giovedì 5 gennaio 2012

Anche Parigi ha un nuovo Regolamento per la pubblicità. Ma lì non c'è Bordoni e non c'è la Delibera 37


Si è parlato di Parigi, ieri. Si è parlato di Parigi perché si è parlato dell'interesse che il canale televisivo francese, France2, ha dimostrato verso lo scandalo dei cartelloni a Roma. Ma Parigi è anche e soprattutto la città rispetto alla quale Cartellopoli -osteggiato da tutti dapprincipio, poi pian pianino si sono tutti convinti guardaunpo'...- ha sempre guardato per raccontare la situazione e la gestione migliore della faccenda.

Attenzione, non che a Parigi siano tutte rose e fiori, per carità. Ci sono delle storture. C'è un oligopolio con lo strapotere di una società in particolare. Ma voi se doveste scegliere tra la camorra in persona e la JCDecaux, da chi scegliereste di farvi comandare? E poi la storia del monopolio di Decaux è anche per certi versi una leggenda. La società è molto forte in città, sì, ma restituisce in cambio una enorme quantità di servizi, si pensi al bike-sharing che a Roma non si può fare proprio a causa dello strapotere criminale dei cartellonari.

Sta di fatto che in questa Parigi nel 2011, anche se nessuno lo ha riportato in Italia, si è proceduto alla firma di un nuovo Regolamento (Piani Regolatori a Parigi non ne esistono, non avrebbero senso) per le affissioni. Vediamo cosa dice perché è davvero curioso.

Il nuovo RLP (Reglement Local de Publicité) punta innanzitutto, allo scadere delle concessioni nel 2017, a ridurre la superficie pubblicitaria in città del 30%. Un taglio netto di un terzo. Ma vediamo su quali valori assoluti e su quali entità perché c'è da morir dalle risate. Dunque la riforma passerà per la modifica dei grandi formati, ovvero i 4x3. Questi impianti di 12mq dovranno scomparire tutti, sostituiti da impianti di non più di 8mq. La cosa interessante è vedere quanti impianti saranno interessati dalla nuova norma. Tenetevi forte. Questa è la divisione di tutti i 4x3 presenti nella città di Parigi per ciascuna delle tre ditte (tre ditte!!!) che si spartiscono la torta (la quarta ditta si occupa delle stazioni del metrò):

JCDecaux - 850
Clear Channel - 385
CBS - 145

Come vedete la pericolosa e antidemocratica Parigi si rivolge esclusivamente a tre multinazionali, una francese e due americane, ohibò: la cosa tempo a dietro non stava a genio neppure a qualche intelligentone di qualche comitato anticartellonaro. Avran cambiato idea? E' ovvio, invece, che un settore così delicato debba essere appannaggio esclusivo di professionisti del comparto; accade così in tutte le città civili d'Europa e anzi in Germania si sta affermando la tendenza ad affidare tutto ad un'unica società con il fine ultimo di avere un design omogeneo in tutta la città. Queste ditte (Decaux, Clear Channel, CBS, ma anche Cemusa o Wall. Non a caso l'Italia non ha aziende competitive in questo settore) non parlano da anni di pubblicità, ma di arredo urbano.
Ma il dato più dirompente non è questo, bensì quello che leggete sopra. In tutta Parigi ci sono meno di 1400 impianti 4x3. In tutto! Tanti quanti ce ne sono da noi solo sulla Colombo...

Il nuovissimo RLP parigino poi regolamenta altri elementi. Le distanze ad esempio tra impianto e impianto. Gli impianti di 'arredo urbano'. E poi le coperture dei cantieri di restauro -a Roma si stanno trasformando nell'ennesima piaga fatta di profittatori e maneggioni- dove la pubblicità viene contingentata a 16mq.

3 commenti:

  1. Per chi ha visto, in genere,le capitali europee non si meraviglierà! Piuttosto sono sicuro che anche il nostro sindachino le abbia visto ma proprio non gli passa per la testa di fare alcunchè!

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  2. ma perche invece di rompere i coglioni a chi lavora e fa girare economia tipo:venditori tipografie montatori non rompete i coglioni ai veri danni della societa tipo :zingari prostituzione cinesi e vendita oggeti fals con

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  3. Che razza di discorso è questo!!! Anche la Camorra fa girare l'economia. E quanta ne fa girare...
    Voler mettere mano ad un settore che non funziona per sistemarlo non significa "rompere i coglioni", significa governare la città...

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