianti pubblicitari in posizioni altamente pericolose per la sicurezza stradale, senza che il Dipartimento Mobilità e Trasporti senta il bisogno quanto meno di far presente al Dipartimento Attività Economiche e Produttive che sono state violate le distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione che dovrebbe esser tenuto a rispettare ed a far rispettare proprio nell’ambito delle sue strette competenze!

Oltre alle due suddette segnalazioni, sia al Ministero dei Trasporti che al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma avevo nel frattempo trasmesso le seguenti 5 segnalazioni, anche e soprattutto perché nel frattempo erano avvenuti a Roma diversi incidenti stradali che hanno riguardato cartelloni pubblicitari installati in violazione delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione:

 - Installazione di 8 impianti pubblicitari sulla spartitraffico centrale del tratto di via Laurentina tra via del Serafico e viale della Musica, trasmessa alle ore 14,25 del 20 giugno 2011;

- Impianto pubblicitario installato in via Ottavio Gasparri, trasmessa alle ore 18,05 del 22 giugno 2011;

- Installazione di 8 impianti pubblicitari sullo spartitraffico centrale di via Quirino Majorana, trasmessa alle ore 17,56 del 23 giugno 2011;

- Megaimpianto pubblicitario installato tra Via Cristoforo Colombo e Via Pontina, trasmessa alle ore 19,01 del 23 giugno 2011;

- Installazione di un impianto pubblicitario sullo spartitraffico di viale delle Scienze, trasmessa alle ore 20,41 del 27 giugno 2011.

Alle suddette 7 segnalazioni ha voluto dare seguito nuovamente il Direttore Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero dei Trasporti, Divisione IV, Dott. Ing. Sergio Dondolini, con una nota prot. n.3996 del 28 luglio 2011 indirizzata ancora al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma  al quale fa presente che “dal rilievo fotografico delle email pervenute alla scrivente Direzione Generale emerge la concreta possibilità che le installazioni documentate siano in contrasto con le disposizioni del Nuovo Codice della Strada” e conseguentemente “richiede al Comune di Roma di verificare le segnalazioni pervenute ed a mettere in atto tutte le azioni utili al ripristino delle necessarie condizioni per la sicurezza della circolazione stradale, relazionando alla scrivente Direzione Generale circa i provvedimenti adottati per ciascuna delle segnalazioni pervenute”.

Nell’ambito delle proprie competenze l’Ing. Sergio Dondolini si è giustamente preoccupato di garantire la sicurezza stradale, che ha chiesto di assicurare - nel rispetto del decentramento – solo al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma e non anche al Dipartimento Attività Economiche e Produttive, dal quale ultimo soltanto dipende però la rimozione degli impianti di cui sono state rilevate delle irregolarità con le mie 7 segnalazioni trasmesse a nome di VAS : ne deriva che l’Ing. Dondolini chiede sostanzialmente di sollecitare la rimozione degli impianti pubblicitari riconosciuti anche da lui in violazione delle norme del Codice della Strada e del suo Regolamento di attuazione al Dipartimento Mobilità e Trasporti, che per diverse volte mi ha però risposto che i cartelloni pubblicitari non sono di sua competenza !

Sarà interessante vedere come si comporteranno stavolta i suoi funzionari.

Dovrò comunque provvedere ad integrare ciascuna delle mie 7 segnalazioni già inviate, trasmettendo per conoscenza la nota del Ministero dei Trasporti a Bordoni, Paciello, GSSU e Polizia Municipale competente (se non ha ancora provveduto), oltre che all’Assessore Visconti ed al PICS, con il sollecito a provvedere in forza anche della nota dell’Ing. Sergio Dondolini.


Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


Allegati:
- Richiesta di intervento del Ministero dei Trasporti;
- Risposta del Ministero dei Trasporti;
- Nota Dipartimento Roma0001;
- Esiti della riunione congiunta del 7 settembre 2010;
- Nota su limite carreggiata del Dipartimento Mobilità e Trasporti;
- Incompetenza dichiarata da parte del Dipartimento Mobilità e Trasporti;
- Sollecito Ministero dei Trasporti.

Continuano a fare carne di porco sull'Appia. Incredibile





Volevo avvisare che negli ultimi giorni è stato installato un altro cartellone in mezzo al parcheggio. Per il momento è presente solo lo "scheletro" del cartellone in attesa che venga affissa la pubblicità.
Allego foto anche del "prima" per dimostrare che non fosse presente nel 2008.
Tra l'altro la posizione del cartellone, oltre che palesemente in violazione, è veramente assurda in quanto si trova attaccato ad un albero e all'interno di uno spazio riservato al parcheggio delle auto per cui chi si trovasse a parcheggiare lì non potrebbe nemmeno aprire lo sportello per poter scendere.
Ale