venerdì 6 gennaio 2012

Dalla associazione VAS riceviamo e volentieri pubblichiamo la cronistoria degli incidenti stradali che ha voluto segnalare anche al Ministro dei Trasporti, chiedendone l’intervento nell’esercizio dei poteri sostitutivi della eventuale inerzia del Comune

Messaggio di posta elettronica inviato da VAS Roma il 3 gennaio 2012 a: polmunicipaleseg12@comune.roma.it ; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it ; davide.bordoni@comune.roma.it ; assessorato.ambiente@comune.roma.it ; info@aequaroma.it ; picsdecoro@libero.it ; mobilita@comune.roma.it ; gianni@alemanno.it ; sindaco@comune.roma.it ; procura.roma@giustizia.it ; dg.sicurezzastradale@mit.gov.it ; segreteria.passera@mit.gov.it ; urp.rm@poliziadistato.it ; sveva.belviso@comune.roma.it ; segreteriacapodigabinetto@comune.roma.it ; staff@alemanno.it 

In data 2 gennaio 2012 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata delle foto sottoriportate secondo la quale una Fiat Seicento nella stessa mattinata di ieri è finita contro un cartellone pubblicitario installato sullo spartitraffico centrale di via Cristoforo Colombo nel tratto in discesa tra il Palasport e via Pontina, più precisamente tra viale dell’Umanesimo e l’incrocio con via dell’Oceano Atlantico e via dell’Oceano Pacifico.
Una delle foto sopra riportate mostra la cimasa al centro dell’impianto abbattuto che porta il nome della S.r.l. “Studio Zeta Pubblicità” che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati (aggiornato all’8 settembre 2011) é registrata con il codice 0112, ma risulta essere anche una società annullata con Determinazione Dirigenziale n. 1999 del 12 luglio 2011 a cui é stata ingiunta la rimozione di tutti gli impianti pubblicitari che a più di 5 mesi ormai di distanza da quel provvedimento non risulta ancora avvenuta.

La sottostante foto tratta da Street View di Google Maps lascia vedere che a settembre del 2008 l’impianto risultava già installato sullo spartitraffico centrale, dove figurano anche tutta una serie di impianti pubblicitari della stessa ditta, che risultano tuttora installati.

A conferma delle mancate rimozioni sul sito www.cartellopoli.net in data odierna é stato pubblicato il sottostante fotomontaggio che dimostra che sullo stesso spartitraffico centrale di via Cristoforo Colombo risultano  installati a tutt’oggi ben 12 impianti bifacciali di proprietà della S.r.l. “Studio Zeta Pubblicità”.
Sullo stesso sito in data odierna sono state pubblicate una serie di foto (di seguito riportate), che attestano che il 25 novembre 2011 sullo stesso spartitraffico, a poca distanza dall’impianto abbattuto ieri mattina, risultava esistente un altro cartellone pubblicitario della stessa S.r.l. “Studio Zeta Pubblicità” che alla data di ieri 2 gennaio 2012 non c’era più, perché sostituito da un nuovo impianto ancora senza pubblicità, installato senza alcuna cimasa e senza targhetta con codice identificativo e quindi di natura completamente abusiva.
25 novembre 2011

2 gennaio 2012
 
Nel sito sono state pubblicate anche le foto sottostanti che lasciano presumere che l’impianto della S.r.l. ““Studio Zeta Pubblicità” sia stato abbattuto a seguito di un altro precedente incidente stradale: lo dimostrerebbero la terra fresca smossa di recente, i pezzi di impianto rimasti sul terreno ed i segni di pneumatici.
La segnalazione pervenuta a questa associazione fa presente che lo spartitraffico centrale di questo tratto della via Cristoforo Colombo é inferiore ai 4 metri minimi prescritti in deroga al Codice della Strada dal 4° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009,  che stabiliscono anche una distanza minima dal limite di entrambe le carreggiate di mt. 1,80, che non sembra pur essa rispettata.

A tal ultimo riguardo, per opportuna conoscenza in particolare del neo Ministro dei Trasporti, si riporta il sottostante messaggio di posta elettronica che questa associazione ha trasmesso alle ore 14,34 del 12 ottobre 2011 che si chiudeva testualmente nel seguente modo: “A nome e per conto di una associazione che é portatrice di interessi diffusi, che per finalità statutarie é tenuta a difendere, si invita pertanto e si diffida le SS.LL. in indirizzo a dare immediato seguito, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, alle segnalazioni di VAS sollecitate dal Ministero dei Trasporti”.
 
Anche alla suddetta diffida non é stato dato seguito né da parte del Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma né da parte del Servizio Affissioni al punto che  nella notte tra il 2 ed il 3 novembre 2011 contro un impianto installato in modo altrettanto illecito sullo spartitraffico centrale di via Tuscolana anch’esso di larghezza inferiore ai 4 metri minimi consentiti in deroga dal vigente Regolamento comunale ed a distanza molto ravvicinata rispetto alla carreggiata (di cui si riporta la foto sottostante) si é andato a schiantare con il suo motorino il sig. Enis Kraja che é morto sul colpo, assieme alla fidanzata Iana Dogot morta pochi giorni dopo anche lei in seguito all’incidente. 

Si mette in evidenza che dopo l’incidente mortale provocato dall’impianto pubblicitario installato su via della Tuscolana, in data 12 novembre questa associazione ha trasmesso in allegato ad un messaggio di posta elettronica indirizzato all’On. Sindaco di Roma (anch’esso sotto riportato per opportuna conoscenza) un elenco di impianti pubblicitari che sono stati installati tutti nello spartitraffico centrale di diverse vie e piazze di Roma e che ai fini della sicurezza della circolazione stradale presentavano (come presentano tuttora) più o meno lo stesso identico grado di pericolosità dell’impianto pubblicitario collocato in via Tuscolana, con invito e diffida ad attivarsi per far sì che venissero immediatamente rimossi quanto meno tutti gli impianti pubblicitari che sono stati sanzionati dai diversi Gruppi di Polizia Municipale competenti per territorio, nel rispetto delle prescrizioni dettate tanto dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione quanto dal vigente Regolamento sulle affissioni pubblicitarie approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009.
 
Non risulta che sia stato dato ad oggi nessun seguito alla richiesta di questa associazione.
 
Si mette in ancor maggiore evidenza che sul sito www.cartellopoli.net in data 30 novembre 2011 sono state pubblicate le foto sotto riportate che attestano che anche sullo spartitraffico centrale del tratto in oggetto di via Cristoforo Colombo nel 2009 é avvenuto un incidente stradale contro un impianto presumibilmente sempre della S.r.l. Studio Zeta Pubblicità” che ha provocato la morte della sig.ra Teaca Lucica.

In considerazione della grave quanto recidiva inerzia del Comune di Roma, si ribadisce che ai sensi del comma 10 dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992 “il  Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade direttive per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonché disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell'osservanza delle disposizioni stesse”: si chiede pertanto alla Direzione Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero dei Trasporti (di cui l’amministrazione comunale sembra non avere preso in nessuna considerazione  la sua richiesta di “mettere in atto tutte le azioni utili al ripristino delle necessarie condizioni per la sicurezza della circolazione stradale“) di sollecitare in  modo ultimativo il Servizio Affissioni del Comune di Roma a provvedere quanto meno alla immediata rimozione di tutti gli impianti pubblicitari della S.r.l. “Studio Zeta Pubblicità” installati sullo spartitraffico centrale del tratto di via Cristoforo Colombo, se non anche di tutti gli impianti installati sullo spartitraffico centrale di tutte le vie di Roma in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada e delle stesse deroghe concesse dal Regolamento del Comune di Roma.

Si chiede di esercitare i poteri sostitutivi nel caso che si protragga ulteriormente l’inerzia del Comune di Roma.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.
 
Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - 


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VAS diffida il Comune a garantire la sicurezza della circolazione stradale

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Subject: Obbligo di garantire la sicurezza della circolazione stradale nell'ambito delle rispettive competenze
From: VAS Roma
Sent: Saturday, November 12, 2011 5:41 PM
To: gianni@alemanno.it ; sindaco@comune.roma.it
Cc: sveva.belviso@comune.roma.it ; segreteriacapodigabinetto@comune.roma.it

On. Sindaco di Roma,

come dovrebbe esser noto anche a Lei, il 2 novembre scorso è avvenuto un incidente che ha interessato un impianto pubblicitario installato su via Tuscolana che era stato sanzionato fin dal precedente mese di febbraio dal Corpo di Polizia Municipale, ma che non era stato rimosso a distanza ormai di 8 mesi.

L’incidente ha provocato la morte di due persone, determinando il sequestro penale dell’impianto pubblicitario per omicidio colposo.
A tal ultimo riguardo si fa presente che nel 2004 il titolare di un’impresa commerciale ha collocato dei cartelli pubblicitari in prossimità di un incrocio su una strada regionale del Piemonte, coprendo involontariamente il segnale di Stop: un automobilista che percorreva quella strada con obbligo di dare la precedenza non ha rallentato all’incrocio ed é andato a scontrarsi con un’altra macchina morendo sul colpo.

I suoi familiari hanno fatto causa e chiesto un indennizzo perché il segnale di Stop era “invisibile” in quanto oscurato da cartelloni pubblicitari installati davanti: dopo anni di battaglie legali, con sentenza n. 31326 dell’agosto del 2011 la Corte di Cassazione ha dato ragione ai familiari, per cui il tribunale competente dovrà ora riconsiderare il caso, perché le pubblicità “coprivano” lo Stop (fra l’altro, al momento del sinistro mortale, era già scaduta la concessione comunale per installare quei cartelli pubblicitari).

Stando alla Corte di Cassazione, gli stessi titolari di quegli impianti pubblicitari possono essere considerati responsabili del reato di omicidio colposo, e obbligati a rimborsare i familiari della vittima.

Ne deriva che se si dovesse malauguratamente verificare di nuovo un incidente stradale analogo a quello avvenuto in via Tuscolana, del reato di omicidio colposo oltre che dell’obbligo di rimborsare i familiari delle vittime potrebbero essere considerati responsabili anche e soprattutto i funzionari delle pubbliche amministrazioni che sono “competenti” ad assicurare la sicurezza della circolazione stradale, con l’aggravante di essere stati anche sollecitati a garantirla adottando i dovuti provvedimenti al riguardo dallo stesso Ministero dei Trasporti.

In allegato alla presente si trasmette un elenco di impianti pubblicitari che sono stati installati tutti nello spartitraffico centrale di diverse vie e piazze di Roma e che ai fini della sicurezza della circolazione stradale presentano più o meno lo stesso identico grado di pericolosità dell’impianto pubblicitario collocato in via Tuscolana.

A nome e per conto di una associazione che é portatrice di interessi diffusi, che per finalità statutarie é tenuta a difendere, si invita pertanto e si diffida la S.V. ad attivarsi per far sì che vengano immediatamente rimossi quanto meno tutti gli impianti pubblicitari che sono stati sanzionati dai diversi Gruppi di Polizia Municipale competenti per territorio, nel rispetto delle prescrizioni dettate tanto dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione quanto dal vigente Regolamento sulle affissioni pubblicitarie approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009.

Si coglie l’occasione per invitare altresì la S.V. a sollecitare il Consiglio Comunale a rispettare l’ordine del giorno dei lavori che è stato fissato per lunedì 14 novembre 2011, discutendo e votando la proposta di delibera di iniziativa popolare che riguarda la modifica del vigente Regolamento sulle affissioni pubblicitarie e degli atti connessi, ma che a detta del capogruppo del PDL Luca Gramazio vuole essere rimandata addirittura a data indeterminata.

Riteniamo che il Consiglio Comunale non possa decidere che le sue stesse regole si possono violare con tanta leggerezza, specie in coincidenza di momenti come questi: Le chiediamo pertanto un suo autorevole intervento che peraltro consiste nel ristabilire anche in questo caso in modo trasparente e democratico il rispetto delle stesse regole che si è data l’amministrazione comunale.

Certi della sua sensibilità al problema di garantire la sicurezza della circolazione stradale e quindi di un suo diretto interessamento, ringraziamo anticipatamente e porgiamo i nostri più distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione “Verdi Ambiente Società” (VAS) – 


Impianti pubblicitari installati illecitamente sullo spartitraffico centrale.pdf

4 commenti:

  1. WOW! Il Corriere rilancia!

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_gennaio_6/cartelloni-tv-francese-su-roma-1902762627745.shtml

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  2. COMPLIMENTI ARCH. BOSI, ANCORA UNA VOLTA FANTASTICO!

    TESI GIURIDICA
    Roma è tutelata dall'UNESCO, essendo patrimonio dell'umanità.
    I cartellonari ed i loro complici in Campidoglio hanno sfigurato in maniera irrimediabile Roma.
    Dunque i cartellonari ed i loro complici in Campidoglio hanno commesso un crimine contro l'umanità!

    Mc Daemon

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  3. Bosi super professionale come sempre, i cittadini onesti ringraziano

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  4. Da roma.corriere.it

    Cartelloni abusivi, la tivù francese attacca:
    «Scandalo a Roma, la pubblicità uccide»
    L'emittente France2 ricorda i due motociclisti morti a causa di un impianto illegale. E conta «50mila cartelloni, metà abusivi, vicino alle carreggiate o nel mezzo della strada»

    Mc Daemon

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