lunedì 31 ottobre 2011

Bosi segnala: Impianto pubblicitario installato in piazza Verbano

Segnalazione inviata il 16 ottobre a: polmunicipaleseg02@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it, info@aequaroma.it, procura.roma@giustizia.it

Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 12 agosto scorso (sotto riportato per opportuna conoscenza) questa associazione ha segnalato un impianto di mt. 1,50 x 3 circa installato in piazza Verbano il 28 luglio 2011.

Alla segnalazione ha dato seguito ad un mese circa di distanza il Comandante del II Gruppo di Polizia Municipale, Carlo Buttarelli, che con nota prot. n. 58908/RHBD del 9 settembre 2011 (pur essa sotto riportata per opportuna conoscenza) ha comunicato che l’impianto risulta posizionato in prossimità del civico n. 26 ed é “corredato di n° identificativo 0026/AG575/P della società Pubblitalia”, precisando che “l’installazione è avvenuta a seguito di spostamento dello stesso impianto da Via Tagliamento”.

Si chiede di sapere se l’impianto pubblicitario installato originariamente in via Tagliamento avesse le stesse inusuali dimensioni dell’impianto ora “spostato” in piazza Verbano.

Si chiede altresì di sapere se il numero di codice identificativo 0026/AG575/P corrisponda all’impianto installato in via Tagliamento oppure all’impianto “spostato” in piazza Verbano, dal momento che il progressivo impianto AG 575 non può identificare 2 impianti collocati in posizione diverse  

Una bella usanza


Siamo di fronte all'ospedale Sandro Pertini, ma quant'è bella questa usanza di riempire l'uscita/entrata degli ospedali di roma di cartelloni di onoranze funebri? Tra un pò lo scriveranno sulla Lonely Planet.
Qui le precenti puntate.
Inutile dire che i due cartelloni nella primavera 2008 non c'erano, per la precisione del primo ne era presente uno a poco distanza grande la metà.
Il primo è vicinissimo ad una intersezione ed il secondo è senza targhetta NBD in mezzo ad uno spartitraffico che forse arriva ad essere largo un metro.
Insomma tutto regolare. Il Codice della Strada? Carta igienica.

sabato 29 ottobre 2011

Clamoroso. Dopo due anni di lotta, la mafia romana dei cartelloni viene portata all'attenzione del Parlamento e del Governo


Un'interrogazione a risposta scritta è stata presentata dalla deputata del Pd Giovanna Melandri al ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan sulla questione dei cartelloni pubblicitari a Roma. "Negli ultimi anni -scrive Melandri- nella città di Roma, il settore delle affissioni e degli impianti pubblicitari ha visto l'esplodere di un grave fenomeno consistente nella esponenziale moltiplicazione su tutto il territorio cittadino di numerosissimi nuovi impianti pubblicitari di ogni foggia e dimensione".
Nell'interrogazione Melandri sottolinea che i cartelloni pubblicitari "vengono spesso collocati in luoghi e situazioni tali da ledere in maniera significativa all'immagine ed alla visione della città e dei suoi monumenti, inquinando gravemente il paesaggio urbano e compromettendo il decoro di Roma".
Inoltre, si legge ancora nell'interrogazione, "l'abusivismo si è acuito nel settore delle affissioni, tale per cui molti nuovi impianti vengono collocati senza autorizzazione, in spregio di ogni norma di tutela del patrimonio storico, culturale e monumentale".

Melandri denuncia anche l'amministrazione comunale di Roma, "che non riesce ad arginarne la dilagante illegittimità; prova ne sia l'episodio, denunciato dai cittadini romani, relativo alla campagna contro l'abbandono dei cani, la quale promossa ed attuata dal Comune di Roma come iniziativa istituzionale, ha visto manifesti della stessa amministrazione affissi su impianti abusivi, peraltro già sanzionati dagli organi municipali".

Amministrazione, rimarca la deputata del Pd, che nonostante le segnalazioni e le proteste, "non si è determinata ad agire in maniera incisiva per arginare la grave situazione creatasi". Sottolineando gli "enormi danni all'immagine turistica e monumentale della città" che tutto ciò comporterebbe, Melandri chiede a Galan se "abbia valutato di sollecitare l'intervento delle Soprintendenze competenti e se da queste sia stata segnalata la grave situazione".


*Non aggiungiamo nulla, lasciando a voi i commenti di un fatto di importanza cruciale per la nosta battaglia. Stiamo lavorando soltanto per scrivere una lettera a Giovanna Melandri, mettendo a sua disposizione tutto il nostro materiale. Il nostro sconfinato materiale. Il nostro abissale materiale. Il nostro materiale che basterebbe e avanzerebbe a sbattere in galera certe persone anche senza passare dal processo.
-Cartellopoli

I lettori inviano e Bosi segnala: 10 impianti pubblicitari installati in via Portuense


Segnalazione inviata il 13 ottobre a: polmunicipaleseg15@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it, info@aequaroma.it

In data 26 settembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalla foto panoramica allegata, che fa presente ben 10 impianti pubblicitari monofacciali installati in via Portuense all’altezza dell’incrocio con via di Colle Rosato.

La foto allegata lascia vedere che 3 dei 10 impianti sono collocati in proprietà pubblica, mentre i rimanenti 7 risultano installati in proprietà privata sulla collina prospiciente sia via Portuense che via di Colle Rosato.

La sottostante foto tratta da Street View di Google Maps mostra che anche nel 2008 risultavano già installati tutti e 10 gli impianti pubblicitari.
Se ne dovrebbe dedurre che tutti e 10 gli impianti facciano parte della cosiddetta procedura del “riordino”, disciplinata con delibera n. 1689/1997 dalla Giunta Comunale, che con successiva deliberazione n. 426/2004 ha poi integrato anche il punto 1 dell’art. 14 della delibera n. 1689/1997 con il seguente testo: “in considerazione dei diversi tempi di attuazione delle varie procedure e per garantire equità di trattamento, per tutte le concessioni il primo quinquennio, rinnovabile, avrà termine il 31 dicembre 2009, mentre per le autorizzazioni il primo triennio, rinnovabile, avrà termine il 31 dicembre 2007”.

Ne deriva che anche per le “concessioni” relative ai 3 impianti installati in proprietà pubblica la scadenza del 1° quinquennio é stata prorogata fino al 31 dicembre 2009, mentre per le 7 “autorizzazioni” relative ai 7 impianti installati in proprietà privata la scadenza del 1° triennio é stata prorogata fino al 31 dicembre 2007.

Riguardo al rinnovo delle 7 suddette “autorizzazioni” va messo in evidenza che tale rinnovo - quand’anche fosse stato concesso – sarebbe scaduto il 31 dicembre 2010: ne deriva che in difetto della prescritta autorizzazione (comunque non ulteriormente rinnovabile) ed ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di Pubblicità i 7 impianti andrebbero considerati “abusivi” a tutti gli effetti

Riguardo invece alla rinnovabilità delle suddette 3 “concessioni” va fatto presente che ai sensi del 9° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità, approvato con delibera n. 37/2009, “le concessioni e le autorizzazioni rinnovate, rispettivamente per cinque e per tre anni, all’esito del procedimento di riordino .. possono essere rinnovate per ulteriori periodi, ciascuno non superiore, rispettivamente a cinque e tre anni”.

La “Indagine sul settore affissioni e pubblicità a Roma”, presentata lo scorso 27 gennaio dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 riferisce di un “intervenuto rinnovo di 3.189 impianti privati su suolo pubblico ... , con scadenza 31 dicembre 2014”: si chiede pertanto di sapere se le “concessioni” relative ai 3 suddetti impianti siano state rinnovate fino al 31.12.2014 e facciano quindi parte dell’intervenuto rinnovo dei 3.189 impianti della procedura del riordino, perché differentemente, sarebbero invece definitivamente scadute le “concessioni” degli impianti di cui all’oggetto, che risulterebbero anch’essi in difetto della prescritta autorizzazione ed ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di Pubblicità andrebbero considerati “abusivi” a tutti gli effetti.
La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

Tutti i suddetti impianti risultano installati in violazione delle distanze minime prescritte dal Regolamento di attuazione del Codice della Strada e delle stesse deroghe concesse dal vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009. 

Ai sensi della lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R.) n. 495/1992, “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari”.

Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con D.Lgs. n. 285/1992: di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere di 15 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80.

Il Piano Regolatore degli impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che lo scorso 2 febbraio è stato adottato dalla Giunta Comunale, ha allegato allo schema normativo le schede tecniche di tutti i tipi di impianti che si potranno istallare a Roma:  tutti, nessuno escluso (ad eccezione dei parapedonali, che potranno essere posizionati anche in sequenza), dovranno essere posizionati ad almeno 25 metri l’uno dall’altro, sia che siano dello stesso formato sia che siano di formato diverso.

I suddetti impianti risultano installati ad una distanza l’uno dall’altro che non sembra rispettare nemmeno i 15 metri concessi per impianti uguali o inferiori a mt. 1,20 x 1,80.. 

Si chiede in conclusione alla SS. LL. di voler verificare, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, la legittimità di tutti e 10 gli impianti installati lungo via Portuense, provvedendo alla loro più sollecita rimozione in caso di accertata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

E siamo arrivati a 842 (considerando solo i 3x2)...

 
 
 
 
   
Si può vedere (in particolare nella numero 2 nella numero 4) dietro il cartellone, lato sinistro (di chi osserva), la facciata della  Chiesa dei SS Marcellino e Pietro (degli anni 30 del 900) e il portale settecentesco (appena sotto il vertice basso del cartellone, lato sinistro) dove c'è l'accesso all'oratorio ma anche all'area museale dove c'è il Mausoleo di Sant'Elena e l'accesso alle catacombe sottostanti dei SS Marcellino e Pietro. Alle spalle della chiesa c'è il Parco di Villa de Sanctis (o Parco Labicano) che è vincolato dai beni culturali (vedere il documento del vincolo qui: http://www.duaslauros.it/pdf/documenti_archeologici/Pianta_Vincolo_1089_Buccellato.pdf ) e dove c'è il progetto di allestire un eco-museo (vedere il link http://www.osservatoriocasilino.it/index.php?option=com_content&view=article&id=223:ecomuseo-dei-cittadini-del-vi&catid=64:generale&Itemid=102 ). Nella foto n. 6 si vede la targhetta del cartellone scritta col pennarello, e nella foto n. 5 si vede il cemento che sembra ancora parzialmente fresco, almeno a giudicare dal colore. Non ci sono altri cartelloni così invadenti in quel tratto di Casilina, speravo che almeno accanto alla Chiesa, al portale e agli accessi del parco vincolato, evitassero d'installarli.
Gaio Epulone

Impianto segnalato con un messaggio di posta elettronica inviato da VAS il 29 ottobre 2011 a: polmunicipaleseg06@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, picsdecoro@libero.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, procura.roma@giustizia.it

Il "prima e dopo" del giorno

Primavera 2008

Autunno 2011

Piazza Trasimeno - II° Municipio

venerdì 28 ottobre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Piazza Epiro

Segnalazione inviata il 13 ottobre a: polmunicipaleseg09@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it

In data 11 ottobre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente 2 impianti bifacciali di mt. 1 x 1 installati in piazza Epiro all’altezza dell’incrocio con via Lusitania (vedi foto d’insieme allegata come “piazzaepiro.jpg”) .

La sottostante foto tratta da Street View di Google Maps lascia vedere che nel 2008 risultava installato sul posto uno solo dei 2 impianti, che secondo la segnalazione é privo di targhetta con numero di codice identificativo:  la circostanza denota la natura presumibilmente abusiva dell’impianto.
Secondo la segnalazione l’altro impianto era stato installato inizialmente al centro della piazza in una piccola zona verde nella parte sovrastante il parcheggio interrato di piazza Epiro: poco dopo la sua installazione è stato spostato (non si sa se dal Comune o dalla ditta che ne é titolare) nella posizione attuale, forse perché – secondo la segnalazione - quella parte della piazza é in gestione della ditta che ha realizzato il parcheggio interrato.

Di tale impianto la segnalazione allega la foto “piazzaepiro2.jpg” che mostra una targhetta adesiva affissa sul montante che riporta il numero di codice identificativo 0069/BT062/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0069 risulta registrata la ditta “MEDIACOM (in corso procedimento di voltura da CIEMME PUBBLICITA' SRL) S.r.l.”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il  progressivo impianto BT 062 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tale impianto in piazza Epiro, in quanto collocato all’altezza di un incrocio stradale ed a ridosso di un attraversamento pedonale.

Premesso da un lato che nella Tabella 1 relativa alla “classifica funzionale della viabilità principale”, così come  riportata nel Piano Generale del Traffico Urbano (in sigla PGTU), al numero di codice progressivo 226 risulta piazza Epiro classificata come “strada interzonale” (IZ) assimilata comunque alla classe E delle “strade urbane di quartiere” e dall’altro lato che fra i segnali orizzontali di “prescrizione” ci sono gli attraversamenti pedonali, ai sensi della lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada (emanato con D.P.R. n. 495/1992) “entro i centri abitati ... il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le ...strade urbane di quartiere”: ma il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada.

Di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere: come lascia ben vedere la foto allegata come “piazzaepiro.jpg”, sia il suddetto impianto che quello senza numero di codice identificativo risultano collocati a ridosso delle strisce pedonali, in violazione della stessa deroga concessa di 15 metri.

Riguardo agli incroci stradali il 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, si é avvalso della deroga che consente che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere.

Entrambi gli impianti di cui all’oggetto risultano collocati a ridosso dell’incrocio con via Lusitania, in violazione quindi della stessa deroga concessa di 25 metri. 

Si chiede pertanto di voler verificare la legittimità dei 2 impianti, provvedendo in caso di accertata violazione alla loro più sollecita rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Intanto si continua a perseguire...

Segnalazione qui e di seguito la risposta dell' U.O. 17° Gruppo Polizia Roma Capitale:

Perseguito impianto DDN srl mt 140x1 D/F cod. 0060/AU868/P perchè installato su isola di canalizzazione a ridosso impianto semaforico scivolo disabili.

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Segnalazione qui e di seguito la risposta dell' U.O. 17° Gruppo Polizia Roma Capitale:

Perseguito impianto NUOVI SPAZI 3x2 D/F cod. 0066/BF278/P, scheda "E" installato in corrispondenza incrocio alla confluenza due correnti di traffico.

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Segnalazione qui e di seguito la risposta dell' U.O. 17° Gruppo Polizia Roma Capitale: 

Perseguito impianto PES srl mt 4x3 M/F scheda "E" - cod. NBD0006/AQ261/P perchè installato in contrasto al CdS e sue deroghe (a mt. 3 dall'incrocio e mt 1 dallo scivolo disabili)-

Il "prima e dopo" del giorno

Primavera 2008

Autunno 2011

Via dei Pescatori prima del semaforo che incrocia Via di Castel Fusano - XIII° Municipio
"Prima e dopo" di Angela x

giovedì 27 ottobre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Piazza Filattiera

Segnalazione inviata il 14 ottobre 2011 a: polmunicipaleseg04@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, picsdecoro@libero.it

In data 28 settembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate il 6.5.2011), che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1 x 1 (vedi foto allegata come “Impianto Piazza Filattiera altezza civico 13.jpg") a tutt’oggi installato all’altezza del civico n. 13 di Piazza Filattiera (vedi sottostante foto satellitare tratta da Google Maps).
La sottostante foto, tratta da Street View di Google Maps, lascia vedere che nel 2008 l’impianto risultava già installato assieme ad un retrostante impianto SPQR, tuttora esistente, ed un cartellone di mt. 4 x 3, ora evidentemente rimosso.
La segnalazione e la foto allegata come “Impianto Piazza Filattiera altezza civico 13_targhetta.jpg" evidenziano che l'impianto ha affissa sulla cornice in basso a destra una targhetta che porta il numero di codice identificativo 0077/BD496/P e la  scritta “P.ZA FILATTIERA, SC”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8.9.2011) al codice 0077 corrisponde come denominazione lo “STUDIO IMMAGINE DI VINCENZO ANGELETTI”: si chiede di avere conferma se sia titolare dell’impianto e di sapere comunque se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BD 496 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

La segnalazione e le foto allegate evidenziano comunque in modo chiaro che l'impianto risulta collocato sullo spartitraffico di Piazza Filattiera, a ridosso dell’impianto SPQR di proprietà comunale.

Il 4° comma dell'art. 5 del vigente Regolamento delle Affissioni consente "di avvalersi, in deroga ...., della facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata".

Come lascia chiaramente vedere la foto allegata come “Impianto Piazza Filattiera altezza civico 13.jpg", l'impianto risulta collocato in maniera ortogonale ad una pertinenza stradale compresa fra carreggiate contigue con larghezza inferiore ai 4 metri, e ad una distanza che appare sicuramente inferiore a metri 1,80 dal limite di entrambe le carreggiate.

Ai sensi della lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R.) n. 495/1992, “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari”.

Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con D.Lgs. n. 285/1992: di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere di 15 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80.

Il Piano Regolatore degli impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che lo scorso 2 febbraio è stato adottato dalla Giunta Comunale, ha allegato allo schema normativo le schede tecniche di tutti i tipi di impianti che si potranno istallare a Roma:  tutti, nessuno escluso (ad eccezione dei parapedonali, che potranno essere posizionati anche in sequenza), dovranno essere posizionati ad almeno 25 metri l’uno dall’altro, sia che siano dello stesso formato sia che siano di formato diverso.

Il suddetto impianto ed ilo cartellone di proprietà del Comune risultano collocati ad una distanza l’uno dall’altro che non sembra rispettare nemmeno i 15 metri concessi per impianti uguali o inferiori a mt. 1,20 x 1,80.. 

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità non solo del suddetto impianto, ma anche di quello contiguo di proprietà comunale, provvedendo - in caso di constatata violazione - alla immediata rimozione di entrambi.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi 
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Povero ciliegio

Giovane albero di ciliegio capitozzato perchè oscurava la visuale di un impianto pubblicitario (abusivo) piantato da poco a 50 cm. all'angolo tra via Circonvallazione Gianicolense e via R.Govona quasi di fronte all'ospedale S.Camillo! Il povero ciliegio ha rigettato (per sopravvivere) qualche nuovo getto di foglie....ma lo vedo male! Chi lo difende?  
Massimo L.

Il "prima e dopo" del giorno

Primavera 2008

Autunno 2011 (Foto del 18/02/2011 ma che rappresenta comunque la situazione ad oggi)

Via del Cappellaccio - XII° Municipio

mercoledì 26 ottobre 2011

A Marco Visconti non abbiamo mai fatto mancare i nostri attestati di stima. Dunque lui non ci faccia mancare le sue risposte

 
Di seguito la risposta a questa segnalazione da parte dell'U.O. 17° Gruppo Polizia Roma Capitale:

In riscontro a quanto segnalato si comunica che l'impianto in oggetto è stato perseguito perchè sebbene inserito in Banca Dati Dip. VIII è in contrasto con il CdS in quanto installato in corrispondenza dell'incrocio a metri 5 dall'impianto semaforico e a metri 3 dall'attraversamento pedonale.

E pensare che questa campagna è stata pure premiata, leggete qui.
Poi aspettiamo ancora una risposta a questa lettera da chi si vanta di aver affisso "sul territorio cittadino circa 3.000 manifesti".
Quanti di questi illegali/abusivi?

Vandali!

 
 
Guardateli guardateli, le cose peggiorano sempre di più. Ora gli holebuster agiscono anche di notte, subdoli che non sono altro. Vandali impenenti che se la prendono con la povera, indifesa, innocente camorra dei cartelloni pubblicitari anticipandone l'arrivo e ricoprendo con cemento a presa rapida gli alloggiamenti che i banditi cartellonari predispongono per poi arrivare con l'impianto e completare il blitz.

Non è più plausibile vedere cittadini che, a mani nude, si permettono di contrastare il crimine organizzato che massacra la città sotto lo sguardo benevolo del Comune. La Giunta Bordoni intervenga, faccia qualcosa, questi cittadini civili, che difendono la loro città dall'attacco delle mafie e dagli scempi che tolgono dignità vanno fermati quanto prima. Non sono compatibili con lo sviluppo e con l'idea di cittè che questa amministrazione si aspetta per Roma. FERMATELI!

Manca poco...

http://singloids.com/2011/10/25/striscia-855/

Il "prima e dopo" del giorno

Primavera 2008

Autunno 2011
Buongiorno, segnalazione per 4 impianti ad Ostia, Via Mar dei Coralli. Da notare che sul lato sinistro è stato rifatto, direi realizzato, il marciapiede.
Angela x

Si è stato realizzato per mettere meglio i cartelloni...

martedì 25 ottobre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Viale Titina De Filippo all'altezza del civico 152

 
 
 
Segnalazione inviata il 14 ottobre 2011 a: polmunicipaleseg04@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, picsdecoro@libero.it

In data 28 settembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate il 29.4.2011), che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1,50 x 1 circa (vedi foto allegate come “Viale Titina De Filippo altezza civico 152_01.jpg” e come "Viale Titina De Filippo altezza civico 152_02.jpg”) a tutt’oggi installato all’altezza del civico n. 152 di Viale Titina De Filippo (vedi planimetria allegata come "Viale Titina De Filippo altezza civico 152_pianta.jpg”).

La segnalazione allega la foto "Viale Titina De Filippo altezza civico 152 2008.jpg” per attestare che nel 2008 l’impianto non risultava ancora installato.

La segnalazione e la foto allegata come “Viale Titina De Filippo altezza civico 152_cimasa.jpg" evidenziano che l'impianto ha affissa in alto al centro una cimasa che porta il nome della ditta “PUNTOLINE” con sotto il numero di codice identificativo 0073/BF180/P, che é riportato anche su una targhetta affissa sul montante dell’impianto con la scritta “VIALE TITINA DE FILIPPO 152 CIV. 152 SPART. ALTEZZA LARGO LABIA”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8.9.2011) al codice 0073 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta“PUNTOLINE SRL”: si chiede ad ogni modo di avere conferma se la suddetta ditta sia titolare dell’impianto e di sapere comunque se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BF 180 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

La segnalazione e le foto allegate evidenziano comunque in modo chiaro che l'impianto risulta collocato sullo spartitraffico centrale di Viale Titina De Filippo.

Il 4° comma dell'art. 5 del vigente Regolamento delle Affissioni consente “di avvalersi, in deroga ...., della facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata”.

Come lascia chiaramente vedere la foto allegata come “Viale Titina De Filippo altezza civico 152_01.jpg”, l'impianto risulta collocato in maniera ortogonale ad una pertinenza stradale compresa fra carreggiate contigue con larghezza inferiore ai 4 metri, e ad una distanza che sembra essere inferiore a metri 1,80 dal limite di entrambe le carreggiate.

Ai sensi della lettera h) del 1° comma dell’art. 18 del Regolamento vigente sulle affissioni pubblicitarie, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37 del 30 marzo 2009, ”é vietata la collocazione di impianti e mezzi pubblicitari nei seguenti siti ...: …. h) aree in consegna al Servizio Giardini già attrezzate a verde”.

Si mette in evidenza che l’impianto risulta installato nell’aiuola spartitraffico di Viale Titina de Filippo.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

L'emblematico caso degli orologi pubblicitari di Milano

Ebbene sì, continuiamo a parlare di Milano. Come a lungo abbiamo parlato di Napoli. E lo facciamo perché può sembrare troppo esotico riferirsi a Londra, Parigi o New York, ma diventa davvero difficile, per la mafia cartellonara e gli ignobili politici che la supportano, rispondere quando si parla di città che stanno nel nostro paese, che rispondono alle stesse leggi nazionali, agli stessi regolamenti. Di Napoli abbiamo già parlato. Di Milano torniamo a parlare per la terza volta in pochi giorni a riguardo degli orologi pubblicitari. Presenti in forze lì come a Roma (ovviamente non nelle proporzioni ridicole come quelle capitoline), a Milano gli orologi, come è ovvio che sia, fin dagli anni venti sono di proprietà di una sola società (a Roma griderebbero al monopolio, come talvolta hanno fatto anche alcuni comitati e cittadini sedicenti anticartellonari: non capiscono che l'alternativa al monopolio è il crimine). Il fatto che questa società li gestisca da ottant'anni a questa parte, poi, non ha impedito l'amministrazione comunale a assegnare le concessioni per concorso perché così dice non solo la logica e il buon senso, ma anche una legge nazionale sugli appalti che data 2006 e che invitiamo tutti gli esperti del settore (Bosi in primis) a analizzare.
Lasciate stare i contorni burocratico-italioti del resto di questo articolo (http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/10/22/news/in_citt_l_ora_esatta_un_ricordo_tutta_colpa_di_un_ricorso_al_tar-23644105/?rss) che parla dell'argomento. Prendete il dato principale che farebbe bene a mettere il terrore nelle teste bacate dei cartellonari nostrani: a Milano tutti gli orologi sono sempre stati gestiti da un'unica azienda; questa azienda dopo alcune leggi non poteva più gestire gli impianti a meno di non vincere una gara; questa gara è stata indetta ed effettuata. E non siamo all'estero: siamo in Italia.
Tutto questo che significa? Significa che qualsiasi imprenditore, anzi qualsiasi cittadino, facendo un ricorso come cristo comanda contro il Comune di Roma, potrebbe obbligare l'amministrazione, che viceversa violerebbe le più basilari leggi della concorrenza, a mettere a bando di gara le postazioni pubblicitarie concesse che non possono essere appaltatea vita ad una stessa società. E' chiaro? Paura eh...?

Il sacro e il profano

Parrocchia di San Roberto Bellarmino - Secondo Municipio.
Notare l' "addio al celibato" offerto dal Blanko per chi, magari, esce dalla parrocchia dopo i corsi prematrimoniali carico di buone intenzioni ...

Malaroma - http://malaroma.blogspot.com

lunedì 24 ottobre 2011

A Radio Popolare Roma si è parlato oggi della Delibera di Iniziativa Popolare

Dalle ore 11,30 alle ore 12,27 di oggi a Radio Popolare Roma  si è parlato della proposta di delibera di iniziativa popolare che dallo scorso 20 ottobre è all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale.
Dopo aver letto un SMS che segnalava l’installazione di un nuovo cartellone abusivo in via Leone XIII, alla trasmissione è stato fatto intervenire per primo Roberto Crea, che ha fatto sapere della diffida che il Comitato Promotore ha trasmesso al Comune e che avrebbe determinato la calendarizzazione della proposta di delibera di iniziativa popolare.
Crea ha parlato del vigente Regolamento che con il meccanismo della “autodenuncia” permette di far assegnare ad impianti installati del tutto abusivamente un numero di codice identificativo che viene registrato nella Nuova Banca Dati, dopo aver pagato un po’ di più del Canone Iniziative Pubblicitarie (in sigla CIP): si fa presente al riguardo che la “indennità” che si deve pagare per impianti installati abusivamente è pari al CIP e non maggiore ad esso.
Roberto Crea ha sostenuto anche che la IX Commissione Commercio avrebbe discusso e votato sulla proposta di delibera di iniziativa popolare.
Subito dopo la lettura di un altro SMS che lamentava l’inutilità di rimuovere impianti abusivi perché vengono poi sistematicamente “ricollocati”, è intervenuto Roberto Tomassi che ha parlato dell’incidente mortale avvenuto in via Veneto contro un impianto pubblicitario forse abusivo e ha giudicato frettolosa la calendarizzazione della proposta di delibera, perché non accompagnata dalla dovuta “Relazione” che avrebbe dovuto approvare la IX Commissione Commercio, rettificando di fatto quanto dichiarato da Roberto Crea su un presunto voto dato invece dalla Commissione.
Con riguardo alle osservazioni che il Comitato Promotore ha presentato al Piano Regolatore degli impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) Tomassi ha dichiarato la disponibilità a continuare una “collaborazione” con il Comune.
Alla giornalista che ha chiesto di sapere cosa farà il Comitato promotore in caso di bocciatura della sua proposta di delibera ha risposto Roberto Crea dichiarando la disponibilità a trovare soluzioni alternative che perseguano gli stessi obiettivi e che nel seguito del dibattito si sono concretizzate nella approvazione di un ordine del giorno, di cui si dirà più avanti.
Alla trasmissione è stato fatto intervenire il Generale Antonino Torre, attuale consigliere di maggioranza della Lista Civica per Alemanno, che dopo aver fatto sapere che il PRIP è fermo in IX Commissione per il Commercio, ha lamentato quello che lui ha chiamato “intasamento burocratico-amministrativo”, provocato a suo giudizio da ben tre proposte presentate rispettivamente dall’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni (su un non meglio precisato “Regolamento”), dal Comitato Promotore (proposta n. 122/2010, secondo lui di “grandissimo valore”) e dal cons. Athos De Luca assieme ad altri 5 consiglieri del PD (proposta n. 139/2010): al riguardo si fa presente che, da quanto ci risulta, l’On. Davide Bordoni ha presentato soltanto la proposta di Regolamento che con modifiche ed integrazioni ha poi approvato il Consiglio Comunale con delibera n . 37/2009.          
Per superare il suddetto presunto “intasamento” l’On. Antonino Torre ha fatto sapere che si sta lavorando per concordare un ordine del giorno che fissi almeno dei paletti.
Alla giornalista che gli ha chiesto un giudizio sulla ostruzione della attuale maggioranza al governo della città di Roma il cons. Athos De Luca ha fatto sapere della iniziativa intrapresa sabato scorso dal Presidente della X Commissione Assembleare  (Statuto e Personale), On. Pasquale De Luca, che vorrebbe il ritiro dall’ordine dei lavori della proposta di delibera di iniziativa popolare, perché avoca a sé il diritto di esaminarla ed istruirla.
L’On. Athos De Luca ha poi portato a conoscenza della diffida da lui fatta al Prefetto, lamentando di avere determinato l’invio in aula di Consiglio della sola proposta n. 122/2010 del Comitato Promotore, senza abbinarla anche alla sua proposta n. 139/2010, per arrivare poi alla stessa conclusione dell’On. Torre di concordare almeno un ordine del giorno, a fronte di una presunta certezza “matematica” di una bocciatura della proposta di delibera.
Sul presupposto che sarebbero state recepite alcune osservazioni del Comitato Promotore, l’On. Athos De Luca ha dichiarato che l’ordine del giorno potrebbe mettere almeno alcuni paletti, come abrogare  le deroghe e fissare un numero degli impianti attualmente esistenti pari ai 126.000 mq. stabiliti dal PRIP. 
Sulla opportunità di arrivare a concordare un ordine del giorno di questo tipo, oltre all’On. Torre, si è pronunciato anche il Presidente del Comitato Promotore, Fabio Depino, dando (almeno al sottoscritto) la netta impressione di una “strategia politica” già preordinata che si fascia la testa prima ancora di essersela rotta.
Fabio Depino ha ribadito che la IX Commissione Commercio non ha votato sulla proposta di delibera di iniziativa popolare, ma è stato contraddetto con forza dall’On. Athos De Luca secondo cui circa una settimana fa, comunque dopo la sua diffida al Prefetto, sarebbe stato chiamato dalla sera alla mattina per assistere da membro esterno, in quanto Vicepresidente della Commissione Ambiente, al parere contrario votato dalla Commissione Commercio.
Metto in grande risalto che, prima di scrivere questo post, ho personalmente telefonato al cons. Alessandro Vigna di Alleanza per l’Italia, che è membro della IX Commissione Commercio, per avere conferma da lui di quanto dichiarato da Athos De Luca: mi ha assicurato che l’On. Ugo Cassone, dopo l’audizione concessa al Comitato Promotore lo scorso 12 luglio, non ha più riunito la Commissione da lui presieduta per votare un “parere” e men che mai la dovuta “Relazione” sulla proposta di delibera di iniziativa popolare.
Alla trasmissione è stato fatto intervenire per ultimo anche il sottoscritto, come responsabile della associazione “Verdi Ambiente e Società” e come estensore materiale del testo della proposta di delibera e della sua relazione illustrativa.                
Alla giornalista che mi ha chiesto come la pensassi sull’ordine del giorno ho fatto presente che in base alla mia esperienza venticinquennale gli ordini del giorno sono stati sempre votati in genere alla fine di una consiliatura, per dare un “contentino” che non è mai servito a nulla, dal momento che l’ordine del giorno decade con la stessa fine della consiliatura e finché rimane in vigore non ha comunque nessuna valenza giuridica, per cui non ha il potere di imporre nessuno dei “paletti” di cui hanno parlato sia l’On. Torre che l’On. De Luca.     
Ho fatto presente che la delibera di iniziativa popolare da me predisposta propone modifiche ed integrazioni della delibera n. 37 che il 30 marzo 2009 ha votato l’attuale Consiglio Comunale ed ho messo in evidenza che l’attuale maggioranza potrà arrivare a rinnegare se stessa solo se si convincerà della bontà delle modifiche e delle integrazioni proposte.
Ma questo può avvenire solo e soltanto se ci sarà stata la dovuta preventiva informazione su tutta la documentazione da esaminare, sulla base della quale impostare un dialogo ed un confronto democratico fra tutte le parti in gioco, che porti ogni consigliere a farsi un proprio personale giudizio ed a dare conseguentemente un voto non certo per partito preso, ma finalizzato sempre e soltanto ad assicurare esclusivamente tutti gli interessi pubblici in gioco.    
Ho quindi messo in evidenza che il parere contrario del dott. Francesco Paciello è stato espresso fin dal mese di ottobre del 2010, ma è stato portato a conoscenza del Comitato Promotore e del sottoscritto solo il 12 luglio scorso, in occasione della audizione concessa dal Presidente On. Ugo Cassone, subentrato nei primi mesi di quest’anno dopo che era morto il Presidente Parsi: ho messo in ancor maggiore evidenza che sulle controdeduzioni da me trasmesse al parere contrario del dott. Francesco Paciello e sulle considerazioni fatte allo stesso riguardo dal Comitato Promotore non è stata fatta nessuna “Relazione” dalla IX Commissione Commercio, per cui non è dato nemmeno di sapere se siano state messe a disposizione di ognuno dei membri del Consiglio Comunale, che in tal modo non vengono messi in condizione di valutare tutti i “pro” e tutti i “contro”.
Ho messo in rilievo che sulla proposta di delibera di iniziativa popolare tutti i Consigli Municipali che si sono pronunciati, compresi quindi molti di centro-destra, hanno espresso parere favorevole.
Ho poi fatto presente che fra le finalità dichiarate nella relazione illustrativa la proposta di delibera punta a definire i criteri sulla base dei quali operare una corretta redazione del PRIP, che invece è stato adottato prima senza che peraltro possa incidere sulla situazione attuale se venisse approvato in tal modo dal Consiglio Comunale, perché non scatterebbero le Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.), ma solo una schema normativo senza nessuna valenza giuridica immediata.
Allo stesso riguardo ho messo in grande rilievo che il PRIP deve pianificare il territorio del Comune di Roma partendo da zero, come se non ci fosse installato nemmeno un impianto pubblicitario, perché deve essere lui a decidere - assieme poi ai Piani di Localizzazione - dove e quali e quanti impianti andranno installati, per cui non è accettabile nella maniera più assoluta la proposta dell’On. De Luca di fissare addirittura nell’ordine del giorno un numero di impianti pubblicitari pari ai 126.000 mq. previsti dal PRIP, se non altro perché darebbe loro dei “diritti acquisiti” che non hanno assolutamente.
A tal ultimo riguardo ho fatto presente che una delle principali proposte della delibera di iniziativa popolare riguarda il numero di codice identificativo assegnato ad ogni impianto pubblicitario, che così come impostato e registrato nella Nuova Banca Dati è del tutto in violazione del Regolamento di attuazione del Codice della Strada, perché prescrive non solo la data di rilascio della “autorizzazione” ma anche e soprattutto la data di scadenza che comporta la rimozione dell’impianto a cura e spese della ditta che ne è titolare.
Dopo aver ricordato che ogni impianto pubblicitario ha una vita che al massimo non può andare oltre i 10 anni, dal momento che la sua autorizzazione è quinquennale, rinnovabile solo una volta per altri 5 anni, ho messo in grande evidenza che per i circa 30-35.000 impianti inseriti nella cosiddetta procedura del riordino il Consiglio Comunale ha prorogato al 31 dicembre 2009 la scadenza del 1° quinquennio e che il rinnovo per altri 5 anni fino al 31.12.2014 è stato concesso solo per 3.189 impianti: ho quindi fatto presente che in base al vigente Regolamento ci sono quanto meno 30.000 impianti circa privi di titolo autorizzatorio  e quindi abusivi a tutti gli effetti, per i quali il Comune di Roma - anziché provvedere alla loro rimozione – sta facendo a mio giudizio un’opera di appropriazione indebita, perché continua a farsi pagare un CIP non dovuto per ognuno di essi.           
Alla giornalista che mi ha chiesto come penso di comportarmi in caso di bocciatura della proposta di delibera di iniziativa popolare, ho risposto che al di là delle decisioni che verranno prese “politicamente”, per dare soluzione alla cartellopoli romana esiste sempre nel nostro Stato di diritto la via giudiziaria che consente di  attivare una Class Action e di presentare dettagliati esposti-denuncia alla Procura della Repubblica che chiedano di accertare la sussistenza di eventuali reati sulla base anche e soprattutto delle prove che si siano nel frattempo riusciti a documentare.  

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Un capolavoro da vedere assolutamente


Una meravigliosa gita attraverso la Roma del sindaco Gianni Alemanno in meno di tre minuti!
cocacoladirienzo

Holebusters!‏ Fermateli!


In città sta succedendo qualcosa di strano e riprovevole. Ci sino dei criminali che tappano con cemento a presa rapida dei buchi fatti da qualcuna delle oltre 400 (!) onestissime ditte cartellonare che si stanno spolpando Roma sino al suo ultimo centimetro. Qualcuno li fermi!
Gli Holebusters ovviamente, non i cartellonari...

domenica 23 ottobre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: 7 impianti pubblicitari installati in Viale dei Romanisti

 
 

Segnalazione inviata il 13 ottobre 2011 a: polmunicipaleseg08@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it

Città che provano ad entrare in Europa. Milano vol. 2

LA PROMESSA
Manifesti abusivi, Pisapia: «Pago»
Il sindaco: «Non usufruirò della sanatoria per le affissioni irregolari». La multa: 417mila euro

Pisapia ai tempi della campagna elettorale (Salmoirago) MILANO - Il sindaco Giuliano Pisapia si è detto pronto a rinunciare a ogni tipo di colpo di spugna sulle multe per le affissioni abusive durante la campagna elettorale. «Non usufruirò della sanatoria e lo dico apertamente», ha detto Pisapia in un'intervista. Le multe ammontano a 417mila euro. Una cifra contestata dallo stesso Comitato Pisapia: «Intanto non sono affissioni abusive— dice il tesoriere Bruno Siracusano — e il 65 per cento delle contestazioni riguardano le liste collegate a Pisapia. In altri casi chiedono il pagamento di un bollo non dovuto per le campagne elettorali. Magari ci possono essere state delle affissioni prima del tempo, ma sempre sui tabelloni. Infine la cifra non tiene contro della reiterazione della violazione. Certo, se c’è un errore sui tempi pagheremo la nostra parte».
Maurizio Giannattasio
21 ottobre 2011 11:52

http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/11_ottobre_21/gian-pisapia-1901893972757.shtml

Il "prima e dopo" del giorno

Primavera 2008

Autunno 2011

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