venerdì 27 gennaio 2012

Approfondimento del PRIP con Comitati e Associazioni: luci e ombre di una audizione richiesta dall’On. Ugo Cassone

Dalla associazione VAS riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Lo scorso 23 gennaio il Presidente della IX Commissione per il Commercio, On. Ugo Cassone, ha fatto trasmettere un invito “a partecipare alla riunione della IX Commissione Assembleare Permanente, GIOVEDI’ 26 GENNAIO 2012, alle ore 11.30, in via dei Cerchi, 6 – 2° piano, avente per oggetto: Approfondimento PRIP con Associazioni e Comitati”.
L’invito è stato esteso anche al Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare, benché sciolto a novembre del 2010 (dopo la bocciatura della proposta di delibera) perché confluito nella “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” che è stata parimenti invitata assieme alle associazioni ambientaliste Legambiente Lazio e Verdi Ambiente e Società (VAS).
L’On. Cassone ha motivato le ragioni della riunione precisando che da più parti gli é stato richiesto questo approfondimento del PRIP, che in effetti si è venuto a determinare dopo il parere critico sul Piano che il 21 dicembre scorso ha espresso l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma trasmettendolo alla Giunta Capitolina ed ai Consiglieri Comunali e dopo l’incontro con il Sindaco che l’On. Antonio Torre è riuscito a far avere per lo scorso 16 gennaio alla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, facendo poi sapere che al termine di esso l’On. Gianni Alemanno “ha disposto (ecco perché è stato convocato Cassone) di rivedere tutto il PRIP”.
L’On. Cassone ha motivato inoltre l’urgenza dell’incontro annunciando che il PRIP sarebbe stato calendarizzato e messo quindi all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale.
Se si poteva intravedere una certa luce in questo ritorno della discussione sul PRIP in sede di IX Commissione per il Commercio, a far emergere le prime ombre su questa riunione è stata dapprima la pretesa dell’On. Ugo Cassone di ascoltare separatamente le 3 associazioni invitate, concedendo ad ognuna 20 minuti, che ha giustificato sostenendo che gli era stata richiesta, ma rifiutandosi di dire da chi al sottoscritto che glielo aveva chiesto: di fronte alla mia ferma opposizione ha alla fine accettato di svolgere la riunione collegialmente nel rispetto proprio dell’invito che aveva fatto.
A far emergere maggiori ombre è stata poi la presenza dei membri della IX Commissione per il Commercio, ridotta al solo Presidente da una parte e dall’altra al consigliere di opposizione On. Salvatore Vigna (A.P.I.) che peraltro è poi andato via prima della fine dell’incontro: in compenso alla riunione hanno partecipato da “esterni” alla Commissione il cons. Athos De Luca (PD) ed il sig. Giuseppe Monterosso in qualità segretario delegato espressamente dal cons. Maria Gemma Azuni (Gruppo Misto-SEL).
In accoglimento dell’invito alla riunione hanno partecipato, oltre al sottoscritto a nome e per conto di VAS, Lorenzo Parlati per Legambiente Lazio, mentre in rappresentanza della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” erano presenti il suo Presidente Fabio Depino e l’avv. Lorenzo Santovincenzo che ha fatto poi da portavoce dell’associazione come ai tempi del Comitato Promotore, nonché altri 4 membri della stessa associazione: era presente anche il giornalista Santo Iannò del sito www.paesera.it, la voce di Roma.
All’inizio della riunione il sottoscritto ha sollevato una questione di “metodo” riguardante la valenza dell’incontro, considerato che la IX Commissione per il Commercio si é già pronunciata sul PRIP con un emendamento consegnato il 23 novembre scorso che il successivo 19 dicembre ho ufficialmente fatto oggetto di osservazioni fortemente critiche e considerato comunque viziato di legittimità, per cui era bene sapere preventivamente l’utilità dell’incontro: la questione è stata poi ribadita con forza anche dall’avv. Lorenzo Santovincenzo che sempre in termini di “metodo” ha tenuto a precisare che la IX Commissione per il Commercio ha ora 3 strade, vale a dire accogliere totalmente o parzialmente le proposte presentate nel corso della riunione oppure bocciarle oppure ancora ignorarle del tutto.
È quindi intervenuto per primo (anche perché doveva andar via poco dopo) Lorenzo Parlati che ha demandato il compito di presentare proposte più dettagliate di merito alle associazioni che si sono finora più specificatamente dedicate in modo approfondito all’impiantistica pubblicitaria, preferendo per l’immediato sollevare le seguenti 5 questioni per titolo, su cui si è riservato di trasmettere in seguito anche una apposita documentazione.
1 – Dimensionamento del PRIP: gli attuali 162.500 mq. di superficie espositiva complessiva prevista dal PRIP  sono troppi ed è alto l’indice di affollamento, che ha chiesto di portare sui valori proposti dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma. Ha chiesto un diminuzione del 50% rispetto al censito.
2 – Deroghe al Codice della Strada: vanno a suo giudizio tutte abrogate.
3 – Attuazione del PRIP: può avvenire o con delle Norme Tecniche di Attuazione oppure tramite una modifica al vigente Regolamento comunale di Pubblicità. Parlati ha fatto sapere che Legambiente sta studiando il problema da un punto di vista giuridico e farà conoscere a breve la sua posizione al riguardo.
4 – Azzeramento di tutte le concessioni e di tutte le autorizzazioni esistenti: ha ritenuto inaccettabile al riguardo un rimando alla approvazione dei Piani di Localizzazione per lasciare nel frattempo che tutto rimanga così come è attualmente. Occorre trovare un meccanismo che eviti di rimandare ad un domani ciò che si può fare da subito: Parlati ha portato ad esempio comparativo il Regolamento del Comune di Parigi costituito da ben 127 pagine con l’elenco fra l’altro di tutti i vincoli da rispettare, ignorando forse che nelle 14 tavole del PRIP è già indicato (bene o male) l’elenco delle aree e dei beni interdetti alla pubblicità, destinate tutte a zona “A”.
5 – Ripartizione percentuale degli impianti: ritiene che sia troppo alta quella concessa ai privati (sopra il 60%) rispetto agli impianti di proprietà comunale. Ha inoltre espresso delle criticità riguardo ad alcune particolari tipologie di impianti, quali sono quelli installabili sui tetti o terrazzi o su pareti cieche, che sono comunque da limitare.
Quando è stato concesso al sottoscritto di intervenire per secondo a nome di VAS, mi sono dovuto scusare inizialmente con l’On. Salvatore Vigna che si era dimostrato indispettito dal modo polemico con cui avevo sollevato la questione di “metodo” sulle ragioni di quell’incontro e che ho invitato però a mettersi per un attimo dalla mia parte, cercando di saperne e quindi di capirne le ragioni.
Ho spiegato di avere inutilmente chiesto più volte di essere informato sulla data delle riunioni pubbliche tenute sul PRIP dalla IX Commissione per il Commercio per potervi quanto meno assistere, senza mai essere stato avvisato di quelle tenute in particolare con le ditte pubblicitarie.
Ho soprattutto fatto presente di essere stato costretto con una lettera-diffida al Sindaco ad ottenere una copia delle controdeduzioni alle osservazioni da me fatte al PRIP che mi sono state ripetutamente negate dal dott. Francesco Paciello, per venire a “scoprire” alla fine che diverse mie proposte erano state accolte in sede di controdeduzione sia da lui che dalla Giunta Capitolina, senza però che risultino recepite nell’emendamento approvato dalla IX Commissione per il Commercio, legittimando così il sospetto da parte mia che non siano state consegnate ad ogni membro della Commissione o che siano state del tutto ignorate.
Ho portato come esempio macroscopico i diversi errori materiali del PRIP che sono pubblicati anche su questo sito e che in diversa misura sono stati riconosciuti dallo stesso dott. Francesco Paciello, ma non dalla IX Commissione per il Commercio: ho portato volutamente l’esempio non solo in termini di “metodo”, ma soprattutto di “merito”, per far capire come la correzione d’ufficio di tali errori non rientra affatto nella discrezionalità politica, perché costituisce un preciso obbligo che comporta di per sé il rispetto del divieto di affissione in molte aree ed ai bordi di molte delle strade consolari di Roma, con il conseguente abbassamento della superficie espositiva complessiva prevista dal PRIP, che invece Legambiente - sulla scia della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” - chiede “politicamente” di dimezzare, sapendo bene da che parte pende al momento l’attuale maggioranza del Consiglio Comunale.
Ho fatto presente che il dimensionamento del PRIP si abbassa ancor di più se il divieto di affissione si estende a tutte le aree interne dei luoghi pubblici (come scuole, ospedali, parrocchie, aree militari, aeroporto dell’Urbe e di Ciampino ecc.), dove è semplicemente assurdo prevedere l’installazione di impianti pubblicitari che  invece consentono le 14 tavole di zonizzazione del PRIP.
Ho soprattutto messo in risalto che il dimensionamento finale della superficie espositiva complessiva della città di Roma non è dato dal PRIP, perché si avrà dopo l’approvazione dei Piani di Localizzazione: ne ho spiegato le ragioni facendo presente che gli attuali 8 tipi stradali del PRIP (di cui condivido in pieno il metodo di redazione con cui sono stati ottenuti, a differenza dell’allora “Comitato Promotore” che ne ha chiesto la cancellazione di due di essi, senza aver capito di smantellare così l’intero metodo correttamente seguito) sono scaturiti dal Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che contiene però un elenco incompleto delle strade, per cui spetterà ai Piani di Localizzazione (che vanno redatti allo stesso modo) il compito di estendere gli 8 tipi stradali a tutte le rimanenti vie e piazze della città.
Ho sinteticamente fatto presente che sono state accolte anche diverse mie proposte di modifiche ed integrazioni alla Relazione illustrativa del PRIP che ho chiesto pertanto di far recepire dalla IX Commissione per il Commercio.
In risposta al cons. Athos de Luca che aveva fatto presente il problema di come rendere immediatamente attuativo il PRIP, dopo avere ribadito che occorre trasformare il suo “schema normativo” in vere e proprie Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) ho messo in evidenza che si tratta di stabilire cosa succede nell’immediato con l’approvazione del PRIP e come ci si deve comportare invece una volta che saranno stati approvati anche i Piani di Localizzazione.
Per l’immediato ho ricordato 2 precisi obblighi che vanno rispettati da subito, anche senza l’approvazione del PRIP, perché sono imposti dalla normativa vigente in materia e che riguardano da un lato tutte le aree soggette a vincolo in particolare paesaggistico dove il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) prescrive il divieto di affissione recepito dal PRIP con destinazione a zona “A” e dall’altro lato i circa 30.000 impianti della procedura del riordino di cui non sono state rinnovate le rispettive concessioni per un altro quinquennio fino al 31 dicembre 2014 e che sono quindi diventati abusivi perché con titolo definitivamente scaduto dal 31 dicembre del 2009: la proposta che ho fatto è quella di far sancire dalle N.T.A. del PRIP che tutti questi impianti debbono essere rimossi entro al massimo 4 mesi, lasciando così installati sull’intero territorio di Roma fino  all’esito dei bandi di gara circa i 4-5.000 impianti pubblicitari che ne hanno il diritto e sono conformi alle destinazioni del PRIP.
Per la situazione invece che si dovrà avere una volta a regime e che si avrà solo dopo l’approvazione dei Piani di Localizzazione a cui spetta di stabilire il numero, la posizione esatta e le dimensioni anche di ogni impianto di proprietà privata da installare su suolo pubblico, il Comune provvederà al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti stabiliti da ogni Piano di Localizzazione approvato, previa gara pubblica per ognuno dei lotti territoriali in cui verrà suddivisa la città.
Come condizione ineludibile del primo bando di gara va posta la automatica decadenza delle autorizzazioni di tutti gli impianti esistenti, che risultino ancora installati sul territorio, di proprietà delle ditte che non avranno vinto il bando di gara, con la perdita immediata del conseguente “diritto acquisito” e l’obbligo di rimozione di tali impianti a loro cura e spese.
La ditta singola o associata che si aggiudica un bando di gara ha il diritto di installare e gestire il numero di impianti previsto dal Piano di Localizzazione al massimo per 10 anni, trascorsi i quali il Comune provvede ad indire un nuovo bando per il rilascio delle autorizzazioni dello stesso identico numero di impianti da gestire per altri 10 anni e così via.
Ho fatto alla fine presente che il PRIP così come adottato è già in variante del vigente Regolamento perché non ne rispetta né la zonizzazione di PRG (specie per la “città storica”) né il numero delle tipologie di impianti: ho quindi proposto di contestualizzare le N.T.A. del PRIP con il Regolamento, ripristinando ad esempio in modo adeguato la disciplina dei bandi di gara che era stata dettata all’art. 7 e che è stata cassata dal Consiglio Comunale con la delibera n. 37/2009.               
Ho quindi consegnato in una cartella le mie proposte complessive di modifiche ed integrazioni al PRIP, corredate degli allegati relativi agli errori materiali, alla relazione illustrativa ed alle Norme Tecniche di Attuazione, facendole alla fine protocollare per avere la prova che sono state consegnate ufficialmente alla IX Commissione per il Commercio ed assicurarmi così la certezza che ne verrà almeno fornita una copia ad ogni membro della Commissione.
A nome della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è intervenuto l’avv. Lorenzo Santovincenzo, che ha dichiarato di concordare perfettamente con Bosi su diverse questioni, senza però specificare quali, e che ha messo in evidenza i 6 seguenti punti.
1 – Dimensionamento: ne ha proposto una drastica riduzione, allineandosi sulla posizione della Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, abbattendo gli indici di affollamento, affidandosi così anche lui alla discrezionalità politica di accogliere tale richiesta.
2 – Deroghe al Codice della Strada: ha precisato che sarebbero previste dal PRIP perché alla lettera d) del 1° comma del punto 5.3 del suo schema normativo si parla di rispetto “delle disposizioni regolamentari stabilite dall’amministrazione capitolina”e quindi proprio delle deroghe attualmente consentite.
Ne ha proposto quindi l’azzeramento, pur sapendo che è stato già bocciato con la proposta di delibera di iniziativa popolare e che la Giunta Capitolina ha addirittura approvato una controdeduzione che estende le deroghe.
3 – Due emendamenti dello schema normativo: dopo che l’On. Ugo Cassone ha fatto presente che il primo dei 2 è stato approvato dalla Giunta Capitolina come specifica controdeduzione e solo il 2° è stato invece approvato dalla IX Commissione Commercio, l’avv. Lorenzo Santovincenzo ha fatto presente che entrambi consentono comunque la permanenza di autorizzazioni e concessioni, lasciando inalterato lo stato delle cose: sono quindi da eliminare dallo schema normativo, prevedendo di partire da “tabula rasa”. Per evitare il rischio di contenzioso, è sufficiente secondo l’avv. Lorenzo Santovincenzo “motivare” questa decisione come una precisa volontà “politica” del Comune.
4 – Piani di Localizzazione: sono il cuore dell’attuazione del PRIP e dovrebbero portare ad avviare le gare d’appalto per l’approvazione delle concessioni. Va cancellata la possibilità di essere presentati da soggetti privati, che sono interessati a installare nuovi impianti, e di redigerli anche per singole strade.
5 – Coordinamento della normativa: si è dichiarato d’accordo con i correttivi suggeriti dall’Agenzia per cui va armonizzata la normativa, semplificata e facilitata la sua applicazione.
6 - Regime transitorio: dovrebbe essere approvato unitamente al PRIP per regolamentare il settore e gestire il sistema fino all’approvazione dei Piani di Localizzazione ed ai bandi.
Al sottoscritto che chiedeva di specificare in che cosa consista esattamente questo regime transitorio l’avv. Lorenzo Santovincenzo non ha risposto, ma ha proposto un emendamento allo schema di delibera di Giunta più che di Consiglio Comunale che impegni sui tempi di attuazione del PRIP.
L’On. Ugo Cassone si è dichiarato abbastanza d’accordo sulla proposta di un regime transitorio: gli ho chiesto allora di dirmi se a suo giudizio la mia proposta di Norma Tecnica di immediata Attuazione rispetto allo stato dell’impiantistica esistente poteva essere considerata un regime transitorio: anche lui, come l’avv. Lorenzo Santovincenzo, ha preferito glissare la domanda.
L’On. Athos De Luca si è dichiarato d’accordo per un PRIP che sia “completo”, corredato comunque da precise garanzie, con scadenze previste sui tempi di approvazione dei Piani di Localizzazione e con un regime transitorio che azzeri tutti le concessioni e le autorizzazioni.
Gli ho fatto presente che stava indicando, al pari della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, una strada concretamente poco praticabile perché – anche a voler pensare per un attimo che per l’approvazione dei Piani di Localizzazione occorrano soltanto 6 mesi di tempo – non è realisticamente ipotizzabile che l’intera città di Roma rimanga per quest’arco di tempo senza nemmeno un cartellone pubblicitario installato sul territorio, ammesso per giunta ma non concesso che senza colpo ferire le ditte pubblicitarie abbiano smantellato nel frattempo tutti i propri impianti per il solo fatto che glielo abbia imposto una “norma transitoria” di Giunta o del Consiglio Comunale.
Ho fatto presente che una “norma transitoria” del genere che impegni sui tempi di attuazione del PRIP costituirebbe una promessa da pinocchio e farebbe la stessa fine dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale il 23 novembre scorso, secondo il quale il PRIP avrebbe dovuto essere approvato entro e non oltre il 31 dicembre scorso: ho messo in grande evidenza che una “norma transitoria” del genere esporrebbe il Comune al rischio di un forte contenzioso.
All’avv. Lorenzo Santovincenzo che si dichiarava più che certo della bontà “giuridica” di una siffatta “norma transitoria” ho allora fatto presente che in tal modo si metterà a rischio addirittura di una impugnazione presso il TAR del Lazio l’intero PRIP, magari approvato in modo ottimale, mentre la mia proposta di “regime transitorio” è invece più che blindata perché non fa altro che far sancire dal PRIP due precisi obblighi che sono già imposti dalla normativa vigente anche senza bisogno che vengano espressamente riconosciuti dal PRIP.
Al cons. Athos De Luca, che insisteva per l’azzeramento, ho chiesto di spiegarmi per quali ragioni non accettasse di lasciare installati sul territorio del Comune di Roma appena 4-5.000 impianti solo per il tempo necessario ad avere i Piani di Localizzazione, dovendo sapere benissimo che l’interesse a farli approvare quanto prima sarà tanto del Comune di Roma (per rientrare il più presto possibile dei mancati introiti dei Canoni Iniziative Pubblicitarie) quanto di tutte le ditte pubblicitarie (nella speranza di aggiudicarsi i futuri bandi di gara ed assicurarsi i dovuti guadagni dalla gestione decennale del numero degli impianti previsti proprio da ogni Piano di Localizzazione).
Anche tale domanda è stata glissata dal cons. Athos De Luca che in precedenza aveva sollevato la questione di come evitare che i 1.500 mq. di esposizione pubblicitaria previsti in deroga del PRIP per il Bike Sharing voluto dall’Assessore all’Ambiente Marco Visconti sfondassero il già troppo alto tetto dei 162.500 mq. ed ha proposto di utilizzare gli impianti di proprietà comunale (SPQR): ho informato i presenti che il 20 dicembre scorso, proprio il giorno prima di un incontro decisivo sul tema con lo stesso Sindaco Alemanno, ho avuto un incontro con l’On. Visconti a cui ho fatto presente che gli impianti pubblicitari non potranno essere comunque installati nel centro storico vincolato e che soltanto per 450 impianti di proprietà comunale (SPQR) sono state rinnovate le concessioni di locazione, per cui tutti i rimanenti impianti del Comune sono  liberi e per non consumare ulteriore spazio pubblicitario possono essere messi a disposizione della ditta che vincerà il bando per la gestione delle stazioni di Bike Sharing.
L’intervento dell’avv. Lorenzo Santovincenzo è stato integrato dal Presidente della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” Fabio Depino che ha proposto all’On. Cassone di concedere una audizione anche all’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma ed ha fatto sapere che l’associazione chiederà al Sindaco la proroga dell’Ordinanza n. 263 del 24 novembre scorso.
Ho fatto presente che l’Ordinanza impedisce quanto meno anche gli “spostamenti” di tutti gli impianti pubblicitari installati a rischio della sicurezza stradale: ai membri della associazione che mi contestavano, perché a loro dire tali impianti sarebbero comunque da rimuovere, ho ribattuto che ci sono “concessioni” regolarmente rilasciate prima della entrata in vigore del Codice della Strada per molti impianti che hanno quindi il diritto di essere ricollocati e che quindi le ditte che ne sono titolari si opporranno alla rimozione fino alla scadenza dell’Ordinanza con il serio rischio di provocare altri incidenti mortali.
Alla polemica che si è innescata ho dovuto mettere in evidenza che si tratta di un interesse pubblico da assicurare ed in termini di mediazione ho proposto che quanto meno dell’eventuale proroga dell’Ordinanza venga integrato il testo in modo da far comunque salva la possibilità di rimuovere gli impianti pubblicitari ad alto rischio consentendo lo “spostamento” in altro luogo della città esclusivamente per gli impianti che ne hanno il diritto.
Anche nel “merito” dei contenuti delle proposte presentate nel corso della riunione si intravedono sia luci che ombre.
Una certa luce va intravista sulle posizioni emerse delle tre associazioni, che adesso risultano essere molto ravvicinate fra loro sulla esigenza di rendere immediatamente operativo il PRIP e di disciplinate fin d’ora il percorso successivo fino ai bandi gara, ma con la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” e Legambiente Lazio più allineate fra loro sui suggerimenti della Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, che sposano in termini di “metodo” senza però avere specificato bene come si debbano concretizzare in termini di “merito”, lasciando così forti perplessità se intendano mantenere o no lo “schema normativo” per sostenere separatamente un regime transitorio (approvato magari con delibera di Giunta) oppure vogliano delle vere e proprie Norme Tecniche di Immediata attuazione così come da me proposto da subito a nome di VAS.
Intravedo invece delle ombre cupe sulla pretesa di azzerare tutte le concessioni e le autorizzazioni, che è fin troppo facile sostenere a parole, ma che è praticamente impossibile ottenere nei fatti, pretendendola specialmente da una maggioranza del Consiglio Comunale che finora si è dimostrata chiaramente favorevole a lasciare tutto così com’è e che quindi potrebbe reagire bocciando anche tutte le altre proposte di modifiche ed integrazioni, così come ha già bocciato l’azzeramento delle deroghe al Codice della Strada contenuto nella proposta di delibera di iniziativa popolare da me predisposta.
Non si capisce peraltro perché la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, oltre che Legambiente Lazio, indipendentemente da come verrà approvato il PRIP, non si batta per far rimuovere i 30.000 cartelloni del “riordino” con titolo definitivamente scaduto, che di fatto costituisce un “azzeramento” delle rispettive “concessioni”, senza bisogno di doverle richiedere con un “regime transitorio” quanto meno equivoco. 
Significativo a tal riguardo è quanto ha detto l’On. Ugo Cassone quando ha fatto sapere che pretendere tutto subito non porta a nulla o meglio serve proprio per mantenere la situazione attuale: il forte rischio che intravedo è che questa posizione assunta dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” prepari il terreno ad una situazione analoga a quella che il 24 novembre scorso ha portato alla approvazione di un ordine del giorno con promesse da pinocchio e porti anche stavolta ad una bocciatura di tutte le proposte di modifiche ed integrazioni del PRIP (o comunque delle migliori di tipo sostanziale) con l’alibi di un ulteriore ordine del giorno o di una delibera di Giunta o di Consiglio che rimandi la sua attuazione a tempi che non verranno mai rispettati.  

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Roma, 27 gennaio 2012                      

48 commenti:

  1. MI SEMBRA MOLTO IMPORTANTE LA PROPOSTA DI RIMUOVERE SUBITO I 30.000 CARTELLONI.
    SPERO CHE ADERISCANO TUTTI AD UNA PROPOSTA DEL GENERE!


    Mc Daemon

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  2. Sono D'accordo. La rimozione dei 30'000 cartelloni puo' essere fatta ora perchè è un atto dovuto. E avremmo cosi 30'000 di questi catafalchi in meno.
    Fabrizio

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  3. La cronaca dell'incontro e` assolutamente travisata e stravolta, e le affermazioni riportate, sia per contesto che letteralmente, non corrispondono alla realta`.
    In particolare l'ultimo capoverso:
    "è che questa posizione assunta dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” prepari il terreno ad una situazione analoga a quella che il 24 novembre scorso ha portato alla approvazione di un ordine del giorno con promesse da pinocchio e porti anche stavolta ad una bocciatura di tutte le proposte di modifiche ed integrazioni del PRIP (o comunque delle migliori di tipo sostanziale) con l’alibi di un ulteriore ordine del giorno o di una delibera di Giunta o di Consiglio che rimandi la sua attuazione a tempi che non verranno mai rispettati."

    e' assolutamente destituita di fondamento in relazione alle intenzioni ed alle iniziative dell'associazione Basta cartelloni.

    Sul sito della detta associazione sono pubblicati sia la lettera ai consiglieri comunali con il testo dei sei punti riferiti in maniera erronea e travisata, sia il testo degli emendamenti proposti.
    Lorenzo Santovincenzo

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  4. Insisto con la proposta di Bosi anche su Bastacartelloni.
    Riporto mio commento da lì :
    Caro Fitz,
    come non sottoscrivere quello che dici ?
    Eppure se la Proposta di Bosi sui 30.000 cartelloni senza più titolo è condivisa, credo proprio sarebbe il caso che il COMITATO LA FACESSE ANCHE SUA E LOTTASSE PER ESSA COME HA DIMOSTRATO DI SAPER FARE, CON LA STESSA CAPARBIETA',DEDIZIONE E COMPETENZA CON CUI E' RIUSCITO INTANO A "ROMPERE LE UOVA NEL PANIERE" A CHI AVEVA PIANIFICATO E STAVA -CON L'ACCONDISCENDENZA DELLA PARTE MALATA DELLE ISTITUZIONI- COMPLETANDO E RENDENDO DEFINITIVAMENTE SANATO IL "SACCO DI ROMA".

    All'Anonimo delle 7:032 chiedo di spiegare perchè la proposta è giuridicamente sbagliata, dato che invece dai copiosi interventi di Bosi (che prevede di fare le rimozioni IN DANNO ALLE "DITTE" RESPONSABILI, quindi senza esborso dalle casse comunali pertanto materialmente REALIZZABILISSIMA)si deduce quanto essa sia FONDATA E IMMEDIATAMENTE PRATICABILE.

    Mc Daemon

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  5. Faccio presente all'avv. Lorenzo Santovincenzo che la parte finale del mio articolo ha riguardato il "merito" dei contenuti delle proposte che sono state presentate nel corso della riunione e costituisce quindi una mia personale valutazione finale che ho voluto dare al riguardo e che rientra nel pieno diritto di critica che mi viene riconosciuto dalla Costituzione: non ha pertanto niente a che vedere con il resoconto dell'incontro che ritengo di non avere né travisato né tanto meno stravolto e che ho voluto descrivere in modo così dettagliato chiedendone la pubblicazione su questo blog proprio per l'importanza dei contenuti delle posizioni che sono emerse in questo momento decisivo per il domani della città e che voglio che vengano messe a confronto, considerato che sul blog della "associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori" i miei interventi vengono cassati "perchè non sono più graditi". .
    Invito pertanto l'avv. Lorenzo Santovincenzo a voler specificare i punti esatti in cui la cronaca sarebbe stata a suo giudizio assolutamente travisata e stravolta, nonché le affermazioni riportate, sia per contesto che letteralmente, che non corrisponderebbero alla realtà.
    Sarò ben felice di aprire un confronto serio con lui anche e soprattutto sul "merito" dei 6 punti che ha esposto ieri e che ho riportato in maniera più che corretta e comunque corrispondente a come sono stati da lui descritti: gli ricordo al riguardo che si é rifiutato di specificarmi meglio in che cosa consistesse il regime transitorio e gli faccio presente che solo dopo aver trasmesso il mio articolo mi sono accorto della pubblicazione sul sito del testo degli emendamenti proposti, per cui trovo del tutto fuor di luogo e strumentale che mi accusi di aver riferito "in maniera erronea e travisata" un testo che non conoscevo né ieri né quando ho redatto il mio articolo.
    In considerazione della posta in palio, che é molto alta perchè é in gioco il domani della città di Roma e non certo chi se la sa cantare e suonare meglio degli altri, anticipo all'avv. Lorenzo Santovincenzo che é comunque mia ferma intenzione mettere a confronto critico gli emendamenti presentati al PRIP per darne una valutazione critica nel dettaglio in termini di "merito" (da "addetti ai lavori") sulle differenze sostanziali che sono state ufficialmente formalizzate e di cui intendo portare a conoscenza quanto meno i lettori di questo blog (se me ne concederà lo spazio) delle conseguenze che ne potrebbero derivare.
    Colgo l'occasione per far sapere a Mc Daemon che é stato proprio l'avv. Santovincenzo a rifiutarsi di riconoscere la possibile scadenza definitiva dei 30.000 impianti facenti parte del riordino che avevo scoperto fin dal mese di settembre del 2010 e che mi é stata disconosciuta nell'aprile dell'anno scorso dallo stesso Presidente Fabio Depino che pretendeva che gliene dessi una maggiore dimostrazione.
    Anche per questo non ha voluto sottoscrivere la proposta di accordo per una azione collegiale e per mascherare questo comportamento mi si fa passare :

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  6. (seguito del commento precedente)
    ... (mi si fa passare) su www.bastacartelloni.blogspot.com nel seguente modo:"Nel passato abbiamo cercato e tentato più volte di collaborare con Lei, ma ogni nostro sforzo si è infranto contro le sue contumelie, la sua ingiustificata aggressività, la sua presunzione e la sua incapacita' a lavorare in gruppo alla pari con gli altri. Per gli stessi motivi, anche nei rapporti con le istituzioni comunali, La invitiamo a tenere ben distinte e separate le sue iniziative e quelle di VAS, rispetto a quanto messo in atto da questa Associazione".
    A Roma si dice che ci si butta avanti per non cascare indietro !
    Siccome ho avuto modo di leggere proprio oggi sullo stesso sito il testo degli emendamenti formalizzati, faccio presente all'avv. Lorenzo Santovincenzo che può stare tranquillo che d'ora in poi terrò a maggior ragione ben più distinte e separate le mie iniziative da quelle messe in atto dalla "associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori", riconoscendo per onestà intellettuale solo tutto ciò che ho sempre ritenuto e ritengo tuttora da attribuire oggettivamentecome come merito di quanto ha finora fatto dapprima il Comitato Promotore ed ora l'associazione in cui si é trasformato.

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  7. Rammento all'Arch.Bosi che la sua convocazione nella Commissione, che finora l'aveva totalmente ignorato, e` scaturita solo dall'incontro che ha avuto l'associazione Basta Cartelloni con il Sindaco, e che ha sollecitato in quella sede la riapertura dei lavori della Commissione stessa anche per la mancata conclusione del procedimento di partecipazione sul PRIP, al quale aveva pure preso parte lo stesso Bosi. Pertanto, un piccolo ringraziamento all'associazione non sarebbe guastato.
    Per il resto visto l'impossibilita` di collaborare con l'arch.Bosi, il quale vuole sempre imporre la sua opinione in senso acritico, ed invece e` sempre pronto a criticare con evidente pre-giudizio, le idee altrui, non posso che declinare il suo invito.
    Percio',ognuno per la sua strada Arch.Bosi, e buona fortuna.
    Lorenzo Santovincenzo

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  8. Si vabbe ma sti punti in cui la cronaca "e` assolutamente travisata e stravolta, e le affermazioni riportate, sia per contesto che letteralmente, non corrispondono alla realta`" si possono sapere?

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  9. Premesso che lo stesso On. Torre non ha affatto attribuito le ragioni della riunione di ieri ad una vera e propria riapertura dei lavori della Commissione e lo stesso On. Cassone non lo ha ammesso nemmeno quando gliel'ho espressamente chiesto, trovo penoso che l'avv. Santovincenzo si attacchi alla forma, anzichè rispondere nella sostanza delle questioni che gli ho fatto presenti, e pretenda addirittura "un piccolo ringraziamento": lo trovo penoso perché con la sua stessa logica dovrebbe pretendere allora - se non altro per coerenza - un identico piccolo ringraziamento a maggior ragione da Legambiente Lazio.
    Visto che si atteggia a "miles gloriosus", faccio altrettanto anch'io per un attimo ma sulla base di un ragionamento che ritengo un pò più fondato del suo e che ribalta il suo punto di vista.
    Cassone ha fatto l'invito a VAS (e non al sottoscritto) così come al Comitato Promotore (benché sciolto), perché tutti e due a suo tempo hanno presentato ufficialmente le osservazioni al PRIP: Legambiente Lazio, benché non abbia presentato alcuna osservazione al PRIP, é stata ugualmente invitata perché aveva fatto ufficialmente richiesta di un incontro anche tramite i comunicati stampa emanati in corrispondenza delle sue due manifestazioni riguardanti i megaimpianti di via Salaria e di Piazzale del Lavoro, peraltro filmati ed enfatizzati anche sull'altro blog, oltre che su questo.
    La "associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori" é stata invitata a sua volta perché Cassone é stato chiamato a partecipare all'incontro con il Sindaco ed in quell'occasione deve avere avuto una copia della sintesi che ha comunque sentito dei punti su cui poi sono stati redatti gli emendamenti in versione 2012.
    (per esigenze di spazio seguita nel commento successivo)

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  10. (seguito del commento precedente)
    Vedo che l'avv. Lorenzo Santovincenzo rinuncia per l'ennesima volta al confronto, dandosi come alibi il passaparola che da tempo é stato deciso di affibbiarmi sulla presunta "impossibilità di collaborare con l'arch. Bosi", quando dai fatti é ormai acclarato l'esatto contrario, vale a dire l'impossibilità assoluta di "collaborare" prima con il Comitato Promotore ed ora con l'associazione in cui si é trasformato, se per caso non fai il bravo soldatino e ti permetti di mettere in discussione scelte prese da pochi che ritieni non solo sbagliate, ma addirittura dannose per la causa comune che proprio per tali motivi cerchi di spiegare.
    Di questo comportamento da "o mangi questa minestra o salti dalla finestra", a mio giudizio molto poco democratico, ne sono riprova oggettiva non solo il rifiuto del confronto su idee specie se diverse, ma anche e soprattutto l'informazione a senso unico "pro domo sua" che viene data sul blog e che comunque non apppare di certo trasparente: come nel post di quanto successo il 24 novembre scorso é stata del tutto taciuta l'approvazione dell'ordine del giorno al cui testo - stando a quanto mi é stato riferito dallo stesso On. Cassone - ha contribuito anche l'avv. Santovincenzo, così ora della riunione di ieri non vengono fatte conoscere le proposte presentate dal sottoscritto a nome e per conto di VAS.
    Qual'é la paura di farle conoscere se si é fermamente convinti della bontà delle proprie proposte ?
    Che ognuno debba andare ormai per la sua strada, non certo per volontà mia, l'avevo detto prima io nel precedente mio ultimo commento: l'avv. Lorenzo Santovincenzo non fa altro che confermarmelo, ma non mi sento come lui di augurargli buona fortuna perché equivarrebbe ad augurarmi un cattivo destino per la città di Roma.
    Le ragioni tecniche, giuridiche e soprattutto politiche, di certo non da "evidente pre-giudizio", gliele spiegherò a breve da questo blog, se avrà se non altro la curiosità di leggerle: non confido molto anche sulla sua onestà intellettuale di capirle e recepirle, memore come sono di quando dall'altro blog alla mia critica al Comitato Promotore di starsele a cantare e suonare da solo mi sono sentito rispondere con profonda umiltà proprio dall'avv. Santovincenzo che lui fa parte di un'orchestrina che suona comunque molto bene.

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  11. Sig. Mc Daemon, sono costretto a rispondere su questo blog al commento che alle ore 8,55 di oggi l'avv. Lorenzo Santovincenzo Le ha fatto sull'altro blog (dove i miei interventi non sono graditi) riguardo ai milioni di euro che il Comune dovrebbe anticipare per rimuovere i 30.000 impianti del riordino con titolo definitivamente scaduto in chissà quanto tempo e per giunta senza che ciò sia a suo dire "giuridicamente possibile": tesi questa che curiosamente lo accomuna con Massimiliano Tonelli che l'ha sostenuta per molto tempo.
    1° fattibilità "giuridica": ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente regolamento "le iniziative pubblicitarie svolte ... in violazione della prescritta autorizzazione ... sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti".
    Ne deriva che in applicazione del combinato dei commi 4 e 5 del successivo art. 31 del Regolamento il Comune invia delle lettere-diffida alle ditte che sono titolari degli impianti "abusivi" con l'invito bonario a rimuoverli a loro cura e spese, in tal caso senza l'applicazione di nessuna sanzione amministrativa.
    Sicuramente in tal modo verranno smantellati un certo numero di impianti, senza alcuna spesa per il Comune.
    2° fattibilità "giuridica": in caso di inottemperanza da parte delle ditte, scatterebbe il combinato disposto dei commi 1 e 2 del medesimo art. 31, che comportano l'applicazione di sanzioni amministrative di cui é certo l'incasso perché a pagare possono essere comunque anche gli inserzionisti e quindi con esso anche l'accantonamento di somme "a partita di giro" con cui anticipare senza oneri per il Comune i costi delle rimozioni forzate, che dovranno comunque essere poi rimborsati.
    3° fattibilità "giuridica": con la legge n. 111 del 15.7.2011 é stato sostituito il comma 12 dell'art. 23 del Codice della Strada, secondo il quale la sanzione amministrativa minima é stata portata a 1.376,55 euro mentre la massima in caso di recidiva arriva a 13.765,50 euro.
    Il funzionario di Via del Cerchi che cura attualmente l'esecuzione delle rimozioni forzate mi ha detto che le rimozioni vengono fatte “a misura”, stabilendo cioè da un apposito prezziario il costo della rimozione di ogni impianto, che ad ogni modo oscilla intorno ai 300 euro, per cui l’incasso della sanzione minima di 1.375,50 euro basta ed avanza per anticipare le spese di ogni rimozione forzata, pagando anche i dovuti straordinari per le trasferte degli impiegati del Servizio Affissioni se non anche dei Vigili Urbani.
    (per esigenze di spazio continua nel commento successivo)

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  12. (seguito del commento precedente)
    Lo stesso funzionario mi ha fatto sapere che fino allo scorso 19 dicembre le rimozioni forzate sono state curate ed eseguite dal Vicecomandante Antonio Di Maggio che aveva a disposizione ed ha utilizzato i fondi dell’ufficio antiabusivismo di tipo soprattutto edilizio: dopo il 19 dicembre le rimozioni vengono curate ed eseguite da lui (con una media di 20-24 rimozioni al giorno) con i fondi del bilancio comunale che riguardano il Titolo I° (spese correnti), ma con possibilità di un travaso reciproco dal Titolo II° (spese in conto capitale). Si tratta a mio giudizio di "distrazione" illecita di fondi pubblici che intendo far accertare dalla Corte dei Conti.
    4° fattibilità di tipo "matematico": a rimuovere 20-25 impianti al giorno non é affatto una sola ditta, per cui - avendo comunque sempre i soldi per ogni rimozione - a decidere quanti giorni lavorativi ci vorrebbero per rimuoverli tutti quelli non smantellati dalle ditte che ne sono titolari (che potrebbero essere ad ogni modo quanto meno dimezzati) non ci vuole affatto quella infinità di tempo che presume strumentalmente l'avv. Santovincenzo e che sarebbe ad ogni modo sempre inferiore del tempo sicuramente ben più lungo che ci vuole per approvare prima il PRIP, poi i Piani di Localizzazione e per indire subito dopo i bandi di gara.
    L'ipotesi che fa poi l'avv. Santovincenzo di far rimuovere gli impianti abusivi dalla ditta che si aggiudicherà la gara, quand'anche "giuridicamente" possibile perché imposta nel bando stesso, appare illogica e strampalata, perché non si capisce perché i milioni di euro che non ha il Comune li debba invece avere ed accollarsi la ditta vincitrice, andando in bilancio rosso prima ancora di prendere la gestione degli impianti previsti dai Piani di Localizzazione.
    Il ragionamento dell'avv. Santovincenzo fa acqua da tutte le parti, anche perché a Cassone ha detto che si vuole l'azzeramento di tutte le concessioni e le autorizzazioni, ma si lascerebbe la situazione così com'é per chissà quanto tempo ancora, che é quello che ci vuole "politicamente" per arrivare ad indire i bandi di gara.

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  13. Come volevasi dimostrare: a fronte di una mia ferma precisazione su quanto avvenuto e ad un cortese declino a collaborare, visti i precedenti, l'Arch.Bosi risponde con un profluvio di affermazioni il cui senso ultimo e`: il sottoscritto e` un cretino che non capisce una mazza, e` colluso con in cartellonari piu` spregevoli, non mi si augura buona fortuna ma anzi il peggio perche` faccio solo danno alla citta` di Roma e sono pure disonesto intellettualmente; manca solo che dica che sono jack Lo squartatore e poi abbiamo completato il quadro.
    La prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell'impossibilita` a collaborare con Bosi, l'ha data lui stesso con quanto scritto sopra.
    E' impossibile stabilire un confronto, anche franco e diretto, con colui che appena ardisci fare una precisazione, o esporre un'idea o giudizio diverso dal suo, ti aggredisce verbalmente come fa qui Bosi.
    La cosa che pero` spiace di piu` e` che l'Arch.Bosi, come al solito, non si limita ad affermazioni che vanno al di la' della critica di merito ma sconfinano nell'insulto gratuito,e continua a sostenere e riferire circostanze assolutamente false e non veritiere.
    E di questo, purtroppo, dovra` rendere conto.
    Lorenzo Santovincenzo

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  14. Dimenticavo:
    della mia onesta` intellettuale sono testimoni almeno dieci persone che ieri mi ha sentito chiaramente dire che l'Arch.Bosi su alcune questioni aveva perfettamente ragione.
    Cosa che non E` MAI AVVENUTA DA PARTE SUA NEI MIEI CONFRONTI.
    E questo la dice lunghissima su chi e` in buona fede e chi no.
    Lorenzo Santovincenzo

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  15. Bosi sarà pure un tipo arcigno, ma il suo ragionamente mi sembra lucido. Infatti continuo a non capire perché secondo Santovincenzo non sarebbe possibile rimuovere in primis i 30'000 impianti, indipendentemente da tutto il resto

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  16. Io credo che si dovrebbe essere realisti.
    Attualmente i gruppi coordinati da De Luca del GSSU e da Di Maggio riescono a rimuovere una ventina di impianti al giorno e sono dotati di scarse risorse per incrementare il numero.
    Questo significa che per rimuovere 30.000 impianti sarebbero necessari 1.500 giorni lavorativi, ovvero circa 6 anni se non sbaglio.
    A meno ché il Governo Monti, in relazione allo stato di grave pericolo per la sicurezza pubblica (potrebbe intervenire il prefetto), non disponga uno stanziamento di cospicue somme e faccia intervenire il Genio per effettuare le rimozioni
    Ne consegue che si farà molto prima ad approvare i Piani di localizzazione e ad indire i bandi per macroaree.
    Sicuramente i costi delle rimozione incideranno pesantemente sul Bilancio del primo esercizio amministrativo delle società aggiudicatarie (ad occhio si tratta di circa 10-12 milioni di euro)ma ricordiamoci che la durata prevista per le concessioni è di 10 anni per cui diminuendo la superficie espositiva e aumentando le tariffe anche in relazione alle diverse zone della città è facilmente prevedibile che a partire dal secondo esercizio si determinino consistenti utili per tutte le società vincitrici del bando.

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  17. Bosi ha fatto la sua proposta alla commissione commercio e certo nessuno glielo ha impedito. Ora io ho una opinione diversa e siccome non sono d'accordo con Bosi sono un bandito cartellonaro: devo per forza essere d'accordo con Bosi se no mi becco gli insulti. ma qualcuno si rende conto dell'assurdita' di questo atteggiamento?

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  18. Bandito cartellonaro? Insulti? Cretino che non cpisce una mazza? Colluso coi cartellonari?
    Ma dove straebbero scritte tutte ste cose?
    Mai una risposta sul merito delle questioni.
    Poi come al solito la solita minaccia velata: "E di questo, purtroppo, dovra` rendere conto"...

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  19. (Replica al commento delle ore 14,51 del 27.1.2012)
    Con riguardo alla sua onestà intellettuale faccio presente all’avv. Santovincenzo che le persone che possono testimoniare su ciò che ha oggettivamente detto nel corso della riunione, se non sono sorde, erano in tutto 15 e che non ha comunque detto “che l'Arch.Bosi su alcune questioni aveva perfettamente ragione”, ma che “concordava perfettamente con Bosi”, che non è per me esattamente la stessa cosa, perché significa stare sulla mia stessa posizione e quella di VAS, che invece il Comitato Promotore per sua stessa ammissione scritta vuole tenere ben distinte e separate: difatti le stesse 15 persone possono testimoniare che gli ho chiesto di precisare quali fossero i punti in cui concordava che non ha invece voluto far sapere.
    Come vede io non ne faccio una questione personale, come fa Lei, senza rendersi peraltro conto che non è di certo con la demonizzazione individuale che si riuscirà a vincere la battaglia, perché la mia domanda che Lei ha voluto lasciare senza risposta era finalizzata a conoscere quali fossero i punti in comune su cui essere almeno certi di stare a fare la stessa strategia.
    A tal ultimo riguardo le ricordo la telefonata che mi ha fatto Fabio Depino 3 o 4 mesi fa con cui mi ha detto di avere concordato con lei di chiedermi se fossi d’accordo a fare insieme una azione di pressione nei confronti del Ministero dei Trasporti, sfruttando gli interventi che gli avevo già costretto a fare nei confronti del Comune di Roma: nel caso che Fabio Depino non le abbia riferito la mia risposta, la informo che non solo ho aderito alla sua richiesta, ma mi sono dichiarato dispostissimo a fare con l’allora Comitato Promotore una Class Action mettendo insieme tutte le segnalazioni fatte da entrambi.
    Ora è lei che mi dovrebbe spiegare perché da allora non mi è stato fatto sapere più niente: evidentemente fin da allora il Comitato Promotore aveva deciso di tenere distinte e separate da VAS le sue iniziative per chissà quali ragioni “strategiche” di monopolio: a questo stesso riguardo le ricordo che il Comitato Promotore ha rifiutato di sottoscrivere il programma comune che gli avevo proposto, sollecitato peraltro in tal senso da alcuni suoi membri.
    Ora lei mi accusa di non avere mai avuto la sua stessa onestà intellettuale nei suoi confronti ed arriva a dire che “questo la dice lunghissima su chi é in buona fede e chi no”.
    Evidentemente l’avv. Santovincenzo ha letto molto frettolosamente il mio articolo o a distanza di un giorno si è dimenticato il passo in cui ho testualmente scritto che “A nome della ‘associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori’ è intervenuto l’avv. Lorenzo Santovincenzo, che ha dichiarato di concordare perfettamente con Bosi su diverse questioni, senza però specificare quali”.
    Posso concludere anch’io che questo la dice lunghissima su chi è in buona fede e chi no.

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  20. queste cose sono state scritte, magari non in questo post e non con questi termini.
    comunque, vi risulta che sul blog dell'associazione siano mai stati scritti articoli che riportino 3 righe di cronaca e 3 righe di critiche sull'operato svolto da altre associazioni?

    dici "mai una risposta sul merito delle questioni" ma perchè lorenzo e fitzcarraldo cosa hanno scritto? siccome la risposta che hanno dato non è condivisa allora non va bene non è una risposta, lo vedi che si cerca per forza la polemica?

    è stato chiesto più volte di non acuire lo scontro e le provocazioni, chiedendo che ognuno porti avanti la propria battaglia in autonomia e senza sputare sugli altri, è possibile o dobbiamo continuare a spargere letame sulle nostre strade?

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  21. nel merito caro anonimo delle ore 1.32 (in questo blog sempre pronti a strillare se qualcuno scrive in forma anonima ma quando solo loro....eh "loro" possono farlo....) sono pronto a scriverci pure una tesi di laurea, ma vogliamo scommettere che Bosi dira` comunque che sono una marea di stupidaggini, lo direbbe anche se scrivesse il Papa...... Purtroppo il suo pre-giudizio, nato fin dalla presentazione della delibera di iniziativa popolare, impedisce qualsiasi sano, pacato e ragionato confronto nel merito.
    Quanto al complesso delle affermazioni di Bosi, i toni, e le accezioni si commentano da se`, a meno di essere ciechi e di non saper leggere......
    Ora nell'ultimo post qui sopra il pre-giudizio di Bosi risulta evidente: mette insieme episodi, rapporti e questioni che non c'entrano nulla con il tema in discussione, si attacca a presunte differenze letterali fra la frase "ha perfettamente ragione" o "concordo perfettamente" che nel contesto dell'incontro hanno avuto lo stesso senso, ovvero quello di riconoscergli il merito e la giustezza della sue convinzioni SU ALCUNI PUNTI: cosa che Bosi nei miei confronti non farebbe neppure davanti al plotone di esecuzione, perche` io "sono un danno per la citta`" (e questo sarebbe un esempio di confronto nel merito pacato e cordiale??? ma fatemi il piacere.....tenetevelo pure il caro Bosi) E secondo te, caro anonimo, questa sarebbe la base per una proficua discussione nel merito???? Prego accomodati pure, io declino cortesemente.
    In ultimo, e` evidente che l'intento strumentalmente polemico di Bosi darebbe la stura ad infiniti post e contropost e quindi per quanto mi riguarda questo e` l'ultimo mio intervento......sul blog.....
    Lorenzo Santovincenzo

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  22. (Replica al commento di Fitzcarraldo delle ore 12,04 del 28.1.2012)
    Voglio anzitutto ringraziare Fitzcarraldo, che so essere uno dei più accaniti sostenitori prima del Comitato Promotore ed ora della "associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori", perché in termini di “metodo” ha evitato di "personalizzare" il suo intervento con gli stessi toni di Lorenzo Santovincenzo, preferendo entrare nel merito delle questioni.
    Lo ringrazio perché ritengo che anche i commenti che vengono pubblicati su questo blog debbano servire a fare comunque "informazione" (tenendo alto il suo livello culturale) ed a consentire un confronto serio e costruttivo sui temi di fondo che riguardano la città, evitando le personalizzazioni, specie in un momento cruciale come questo dove – anziché unire le forze per vincere la battaglia del PRIP – si preferisce tenerle ben distinte e separate.
    Il commento di Fitzcarraldo non sembra aver preso nella dovuta considerazione i vari passi della risposta che ho dato a Mc Daemon, perché - pur di sostenere strumentalmente la tesi di Lorenzo Santovincenzo calcolando addirittura 6 anni - parte dal presupposto che le ditte pubblicitarie non rimuoveranno nessuno dei 30.000 impianti con titolo scaduto, quando invece è un loro preciso obbligo.
    La questione non è di poco conto perché riguarda in particolare il bando, dal momento che per come l’ho proposto io come precisa norma tecnica di attuazione alla scadenza di ogni 10 anni la ditta che si è aggiudicata quella gara deve rimuovere a proprie cure e spese i suoi impianti per permettere che lo stesso numero venga installato dalla ditta che vincerà la gara successiva: a tal riguardo chiedo a Fitzcarraldo di far sapere se anche la loro proposta prevede questo oppure ipotizza invece che la diversa ditta che si aggiudica un bando debba ogni volta rimuovere a sue spese gli impianti della ditta che si è aggiudicata la gara per la gestione del decennio precedente.
    Vedo anche che Fitzcarraldo non si cura più di tanto della normativa vigente al riguardo, che obbliga il Comune ad anticipare le spese per le rimozioni forzate, e non considera “distrazione” di fondi l’eventuale prelievo dai fondi pubblici del bilancio comunale (o addirittura dello Stato) anziché dalla partita di giro costituita dalle sanzioni amministrative.
    Ne prendo atto per evidenziare a chi legge una precisa differenza di “strategia” rispetto alla posizione di VAS, che peraltro il Comitato Promotore ha condiviso totalmente quanto meno nella riunione del Tavolo Tecnico del 27 luglio 2010.
    Mi piacerebbe che Fitzcarraldo rispondesse a quanto ho fatto presente alla fine a Mc Daemon: se si vuole l'azzeramento di tutte le concessioni e di tutte le autorizzazioni, come si concilia questa “strategia” con il fatto che si lascerebbe la situazione così com'é per chissà quanto tempo ancora, che é quello che ci vuole "politicamente" per arrivare ad indire i bandi di gara ?
    La “strategia” del sottoscritto e di VAS è stata sempre e rimane quella del rispetto della legge, che comporta la rimozione immediata (amministrativamente o penalmente) dei 30.000 impianti del riordino senza titolo che invece la "associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori" non vuole affatto per ora, rinunciando al rispetto del principio di legalità messo per iscritto in un documento consegnato in occasione della 1° riunione del Tavolo Tecnico, perché preferisce aspettare l’approvazione dei bandi di gara nella assoluta certezza che avverranno in un arco di anni inferiore a quello che ci vorrebbe per le rimozioni immediate.

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  23. CREDO CHE IL TEMA MERITI UNA SERIA RIFLESSIONE SU QUALE SIA IL MODO PIU' RAPIDO DI RIPULIRE ROMA DALLA MERDA CHE L'HA SEPOLTA. RITENGO SIA L'INTERSSE PREVALENTE E L'OBIETTIVO DI TUTTI QUELLI CHE DOVREBBERO ESSERE "COMPAGNI" DI LOTTA.
    MA PER FARE CIO' OCCORREREBBE RIFLETTERE SUL MERITO DELLE PROPOSTE SENZA ACREDINE INTELLETTUALE( mi rendo conto che non sempre sia facile).
    Pero' fatemi dire una cosa: per chi spera vivamente nell'aria nuova che Cartellopoli e Bastacartelloni hanno portato nel miasma putrido della cartellonistica romana ´davvero UNO SPETTACOLO TRISTE DOVER PRENDERE ATTO DI DIVISIONI (che a dire il vero , a volte sembrano piu' per partito preso...). E' UN PECCATPO ENORME SE UNO PENSA ALL'EFFETTO CHE UN'AZIONE CONGIUNTA POTREBBE AVERE NELLA GUERRA CONTRO IL MALAFFARE: Ma ,purtroppo, prendo atto con sommo rammarico dell'impossibilita' che cio' ormai avvenga...
    Mc Daemon

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  24. E' evidente che la proposta riguarda la drammatica situazione attuale e non quella futura.
    Così come mi sembra ovvio che dovranno essere le ditte aggiudicatarie a rimuovere i loro impianti nel caso al termine dei 10 anni non risultino vincitrici dei nuovi bandi.
    Nessuno RINUNCIA AL PRINCIPIO DI LEGALITA', perchè altrimenti non condurrebbe la battaglia con tanta passione DISINTERESSATA.
    Il sottoscritto si cura e come della normativa vigente e sarebbe favorevolissimo a destinare l'importo delle sanzioni amministrative al finanziamento delle rimozioni forzate ma il sig. Bosi sa benissimo che tra ricorsi praticamente automatici dei cartellonari, società fantasma, connivenze di qualche dipendente comunale (44 rinvii a giudizio tra cui l'ex direttore dell'ufficio affissioni non le dicono nulla?) e altri escamotage il gettito reale delle sanzioni che realmente il Comune incassa non è certamente sufficiente a finanziare una imponente e sacrosanta campagna di rimozione dei 30.000 impianti citati.
    Un conto è l'azzeramento delle concessioni, peraltro già scadute, come più volte ha ricordato lo stesso Bosi, un altro conto è la rimozione di impianti illegali o addirittura pericolosi.
    Mi sembra veramente incredibile addirittura contestare la richiesta dell'Associazione Basta Cartelloni di prorogare il blocco delle ricollocazioni,perchè in tal modo ci si esporrebbe ai ricorsi di titolari di concessioni vigenti.
    Non era lei dott. Bosi a sostenere che ne sono rimaste in vigore poco più di 3.100?
    E che facciamo allora? I cartelloni omicidi della PES li facciamo ricollocare?
    MA IL PROBLEMA DI FONDO, CARO BOSI, E' SEMPRE LO STESSO, come scritto da Cristiano, ovvero che a Lei non basta criticare legittimamente le posizioni o idee altrui (per fortuna questo diritto ancora non ce lo hanno tolto) MA DEVE SEMPRE ACCOMPAGNARE LE LEGITTIME CRITICHE CON AFFERMAZIONI come quelle citate "rinunciando al rispetto della legalità", dipingendo agli occhi di chi legge questo ed altri blog la nostra Associazione come "un danno per la città".
    SONO QUESTE AFFERMAZIONI GRATUITE E OFFENSIVE ad aver reso impossibile la collaborazione con Lei. E ritengo che per il bene della nostra causa sia meglio che ognuno prosegua sulla sua strada, come ho già scritto sull'altro blog, con l'augurio che si riesca a far crollare il castello di interessi e connivenze che hanno permesso lo scandalo della Cartellopoli romana.
    Essere realisti significa formulare delle proposte realizzabili considerando la situazione politica della città e più in generale del Paese e non "rinunciare al principio della legalità".
    Tutti credo ci auguriamo che coloro che hanno calpestato e continuano a calpestare la legalità vengano presto individuati e colpiti da condanne esemplari.
    MA QUESTO COMPITO SPETTA ALLA MAGISTRATURA.

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  25. e aggiungo, per chi non lo sappia (ma chi ci segue lo sa benissimo) che centinaia di rimozioni di impianti avvenute negli ultimi tempi sono dovute al nostro incessante lavoro di segnalazione al GSSU e al vice-comandante Di Maggio.

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  26. Si prende atto che almeno in questo blog è possibile un dibattito aperto a tutti e non ci sono presenze sgradite...

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  27. Premetto che seguo il blog, ma non sono membro del comitato nè di VAS ma voglio solo cercare di capire per quale diavolo di motivo vero non si riesce ad avere un allineamento tra i due
    Mi sembra di capire che, una volta scremata la discussione da varie acredini ed esercizi di stile,
    per quanto riguarda almeno i 30'000 cartelloni nella sostanza la differenza di posizione è

    - Bosi/VAS ritiene necessario e fattibile la rimozione dei 30'000 cartelloni tramite la coercizione a norma di legge delle ditte inadempienti, e/o l'utilizzo degli accantonamenti delle ditte presso il comune per finanziarne la rimozione.

    - "Associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori" ritiene altrettanto necessario ma non fattibile in tempi e costi ragionevoli sia la coercizione per vie legali sia il finanziamento delle rimozione tramite l'utilizzo degli accantonamenti delle dite presso il comune.

    Giusto?

    Fabrizio

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  28. CAro Fabrizio,}
    io ci ho provato a pi} riprese...
    ed ho immensa stima di entrambi le "fazioni", per questo sono ancora pi} dispiaciuto...
    ma purtroppo, nulla da fre...

    Mc Daemon

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  29. ...nulla da fare...

    Mc Daemon

    RispondiElimina
  30. giusto Fabrizio, infatti non si riesce a capire perchè queste non possano restare due alternative/proposte per risolvere lo stesso problema e basta, senza bisogno di accusare gli altri di favorire chissà chi e chissà cosa. puoi andare sul sito di bastacartelloni a leggerti tutti i post da 2 anni a questa parte e vedere se trovi un solo attacco alle proposte o alle idee delle altre associazioni, se e quando questo è avvenuto è stato solo in risposta ad attacchi già ricevuti. è già durissimo, credimi, portare avanti questa battaglia, in più ogni volta, ogni mossa, ogni dichiarazione, ogni alito dev'essere bersaglio di continue critiche. è pesante!

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  31. (Replica a Cristiano delle ore 2,23 e delle ore 5,44 del 28.1.2012)
    Su www.bastacartelloni.blogspot.com non sono stati effettivamente mai scritti articoli che riportino 3 righe di cronaca e 3 righe critiche sull’operato svolto di altre associazioni semplicemente perché non sono mai stati pubblicati post che riguardassero associazioni con posizioni contrarie: difatti il 10 ottobre scorso vi è stata pubblicata la lettera di risposta che a nome di VAS ho trasmesso per stigmatizzare le gravi dichiarazioni di Cassone sulla presunta illegittimità della proposta di delibera di iniziativa popolare, solo perché costituiva chiaramente una difesa dell’operato a quel momento dell’allora Comitato Promotore.
    Metto in evidenza al sig. Cristiano che i lettori di questo sito non sono stati mai portati a conoscenza delle iniziative in generale di VAS ed in particolare delle osservazioni presentate al PRIP l’11 aprile 2011, non consentendone quindi quell’opportuno confronto che avrebbe fatto vedere in quali punti collimano con le osservazioni presentate a maggio del 2011 dal Comitato Promotore ed in quali punti invece divergono profondamente.
    Oltre ai diversi punti di perfetta convergenza, si sarebbe saputo che VAS per prima ha chiesto di trasformare lo schema normativo in Norme Tecniche di Attuazione dettando la disciplina tanto per l’immediato rispetto allo stato dell’impiantistica esistente (facendo “tabula rasa” sia degli impianti installati nelle aree vincolate con divieto di affissione che dei 30.000 impianti del riordino con titolo scaduto) quanto a regime riguardo allo svolgimento dei bandi di gara a seguito della approvazione del Piani di Localizzazione, mentre il Comitato Promotore ha poco dopo proposto soltanto che “devono essere previste delle norme di attuazione del PRIP che stabiliscano i soggetti preposti alla rimozione degli impianti ed all’adeguamento alle nuove regole”, senza dettarne il testo, precisando solo in seguito l’opportunità di stabilire delle norme transitorie separate però dalle norme di attuazione: nella lettera aperta inviata al Sindaco il 10 novembre scorso sempre come Comitato Promotore si parla testualmente di un “regime transitorio” che il 4 gennaio 2012 è stato ribadito ancora come Comitato Promotore (benché sciolto e diventato dalla fine di novembre del 2011 “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”) con la precisazione “che gestisca il sistema fino ai Piani di Localizzazione ed ai bandi, e che sia approvato unitamente al PRIP”.
    (per esigenze di spazio prosegue nel commento seguente)

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  32. (seguito del commento precedente)
    Lo stesso regime transitorio con la stessa identica precisazione è stato confermato nella lettera che come “associazione” e non più come “Comitato” il 26 gennaio scorso è stata ufficialmente trasmessa all’intera IX Commissione per il Commercio, con allegati gli emendamenti al PRIP versione 2012 che sono però sostanzialmente diversi anche rispetto alle originarie osservazioni al PRIP del Comitato Promotore.
    La proposta attuale prevede adesso che il PRIP venga approvato dal Consiglio Comunale sempre con lo schema normativo solo modificato ed integrato ma lasciato integro nella sua impostazione, senza cioè essere trasformato in Norme Tecniche di Attuazione e senza prevedere che scatti nulla per l'immediato: entro un mese dalla delibera di approvazione del PRIP dovrebbe essere la Giunta Comunale ad approvare delle Norme Tecniche di Attuazione che dovranno contenere tanto “le indicazioni dello Schema Normativo del PRIP integrate con le norme contenute nel vigente regolamento affissioni” quanto le “Norme Transitorie in sostituzione di quelle contenute nel regolamento affissioni” che sostanzialmente congelano la situazione così com’è per l’anno entro il quale dovrebbero a loro volta essere approvati i Piani di Localizzazione, solo dopo trascorso inutilmente il quale è previsto che “comunque tutte le autorizzazioni relative agli impianti devono considerarsi decadute e non rinnovabili”.
    Le Norme Transitorie disporrebbero soltanto il divieto di rilasciare nuove autorizzazioni (che già c’è) e di procedere a ricollocazioni, accorpamenti e spostamenti di impianti, nonché “le procedure per la revoca e/o il diniego di rinnovo delle autorizzazioni/concessioni rilasciate in deroga al C.d.S. o che risultino in contrasto con le previsioni del PRIP e delle NTA”.
    Come si può giudicare da soli, la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” con le sue Norme Transitorie propone di lasciare in piedi di fatto ciò che anche senza PRIP è già obbligatorio rimuovere ed in particolare i 30.000 impianti del riordino con titolo scaduto: per di più parla di “procedure” senza alcuna prescrizione di immediata rimozione nemmeno delle autorizzazioni che solo dopo un anno dovrebbero considerarsi decadute e non rinnovabili.
    (per esigenze di spazio seguita nel commento successivo)

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  33. (seguito del commento precedente)
    La suddetta “proposta” fa a cazzotti con quella di VAS e siccome risulta oggettivamente molto più favorevole agli interessi sia del Comune che delle ditte pubblicitarie, perché viene consentito a tutti e due di “respirare” ancora quanto meno per un anno, ha “politicamente” più probabilità di essere approvata: per tali motivi, caro Cristiano “non possono restare due alternative/proposte” che si annullano fra loro, con una delle quali che non risolve lo stesso problema, ma rischia di lasciarlo ancora in piedi anche ben oltre un anno.
    Ne deriva comunque che il sottoscritto non può stare di certo a guardare di vedersi affossare la sua proposta senza battersi per essa fino in fondo, a maggior ragione perché basata su prescrizioni di legge vigenti fin d’ora anche senza PRIP, e non intende comunque fare nessuna “concessione” ad una discrezionalità politica che sarebbe del tutto inaffidabile e che non darebbe nessuna certezza.
    Ho cercato disperatamente di evitare di differenziarci, ma il mio tentativo di tenere una posizione unitaria è stato scambiato senza voler entrare assolutamente nel merito delle questioni da me sollevate nel modo personalizzato che invito ad andare a leggere nei commenti del post sul PRIP pubblicato il 4 gennaio scorso su www.bastacartelloni.blogspot.com che sono stato costretto a proseguire nel post di questo blog dello scorso 14 gennaio dedicato alla “Scena del crimine in piazza Cola di Rienzo”.
    Ne ribadisco pertanto la chiusa, SPECIFICANDO NUOVAMENTE A CHIARE LETTERE CHE IO STO PARLANDO ED HO SEMPRE PARLATO DI SCELTE STRATEGICHE E NIENTE ALTRO: come si fa a non capire che se a questa maggioranza politica ci si presenta con 2 posizioni diverse sul PRIP, per giunta antitetiche, la perdita di credibilità sarà quanto meno per entrambi e farà proprio il gioco del nemico che sceglierà la posizione più conveniente per lui ?
    Se dovrò comunque cercare di convincere la parte politica ad approvare un PRIP con delle Norme Tecniche di immediata Attuazione che disciplinino sia l’immediato che il futuro nel modo che ho proposto e che mi sembra peraltro quasi lapalisiano nella sua più che logica necessità di rispettare la legge, sapendo che c’è una associazione che mi manda a monte tutto questo perché continua a fare ostinatamente la scelta strategica di norme transitorie che è stata già sposata da Cassone e dalla sua maggioranza, perché lascia di fatto la situazione così com’è, dovrò considerala una pericolosa “concorrente” se non una vera e propria avversaria, a cui non bisogna stavolta fare più sconti se non altro per la necessità ineludibile di far valere la bontà della mia proposta.

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  34. (replica al commento di Fitzcarraldo delle ore 3,50 del 28.1.2012)
    “mi sembra ovvio che dovranno essere le ditte aggiudicatarie a rimuovere i loro impianti nel caso al termine dei 10 anni non risultino vincitrici dei nuovi bandi” – Sarà “ovvio” solo per lei, visto che la proposta di emendamenti al PRIP presentata il 26 gennaio scorso dalla sua "associazione" non lo prevede.
    Il sig. Fitzcarraldo considera gratuite ed offensive le mie affermazioni sulla rinuncia al principio di legalità, dopo aver lasciato però chiaramente intendere che a suo giudizio è inutile pretenderla per il semplice fatto che il Comune non sarebbe capace nemmeno di incassare le sanzioni amministrative per causa dei “ricorsi praticamente automatici dei cartellonari, delle società fantasma, delle connivenze di qualche dipendente comunale o i altri escamotage”.
    Premesso che ostenta con sicurezza una “conoscenza” dei suddetti aspetti che sbandiera ma non dimostra affatto (portando ad esempio l’elenco del numero dei ricorsi vinti, visto che la loro mera presentazione non significa un bel niente) o di cui tradisce una certa ignoranza (perché al posto di una società che risultasse effettivamente “fantasma” a pagare con certezza la sanzione è comunque l’inserzionista), quand’anche avesse pienamente ragione anche sulle connivenze di qualche dipendente comunale (pure qui al momento non dimostrate, visto che ad essere “indagato” per ora è solo il dott. Francesco Paciello), come cittadino che vuole continuare a stare in uno Stato di diritto non posso nella maniera più assoluta accettare la “tesi” di cui forse non si è reso conto lo stesso sig. Fitzcarraldo perché a vincere secondo lui (almeno per il momento) sarebbe comunque il sistema “mafioso” di cui ha parlato lo stesso Sindaco.
    In passato, quando Direttore del Servizio Affissioni era la dott.ssa Andreina Marinelli, il sottoscritto è intervenuto ad adiuvandum a fianco del Comune in un ricorso al TAR che gli aveva fatto una delle ditte pubblicitarie poi finita sotto inchiesta penale della Procura della Repubblica: per quanto riguarda le connivenze e l’intero sistema “mafioso”, una marea di volte ho esteso per conoscenza le mie segnalazioni alla Procura della Repubblica, anche ultimamente per il tramite del Vicecomandante Antonio Di Maggio.
    “Tutti credo ci auguriamo che coloro che hanno calpestato e continuano a calpestare la legalità vengano presto individuati e colpiti da condanne esemplari” – Se la legalità calpestata sia a monte (dai funzionari del Comune) che a valle (dalle ditte pubblicitarie) è considerata sul blog del sig. Fitzcarraldo il vero ostacolo alla soluzione del problema, allora bisogna combatterla in prima persona senza nessuna delega, aspettando che siano altri a farlo.
    Una delle armi democratiche che ci è consentita è la Class Action con il commissariamento del Comune che l’allora Comitato Promotore ha rifiutato di fare assieme a VAS.
    (per esigenze di spazio seguita nel commento successivo)

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  35. (seguito del commento precedente)
    Non era lei dott. Bosi a sostenere che ne sono rimaste in vigore poco più di 3.100? E che facciamo allora? I cartelloni omicidi della PES li facciamo ricollocare? – La domanda è del tutto strumentale, perché – pur di far polemica con il sottoscritto – non considera anzitutto che al momento non è dato di sapere quali e dove siano i 3.189 impianti pubblicitari di cui è stata rinnovata la “concessione” fino al 31.12.2014 e soprattutto per quanti di essi oggi in violazione del Codice della Strada sia stata rilasciata una regolare concessione prima del 1992, cioè della entrata in vigore proprio del Codice della strada, ed abbiamo quindi diritto (per ora, in assenza di PRIP) ad uno “spostamento” o “ricollocazione” che dir si voglia.
    “Essere realisti significa formulare delle proposte realizzabili considerando la situazione politica della città e più in generale del Paese e non rinunciare al principio della legalità” – La rimozione dei 30.000 impianti del riordino con titolo scaduto è un preciso obbligo di legge, che io ho solo recepito facendolo oggetto della mia proposta, che non è quindi “discrezionale” come quella presentata dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”: se la oggettiva rinuncia a quest’obbligo da parte della suddetta associazione equivale a tutti gli effetti ad una rinuncia della legalità e costituisce quindi una “verità” inconfutabile che il sig. Fitzcarraldo ritiene gratuita ed offensiva, non ci posso fare niente, dal momento che è una sua opinione e non certo la mia, perché – ripeto - IO STO PARLANDO ED HO SEMPRE PARLATO DI SCELTE STRATEGICHE E NIENTE ALTRO.
    La proposta “realista” della suddetta “associazione” appare del tutto incoerente e contraddittoria perché rimanda alla “politica” il compito di un preciso obbligo di legge da rispettare oggi, ma che vorrebbe invece far rispettare un domani non precisato da una Giunta Capitolina formata anche e soprattutto dall’Assessore Davide Bordoni di cui la “associazione“ ha chiesto le dimisisoni: bel realismo !

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  36. Architetto, vede, mi è bastato leggere le prime righe della sua risposta. La posizione del comitato (oggi associazione) di non criticare le idee e le proposte di altre associazioni ma di concentrarsi esclusivamente sul proprio operato, diventa per lei la volontà di censurare le opinioni non concordi con il comitato. Chi legge questi commenti e non conosce il comitato/associazione dall'interno può anche credere che sia effettivamente così, questo ci obbliga a continue polemiche e rettifiche qui e sul nostro blog. Se poi qualcuno, sfinito, si innervosisce e risponde per le rime viene accusato di minacce.

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  37. (replica a Lorenzo Santovincenzo delle ore 2,44 del 27.1.2012 e delle ore 2,37 del 28.1.2012)
    RIBADISCO PER L’ULTIMA VOLTA CHE IO STO PARLANDO ED HO SEMPRE PARLATO DI SCELTE STRATEGICHE E NIENTE ALTRO E SONO FRANCAMENTE STUFO DI SENTIRE DEMONIZZARE SISTEMATICAMENTE LE QUESTIONI CHE SOLLEVO LEGGENDO CHE UNO SI INTERROGA DA SOLO, DANDOSI COME RISPOSTE DELLE ACCUSE CHE CHE NON HO FATTO FORMALMENTE E CHE NON SI POSSONO ASSOLUTAMENTE DEDURRE DA QUANTO HO SCRITTO.
    Lo dimostra, caso mai ce ne fosse bisogno, anche l'ultimo commento di Cristiano delle ore 7,41 del 29.1.2012.
    Per finirla una volta per tutte con queste che sono solo chiacchiere sterili ed inutili da salotto se rivolte esclusivamente nei miei confronti (perché non é con esse che si va in Paradiso), senza mai voler entrare sistematicamente nel merito delle questioni, invito non solo Lorenzo Santovincenzo, ma tutti coloro che ci leggono a fare la seguente banale considerazione che tanto il “Comitato” di ieri quanto la “associazione” di oggi non sembrano mai aver fatto.
    AMMETTENDO PER UN ATTIMO CHE IL SOTTOSCRITTO ABBIA VERAMENTE QUEL CARATTERACCIO CHE MI SI VUOLE ATTRIBUIRE, MA CHE QUELLO CHE PROPONE COME IMMEDIATE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE È ASSOLUTAMENTE VALIDO SE NON ALTRO PERCHÉ RECEPISCE DEI PRECISI OBBLIGHI DI LEGGE NON ULTERIORMENTE DILAZIONABILI, PUÒ UN PRE-GIUDIZIO DEL GENERE GIUSTIFICARE IL RIFIUTO DELLA INTERA PROPOSTA DI VAS PER IL SEMPLICE FATTO CHE SAREBBE STATA PRESENTATA DA UNA PERSONA INAFFIDABILE ?
    PERCHÉ SE COSÌ FOSSE VERAMENTE, ALLORA CHIEDO PROVOCATORIAMENTE ALLA “ASSOCIAZIONE” SE LA STESSA PROPOSTA VERREBBE ACCETTATA SE PRESENTATA DA UN ALTRO SOGGETTO IN MODO PIÙ CHE GARBATO CHE NON AVREI ALCUN PROBLEMA A TROVARE.
    Spero e mi auguro che si sia finalmente capito che io parlo di "sostanza" ma mi sento rispondere solo sulla "forma" e che la demonizzazione della mia persona serve esclusivamente da alibi per non entrare nel merito dei contenuti delle NTA del PRIP che ho proposto, senza dover spiegare così le ragioni per cui di fatto non la si vuole accettare come “strategia” raggiungendo finalmente una posizione unitaria, visto che si collima su quasi tutti gli altri punti importanti e sarebbe vitale presentarsi di fronte ai "politici" come un fronte compatto.

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  38. Lei Arch Bosi, come fa a sapere che nella banca dati del Comune, circa 30.000 impianti hanno la concessione scaduta ? Non mi pare che nella banca dati del comune sia evidenziata la data di scadenza di ogni impianto; o meglio esiste un documento pubblico da dove si evidenzia questo fatto ? Cioè num. impianti della procedura riordino, data scadenza concessione ed eventuale rinnovo.
    Grazie
    Nokia1

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  39. (replica a Nokia1 delle ore 10,23 del 29.1.2012)
    La sua domanda sa di provocazione perché con un messaggio di posta elettronica trasmesso a nome del “Comitato Promotore” alle ore 23,49 del 29 giugno 2011 il Presidente Fabio Depino si è rifiutato di sottoscrivere il programma comune da me proposto proprio su sua sollecitazione, chiedendo comunque “la certezza dei presupposti” da cui partivo proprio riguardo alla questione che avevo sollevato fin dai primi del mese di settembre del 2010 in una lettera che avremmo dovuto trasmettere assieme, da cui è nata la 1° spaccatura con il “Comitato Promotore” a causa del parere negativo proprio di Lorenzo Santovincenzo che mi ha costretto a spedire la lettera solo a nome di VAS.
    Il giorno dopo ho fatto presente non solo al Presidente, ma a tutto il “Comitato Promotore”, che “malgrado questi ‘presupposti di certezza’, che peraltro mi ha confermato al telefono lo stesso Dott. Paciello, ora é tutto il Comitato Promotore ad avere ‘forti perplessità’ che non cerca di fugare cercando di saperne di più da solo, ma pretende addirittura che sia io a dover dimostrare quanto sia fondato ciò che asserisco, alla faccia del clima di collaborazione basato sulla fiducia e il rispetto reciproco, che però vengono entrambi dati a scatola chiusa ad Athos De Luca ed al PD, che – guarda caso – hanno presentato una proposta che ribadisce la validità della intera ‘procedura del riordino” !”.
    Con nota VAS prot. n. 40 dell’11.9.2010 ho chiesto di sapere quali e quanti fossero gli impianti del riordino di cui fossero state rinnovate sia le “concessioni” che le “autorizzazioni”.
    Il Dott. Francesco Paciello si è guardato bene dal dare una risposta al riguardo, che ho invece avuto dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma che alla pag. 16 della sua “Indagine sul settore affissioni ne pubblicità a Roma” (presentata il 27 gennaio 2011) testualmente parla di “INTERVENUTO RINNOVO DI 3.189 IMPIANTI PRIVATI SU SUOLO PUBBLICO, 60 SU SUOLO PRIVATO E 453 IMPIANTI DI PROPRIETÀ DI ROMA CAPITALE (SPQR), CON SCADENZA 31 DICEMBRE 2014”.
    (per esigenze di spazio prosegue nel commento seguente)

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  40. (seguito del commento precedente)
    Ritengo la sua domanda provocatoria perché la suddetta “Indagine” è tuttora pubblicata sul suo stesso blog, per cui dovrebbe conoscere di già la risposta alla domanda che mi ha fatto, anche perché l’ho citata una marea di volte in molti miei documenti che lei ha sicuramente letto.
    Metto in evidenza che la suddetta “Indagine” è stata svolta fra gli altri dal dott. Filippo Maria Lobina che ha fatto ora da supervisione all’esame del PRIP e che in data 19.12.2011 mi ha confermato personalmente al telefono che i dati riportati alla pag. 16 della suddetta “Indagine” sono stati forniti ufficialmente dalla Direzione della U.O. Servizio Affissioni e Pubblicità, vale a dire dallo stesso Dott. Francesco Paciello, che non li ha potuti contestare al sottoscritto nemmeno in sede di controdeduzioni alle osservazioni al PRIP presentate da VAS a tal riguardo.
    Difatti, anziché confutarmi la fondatezza dei dati della “Agenzia” il dott. Paciello, ha controdeddotto affermando che “la durata delle autorizzazioni è prevista nelle disposizioni regolamentari comunali”, eludendo la sostanza della mia osservazione, che però non contesta, confermandone così implicitamente tutti i contenuti.
    Per quanto riguarda la Nuova Banca Dati, di cui a livello informale mi sono stati forniti alcuni estratti, posso assicurare che non vi sono registrate le date di scadenza dei singoli impianti, che quindi potrebbero rimanere installati sul territorio in eterno anziché per soli 10 anni, per i quali il Comune si fa pagare un CIP non dovuto per i 30.000 con titolo scaduto.
    A tal riguardo non posso non evidenziare che l’allora “Comitato Promotore” – quando si è messo a collaborare con il Comune – ha avuto in mano proprio da Paciello l’estratto della Nuova Banca Dati relativo all’intero I° Municipio, senza accorgersi di questa grave lacuna e della conseguente azione del Comune che rasenta secondo me l’appropriazione indebita su cui ho sollecitato un approfondimento di indagine al Vicecomandante Antonio Di Maggio.
    Le faccio altresì presente di aver fatto fare sul caso tanto una interrogazione urgente al Sindaco ed all'Assessore Bordoni dal cons. comunale Maria Gemma Azuni (SEL) e dal consigliere del II° Municipio Massimo Inches (La Destra di Storace).
    Con un messaggio di posta elettronica trasmesso lo scorso 20 gennaio a tutti i Presidenti dei Municipi governati dal centro-sinistra ho fatto presente quanto segue: "Ogni Presidente di Municipio può infatti e deve pretendere di sapere non solo quali e quanti siano nel territorio da lui governato gli impianti pubblicitari che fanno parte delle concessioni e delle autorizzazioni rinnovate fino al 31.12.2014, ma anche e soprattutto gli impianti rimanenti del riordino che hanno il titolo definitivamente scaduto dal 31.12.2009 e debbono essere quindi rimossi, con le buone (invitando cioè a farlo le ditte titolari di tali impianti) oppure con le cattive (facendo sanzionare gli impianti abusivi dai rispettivi Gruppi di Polizia Municipale e provvedere alla loro rimozione forzata, anticipando le spese con gli incassi delle sanzioni stesse e non con un prelievo dal bilancio che costituirebbe una distrazione dei fondi pubblici)".
    Ritiene esaustiva la mia risposta oppure fra un po’ mi ritornerà alla carica di nuovo provocatoriamente con chissà quale cavillo ?

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  41. 226 mil di Euro è il contenzioso delle ditte vs il Comune, in termini di canoni arretrati, multe, etc...stimati dall'Agenzia.
    A seguito di questo contenzioso dal 1995 è stata istituita la procedura di riordino, x dare tempo e modo alle ditte di regolarizzarsi.
    A detto dell'Agenzia, a 15 anni dagli inizi della procedura, sarà molto difficile recuperare tali somme.
    AGENZIA: "A diversi anni di distanza l’amministrazione tentava,
    con la DCC 31/2009 (“Regolamento per la definizione
    delle liti pendenti relative ai tributi comunali
    aboliti”), una nuova soluzione per definire il
    contenzioso e permettere una sanatoria dei debiti
    pregressi relativi all’abolita imposta comunale sulla
    pubblicità sostituita dal CIP dal 1 gennaio 2007.
    Alla procedura aderirono 81 aziende dalle quali,
    secondo i dati forniti dal SAP, è stata corrisposta a
    titolo di acconto una somma di 2,7 milioni di euro.
    Solo al termine dell’istruttoria delle pratiche sarà
    possibile conoscere l’intero ammontare recuperato."
    Il Comune ha un credito enorme, ma di difficile recupero.
    Negli anni si sono stratificate varie leggi per realizzare queste somme.
    Se si rimuovessero tutti gli impianti, come dice, come concilia con le 81 ditte sopra citate che hanno dato un acconto x la restituzione del debito ?
    Secondo il suo ragionamento, sarebbero illegittimo anche il tentativo di recupero fatto dal Comune, il DCC 31/2009, perchè le ditte fino ad allora non hanno fatto nulla e quindi dovevano esser rimossi tutti gli impianti, punto e basta.
    Nokia1

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  42. (replica a Nokia1 delle ore 3,11 del 29.1.2012)
    Caro Nokia1, il ragionamento cavilloso che c’è dietro il commento che ha voluto farmi tradisce il tentativo penoso di sostenere la tesi di Fitzcarraldo sulla impossibilità materiale di rimuovere 30.000 impianti, mischiando per giunta strumentalmente il passato con il presente.
    Non è affatto vero che l’Agenzia alla pag. 16 della sua “Indagine” (da cui lei ha pescato gli altri dati) abbia stimato in 226 milioni di euro il contenzioso delle ditte con il Comune: questa è una cifra che mi è stata riferita dallo stesso dott. Francesco Paciello in presenza di Fabio Depino e che ho riportato nella relazione illustrativa della proposta di delibera di iniziativa popolare (da cui lei ha copiato), ma che quantificava in questa cifra il danno erariale all’anno 2006 per causa di 22.000 contenziosi in atto.
    Come riportato anche nella Relazione, in applicazione della delibera n. 29 del 9.2.2009, che prevede tra l’altro il “recupero delle morosità e dell’evasione in materia di … CIP” (Canone Iniziative Pubblicitarie), la Direzione del Servizio Affissioni e Pubblicità ha deciso di ripartire dallo stato di fatto esistente alla fine dell’anno 2007, per sapere da un lato quanti fossero complessivamente i cartelloni pubblicitari esistenti a quel momento in tutta Roma e per conoscere dall’altro lato quanti fossero quelli delle maggiori Ditte che hanno partecipato alla procedura di riordino, per invitarle ad “autocertificare” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 l’elenco aggiornato di tutti i propri impianti con le esatte posizioni conseguenti soprattutto agli eventuali loro spostamenti effettuati negli ultimi 10 anni dopo l’istanza di riordino presentata entro il 9 maggio 1997 (quindi dal 1997 al 2007).
    Nel 2009 il Dott. Francesco Paciello ha sottoscritto con molte ditte pubblicitarie appositi “verbali di partecipazione al procedimento del riordino” in cui sono stati riconosciuti ai sensi del DPR 445/2000 gli impianti di proprietà facenti parte del riordino e si é preso atto del debito nei confronti dell’amministrazione comunale per l’anno 2009.
    (per esigenze di spazio prosegue nel commento successivo)

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  43. (seguito del commento precedente)
    Ad un successivo controllo del Servizio Affissioni è stato accertato che molti impianti sono stati falsamente dichiarati come modelli “ES”, vale a dire come impianti installati senza aspettare l’esito della relativa istruttoria.
    A seguito della permanenza della situazione debitoria di alcune ditte, specie per l’anno 2010, con apposita Determinazione Dirigenziale il dott. Francesco Paciello ha disposto la revoca del verbale di partecipazione al procedimento del riordino sottoscritto nel 2009 e l’archiviazione dell’istanza di riordino presentata nel 1996. CON LA MEDESIMA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE É STATA ORDINATA LA RIMOZIONE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI DELLA SOCIETÀ, INDIVIDUATI NELL’ALLEGATO DEL PROVVEDIMENTO, FISSANDO UN TERMINE DI 7 GIORNI PER LA RIMOZIONE, CON L’AVVERTENZA CHE, IN CASO DI INOTTEMPERANZA, SI SAREBBE PROVVEDUTO D’UFFICIO, CON ADDEBITO DELLE RELATIVE SPESE E FATTA SALVA L’APPLICAZIONE DELLE SANZIONI PECUNIARIE.
    Come dovrebbe sapere anche Nokia1, il Dott. Francesco Paciello ha dichiarato “decadute” per morosità 3 ditte pubblicitarie con altrettante Determinazioni Dirigenziali motivate dal vigente REGOLAMENTO CHE AL 3° COMMA DELL’ART. 7 STABILISCE CHE IL MANCATO PAGAMENTO DEL CANONE PER UN IMPORTO PARI A DUE RATE, ANCHE NON CONSECUTIVE E NON RIFERITE ALLA STESA ANNUALITÀ, COSTITUISCE UNA DELLE CAUSE DI DECADENZA DELLE AUTORIZZAZIONI.
    Come può ben vedere da solo, caro Nokia1, la morosità delle ditte pubblicitarie – come direbbe Di Pietro – non c’azzecca niente con le rimozioni, o meglio è un motivo in più per procedere proprio alla rimozione di tutti gli impianti delle ditte debitorie.
    Quanto alle 81 ditte che avrebbero dato un acconto per la restituzione del debito, l’eventuale rimozione di tutti i loro impianti per morosità non le esime di certo dall’obbligo di saldare comunque il debito, che verrà quantificato proprio al termine dell’istruttoria delle pratiche.
    Sotto quest’ultimo aspetto non ho capito il suo ragionamento finale, che si chiude sentenziando un “punto e basta” e che è del tutto sconclusionato, dal momento che con la deliberazione n. 31 del 26-27 marzo 2009 il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento per la definizione delle liti pendenti relative ai tributi comunali aboliti ed ai sensi dell’art. 2 la definizione agevolata dei tributi ha riguardato anche l’imposta comunale sulla pubblicità, per cui non si riesce a capire in che cosa sia illegittimo il tentativo di recupero fatto dal Comune, dove caso mai possono ravvisarsi omissioni di atti dovuti d’ufficio se non avesse preso alcun provvedimento nei confronti delle ditte che – come dice lei – non hanno fatto nulla.
    La prossima volta cerchi di arrampicarsi un po’ meno sugli specchi: punto e basta.

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  44. I dati dei 226 mil di Euro li ho copiati, certo ma non da Lei, ma dal rapporto dell'Agenzia x il controllo dei servizi, a pag. 17.
    Secondo, mi chiedo se, come Lei ha detto, il Dott. Paciello aveva iniziato un'attività di autodenuncia degli impianti presenti nella procedure di riordino, non fosse il caso di
    chiudere questa fase invece di deliberare la famosa 37/2009, che ha permesso l'installazione di migliaia di impianti, tramite l'autodenuncia, confondendo ancora di più la situazione tra gli impianti del riordino e quelli nuovi installati a seguito della 37/2009 appunto.
    Terzo, visto che non ho preclusioni alla sua ipotesi, ammesso che il Comune inizi a rimuovere i 30.000 impianti, vista l'inadeguatezza dell'attività del Comune, bisognerebbe:
    - esser sicuri che le sanzioni vengano fatte pagare, per permettere di coprire i costi delle rimozioni
    - potenziare l'apparato che effettua le rimozioni, dotandolo di più uomini, mezzi e luoghi dove depositare gli impianti
    - radiare le ditte morose per "la procedura di riordino", dalla banca dati
    - rimuovere tuti gli impianti, a parte i 3 mila e rotti verificati come legittimi, e non permettere alle ditte di proseguire l'attività prima di sanare la situazione con il Comune.

    Se è questo ciò che lei propone, le chiedo se seondo lei, di fronte ad una ipotesi del genere, il Comune possa politicamente accettarla ed avallarla; o se in caso lei avesse altre proposte in merito per affronatre la situazione attuale.
    Per inciso non mi sto arrampicandio sugli specchi, ma, seguendo il suo ragionamento, sto cercando di verificarne la fattibilità e la realizzazione sul territorio, a patto che le ipotesi formulate siano riscontrabili.
    Infine le chiedo, vista la debolezza dell'attuale giunta, se non l'inerzia ad affrontare questo capitolo, che soluzioni proporrebbe per costringerli a mettre in pratica le azioni sopra riportate.
    Grazie per l'attenzione
    Nokia1

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  45. (replica a Nokia1 delle ore 3,14 del 30.1.2012)
    Caro sig. Nokia1, lei fa una gran confusione tra “autocertificazione” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 degli impianti che le ditte hanno dichiarato come facenti parte della procedura del riordino (per giunta talora in modo falso) e la “autocertificazione” sempre ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 di nuovi impianti installati abusivamente, che equivale ad una “autodenuncia” consentita nella Nuova Banca Dati previo pagamento di una indennità pari al CIP, malgrado il vigente Regolamento approvato con delibera n. 37/2009 vieti l’installazione di nuovi impianti su suolo pubblico.
    Paciello non ha affatto “iniziato una attività di autodenuncia degli impianti presenti nelle procedure di riordino”, che ha provveduto semplicemente a censire e registrare nella Nuova Banca Dati assegnando ad ognuno il rispettivo numero di codice identificativo proprio attraverso i verbali di partecipazione al procedimento di riordino, che sono serviti anche per aggiornare la situazione contabile di ogni ditta pubblicitaria che vi ha aderito.
    Altrettanta confusione fa sui tempi e sui ruoli assegnati ad ognuno, perché non tiene conto che la delibera n. 37 è stata approvata dal Consiglio Comunale il 30 marzo del 2009 e che quasi tutti i verbali di partecipazione al procedimento del riordino sono stati sottoscritti dopo dal dott. Paciello, che non poteva comunque “chiudere” così la fase del “riordino” dal momento che le istanze presentate di buona parte degli impianti pubblicitari dovevano essere ancora istruite.
    L’approvazione della delibera n. 37/2009 è stata una precisa scelta “politica” della attuale maggioranza del Consiglio Comunale, che a quel momento non poteva comunque “chiudere” la procedura del riordino anche e soprattutto perché la scadenza del 1° quinquennio delle “concessioni” era stata prorogata al 31 dicembre del 2009 dalla delibera del Consiglio Comunale n. 426 del 2 luglio 2004.
    (per esigenze di spazio prosegue nel commento seguente)

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  46. (seguito del commento precedente)
    La procedura del “riordino” si può considerare definitivamente chiusa dal 1 gennaio 2010, quando per l’appunto sono state rinnovate solo 3.189 “concessioni” per impianti installati su suolo pubblico.
    Le faccio presente che l’obbligo di rimuovere i rimenenti 30.000 impianti circa non è affatto una mia “ipotesi”, che lei (come allora il “Comitato Promotore”) cocciutamente subordina ancora alla condizione che siano riscontrabili (senza peraltro fare nulla per accertarla di persona), ma un preciso dovere del Comune la cui “inadeguatezza della attività” deriva esclusivamente da una precisa volontà “politica” e si configura comunque come una omissione di atti dovuti d’ufficio, di fronte alla quale il sottoscritto non intende di certo starsene con le mani in mano e continuare a vedere il più totale disprezzo della legalità.
    Premesso che la radiazione delle ditte morose riguarda tutte le ditte indistintamente e non solo quelle che hanno partecipato al “riordino”, l’elenco delle azioni che dovrebbe intraprendere il Comune da lei fatto al 3° punto (riscossione delle sanzioni, rimozioni dei 30.000 impianti ecc.) non è affatto una mia “proposta”, ma caso mai una mia precisa “pretesa”, dal momento che rientrano tutte in una precisa prescrizione di legge rispetto alla quale è per me del tutto ininfluente “se il Comune possa politicamente accettarla o avallarla”, perché per me la “politica” può tutto meno che andare contro legge.
    Trovo stupefacente che lei mi chieda quali siano le soluzioni che debbo essere io a proporre per costringere il Comune a mettere in pratica le azioni da lei riportate, quando fin dal luglio del 2009 erano chiaramente indicate nel documento del “Comitato Promotore” che è stato consegnato ufficialmente in occasione della 1° riunione del Tavolo Tecnico istituto dall’Assessore Bordoni.
    Vi si diceva testualmente che se gli impianti abusivi non verranno rimossi dal Comune o dagli Enti Parco o dalla Regione Lazio o dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comitato Promotore si vedrà costretto ad ottenere di farli rimuovere da un apposito Commissario ad acta attraverso una Class Action messa in atto nelle forme e nei modi consentiti dalla legge.
    Le ricordo che il “Comitato Promotore” ha rifiutato di fara la Class Action assieme a VAS, che a tutt’oggi la può supportare sulla base di ben 367 segnalazioni.
    Da allora ad oggi la situazione è cambiata in peggio sul fronte della sicurezza stradale, perché la “inadeguatezza dell’attività” del Comune (come la chiama lei) ha provocato 2 morti ed una marea di incidenti stradali, per cui – almeno per quanto mi riguarda – sto prendendo in seria considerazione l’opportunità di chiedere al Ministro Passera ed allo stesso Presidente del Consiglio Monti di commissariare il Comune di Roma proprio per garantire la sicurezza della circolazione stradale.
    C’è inoltre la denuncia penale, che dovrebbe fare ogni associazione che sia portatrice di “interessi diffusi”, quale è – oltre a VAS – anche la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, benché non ufficialmente riconosciuta.
    Domanda finale: come mai sul suo blog non é possibile fare un contronto serio e civile come questo proprio nel "merito" delle questioni, anche se critico ?

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  47. Intanto la ringrazio delle spiegazioni, cque mi occupo del blog solo da utente, come su questo.
    Si vedrà se ci saranno delle ulteriori riflessioni su questo tema, come fatto oggi, che in ogni caso si andrebbero ad accavallare ad altre iniziative che parallelamente si stanno portando avanti e di cui di volta in volta viene dato spazio sul blog.
    Nokia1

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  48. Lo scambio qui sopra è stato costruttivo, e almeno per me chiarificatore. Alla fine si "quaglia" se si mettono da parte esercizi di stile, malumori e si parla solo di fatti.
    Fabrizio

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