sabato 31 dicembre 2011

La vergogna del 2010. I flop del 2011. Dove va la battaglia anticartellonara nel 2012?


Eccellente manifestazione dell'associazione Basta Cartelloni ieri sotto gli uffici dell'Assessorato al Commercio. Non può che farci piacere, infatti, che la neonata associazione (già Comitato Promotore) sia arrivato alle nostre conclusioni seppur obbligando tutto il movimento anti-cartelloni a perdere esattamente 14 mesi.

Perché?

Semplice. E' dimostrato e dimostrabile che il sito Basta Cartelloni nacque nell'ottobre del 2010 (fino ad allora l'unico "organo ufficiale" su web della battaglia era il poi oscurato Cartellopoli.com, oggi Cartellopoli.net) perché Cartellopoli veniva considerato da alcuni membri di questa battaglia troppo duro. In effetti, siamo proprio in ottobre 2010, questo post fu quello che fece traboccare il vaso. L'allora Comitato Promotore prese le distanze con questo ignobile comunicato stampa che oggi risulta non ridicolo, di più: il nostro "Bordoni Dimissioni" era irrispettoso delle istituzioni e occorreva prendere le distanze; il "Bordoni Assessore Abusivo" di ieri, dunque, cosa è? Ma all'epoca non si poteva, si metteva in difficoltà, si minava alla base il processo di dialogo che doveva portare all'approvazione della Delibera Popolare. Sì, come no... Si è visto come è andata a finire. La Delibera Popolare è stata impallinata (lo stesso Comitato Promotore ha partecipato alla redazione di un Ordine del Giorno che indorasse la pillola dell'impallinamento) e dopo 14 mesi i membri del Comitato Promotore sono giunti a più miti consigli.

Vi ricordate? Erano i mesi in cui parlare di "mafia cartellonara" era qualcosa di esagerato e sopra le righe. Oggi ne parla il sindaco. Erano i mesi in cui parlare di bando per l'assegnazione degli impianti significava non volersi avvicinare a cosa si fa in tutta Europa, ma semplicemente sottoscrivere la infida "proposta Tonelli". Oggi la "proposta Tonelli", che è una semplice proposta di logica e civiltà è indicata come l'unica strada per ripulire la città addirittura dall'Agenzia per il Controllo dei Pubblici Servizi del Comune di Roma.

All'epoca non si poteva parlare male di Bordoni perché l'allora Comitato Promotore era tutto intanto un giorno si e uno pure a vantarsi di far parte dei famosi "tavoli" convocati dall'assessore. Delle fragorose prese per il culo che anche un bambino alla seconda elementare avrebbe capito il trucco. Però non si poteva dire. Addirittura fu necessaria la nascita di un secondo blog, per distinguersi da chi 14 mesi fa diceva quello che Basta Cartelloni è arrivata, con un pelo di ritardo, a dire oggi. Dove saremmo potuti essere oggi se alcuni personaggi non avessero obbligato tutto il movimento a cincischiare flirtando con la peggiore politica ed a perdere oltre un anno?

All'epoca ci si era fissati di dover mantenere un buon rapporto con Bordoni e con Paciello. Oggi ci si è fissati di dovere andare tutti i giorni sui giornali con l'obbligo, tuttavia, di non dire mai nulla di ficcante. Basta Cartelloni è sulla stampa ogni dì, ma mai una volta che avesse accennato al Bando, alla Scadenza delle Concessioni (si veda quanto documentato da VAS), al necessario Commissariamento del settore.

COMMISSARIARE IL SETTORE
Ogni ente con infilstrazioni mafiose (featuring Giovanni Alemanno), viene commissariato; perfino l'ultimo dei comuni di provincia. Vi ricordate Nettuno? C'era la mafia ed è stato commissariato. La sanità della Regione Lazio? C'è un gran casino e c'è il commissario. Il settore rifiuti? Idem. E il traffico a Roma? E' clamorosamente caotico e infatti c'è il commissario che con poteri specialissimi cerca di porre rimedio. Ma ci vuole tanto a capirlo?

PORTARE LE CONCESSIONI E LE AUTORIZZAZIONI A SCADENZA
Si veda quanto dicono Vas e Rodolfo Bosi a riguardo con documentati dati secondo i quali tutti i cartelloni ex riordino sono già scaduti e devono svanire; e si badi che il Prip vuole far di tutto per eliminare questa scadenza rendendo eterne concessioni&autorizzazioni considerandole diritti acquisti. Sarebbe la morte definitiva, il funerale della nostra battaglia: questo ci stanno preparando a margine della discussione sul Prip. E dunque il Prip o va corretto (tra l'altro, a margine di tutto, ci è stato sbattuto in faccia dall'Agenzia Comunale che i mq medi di Roma sarebbero doppi rispetto a tutte le altre città in base al territorio comunale; cheppoi considerando che enorme parte del territorio comunale di Roma è adibito a profonda campagna, foresta, riserva naturale, ne deriva che laddove c'è il centro abitato l'impatto è ancor maggiore di quello, clamoroso, che risulta dalle carte) o se questo non è possobile bisogna lottare perché non venga approvato da questo Consiglio Comunale.

INDIRE UN BANDO PER L'ASSEGNAZIONE E LA GESTIONE DECENNALE DEGLI SPAZI
Come accade in tutto il mondo e come financo l'Agenzia Comunale ormai indica di fare. E se su altre battaglie abbiamo perso 14 mesi, sul bando (osteggiato per mesi e mesi -vi sono anche qui le prove, le mail, i commenti ancora pubblicati a firma dei cretini che li hanno scritti- esclusivamente perché proposto da Massimiliano Tonelli, il quale aveva banalmente indicato di fare come si era con successo fatto altrove in Italia ed in Europa) di mesi se ne sono perduti almeno 24: chi ci ridà indietro questo tempo buttato nel gabinetto?

Questi sono i tre pilastri della battaglia oggi. Da ripetere ogni giorno sui nostri siti, allunisono. Da sbandierare ogni giorno sui giornali (dopo un accurato, ma vigliacco, lavaggio del cervello da parte dei soliti noti si è ottenuto che la stampa. Da scrivere sugli striscioni. Ci auguriamo, ed è un augurio sincero per il 2012, che non occorrano altri 14 mesi per capire quale sia la retta via.

Com'era quella storia dei buoi e del recinto?

Roma, 29 dic. - (Adnkronos) - "La denuncia di cartellopoli da parte del sindaco Alemanno ci pare tardiva e suona, tanto per cambiare, come la chiusura della stalla dopo che i buoi oramai sono scappati. E' ora che il sindaco di Roma si accorga dei problemi prima che questi diventino tragedia, come gia' successo in passato, o di dominio pubblico attraverso l'azione di informazione degli organi di stampa". Lo dichiara il consigliere dell'Udc Pasquale De Luca.

"Spiace constatare - conclude - la continua inadeguatezza del sindaco di fronte ai gravi problemi della citta'. Il tempo rimasto a disposizione di questa consiliatura e' ormai poco, sarebbe dunque ora che il primo cittadino prendesse finalmente in mano il timone prima di far andare definitivamente a picco questa che sembra l'arca di Noe' in procinto di affrontare il diluvio universale".


***
Ecco le bacchettatine pure dal Terzo Polo...

I lettori inviano e Bosi segnala: la moratoria va alla grande...

Segnalazione inviata il 27 dicembre 2011 a polmunicipaleseg06@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, sindaco@comune.roma.it, gianni@alemanno.it, segreteriacapodigabinetto@comune.roma.itprocura.roma@giustizia.it

Con Ordinanza n. 263 del 24 novembre 2011, che ha per oggetto “Misure in materia di impiantistica pubblicitaria”, il Sindaco Gianni Alemanno ha ordinato, testualmente, “ai Responsabili degli Uffici e Servizi dell’Amministrazione Capitolina competenti per materia:
-       di sospendere il rilascio di autorizzazioni di nuovi impianti pubblicitari, nonché di ogni autorizzazione relativa allo spostamento e alla ricollocazione degli impianti pubblicitari, nelle more dell’approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari;
-       di sospendere, altresì, l’efficacia delle autorizzazioni già rilasciate relative ad impianti pubblicitari non ancora installati, nelle more dell’approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari.
Tale provvedimento non si applica alle istanze per esposizione pubblicitaria su ponteggi e su recinzioni di cantiere”.

In data 22 dicembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un impianto bifacciale di mt. 1 x 1 (vedi foto allegate di entrambe le facciate come “Via dell’Acqua Bullicante.jpg” e come “Via dell’Acqua Bullicante.1.jpg”) installato invia di Acqua Bullicante all’altezza del civico n. 137 (ex cinema Impero).

Secondo la segnalazione si tratta di un nuovo carrellone pubblicitario, che intorno al 14 dicembre scorso non risultava ancora installato.

La circostanza sembra confermata dal fatto che non sono al momento utilizzate da nessuna pubblicità entrambe le facciate su cui domina in alto al centro una cimasa con il none della ditta “SARILA”: ne deriva che l’impianto risulterebbe installato in totale violazione della suddetta Ordinanza del Sindaco.

La sottostante foto tratta da Street View di Google Maps lascia vedere che nel 2008 sullo stesso posto risultava installato un impianto pubblicitario senza cimasa che sembra di altra ditta e che quindi deve essere stato evidentemente rimosso: se ne chiede ad ogni modo conferma.
La segnalazione allega la foto “Via dell’Acqua Bullicante.Targa.jpg” che lascia vedere una targhetta adesiva affissa sul montante che riporta il numero di codice identificativo 0064/AN989/P.
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0064 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “SARILA S.R.L.”: si chiede ad ogni modo di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto AN 989 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per  esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "spostamento" (comunque al momento vietati dalla Ordinanza n. 263 del  24.11.2011) e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, dal momento che non risulta collocato nemmeno nel rispetto della normativa vigente in materia.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

L’impianto risulta infatti collocato in prossimità di un attraversamento pedonale, come lascia ben vedere la foto sopra riportata tratta da Street View di Google Maps.

A tal riguardo il Consiglio Comunale si é avvalso della deroga concessa ai Comuni dal 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di attuazione ed esecuzione del nuovo Codice della Strada) disponendo al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali sempre lungo le strade urbane di quartiere: l’impianto non sembra rispettare nemmeno questa distanza minima concessa in deroga, che si chiede ad ogni modo di verificare.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità della installazione del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

venerdì 30 dicembre 2011

La rassegna stampa di oggi. Note a margine di una paginata de Il Messaggero

Vien da morir dal ridere a leggere le grandi e informatissime anticipazioni che trapelano dalle pagine dei quotidiani romani in questi giorni. Anticipazioni che vogliono far credere ai lettori sull'esistenza di una severa e rigorosa indagine di Polizia Giudiziare che il Comune (tramite il superpolizziotto Antonio Di Maggio) starebbe compiendo ai danni di se stesso.
Vi pare una cosa credibile?
Ad esempio sul Messaggero di oggi si leggevano tante e tali anticipazioni che sono così "anticipazioni" che qualsiasi lettore di Cartellopoli già le conosce da un anno e mezzo. Strano no? Ad esempio la superinchiesta comune-contro-comune avrebbe fatto emergere che alcune ditte, tra le oltre 400 censite dall'amministrazione, sarebbero intestate a prestanome (uhhhh, che anticipazioneeee) e sarebbero orchestrate dalle stesse e medesime persone. Mavaaa. Quante volte abbiamo scritto e di fatto dimostrato questo? Ma c'è qualcosa di più che il sindaco ha detto e urlato negli ultimi mesi, ma che i giornali ancora non spiegano. C'è ancora un ente, a cappello, a gestire molte delle ditte: il crimine organizzato, la Camorra campana. E anche la 'Ndrangheta Calabrese. Non ci vuole un genio a capirlo.

La volete sapere un'altra anticipazione dell'informatissimo e scaltrissimo Messaggero che riporta l'integerrima e impeccabile indagine dei superpolizziotti? Tenetevi forte: "la polizia municipale vuole capire" è quanto dice testualmente l'articolo di Fabio Rossi che da qualche giorno sta sostituendo il bravo Claudio Marincola su questa partita nel quotidiano di Via del Tritone "se all'interno dei diversi uffici del Campidoglio e dei Municipi esista una rete che abbia in qualche modo tutelato i comportamenti illeciti delle imprese coinvolte. E le situazioni sospette sarebbero tante".
Situazioni sospette? Ma vogliamo scherzare? Qui ci sono criminali che sono andati in Comune a trattare con i dirigenti con scritto sulla fronte "IO SONO CRIMINALE, IO SONO DA RADIARE" e il Comune non ha fatto niente sapendo di non fare niente. Qui ci sono le denunzie di VAS, le richieste di spiegazioni, le non risposte che sono atti e che raccontano per filo e per segno come le procedure di contrasto all'abusivismo si arenassero una volta arrivate al Dipartimento comunale ed all'ufficio affissioni che, guardacaso, aveva avocato a se tutte le deleghe sulle rimozioni degli impianti.

Ma ci vuole un superpolizziotto e un superstaff di indagine per capire ciò che blog e associazioni avevano smascherato da mesi e mesi con prove inconfutabili?


Sequestri all'ufficio affissioni - Lotta ai cartelloni abusivi ora si indaga negli uffici
di Rossi Fabio

"Quell'impianto doveva essere rimosso"
di Bogliolo Laura

Precisazione impianti IGPDecaux di via Edmondo Bruno Arnaud

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito all’articolo relativo ai due impianti posti in Via Arnaud / Via Cristoforo Colombo della  IGPDecaux, ritengo necessarie alcune precisazioni.
In primis che entrambi gli impianti sono regolarmente concessi da decenni nella posizione in cui si trovano e che nel 2006 le concessioni sono state regolarmente rinnovate.
In ogni caso gli impianti in questione sono stati già  spontaneamente rimossi il 3 dicembre scorso.
Gli stessi, infatti, erano effettivamente posizionati sull’ampio spartitraffico, che però, a seguito di verbali dei vigili,  è emerso essere isola di canalizzazione, quindi praticamente intersezione.
Sugli impianti sono stati elevati, per ognuno, due verbali a 4 giorni di distanza uno dall’altro, uno a fine agosto e uno i primissimi giorni di settembre. La notifica di tutti e 4 i verbali, però,  è arrivata, ovviamente con mesi di ritardo, ossia in novembre.
Pur trattandosi di impianti amministrativamente regolari (e nella posizione sin dall’origine!), abbiamo provveduto tempestivamente e spontaneamente alla rimozione, avendo compreso l’interpretazione dei vigili e la conseguente non conformità degli impianti.
Ciò pur sapendo che non potremo far valere il titolo autorizzativo per una nuova ricollocazione sino a quando sarà vigente l’Ordinanza Sindacale del 24 novembre, che vieta l’istallazione in nuove posizioni, anche degli impianti concessi.
Cordiali saluti

Patrizia Douglas
Direzione Patrimonio

www.igpdecaux.it
 
IGPDecaux S.p.A.
Via Cristoforo Colombo, 163 - 00147 Roma - RM

Con l'occasione abbiamo invitato la Sig.ra Douglas ad incontrarci per rilasciarci un ampia intervista (più tecnica e profonda di quelle che possono uscire sulla stampa generalista) sulla situazione romana della cartellonistica. Speriamo in una sua risposta positiva.

CA**ONE, cioè CASSONE‏

Roma: Cassone (Pdl), su cartelloni abusivi risposte maggioranza dopo anni di vuoto sinistra

Roma, 29 dic. - (Adnkronos) - "Come ha ben precisato il sindaco Alemanno, solamente con l'approvazione da parte dell'assemblea capitolina del nuovo Prip, Piano regolatore impianti pubblicitari, si potra' uscire fuori dalla situazione di caos ereditato dalle giunte di sinistra che hanno consentito il dilagare del fenomeno dei cartelloni abusivi". Lo dichiara il presidente della commissione commercio di Roma Capitale Ugo Cassone.

"E allo stesso tempo - continua - non hanno dato regole certe per tutti gli operatori che onestamente lavorano nel settore. Oggi con il Piano Regolatore, che verra' approvato dopo 17 anni di attesa, viene finalmente disciplinato il settore, garantendo legalita' e decoro per la citta', contrastando fortemente le forme di abusivismo".

"Inoltre - aggiunge - e' opportuno precisare un particolare: durante il lavoro effettuato in commissione commercio al fine di licenziare il Prip, provvedimento che e' stato apprezzato anche dalle associazioni di categoria, il Pd ha espresso sistematicamente voto contrario. Proprio per questo, chiediamo che al piu' presto venga discusso il Piano regolatore in aula Giulio Cesare, aprendo un dibattito serio in modo da smascherare coloro che difendono, soltanto a parole, il decoro della citta' di Roma".

http://www.liberoquotidiano.it/news/901246/Roma-Cassone-Pdl-su-cartelloni-abusivi-risposte-maggioranza-dopo-anni-di-vuoto-sinistra.html

*******************************************************************

Scusateci il francesismo, ma cosaca**odice il Consigliere Cassone per mancanza di prove presidente della commissione commercio di Roma Gabidale (con la g e con la d)? Cosa ca**o dice quest'individuo? Proprio ora che il Prip è stato sconfessato da associazioni, comitati e agenzie comunali, proprio ora lo individua come elemento da approvare subito, come panacea anti-abusivismo? Ma cosaca**odice?

Addirittura il superpolizziotto Di Maggio, oggi sul Corriere della Sera, ha dichiarato che il Prip non porterà alla fine del caos e dell'abusivismo (per questo occorre il bando e una gestione diversa del settore con una profonda riforma del mercato che ne Cassone, ne Bordoni, ne Alemanno vogliono e possono fare legati come sono agli interessi che vorremmo dire criminali ma non possiamo che stanno dietro alle ditte) e Cassone cosaca**odice? Dice che il Piano regolatore è la soluzione? L'Agenzia Comunale sottolinea che, pure se per lontana utopia il Piano Regolatore passasse così com'è e venisse applicato, i cartelloni a Roma resterebbero il doppio di quanti sono nelle altre città italiane (ove sono già troppi) e Ca**one, ehm, scusate, Cassone cosaca**odice? Insiste con la storia delle "regole certe" che aspettiamo da "17 anni".

E cosaca**oaggiunge Ca**one, ehm, Cassone? Aggiunge che il Piano Regolatore è piaciuto tanto alle associazioni di categoria. E te lo credo, Cassone mio. Te lo credo che è piaciuto. Il Piano lo state utilizzando non per riformare il mercato e spazzare via il marciume delle 400 ditte consegnando la gestione del servizio a una, due o tre società serie (come si fa in tutto il mondo) bensì per fare un condono tombale su queste società indifendibili. E ti credo che gli è piaciuto. E' come vantarsi che una legge antimafia è piaciuta a Riina, Provenzano e Messina Denaro. Cassone, ma credi davvero che qualcuno ci caschi?

giovedì 29 dicembre 2011

Un sindaco che rilascia interviste vergognose. L'Alemanno di oggi sul Messaggero e i nostri contrapppunti


di Fabio Rossi per Il Messaggero
ROMA - Un sistema illegale parallelo di cartelloni abusivi, che interesserebbe la maggior parte delle aziende operanti nel settore. «A partire da grandi gruppi, anche internazionali, che si sono scagliati sulla nostra città, spesso violando le regole». Gianni Alemanno lo aveva detto a novembre: «Bisogna combattere la mafia dei cartelloni abusivi».
La conseguente inchiesta, affidata alla polizia municipale e al vice comandante Antonio Di Maggio, ha portato a un risultato clamoroso: 44 persone denunciate alla magistratura. In gran parte titolari di imprese del settore, ma anche il dirigente dell’ufficio affissioni del Campidoglio, accusato di aver omesso atti di decadenza delle autorizzazioni nei confronti di aziende che avevano diversi impianti abusivi.
Il sindaco rilancia anche sulla lotta a tavolino selvaggio. Separando, «chi ha occupazioni di suolo pubblico completamente abusive, che deve essere duramente sanzionato» da chi invece «ha semplicemente problemi di autorizzazioni amministrative», per i quali vale la sospensione fino al 9 gennaio dei provvedimenti sanzionatori previsti dalla recente ordinanza capitolina.

Sindaco Alemanno, le indagini dei vigili urbani stanno portando alla luce un sistema di illegalità molto vasto. Praticamente gran parte degli operatori del settore si muoverebbero su un doppio binario: cartelloni legali e abusivi, insomma una giungla urbana.
«Avevo annunciato un mese e mezzo fa un giro di vite contro quella che è diventata una vera a propria mafia. Subito dopo, d’accordo con l’assessore alle attività produttive Davide Bordoni, ho chiesto al vice comandante della polizia di Roma Capitale, Antonio Di Maggio, di avviare una vasta inchiesta sul fenomeno, senza riguardi per nessuno».
IN QUALSIASI SETTORE AMMINISTRATIVO AL MONDO (AL MONDOOO) QUANDO CI SONO INFILTRAZIONI MAFIOSE SI COMMISSARIA (SI COMMISSARIAAA). SE ALEMANNO DICE UNA COSA DEL GENERE NON PUO' FARLO SENZA CHIEDERE CONTESTUALMENTE IL COMMISSARIAMENTO IMMEDIATO DEL SETTORE. NON PUO' MANDARE DIPENDENTI COMUNALI A FARE LE BUCCE AD ALTRI DIPENDENTI COMUNALI. NON SI MANDANO I VIGILI URBANI A COMBATTERE LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA. QUESTA COSA NON SI PUO' SENTIRE SINDACO. NON SI PUO' SENTIRE!

Soddisfatto dei risultati?
«Dopo un mese e mezzo di lavoro abbiamo ottenuto un quadro inquietante, che dovrà comunque essere verificato dalla magistratura: quasi tutte le agenzie appaiono coinvolte in un mercato illegale parallelo. Una situazione preoccupante, ma che ci fornisce una solida base per combattere l’illegalità nel settore».
AH MA GUARDA UN PO'. UN MESE E MEZZO FA. GIUSTO GIUSTO DOPO LA MORTE DI DUE PERSONE A CAUSA DI UN CARTELLONE. CHE STRANO EH SINDACO. I GIORNALI, I BLOG, I CITTADINI CON LE RACCOLTE FIRME E I BLOG INSISTEVANO DALLO SCORSO DECENNIO. DAL 2009. E TU TI SEI SVEGLIATO SOLO DOPO CHE DUE PERSONE ERANO FINITE MORTE AMMAZZATE. SEI UN GRANDE, SEI. UN GRANDE VIGLIACCO.

Il mercato delle affissioni abusive, a quanto pare, godeva di appoggi anche all’interno della macchina amministrativa capitolina.
«Dall’inchiesta emerge che il dirigente preposto all’ufficio affissioni e pubblicità sarebbe responsabile di carenze nella vigilanza: è anche lui tra le persone segnalate all’autorità giudiziaria».
EH CERTO, SINDACUZZO, ORA PIGLIAMO COME CAPRO ESPIATORIO IL DIRIGENTE COMUNALE FRANCESCO PACIELLO. COME NON ASPETTARSELO... PURE UN BAMBINO SA CHE PACIELLO HA SEMPRE AGITO OTTEMPERANDO ALLE INDICAZIONI POLITICHE CHE GLI VENIVANO DATE. SAI DA CHI, ALEMANNO? CERTO CHE LO SAI... DALL'UNICO ASSESSORE CHE, GUARDACASO, NON HAI SOSTITUITO IN NESSUNO DEI TUOI MILLE RIDICOLI RIMPASTI.

Lo avete sospeso dal servizio?
«Nei suoi confronti ci siamo mossi secondo quanto prevede la legge, in attesa che la magistratura accerti i fatti. È stata avviata la procedura disciplinare: nel frattempo sarà invitato comunque a cambiare settore di responsabilità».
EH CERTO, SE SI RITIENE CHE E' STATO INCAPACE, CORROTTO O CONNIVENTE O COLLUSO COSA FACCIAMO? LO LICENZIAMO E GLI CHIEDIAMO I DANNI O LO MANDIAMO A FAR DANNO ALTROVE? LA SECONDA CHE HAI DETTO...

Possibile che non si riesca a estirpare l’illegalità in un settore che è da diversi anni esploso in maniera incontrollata?
«Evidentemente c’era qualcosa che non funzionava, in un sistema malato al suo interno. Devo sottolineare che, tra chi non rispetta le regole, ci sono soprattutto grandi gruppi, anche internazionali, che operano nel settore. Non si tratta quindi, come qualcuno potrebbe credere, di un fenomeno formato solo da piccoli imprenditori locali».
SENTITELOOO QUI TOCCA LO ZENITH, L'ACME', IL VERTICE DELLA FILOSOFIA ALEMANNIANA. LEGGETE COME METTE LE MANI AVANTI. QUESTO PASSAGGIO E' RAFFINATISSIMO. ALEMANNO, CI SPIEGA QUI, SI APPRESTA A FAR APPROVARE UN PIANO REGOLATORE CHE RENDE "DIRITTI ACQUISITI" GLI SQUALLIDI CARTELLONI DI 400 DITTE ROMANE UNA PEGGIO DELL'ALTRA. COME GIUSTIFICARE QUESTO COLPO DI MANO CHE VERRA' INSERITO NEL PIANO REGOLATORE? SEMPLICE: RACCONTANDO CHE LA COLPA E' DELLE MULTINAZIONALI. ORA LE MULTINAZIONALI -CHE PURE HANNO MOLTISSIME COLPE, COME TUTTI IN QUESTO MERCATO CRIMINALE- SONO 3 IN TUTTA ROMA: DECAUX, CLEARCHANNEL, CBS. 3 SU 400 DITTE LO ZEROVIRGOLAQUALCOSA PER CENTO. MA E' COLPA LORO CAPITO. NON DELLE DITTE CHE HANNO COME AMMINISTRATORE DELEGATO UNA BADANTE RUSSA, NOOO, TRA COLORO CHE NON RISPETTANO LE REGOLE CI SONO "SOPRATTUTTO I GRANDI GRUPPI" (OVVERO, COME PENSA ALEMANNO, QUELLI CHE NON RIUSCIAMO A STRUMENTALIZZARE, QUELLI CHE NON HANNO DIPENDENTI E DIRIGENTI CHE RISIEDONO E CHE VOTANO A ROMA), NON CERTO GLI IMPRENDITORI LOCALI, QUELLI CHE SPOSTANO VOTI, QUELLI CHE SONO PIU' RICATTABILI, QUELLI CHE CONTRIBUISCONO MASSICCIAMENTE (CON TABELLONI CEDUTI GRATUITAMENTE) ALLA NOSTRA CAMPAGNA PUBBLICITARIA. UN PASSAGGIO ATROCE, QUESTO. ATROCE. MA CARO ALEMANNINO, NON CI CASCA PIU' NESSUNO... PERCHE' IN TUTTE LE CITTA' DEL MONDO LE AFFISSIONI SONO GESTITE DA GRANDI GRUPPI MULTINAZIONALI -NEL BENE E NEL MALE, CHIARAMENTE, MICA SONO LA PANACEA- E SOLO A ROMA QUESTO SETTORE VEDE LA PRESENZA DI SORDIDI IMPRENDITORI E MANEGGIONI LOCALI.

Resta il problema delle regole. Come fare per dare un’impronta stabile al settore, evitando il Far West?
«Il nuovo piano regolatore capitolino delle affissioni è già stato approvato dalla giunta, ed è in attesa di passare in consiglio comunale. Con questo piano si daranno regole certe per tutti, riducendo drasticamente la presenza di impianti pubblicitari in città».
MA COME SI FA A DIRE PUTTANATE DI QUESTA RISMA? IL PIANO REGOLATORE??? REGOLE CERTE PER "TUTTI". MA IL SETTORE NON DEVE ESSERE GESTITO DA "TUTTI" DEVE ESSERE GESTITO, DOPO REGOLARE ASSEGNAZIONE DELLE LICENZE, DA UNA O DA POCHE DITTE. NON DA "TUTTI". E IL PROBLEMA NON E' RIDURRE GLI IMPIANTI PUBBLICITARI -COSA OVVIA- MA RIDURRE LA QUANTITA' DI MAFIOSI (COME DICE IL SINDACO) CHE LI GESTISCONO. LE REGOLE NON SERVONO PURTROPPO, NON SERVONO QUANDO E' IMPOSSIBILE APPLICARLE. E' COME METTERE LA REGOLA -CHE C'E'- CHE VIETA LA DOPPIA FILA. METTENDO LA REGOLA FORSE LA DOPPIA FILA SCOMPARE? NIENTE AFFATTO. LA REGOLA IN PRESENZA DI 2 MILIONI DI AUTO E DI POCHE MIGLIAIA DI VIGILI URBANI RISULTA COMPLETAMENTE ININFLUENTE; VIENE APPLICATA SOLO SU STRADE DISEGNATE E ARREDATE IN MANIERA TALE DA IMPEDIRE LA VIOLAZIONE DELLA REGOLA STESSA. IDEM PER I CARTELLONI, OCCORRE CAMBIARE IL QUADRO REALE E OPERATIVO DELLA FACCENDA, NON TANTO IL QUADRO NORMATIVO PER IL QUALE MODIFICHE E MIGLIORAMENTI SONO CONDIZIONE NECESSARIA MA ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTE

E le aziende coinvolte nel mercato parallelo degli abusi?
«Mi auguro che molte di queste risultino innocenti. Ma se saranno accertate le responsabilità, non vogliamo più che queste ditte lavorino a Roma».
ANCORA A PARLARE DI "QUESTE DITTE"? MA IN QUALE CITTA' D'EUROPA, CARO SINDACHETTO, SI PARLA DI "DITTE"? A PARIGI SI PARLA FORSE DI GOVERNARE LO STRAPOTERE DELLE "DITTE" OPPURE SI E' RISOLTO, ANNI FA, IL PROBLEMA ALLA BASE ASSEGNANDO IL SERVIZIO DI AFFISSIONI AD UN'UNICA "DITTA" CHE E' RESPONSABILE DI TUTTO IL DECORO, L'ARREDO, LA PULIZIA (E CHE RESTITUISCE ALLA CITTA' SERVIZI, TOILETTE PUBBLICHE, DENARO, BIKE-SHARING)? QUESTO SINDACO CI STA DICENDO CHE IL MERCATO NON CAMBIERA' MAI, CHE CI DOBBIAMO TENERE 400 DITTE A SPARTIRSI UN MERCATO DOVE C'E' SPAZIO PER UNO, DUE, TRE O QUATTRO SOGGETTI. E VISTO CHE CON 400 DITTE ANCHE UN PIANO REGOLATORE FIRMATO DA GOLDRAKE SAREBBE INAPPLICABILE, QUESTO SINDACHETTO CI STA DICENDO CHE DOBBIAMO RASSEGNARCI A NON RISOLVERE IL PROBLEMA MAI, SE NON -FORSE- SULLA CARTA.

In questi giorni, intanto, infuria la polemica sui cosiddetti tavolini selvaggi. Soprattutto dopo la sua ordinanza che rinvia a dopo il 9 gennaio l’applicazione delle sanzioni.
«Qui dobbiamo fare attenzione a distinguere tra chi ha avuto problemi di collocazione, per i quali vale l’ordinanza, e chi li ha completamente abusivi. Senza fare di tutta l’erba un fascio, come voleva fare all’inizio il presidente del I Municipio Corsetti».

Come vi comporterete?
«Bisogna intervenire subito su quelli completamente abusivi, come faremo già oggi, d’intesa con il I Municipio. Per quanto riguarda gli altri, esiste un problema di regole: abbiamo già convocato un tavolo tra Comune, Municipio e Soprintendenza per tracciare i piani di massima occupabilità. Insomma, su cartelloni, occupazioni di suolo pubblico e su suk di ambulanti nelle piazze, continueremo una battaglia inflessibile contro l’abusivismo e l’illegalità».

Giovedì 29 Dicembre 2011 - 09:41

Deve essere solo l'inizio

 
Cartelloni illegali, scattano 44 denunce
C'è anche un dirigente del Campidoglio

Si tratta del funzionario dell'ufficio Affissioni
Conivolti titolari e amministratori di imprese del settore


ROMA - Sono 44 le persone denunciate alla procura della Repubblica dal nucleo di polizia municipale, guidato dal vice comandante Antonio Di Maggio, che è stato incaricato da Gianni Alemanno di indagare sul fenomeno dei cartelloni abusivi nella Capitale. Un fenomeno definito recentemente «una vera e propria mafia» dallo stesso sindaco. Adesso saranno i giudici a decidere sull’iscrizione nel registro degli indagati e, quindi, sulla prosecuzione delle indagini a loro carico. L’inchiesta punta i riflettori su un panorama inquietante: su 32 mila impianti censiti dal Campidoglio, per le strade della Città eterna ce ne sono in realtà 40-50 mila. E le demolizioni fin qui fatte - 3.700 con l’attuale amministrazione - rappresentano una porzione ancora troppo piccola dell’illegalità diffusa.

Gran parte delle persone denunciate sono titolari o amministratori di imprese che operano nel settore della cartellonistica pubblicitaria. Secondo i vigili urbani, queste 43 persone «tra il maggio del 2009 e il novembre del 2011» avrebbero «indotto in errore i competenti funzionari degli uffici comunali», in particolare dell’ufficio affissioni e pubblicità e del dipartimento attività produttive, per ottenere autorizzazioni non regolari. In dettaglio, i denunciati avrebbero «presentato false dichiarazioni sostitutive di atto notorio, attestanti la proprietà degli impianti pubblicitari, nonché la loro regolarità». I cartelloni, in particolare, erano stati installati in violazione dei vincoli storico-artistici e paesaggistico-ambientali, nonché delle norme comunali sulla pubblicità. Alla base delle irregolarità commesse, secondo la polizia municipale, ci sarebbero false autocertificazioni presentate agli uffici, «con l’aggravante di aver cagionato al Comune di Roma un danno patrimoniale di rilevante gravità, consistente nella deturpazione del territorio comunale di appartenenza».

Denunciato alla magistratura anche il dirigente dell’ufficio affissioni e pubblicità del Campidoglio che, secondo gli investigatori, avrebbe omesso «di emettere atti di decadenza delle autorizzazioni» alle ditte che risultavano «avere tre o più impianti installati in violazione di norma, alcuni dei quali rimossi in un numero sicuramente maggiore di quattro, omettendo inoltre di diffidare le stesse alla rimozione» dei cartelloni illegali. Negli ultimi tempi, oltre alla deturpazione del panorama cittadino, è venuta a galla sempre di più la pericolosità degli impianti abusivi. In particolare con il recente incidente stradale in via Tuscolana, a due passi da Cinecittà, costato la morte di un motociclista. Fa.Ro.

Giovedì 29 Dicembre 2011 - 09:35    Ultimo aggiornamento: 09:37

Cartelloni illegali, scattano 44 denunce C'è anche un dirigente del Campidoglio

Alemanno: «Gran parte delle aziende agisce irregolarmente»

I lettori inviano e Bosi segnala: Via Oderisi da Gubbio

Segnalazione inviata il 27 dicembre 2011 a polmunicipaleseg15@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, sindaco@comune.roma.it, gianni@alemanno.it, segreteriacapodigabinetto@comune.roma.it

Con Ordinanza n. 263 del 24 novembre 2011, che ha per oggetto “Misure in materia di impiantistica pubblicitaria”, il Sindaco Gianni Alemanno ha ordinato, testualmente, “ai Responsabili degli Uffici e Servizi dell’Amministrazione Capitolina competenti per materia:
-       di sospendere il rilascio di autorizzazioni di nuovi impianti pubblicitari, nonché di ogni autorizzazione relativa allo spostamento e alla ricollocazione degli impianti pubblicitari, nelle more dell’approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari;
-       di sospendere, altresì, l’efficacia delle autorizzazioni già rilasciate relative ad impianti pubblicitari non ancora installati, nelle more dell’approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari.
Tale provvedimento non si applica alle istanze per esposizione pubblicitaria su ponteggi e su recinzioni di cantiere”.

In data 22 dicembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un impianto bifacciale di mt. 1 x 1 (vedi foto allegata come “Via Oderisi da Gubbio.JPG”) installato in via Oderisi da Gubbio all’altezza del civico n. 53.

La segnalazione allega la foto “Via Oderisi da Gubbio.Targa.JPG” che lascia vedere una cimasa al centro in alto con il nome della ditta “MORETTI PUBBLICITA’”, che nel
l’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) risulta registrata al codice 0023.

Secondo la segnalazione si tratta di un nuovo carrellone pubblicitario installato intorno al 10 dicembre scorso, in totale violazione quindi della suddetta Ordinanza del Sindaco.

Ma la sottostante foto tratta da Street View di Google Maps lascia vedere che nel 2008 sullo stesso posto risultava installato lo stesso impianto con la stessa cimasa e la stessa identica pubblicità: si chiede ad ogni modo di sapere se l’impianto sia stato per caso rimosso in questo frattempo ed installato di nuovo il 10 dicembre scorso. 
La segnalazione fa comunque presente che l’impianto é privo di targhetta identificativa e risulta installato nel bel mezzo di un marciapiede: l’assenza di numero di codice identificativo denoterebbe la natura totalmente abusiva della sua installazione.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

mercoledì 28 dicembre 2011

La cartellopoli romana sui giornali del mondo. La rassegna stampa da noi

Abbastanza deludente la rassegna stampa sui quotidiani romani relativamente all'affondo del Guardian (di cui vi abbiamo parlato qualche post indietro), una delle testate più importanti al mondo, in relazione all'assurda situazione degli impianti pubblicitari in città. Rassegna stampa deludente, dicevamo, che tradisce tutto il periodo di festività che, in Italia e non altrove, fa staccare la spina e i cervelli a molti.


REPUBBLICA - Partiamo con le note dolenti. Repubblica non pone argini al ridicolo più ridicolo del ridicolo. L'articolo è molto breve, è firmato Valeria Forgnone e però sta in prima pagina. Secondo Repubblica il Guardian non avrebbe dato voce a un vastissimo movimento popolare fatto da decine di comitati, associazioni e da migliaia di cittadini, no: il prestigioso quotidiano londinese avrebbe semplicemente dato voce alle proteste del "Comitato Basta Cartelloni". Come si fa a scrivere una castroneria simile riducendo tutto un movimento popolare di protesta e di indignazione ad una burletta da piazzare sotto ad una sigla che, peraltro, sta facendo più danni della grandine (basti leggere quando scrive con dovizia di particolari da questo sito Rodolfo Bosi) seppur in buona fede e con l'obbiettivo finale comune a tutti noi della lotta ai cartelloni?

MESSAGGERO - Più ampio, più corretto, ma purtroppo non firmato l'articolo de Il Messaggero. Il quale si appunta la medaglietta del Guardian affermando robe tipo "queste cose le abbiamo scritte sempre pure noi". Sì, per carità, è vero, ma non proprio sempre sempre. E poi cosa diciamo delle pubblicità dedicate al Messaggero uscite in queste ultime settimane su cartelloni abusivi in tutta la città, spesso appartenenti a ditte criminali?

CORRIERE DELLA SERA - Carlotta de Leo sul Corriere della Sera ha il difetto di dare eccessivo spazio alle mignottate immonde che il giornalista inglese ha sparato sul piano parcheggi. Secondo il Guardian, infatti, abbattere degli alberi per fare posteggi è pura macelleria, mentre evidentemente lasciare la città ostaggio delle lamiere e trasformare le piazze storiche, come sono ora, in autorimesse a cielo aperto è una cosa chic. Un passaggio ridicolo, imboccato da una entità incommentabile come Italia Nostra, che era meglio non riportare. Per il resto, per la parte riguardante i cartelloni, l'articolo è corretto e documentato.

ROMATODAY - Se Tempo -eccometesbagli- è assolutamente non pervenuto, RomaToday interviene sulla questione peccando rispetto alla sua accuratezza e velocità che gli ha fatto guadagnare migliaia di lettori negli ultimi mesi. L'articolista della testata, nel comporre probabilmente uno sdrucciolevole collage degli articoli usciti su stampa, ha pescato anche nella castroneria di Repubblica, finendo per mettere in bocca al corrispondente londinese ciò che egli non ha mai detto ne mai scritto.


Diciamo a vantaggio di tutta la stampa: la battaglia contro i cartelloni abusivi è una battaglia di civiltà che non ha sigle, non ha marchi, non ha bolli, non ha bandiere. E' una battaglia di TUTTI i cittadini contro il crimine organizzato che sta dietro a queste ditte; è una battaglia di tutti i cittadini per bene contro una vergogna unica al mondo; contro un business pazzesco sovrainteso da mafie micidiali (a proposito, queste cose la stampa locale le poteva ribadire, con la scusa del Guardian, no?). E mafioso è lo stile dell'amministrazione, se ci fate caso, che ad un articolo del genere, su un quotidiano così importante, non risponde. Lascia cadere. Come a Reggio Calabria, come a Casal di Principe, come a San Giuseppe Jato. Questa è la caratura degli amministratori, degli eletti, dei dirigenti comunali. Questo è il comportamento. Ci secca che non venga sottolineato. Come ci secca che non venga sottolineata la entità reale del problema: nella migliore delle ipotesi 200mila impianti, di cui circa il 75% abusivi. Perché si continua a parlare di 30 o di 60mila?

Detto questo i link sono lì, pronti per i vostri commenti, scaricateci dentro tutta la vostra rabbia (non contro i giornalisti che hanno sbagliato ue, contro i cartellonari e chi li difende in Comune!), continuate ad inserire piccoli granelli di sabbia: faranno inceppare il grande ingranaggio della malavita organizzata che sta triturando la Capitale d'Italia.

Valutazione dell’esame del PRIP presentato dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma

La “Agenzia per il controllo e la qualità dei Servizi Pubblici Locali del Comune di Roma” è un ente istituito dal Consiglio Comunale di Roma nel 2002 con funzioni di supporto propositivo e tecnico-conoscitivo nei confronti del Consiglio Comunale, del Sindaco e della Giunta Comunale: svolge queste funzioni in piena autonomia ma con un apposito fondo stanziato dal Consiglio Comunale.

Il 21 dicembre scorso l’Agenzia ha trasmesso ai vertici dell’Amministrazione Capitolina ed ai Consiglieri Capitolini i risultati del suo esame della proposta del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che a breve dovrebbe essere sottoposto all’esame dell’Assemblea Capitolina.

La finalità dichiarata del lavoro svolto è stata spiegata nel documento stesso ed in un comunicato pubblicato lo stesso giorno sul sito www.agenzia.roma.it in cui si afferma che “Si è deciso di analizzare lo schema di Piano Regolatore degli Impianti e dei mezzi Pubblicitari (PRIP) di Roma Capitale … per indirizzare gli ulteriori atti che l’amministrazione dovrà intraprendere”.

Il lavoro si è tradotto in un “parere” che rientra fra l’altro nei compiti istituzionali dell’Agenzia se a richiederlo è però il Consiglio Comunale o il Sindaco o la Giunta.

Comunque sia  si tratta di un atto che per la tempistica in cui è stato fatto conoscere (vale a dire dopo le controdeduzioni della Giunta Capitolina ai pareri ed alle osservazioni presentate al PRIP e l’emendamento approvato dalla IX Commissione per il Commercio) assume anche dei caratteri chiaramente ”politici” perché è finalizzato ad incidere sulle scelte finali che dovrà assumere il Consiglio Comunale in sede di approvazione definitiva del PRIP.

L’Agenzia prende atto positivamente del ridimensionamento che il PRIP fa della superficie espositiva massima consentita (da 231.000 mq. a 162.500 mq.), che non ritiene però ancora sufficiente a modificare in maniera determinante l’impatto ambientale negativo dell’invasione pubblicitaria.

Propone quindi, ma senza dire esattamente come, una diminuzione del 50% della suddetta superficie, abbassando a 115.000 mq. circa il dimensionamento complessivo del PRIP per arrivare ad una densità di 24,3 mq/km che è un valore in linea con quello di Firenze.

L’esame del PRIP ha portato anche l’Agenzia alla stessa conclusione a cui era arrivata l’associazione VAS nelle osservazioni presentate in data 11 aprile 2011, vale a dire che il suo “schema normativo” così come adottato dalla Giunta Capitolina non può esplicare nessun effetto giuridico immediato ed occorre quindi redigere delle Norme Tecniche di Attuazione, che propone però di inserire nel vigente Regolamento modificandolo ed integrandolo, per evitare quella che a giudizio dell’Agenzia diventerebbe una “sovrapposizione tra ciò che prescrive il Regolamento e ciò che prescrive in maniera più dettagliata il Piano”.

Il lavoro della Agenzia si è spinto anche ad esprimere un proprio parere  “per quanto riguarda il problema della gestione degli impianti attualmente esistenti in possesso di un titolo autorizzatorio 

L’Agenzia propone di “affidare in concessione tutta la superficie da attribuire ai privati tramite bando di gara, utilizzando gli strumenti del PRIP per suddividere il territorio di Roma Capitale in un determinato numero di lotti in cui sono ricompresi - al loro interno - uno o più piani di localizzazione.

Per far questo “sarà sufficiente rendere cogente il punto ‘5.6 Efficacia del piano di localizzazione’ dello schema normativo del PRIP che recita testualmente: ‘All’atto dell’approvazione del piano di localizzazione sono contestualmente fissate le modalità di cessazione dell’efficacia di tutte le autorizzazioni relative agli impianti ricadenti nell’area oggetto del piano’. Tale procedura - oltre ad azzerare la situazione esistente - determinerebbe da un lato un gettito più sicuro e consistente dell’attuale per le entrate capitoline nella forma di canone di concessione e, nell’altro, un più efficace controllo e contrasto dell’abusivismo in quanto l’impresa aggiudicataria di uno o più lotti avrà tutto l’interesse e le risorse per rimuovere senza esitazione eventuali impianti non autorizzati”.

Anche sotto questo aspetto l’esame del PRIP ha portato l’Agenzia alla stessa conclusione a cui era arrivata l’associazione VAS nelle osservazioni presentate in data 11 aprile 2011.

Il lavoro prodotto dall’Agenzia rappresenta un notevole passo in avanti su due degli aspetti fondamentali del PRIP che riguardano nell’immediato il rapporto con lo stato dell’impiantistica esistente (da regolare con delle norme che scattino fin dalla approvazione del PRIP) ed a regime le modalità di gestione degli impianti pubblicitari (da regolare con delle norme fissate fin da ora che stabiliscano come dovrà funzionare l’intero apparato una volta a regime). 

Ma per la “ricaduta” di tipo soprattutto “politico” che avrà questo lavoro, trasmesso sia ai vertici dell’Amministrazione Capitolina che a tutti i Consiglieri Capitolini, si è reso necessario esaminarne e valutarne attentamente i contenuti in termini sia di “metodo” che soprattutto di “merito”, avendo bene a riferimento – per un opportuno confronto – quanto è stato fin qui già prodotto ai vari livelli istituzionali.

Si rimette in allegato la valutazione che ne ho fatto a nome della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) e che intendo trasmettere a tutti i consiglieri comunali, come contributo che si spera utile per arrivare alla migliore definizione possibile di uno strumento come il PRIP a cui è affidato il destino del futuro assetto dell’impiantistica a Roma. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

martedì 27 dicembre 2011

Il regalo di Natale da Londra. Il Guardian e il primo (di una lunga serie) articolo sulla cartellopoli romana nella stampa straniera

Ci potete mettere la firma: questo è solo l'inizio del mega sputtanamento mediatico che arriverà nel 2012. Pensateci, tutto quello che abbiamo previsto, si è puntualmente avverato. Le morti a causa dei cartelloni? Avverate. L'arrivo della magistratura e i sequestri? Avverate. L'interessamento della stampa internazionale? Avverata. E, ripetiamo, siamo solo all'inizio perché il clamoroso lavoro ai fianchi dei tanti giornalisti stranieri di stanza a Roma porterà dei frutti incredibili, vedrete.

LEGGI L'ARTICOLO DEL GUARDIAN SUI CARTELLONI A ROMA

Un'altra cosa prevediamo e senz'altro si avvererà: il prossimo Natale certa gente che noi sappiamo lo passerà a Rebibbia. Vedrete, vedrete...

Aggiornamento - I giornali italiani che riprendono l'articolo del Guardian:

La Repubblica

Il Messagero

Corriere della Sera

In attesa che cada in testa a qualcuno

Via Lombardia. Questo è solo uno dei molti 1x1 di "pubblica utilità" che, nella zona di Via Veneto, si trovano in condizioni non proprio ottimali.
Chi è delegato nella stanze del Comune al controllo delle condizioni di sicurezza dei cartelloni?
A proposito, quando gli omini di Google Street sono passati per di lì, due anni fa circa, non c'era nessun impianto.

lunedì 26 dicembre 2011

Ogni tanto una buona notizia

In ordine ai cartelloni che Vi avevo segnalato e che erano stati poi sanzionati, voglio comunicarVi che non risultano più essere installati in tale posizioni.

Non ne conosco i  motivi ne conosco la data di rimozione.

Vi allego la foto che ho effetttuato in data 13/12/2011.

Saluti

Emanuele

*************************************************************

From: xxxxxxxxx
Sent: Wednesday, September 14, 2011 10:49 AM
To: 'Rodolfo Bosi'
Cc: polmunicipaleseg12@comune.roma.it
Subject: R: Installazione di due imopianti pubblicitari in via Edmod Bruno Arnaud


Personale dell’ufficio affissioni e pubblicità ha effettuato sopralluogo ed accertato la presenza degli  impianti segnalati.Si tratta di due impianti delle dimensioni  mt 4,00 x 3.00 bifacciali, pittorici, entrambi di proprietà della soc. IGP Decaux S.p.A risultano provvisti di cimasa e di targhetta NBD. Dopo controlli  e verifiche si provvedeva a sanzionarli ai sensi dell’art. 23 cds.

*************************************************************





Segnalazione inviata il 12 agosto 2011 a: polmunicipaleseg12@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it

In data 7 agosto 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate il 3.8.2011), che fa presente due impianti pubblicitari di mt. 3 x 4 (vedi foto allegata come “Foto Insieme.JPG”) installati in via Edmondo Bruno Arnaud sull’isola spartitraffico all’altezza dell’incrocio con via Cristoforo Colombo (vedi planimetria allegata come “Foto satellite.jpg”), che hanno sulla cornice al centro in alto una cimasa con il nome della ditta “IGP DECAUX” ed a sinistra in alto i numeri 388 e 389 .

Le sottostanti foto tratte da Street View di Google Maps mostrano che i due impianti risultavano già installati nel 2008.

La segnalazione allega la foto dell’impianto con il n. 389 (vedi “Cartellone A – Foto 1.JPG”) e della targhetta affissa sulla cornice in basso a destra (Cartellone A – Foto 2.JPG”) che mostra il numero di codice identificativo 0019/AB776/P e la scritta “VIA EDMONDO BRUNO ARNAUD ANG CRISTOFORO COLOMBO”.

La segnalazione allega anche la foto dell’altro impianto con il n. 388 (vedi “Cartellone B – Foto 1.JPG”) e della targhetta affissa sulla cornice in basso a destra (Cartellone B – Foto 2.JPG”) che mostra il numero di codice identificativo 0019/AB777/P e la scritta “VIA EDMONDO BRUNO ARNAUD ANG CRISTOFORO COLOMBO”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 agosto 2011) al codice 0019 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “IGPDECAUX S.p.A.”: si chiede ad ogni modo di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che i progressivi impianti AB 776 e BL 777 identifichino effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questi due specifici cartelloni e corrispondano al titolo autorizzativo rilasciato per essi, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento siano stati rilasciati, precisando se si sia trattato di “concessioni” quinquennali di impianti inseriti nel procedimento per il riordino, anche eventualmente “ricollocati” (facendo sapere in tal caso se siano state rinnovate fino al 31.12.2014 le concessioni scadute il 31 dicembre 2009), oppure si sia trattato di “autorizzazioni” rilasciate ai sensi del vigente Regolamento di Pubblicità oppure ancora di “autodenuncia” e soprattutto se ci sia stata in tutti i casi una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dei 2 impianti, considerato che risultano installati in violazione della normativa vigente in materia.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La segnalazione e le foto allegate evidenziano infatti in modo chiaro che i 2 impianti risultano collocati sull’isola spartitraffico all’altezza dell’incrocio con via Cristoforo Colombo, a distanza molto ravvicinata tra loro ed a ridosso di tre segnali stradali di direzione obbligatoria .

Riguardo alle intersezioni con altre strade il 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento di Pubblicità, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, si é avvalso della deroga che consente che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere: per entrambi i suddetti impianti che risultano collocati all’altezza dell’incrocio con via Cristoforo Colombo, essendo di dimensioni superiori  a mt. 1,20 x 1,80, non é applicabile la deroga dei 25 metri dalle intersezioni che sarebbe comunque non rispettata.

Riguardo alla distanza tra un cartellone e l’altro, ai sensi della lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, che è stato emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica (in sigla D.P.R.) n. 495 del 16 dicembre 1992, “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari: il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992.

Di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere di 15 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,8: per entrambi i suddetti impianti , essendo di dimensioni superiori a mt. 1,20 x 1,80, non é applicabile la deroga dei 15 metri dagli altri cartelli che sarebbe comunque non rispettata.

Riguardo ai segnali stradali si registra la violazione del 1° comma dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992, con cui é stato emanato il nuovo Codice della Strada, ai sensi del quale lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare ...impianti di pubblicità o propaganda, ..., visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità dei due suddetti impianti, provvedendo alla loro immediata rimozione in caso di constatata violazione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - 

sabato 24 dicembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Via Aurelia Antica

 
 
 
 
 
Segnalazione inviata il 16 novembre 2011 a: polmunicipaleseg16@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, picsdecoro@libero.it, sbap-rm@beniculturali.it, procura.roma@giustizia.it, dr-laz@beniculturali.it

Ma se il limite massimo è 4x3 perchè sulla Cristoforo Colombo c'è un 8x4 e due 7,5x3?? Seconda puntata

Ritorniamo a parlare degli impianti fuori misura presenti su via Cristoforo Colombo.
Dopo l'8x4 di ieri, oggi tocca agli altri due impianti presenti all'altezza di via delle Tre Fontane che misurano 7,5x3:
Uno in direzione Ostia:
2008?
Giugno 2008
e l'altro in direzione centro:
2008?
Giugno 2008
Le foto sono del 2008 ma gli impianti a tutt'oggi sono presenti e cambiano campagna pubblicitaria con regolarità svizzera. Insomma come al solito per l'ufficio affissioni: TUTTO REGOLARE.

Aggiornamento - Impianti segnalati con un messaggio di posta elettronica inviato da VAS mercoledì 28 dicembre 2011 a : polmunicipaleseg12@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; sindaco@comune.roma.it; gianni@alemanno.itCc: segreteriacapodigabinetto@comune.roma.it

venerdì 23 dicembre 2011

Controsensi

Certo che fare una campagna pubblicitaria che fa leva sulla sicurezza stradale usando i cartelloni a Roma sembra quantomeno fuori luogo. Considerato che il 95%, o forse più, di quelli presenti non rispetta il Codice della Strada fa ridere lo slogan: "Rispetta la vita" che si legge sui cartelloni.
A prescindere che quelli utilizzati per la campagna siano tutti regolari (praticamente impossibile)...

Foto roma.repubblica.it

Ma se il limite massimo è 4x3 perchè sulla Cristoforo Colombo c'è un 8x4 e due 7,5x3? Prima puntata

La ARP (Allestimenti Realizzazioni Pubblicitarie) sul suo sito pubblicizza come "spazi disponibili", con tanto di brochure informativa, 3 impianti in via Cristoforo Colombo che però non sembrano proprio rispettare la normativa che ricordiamo qui di seguito:

la lettera b) del 2° comma dell’art. 4 dispone che sono vietati “gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati, salvo quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lett. F) in materia di impianti non soggetti ai limiti di formato”.
In base al disposto normativo richiamato “non sono soggetti a limiti predeterminati di formato” le insegne, le targhe, le tende e simili [lettera e) del 1° comma dell’art. 4], i mezzi collocati su ponteggi e recinzioni di cantiere [lettera i) del 1° comma dell’art. 4], impianti su terrazzi e pareti cieche ove consentite [lettera q) del 1° comma dell’art. 4], nonché i mezzi di trasporto di linea del servizio pubblico locale.

Uno si trova all'altezza del piazzale dell'Industria in direzione centro e misura 8x4:

2008?
Giugno 2008
2010?
2010?
Agosto 2010
Settembre 2011
Come potete vedere dalla foto passano gli anni, cambia la pubblicità, cambiano i distributori di benzina ma il cartellone sta sempre lì...
A domani per gli altri due impianti.

Aggiornamento - Impianto segnalato con un messaggio di posta elettronica inviato da VAS martedì 27 dicembre 2011 a : polmunicipaleseg12@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; sindaco@comune.roma.it; gianni@alemanno.itCc: segreteriacapodigabinetto@comune.roma.it

giovedì 22 dicembre 2011

Magari...


Cliccare sull'immagine per leggere l'articolo.

"Ecco il cartellone abusivo più grande di Roma" Blitz all'Eur dei volontari di Legambiente

Tutti i cartelloni che Legambiente ha utilizzato per la classifica sono stati segnalati da CARTELLOPOLI e sanzionati grazie a VAS. 
Legambiente per la redazione della classifica ha utilizzato l'immenso materiale presente su questo blog con una svista: quelli che nell'articolo si riferiscono a viale di Val Fiorita sono stati sostituiti da dei 4x3, quindi non più esistenti. Per quello in via Cristoforo Colombo uscirà domani mattina un post (presente già nella classifica perchè anticipato via mail).
"Ecco il cartellone abusivo più grande di Roma"
Blitz all'Eur dei volontari di Legambiente
In piazza del Lavoro un megaimpianto pubblicitario (20 metri per 8, pari a 160 mq): "Abbattiamolo". Il Guinness nella capitale: il secondo posto in viale dell'Oceano Pacifico (120 mq), il terzo fra la Colombo e la Pontina

I volontari di Legambiente Lazio hanno compiuto questa mattina un blitz per chiedere la demolizione dell'impianto pubblicitario fuorilegge più grande di Roma (tra quelli installati a terra) che da anni campeggia in piazza del Lavoro all'Eur. Non essendo possibile oscurare fisicamente il maxi cartellone abusivo - delle dimensioni di circa 20 metri per 8, pari a 160 metri quadrati - i volontari si sono arrampicati sul ponteggio e hanno esposto uno striscione con la scritta "Abbattiamolo".

"La nostra lotta contro i cartelloni abusivi andrà avanti con nuovi blitz di oscuramento per restituire quel decoro che a Roma manca ormai da anni  - dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dopo il nostro blitz a Via Salaria di qualche giorno fa non è successo nulla, il cartellone abusivo sta là in bella mostra. Il Campidoglio deve intervenire con i fatti, non con le chiacchiere, ordini la demolizione immediata degli enormi impianti abusivi che da anni denunciano comitati e associazioni."

In occasione del blitz, Legambiente ha presentato un primo e inedito dossier-censimento degli impianti pubblicitari più grandi presenti in città, intitolato "Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma": il maxi cartellone di piazza del Lavoro conquista la prima posizione, con una superficie totale di circa 160 metri quadrati; presente in loco da moltissimi anni, è costituito da un'imponente impalcatura ponteggio con grandi tiranti e palo con fari per l'illuminazione notturna.

A seguire, si classificano un impianto pubblicitario in viale dell'Oceano Pacifico (120 metri quadrati), sanzionato dai vigili del XII Gruppo nel gennaio 2011; un impianto localizzato tra via C. Colombo e via Pontina (80 metri quadrati), anch'esso sanzionato nell'agosto 2011; e ancora, altri cartelloni abusivi del Municipio XII si trovano in via del Cappellaccio (72 metri quadrati), sul Viadotto della Magliana (54 metri quadrati), in viale di Val Fiorita (36 metri quadrati), via Laurentina (32 metri quadrati), via C. Colombo (32 metri quadrati).

"Il Regolamento, modificato dall'attuale Consiglio comunale nel 2009, vieta tutti gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati  - piega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Quello di Piazza del Lavoro ha una superficie dieci volte più grande, un vero e proprio ecomostro pubblicitario. Ci chiediamo allora come sia possibile che in tanti anni chi doveva individuare e rimuovere i maxi cartelloni abusivi che spuntano un po' ovunque a Roma non li abbia nemmeno visti. È grave infine il fatto che, nonostante siano scattate in alcuni casi le sanzioni, questi impianti monstre continuano ad ospitare nuove campagne pubblicitarie".

(22 dicembre 2011)

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/12/22/news/ecco_il_cartellone_abusivo_pi_grande_di_roma_blitz_all_eur_dei_volontari_di_legambiente-27051539/

http://www.liberoquotidiano.it/news/898054/Roma-Legambiente-presenta-classifica-cartelloni-abusivi-piu--grandi-in-citta-.html

http://roma.corriere.it/roma/foto_del_giorno/home/11_dicembre_22/abbattiamolo-1902629733629.shtml 

http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/legambiente-il-guinness-dei-cartelloni-1061732/

Dossiere di Legambiente "Guiness dei cartelloni più mostruosi a Roma"