domenica 5 febbraio 2012

Approfondimento del PRIP con Comitati e Associazioni: emendamenti a confronto

Dalla associazione VAS riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Finalmente la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” ha scoperto le sue carte, perché il 26 gennaio scorso ha pubblicato sul suo blog sia il testo degli emendamenti al PRIP che la lettera di accompagno trasmessa alla IX Commissione Commercio.

La pubblicazione mi ha consentito di fare non solo un approfondimento maggiore di quello fatto in precedenza con il resoconto della audizione che si è tenuta il 26 gennaio scorso,  ma di mettere a confronto i testi degli emendamenti presentati da una parte da VAS e dall’altra dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, per evidenziarne sia le convergenze che le differenze.

Il  confronto è stato fatto anche tra le osservazioni al PRIP che il 3 maggio 2011 sono state presentate dall’allora “Comitato Promotore” e gli emendamenti che il 26 gennaio scorso ha presentato la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”: questo confronto ha portato ad accertare che gli emendamenti non sempre hanno confermato le precedenti osservazioni, che sono state per lo più meglio esplicitate, ma anche modificate ed integrate, fino ad assumere su alcuni punti una posizione del tutto nuova e ben diversa da quella presa a suo tempo dal “Comitato Promotore”.

Da un punto di vista procedurale debbono considerarsi validi e comunque distinti entrambi i contributi, essendo formalmente diversi i soggetti che hanno presentato ieri le osservazioni ed oggi gli emendamenti: per tali ragioni si rimette in allegato il testo delle osservazioni di ieri e degli emendamenti di oggi per permettere a chi legge il confronto e valutare così anche le differenti posizioni che sono state assunte rispetto ad alcuni punti strategici.

Lo stesso confronto non è al momento possibile anche con gli emendamenti di Legambiente Lazio, perché non ne è stato ancora fornito il testo, ma solo i “titoli”.

Tengo a precisare che lo scopo dichiarato di questo approfondimento non è solo quello di dare una corretta informazione in generale ai lettori di questo blog, ma di entrare più nel merito delle singole questioni per i cosiddetti “addetti ai lavori”, pubblicando in allegato una serie di documenti specifici che sono relativi alle osservazioni presentate a nome di VAS, aggiornate per lo più anche con le relative controdeduzioni della Giunta e del dott. Francesco Paciello  ma anche di valutazioni e repliche personali del sottoscritto.

Ritengo molto importante ed utile al dibattito sul PRIP (che prima o poi si verrà ad aprire in Consiglio Comunale) fare il punto della situazione, per portare a conoscenza fra l’altro il modo in cui ha lavorato la IX Commissione Commercio, che non ha recepito nemmeno le osservazioni di VAS o del “Comitato Promotore” che sono state accolte in sede di controdeduzioni sia di Francesco Paciello che della stessa Giunta Capitolina: si tratta di modifiche ed integrazioni sia alle 14 Tavole di zonizzazione e tipi stradali sia alla relazione illustrativa sia allo schema normativo che dovranno essere accolte dal Consiglio Comunale, si spera assieme alle altre proposte di modifiche ed integrazioni che non sono state invece recepite.

CONVERGENZE TOTALI

PROCEDIMENTO DI PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI – Nelle osservazioni al PRIP che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho fatto presente l’obbligo per il Comune di consentire la partecipazione dei cittadini secondo il Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 57/2006 non solo ai Piani di Localizzazione (a valle cioè del procedimento), ma anche direttamente al PRIP (cioè a monte del procedimento).
Con gli emendamenti presentati il 26 gennaio scorso la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” ha proposto che “il procedimento di partecipazione dei cittadini dovrà essere strutturato e svolto secondo il Regolamento di cui alla Delibera C.C. 57/2006”.

ZONIZZAZIONE DEL PRIP – La redazione del PRIP risulta essere stata condizionata dalle pressioni delle ditte pubblicitarie che hanno inciso fortemente sulle “scelte di piano”, fino al punto di arrivare a derogare macroscopicamente dai criteri dettati dalla lettera A) del 1° comma dell’art. 20 del Regolamento comunale, che obbliga a classificare il territorio comunale nelle stesse 5 aree omogenee individuate dal nuovo P.R.G. vigente (città storica, città consolidata, città da ristrutturare, città della trasformazione, territorio non urbanizzato): in totale difformità da questa precisa prescrizione, il PRIP articola il territorio comunale in zona “A” con divieto di affissione e zona “B” a sua volta suddivisa con diverse modalità di affissione in sottozona B1 (che comprende le aree incluse all’interno del tracciato delle mura aureliane, delle mura gianicolensi e delle mura vaticane) sottozona B2 (che include le aree esterne al tracciato delle mura ed incluse all’interno del tracciato dell’anello ferroviario e del quartiere dell’EUR) e sottozona B3 (che comprende tutte le restanti aree esterne all’anello ferroviario).
La differenza non è di poco conto se soltanto si considera che la sottozona B1 ricomprende il centro storico di Roma così come iscritto dall’UNESCO nel 1980 nella Lista del Patrimonio Mondiale (“World Heritage List”), i cui confini coincidono con quelli del I° Municipio di Roma, esteso per 14,301 Kmq., mentre la “città storica” così come individuata dal nuovo P.R.G. vigente – come descritta alla pag. 32 della stessa Relazione illustrativa – “comprende oltre alla zona interna delle mura aureliane anche le espansioni otto-novecentesche consolidate, i quartieri dell’architettura moderna, singoli edifici e complessi speciali, spazi aperti”: secondo la tabella riportata alla pag. 33 della Relazione illustrativa la “città storica” si estende per ben 5.000 ettari, pari al 3,9% dell’intero territorio comunale che è di 129.000 ettari, mentre secondo la scheda di sintesi del PRIP consegnata alla stampa il 2 febbraio 2011 il centro storico si estende per 1.400 ettari.
In tal modo nella “città storica” viene concessa l’installazione anche di cartelli e tabelle fino ad un massimo di mt. 3 x 2, per riconoscervi come “diritti acquisiti” gli impianti che vi risultano già installati e che vengono così “legittimati” anche in zona vincolata.
Va messo in evidenza che la “città storica” del PRG ricomprende gli interi Municipi I, II, III e XVII, porzioni continue dei Municipi IV, IX, XII, XVI e XVIII e porzioni distaccate dei Municipi V, VI, VII, X e XI.
Nelle osservazioni al PRIP che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho proposto che il PRIP, senza derogare dalla lettera a) del 1° comma del’art. 20 del vigente Regolamento, faccia espresso riferimento alle stesse 5 aree omogenee individuate dal nuovo P.R.G., destinando:
- a zona A il territorio non urbanizzato e le stesse categorie di aree per lo più vincolate individuate dal PRIP;
- a sottozona B1 tutte le parti non soggette a vincolo della intera “Città storica”;
- a sottozona B2 l’intera “Città consolidata” e l’intera “Città da ristrutturare”;
- a sottozona B3 la “città della trasformazione”, riservata alle zone di espansione della città ancora da realizzare.
Nelle osservazioni al par. 3.1 dello schema normativo del PRIP presentate il successivo 3 maggio 2011 il Comitato Promotore ha proposto che “le sottozone di seguito individuate ricalcano quelle previste dal Piano Regolatore Generale della città di Roma.
-sottozona B1, che comprende la città storica;
-sottozona B2, che comprende la città consolidata e la città da ristrutturare ;
-sottozona B3, che comprende la città della trasformazione”.
Con l’emendamento allo stesso par. 3.1 presentato il 26 gennaio scorso la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” ha proposto di “sostituire la descrizione delle tre sottozone nel modo seguente:
- sottozona B1, che comprende la città storica così come individuata nel vigente PRG del Comune di Roma;
- sottozona B2, che comprende la città consolidata e la città da ristrutturare così come individuate nel vigente PRG del Comune di Roma;
- sottozona B3, che comprende la città della trasformazione così come individuata nel vigente PRG del Comune di Roma.”
È stato alla fine recepito integralmente lo stesso testo dell’osservazione di VAS presentata l’11 aprile 2011.  

DIVIETO DI INSTALLAZIONE DI IMPIANTI SU PARETI CIECHE O SU TETTI E TERRAZZI IN TUTTA LA SOTTOZONA B1 – Nelle osservazioni che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho fatto la seguente proposta: “Non è comunque consentita in tutta la città storica l’istallazione di impianti su parete cieca o di impianti su tetti e terrazzi”.
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2012 dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è stato proposto che “in tutta la sottozona B1 non è comunque consentita l’istallazione di impianti su parete cieca o di impianti su tetti e terrazzi”.

TETTO MASSIMO DELLA PUBBLICITÀ SU PARETE CIECA - Nelle osservazioni alla scheda tecnica 13/14, relativa agli impianti su parete cieca, presentate il 3 maggio 2011 il Comitato Promotore ha proposto che “la dimensione massima consentita è di 10 metri quadrati e comunque non può eccedere il 50% della parete”.
Benché non prevista nelle osservazioni presentate a nome di VAS l’11 aprile 2011, la proposta è stata successivamente condivisa pienamente dal sottoscritto.

EDIFICI DI CARATTERE ARCHEOLOGICO E STORICO-ARCHITETTONICO - Nelle osservazioni che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho proposto di sostituire il testo del 1° comma del Par. 1.7 dello schema normativo con il seguente:
“Sugli edifici soggetti a vincoli di carattere archeologico e storico-architettonico, individuati dai rispettivi decreti ministeriali di imposizione del vincolo e nel vigente P.R.G. del Comune di Roma, nonché nelle relative fasce di rispetto o pertinenze, è vietata l’istallazione di impianti pubblicitari pubblici o privati e degli impianti per pubbliche affissioni”.
L’emendamento presentato dalla “associazione Basta Cartelloni” il 26 gennaio 2012 propone lo stesso identico testo.
Nelle osservazioni che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho proposto di abrogare  il testo del 2° comma del Par. 1.7 dello schema normativo che consente l’istallazione di impianti “entro una distanza inferiore a 10 metri dagli edifici di carattere storico-monumentale e dalle relative pertinenze”.
L’emendamento presentato dalla “associazione Basta Cartelloni” il 26 gennaio 2012 propone di eliminare lo stesso 2° capoverso.

DIVIETO DI INSTALLAZIONE DI IMPIANTI SU ENTRAMBI I LATI DEI LUNGOTEVERE - Nelle osservazioni che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho fatto la seguente proposta riguardo al paragrafo 1.9: “Si propone di sostituire l’espressione “lato Tevere” con la seguente:
“, entro il vincolo della fascia di rispetto dei 150 metri di entrambe le sponde, così come individuato dal PTPR,”.
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2012 dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è stato proposto di sostituire l’espressione “lato Tevere” con lo stesso identico testo proposto da VAS.
  
PIANI DI LOCALIZZAZIONE REDATTI DALLE DITTE PUBBLICITARIE - Nelle osservazioni che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho fatto la seguente proposta riguardo al paragrafo 5.4 dello schema normativo: “Si propone di cancellare la lettera c) del 1° comma, che consente la redazione dei Piani di Localizzazione anche per iniziativa dei privati”.
Nelle osservazioni al par. 5.4 dello schema normativo del PRIP presentate il successivo 3 maggio 2011 il Comitato Promotore ha proposto di “Cassare il punto c) (piani di localizzazione redatti dai privati)”.
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2012 dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è stato proposto di “eliminare il capoverso/punto c): “per iniziativa e a cura dei privati anche in forma associativa”.

ELIMINAZIONE DEL PARAGRAFO 5.6 DELLO SCHEMA NORMATIVO RIFORMULATO DALLA GIUNTA – In sede di controdeduzioni approvate il 22 giugno 2011 la Giunta Capitolina ha deciso di riformulare il testo del par. 5.6 dello schema normativo, facendo un bel salto di qualità dall’adozione di un PRIP che era senza immediate norme di attuazione e che ora invece sono state introdotte in sede di controdeduzioni anche se limitatamente ai circa 35.000 impianti pubblicitari facenti parte del riordino: è stato controdedotto che in riferimento alle osservazioni di cui al punto “Misure di salvaguardia del PRIP” si è dovuto tener “conto della disciplina vigente relativamente al progetto di riordino richiamata nelle norme transitorie del Regolamento Pubblicità (Deliberazione C.C. n. 37/2009)”, che dovrebbero essere quelle riportate al comma 5 bis dell’art. 34 secondo il quale “l’esame delle domande di riordino ancora in fase istruttoria è sospeso e sarà effettuato sulla base dei criteri introdotti” sia dal PRIP che dai Piani di Localizzazione.    
La suddetta disposizione è stata interpretata in sede di applicazione nel senso che anche gli impianti Modello ES, installati del tutto abusivamente senza aspettare l’esito della istruttoria della richiesta di nuova installazione, possono ora essere eventualmente “legittimati” dal PRIP sulla base delle sue non meglio specificate “linee guida”.
Ho apertamente criticato le suddette controdeduzioni nel post che è stato pubblicato su questo blog il 26 novembre 2011.
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2012 dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è stato inserito ora anche il par. 5.6 come punto 3 degli emendamenti versione 2012 riguardante le “Modifiche introdotte dalla Commissione Commercio” con la proposta di eliminare l’intero testo, ripristinando quello precedente alle modifiche della Commissione Commercio (che come detto  sono state invece apportate dalla Giunta Capitolina in sede di controdeduzioni).

ELIMINAZIONE DEL PARAGRAFO 7.1 DELLO SCHEMA NORMATIVO INTRODOTTO DALLA COMMISSIONE COMMERCIO -  La IX Commissione Commercio ha proposto di aggiungere allo schema normativo del PRIP un capitolo n. 7, relativo alle “Disposizioni Attuative”, che al paragrafo 7.1 detta la disposizioni riguardanti la “Fase di prima attuazione del Piano”.
La Commissione Commercio ha compiuto un ulteriore salto di qualità perché ora, rispetto al punto 5.6 dello schema normativo, che riguarda l’efficacia dei Piani di Localizzazione e che era stato riformulato nel testo dalla Giunta Capitolina, ha introdotto un capitolo 7 dedicato espressamente alle disposizioni attuative del PRIP, che partono dal presupposto che il PRIP sia approvato dal Consiglio Comunale entro la fine del 2011 e che dal 1 gennaio 2012 il diritto di rimanere comunque installati nell’immediato sul territorio venga esteso non solo a tutti gli impianti pubblicitari che fanno parte del riordino, ma anche a tutti gli altri che risultano installati a vario titolo e che risultino inseriti nella Nuova Banca Dati, compresi quindi anche e soprattutto quelli abusivi, che possono essere ricollocati anche negli altri Municipi, “qualora ne esistano i presupposti” non meglio specificati.
Con un messaggio di posta elettronica del 19 dicembre 2011 ho trasmesso anche a tutti i membri della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” le mie osservazioni critiche all’emendamento a tutti i membri della IX Commissione Commercio, rilevandone anche tutti i vizi di legittimità.
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2012 dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è stato inserito ora anche il par. 7.1 come punto 3 degli emendamenti versione 2012 riguardante le “Modifiche introdotte dalla Commissione Commercio” con la proposta di eliminare l’intero Capo.

CONVERGENZE PARZIALI

DIMENSIONAMENTO DEL PRIP – Rispetto alla superficie espositiva complessiva attuale, che sarebbe di circa 231.000 mq., il PRIP prevede un dimensionamento di 162.500 mq., che nelle osservazioni presentate a nome di VAS l’11 aprile 2011 ho di fatto chiesto di rivedere per le due seguenti ragioni.
1 – Il ridimensionamento complessivo del PRIP deve derivare anzitutto dalla correzione dovuta degli errori materiali che ho rilevato nelle 14 Tavole di zonizzazione e tipi stradali: basti pensare che debbono essere cancellate tutte le installazioni di impianti previste su interi tratti di strade soprattutto consolari dove vige il divieto tassativo di affissione pubblicitaria (come via Boccea, via Trionfale, via Cassia, via Flaminia Nuova, viale di Tor di Quinto, via del Foro Italico, via Salaria, via dei Colli della Farnesina, viale Tiziano, viale Maresciallo Pilsudski, viale della Moschea, via Cristoforo Colombo, Via Aurelia, via Aurelia Antica, via Prenestina, via Prenestina Nuova, via Casilina, viale delle Tre Fontane, Viadotto della Magliana, viale dell’Atletica, via Cristoforo Colombo, via Tuscolana, via del Mare ecc.).   
2 - Se alle suddette correzioni d’ufficio obbligatorie si aggiunge il rispetto delle zone omogenee del P.R.G. destinando a sottozona B1 l’intera “città storica” e non solo il “centro storico”, estendendo così la limitazione degli impianti pubblicitari prescritta per tale sottozona ad una superficie complessiva di 5.000 ettari, anziché di soli 1.400 ettari, si arriva allora ad un vero e proprio ridimensionamento complessivo del PRIP.
Nelle osservazione presentate il 3 maggio 2011 il “Comitato Promotore” ha sostenuto soltanto che “l’entità della superficie espositiva totale deve essere allineata a quella per abitante prevista per le altre città italiane”.
Nella lettera aperta inviata al Sindaco il 10 novembre scorso sempre come “Comitato Promotore” si afferma che “il Comitato ha già sostenuto e insisterà affinché sia ulteriormente diminuita la superficie massima indicata”.
Dopo che è stato reso pubblico l’esame del PRIP fatto dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, che ha proposto di dimezzare la superficie espositiva complessiva, il 4 gennaio 2012 sul blog della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è stato pubblicato che “La superficie di esposizione pubblicitaria prevista dal PRIP è troppo elevata e va sensibilmente ridotta, portandola ad almeno il 50% di quella attuale”.
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio scorso la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” ha proposto di diminuire di un quarto (25%) gli indici di affollamento per tutte le tipologie stradali e per tutto il territorio cittadini, presumendo come effetto la riduzione fino a 120.000 mq. complessivi di tutta la superficie massima espositiva.
Per la cronaca la proposta della Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma di dimezzare la superficie espositiva complessiva è stata fatta propria dal consigliere comunale On. Antonino Torre: il 26 gennaio scorso anche Legambiente Lazio ha fatto propria la proposta dell’Agenzia per una diminuzione del 50% rispetto al censito,  che porterebbe la densità a 24,3 mq/km.

DIVERGENZE PARZIALI

TIPOLOGIE DI IMPIANTI CONSENTITE NEL CENTRO STORICO – Nelle osservazioni che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho fatto la seguente proposta: “Nella sottozona B1 relativa al centro storico individuato dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità è consentita esclusivamente l’istallazione della seguente tipologia di impianto di cui al Titolo VI:
1.B -  Cartello per PPAA – formati 100x140, 140x200, 300x140 destinati esclusivamente a comunicazioni di tipo istituzionale”.
Nelle osservazioni presentate il successivo 3 maggio 2011 dal “Comitato Promotore” è stato proposto di “togliere sia gli impianti su orologio sia gli impianti su parete cieca. Includere i parapedonali. Aumentare la distanza minima a 50 metri. Escludere il formato 300x140”.
La stessa proposta è stata confermata negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2012 dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”.
È stata recepita quindi parzialmente l’osservazione di VAS presentata l’11 aprile 2011, eliminando il cartello di mt. 300x400, ma aggiungendo il parapedonale SPQR.

TIPOLOGIE DI IMPIANTI CONSENTITE NELLA CITTÀ STORICA – Nelle osservazioni che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho fatto la seguente proposta: “Nella sottozona B1 relativa alla città storica, così come individuata dal vigente PRG, ad accezione del centro storico inserito nel patrimonio dell’umanità, è consentita esclusivamente l’istallazione delle seguenti tipologie di impianti di cui al Titolo VI:
- 1.B -  Cartello per PPAA – formati 100x140, 140x200, 300x140 destinati esclusivamente a comunicazioni di tipo istituzionale;
- 1.C – Palina SPQR – formato 100x100;
- 2.B – Palina con orologio – formato 100x70.”
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2012 dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è stato proposto che “nella sottozona B1 relativa alla città storica, così come individuata dal vigente PRG, ad accezione del centro storico inserito nel patrimonio dell’umanità UNESCO, è consentita esclusivamente l’istallazione delle seguenti tipologie di impianti di cui al paragrafo 6:
- 1.B -  Cartello per PPAA – formati 100x140, 140x200, destinati esclusivamente a comunicazioni di tipo istituzionale;
- 1.C – Palina SPQR – formato 100x100;
- 1.E – Parapedonale SPQR.”
È stata recepita parzialmente l’osservazione di VAS presentata l’11 aprile 2011, eliminando il cartello di mt. 300x400 e la palina con orologio formato 100x70, ma aggiungendo il parapedonale SPQR.

PIANI DI LOCALIZZAZIONE – Nelle osservazioni che ho presentato a nome di VAS l’11 aprile 2011 ho proposto che “Prima della adozione, per tutte le aree soggette a vincolo paesaggistico per le quali occorre uno Studio di Inserimento Paesistico (SIP) occorre acquisire la preventiva ed obbligatoria autorizzazione paesaggistica, previo parere vincolante delle Soprintendenze competenti per territorio”: la proposta è stata peraltro accolta in sede di controdeduzioni approvate dalla Giunta Capitolina il 22 giugno 2011.
Negli emendamenti che ho successivamente presentato sempre a nome di VAS il 26 gennaio scorso ho proposto che “i Piani di localizzazione vanno redatti con lo stesso metodo adottato per il presente piano, estendendo alla intera rete stradale la sua classificazione in base agli indici di affollamento ai fini della individuazione dei tipi stradali da applicare a tutta la città”.
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2011 la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” ha proposto che “l’estensione delle aree soggette ai piani di localizzazione è definita sulla base delle delimitazioni territoriali dei municipi e non può essere inferiore al territorio del singolo municipio”, che “ogni deroga al vigente codice della Strada è comunque vietata ed esclusa” e che “I piani di localizzazione dovranno essere approvati entro un anno dalla pubblicazione del presente PRIP. Qualora entro tale termine i piani di localizzazione non fossero stati approvati comunque tutte le autorizzazioni relative agli impianti debbono considerarsi decadute e non rinnovabili”.

BANDI DI GARA - Nelle osservazioni che ho presentato a nome di VAS l’11 aprile 2011 ho proposto che  a seguito della approvazione dei Piani di Localizzazione il Comune provvede al rilascio delle autorizzazioni sia per gli impianti di sua proprietà (SPQR) che proprietà privata da installare su suolo pubblico stabiliti dal Piano di Localizzazione approvato, previa gara pubblica per ognuno dei lotti territoriali in cui verrà suddivisa la città.
Come condizione ineludibile del primo bando di gara va posta la automatica decadenza delle autorizzazioni di tutti gli impianti esistenti, che risultino ancora installati sul territorio, di proprietà delle ditte che non avranno vinto il bando di gara, con la perdita immediata del conseguente “diritto acquisito” e l’obbligo di rimozione di tali impianti a loro cura e spese. In caso di inerzia, il Comune provvede alla rimozione forzata con la collaborazione della ditta che ha vinto il bando. La ditta singola o associata che si aggiudica ogni specifica gara ha diritto ad una locazione degli impianti comunali e/o ad installare esclusivamente il numero fisso degli impianti che sono stati individuati nel Piano di Localizzazione e che vengono autorizzati per una durata pari a cinque anni, rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni, senza obbligo di disdetta da parte del Comune o di altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio, trascorsi i quali il Comune provvede ad indire un nuovo bando per la gestione dello stesso identico numero di impianti.
Negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2011 la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” ha proposto che “entro 60 giorni dall’approvazione dei piani di localizzazione, anche delle aree a progettazione unitaria di cui al punto 5.7, l’amministrazione comunale provvede alla pubblicazione di bando per gara pubblica per l’aggiudicazione della concessione per l’affissione pubblicitarie della superficie espositiva definita dai piani di localizzazione e dalle aree a progettazione unitaria. Il bando può prevedere l’aggiudicazione per la superficie definita da più piani di localizzazione, raggruppati in lotti come indicati dall’Art. 7 commi 1 bis e 2 del regolamento affissioni delibera C.C. 37/2009”.

DIVERGENZE TOTALI

TIPI STRADALI - Nelle osservazioni presentate il 3 maggio 2011 il “Comitato Promotore” ha proposto di eliminare dal Par. 2.3 dello schema normativo gli indici di affollamento ST28 ed ST32.
La proposta di eliminazione è stata ribadita negli emendamenti presentati il 26 gennaio 2012 dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” che l’ha estesa anche al Par. 2.1 (relativo ai “Tipi stradali”).
Sia il “Comitato Promotore” che la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” hanno continuato ad ignorare che il 2° comma dell’art. 20 del vigente Regolamento stabilisce un indice di affollamento pari al 35% per le strade di interquartiere (IQ) della “Città da Ristrutturare” e del 40%  per le strade di interquartiere della “Città della Trasformazione”.
I suddetti 2 indici massimi sono stati correttamente applicati dal PRIP al pari degli altri indici di affollamento e sono stati concretizzati in 35 e 40 mq. di superficie espositiva ogni 100 metri lineari di strada, diventati poi gli ultimi 2 indici massimi di 8 tipi di strade.
Chiederne l’eliminazione significa negare l’intero procedimento che ha portato ad individuare anche gli altri 6 tipi stradali con minor indice di affollamento.
Per essere coerente con il “metodo” che in tal caso ha correttamente seguito il PRIP, l’osservazione-emendamento avrebbe caso mai dovuto chiedere che i suddetti tipi stradali ST28 e ST32 debbano essere applicati esclusivamente per le strade di interquartiere rispettivamente della  “Città da Ristrutturare” (ST28) e della “Città della Trasformazione”  (ST32).
Per una migliore comprensione della chiave di lettura del metodo di progettazione seguito dal PRIP si rimettono in allegato le analisi del PRIP riguardo ai Municipi II° e XVII°.

NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE - Nelle osservazioni che a nome di VAS ho presentato l’11 aprile 2011 ho chiesto per primo di trasformare lo schema normativo in Norme Tecniche di Attuazione dettando la disciplina tanto per l’immediato rispetto allo stato dell’impiantistica esistente (facendo “tabula rasa” sia degli impianti installati nelle aree vincolate con divieto di affissione che dei 30.000 impianti del riordino con titolo scaduto) quanto a regime riguardo allo svolgimento dei bandi di gara a seguito della approvazione del Piani di Localizzazione.
Nelle osservazioni presentate il 3 maggio 2011 il “Comitato Promotore” ha poco dopo proposto soltanto che “devono essere previste delle norme di attuazione del PRIP che stabiliscano i soggetti preposti alla rimozione degli impianti ed all’adeguamento alle nuove regole”, senza dettarne il testo, precisando solo in seguito l’opportunità di stabilire delle norme transitorie separate però dalle norme di attuazione: nella lettera aperta inviata al Sindaco il 10 novembre scorso sempre come “Comitato Promotore” si parla testualmente di un “regime transitorio” che il 4 gennaio 2012 è stato ribadito ancora come “Comitato Promotore” (benché sciolto e diventato dalla fine di novembre del 2011 “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”) con la precisazione che tale regime “gestisca il sistema fino ai Piani di Localizzazione ed ai bandi, e che sia approvato unitamente al PRIP”.
Lo stesso regime transitorio con la stessa identica precisazione è stato confermato nella lettera che come “associazione” e non più come “Comitato” il 26 gennaio scorso è stata ufficialmente trasmessa all’intera IX Commissione per il Commercio, con allegati gli emendamenti al PRIP versione 2012 che sono però sostanzialmente diversi anche rispetto alle originarie osservazioni al PRIP del Comitato Promotore.
La proposta attuale prevede adesso che il PRIP venga approvato dal Consiglio Comunale sempre con lo schema normativo solo modificato ed integrato ma lasciato integro nella sua impostazione, senza cioè essere trasformato in Norme Tecniche di immediata Attuazione e senza prevedere che scatti comunque nulla per l'immediato: entro un mese dalla delibera di approvazione del PRIP dovrebbe essere la Giunta Comunale ad approvare delle Norme Tecniche di Attuazione che dovranno contenere tanto “le indicazioni dello Schema Normativo del PRIP integrate con le norme contenute nel vigente regolamento affissioni” quanto le “Norme Transitorie in sostituzione di quelle contenute nel regolamento affissioni” che sostanzialmente congelano la situazione così com’è per l’anno entro il quale dovrebbero a loro volta essere approvati i Piani di Localizzazione, solo dopo trascorso inutilmente il quale è previsto che “comunque tutte le autorizzazioni relative agli impianti devono considerarsi decadute e non rinnovabili”.
Si mette in risalto la contraddizione che si registra tra la lettera di accompagno degli emendamenti, dove alla lettera b) del punto 6 si parla di “creazione di un regime transitorio … che sia approvato unitamente al PRIP” dal Consiglio Comunale e l’emendamento specifico che propone l’approvazione da parte invece della Giunta Capitolina di NTA “che dovranno contenere Norme Transitorie in sostituzione di quelle contenute nel regolamento affissioni delibera 37/2009”.  
Le Norme Transitorie per di più disporrebbero soltanto il divieto di rilasciare nuove autorizzazioni (che già c’è) e di procedere a ricollocazioni, accorpamenti e spostamenti di impianti, nonché “le procedure per la revoca e/o il diniego di rinnovo delle autorizzazioni/concessioni rilasciate in deroga al C.d.S. o che risultino in contrasto con le previsioni del PRIP e delle NTA”.
Si fa presente che, così come proposto, l’emendamento esautora di fatto il Consiglio Comunale perché demanda alla Giunta Capitolina il compito di approvare delle Norme Tecniche di Attuazione che spetta invece espressamente al Consiglio Comunale.
Basti dire a tal riguardo che la maggior parte dei Comuni d’Italia (sia grandi che piccoli) si è dotata di un “Piano Generale degli Impianti Pubblicitari (PGIP)” che è stato approvato dai rispettivi Consigli Comunali contestualmente a delle Norme Tecniche di Attuazione o Norme di Attuazione o Norme Tecniche.
Tramite internet è stato accertato che così han fatto ad esempio i Comuni di Siena, Perugia, Brescia, Osimo, Venafro, Jesi, Paternò, Caccamo, Melito, Monza, Carrara, Vittorio Veneto, Lamezia Terme, Rende, Alessandria, Cosenza, Viterbo nonché delle Città di Venaria reale e di Gravellona Toce.  
Così come proposto, l’emendamento sembra presentare dei vizi di legittimità, perché ai sensi del 2° comma dell’art. 42 del D.Lgs. n. 267/2000 “il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: … b) piani territoriali e urbanistici”, mentre ai sensi del 2° comma del successivo art. 48 “la giunta compie tutti gli atti … che non siano riservati dalla legge al consiglio”.
Ne deriva che il potere “regolamentare” spetta esclusivamente al Consiglio Comunale e non può essere delegato alla Giunta Capitolina: la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, specie dopo che si è vista bocciare la proposta di delibera di iniziativa popolare, sembra ora fidarsi maggiormente della Giunta benché di essa faccia parte anche e soprattutto dall’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni, di cui ha peraltro chiesto le dimissioni al Sindaco.
Come si può giudicare da soli, la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” con le sue Norme Transitorie propone di lasciare in piedi di fatto ciò che anche senza PRIP è già obbligatorio rimuovere ed in particolare i 30.000 impianti del riordino con titolo scaduto: per di più parla di “procedure” che non possono avere valenza di prescrizione di immediata rimozione nemmeno delle autorizzazioni che solo dopo un anno dovrebbero considerarsi decadute e non rinnovabili, senza dare quindi nemmeno la certezza dei tempi materiali delle dovute rimozioni.
La suddetta “proposta” fa a cazzotti con quella di VAS e siccome risulta oggettivamente molto più favorevole agli interessi sia del Comune che delle ditte pubblicitarie, perché viene consentito a tutti e due di “respirare” ancora quanto meno per un anno, ha “politicamente” più probabilità di essere approvata: per tali motivi non dovrebbero restare due alternative/proposte che si annullano fra loro, con una delle quali che non risolve lo stesso problema, ma rischia di lasciarlo ancora in piedi anche ben oltre un anno.
 
RAPPORTO TRA PRIP E REGOLAMENTO VIGENTE – Nel suo esame del PRIP l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma arriva ad affermare che “per completare il processo avviato con la redazione del Piano è necessario quindi redigere le Norme tecniche di attuazione (NTA), assumendo come riferimento lo schema normativo allegato al Piano”, ma anziché proporre – come sarebbe stato più che logico e conseguente – di trasformare lo schema normativo in vere e proprie “Norme Tecniche di Attuazione”, ritiene invece possibile “aggiornare il Regolamento”, assumendo “come riferimento il Piano del Comune di Firenze che, di fatto, assorbe nelle sue norme molte parti del Regolamento”.
La necessità di “assumere nel Regolamento, attraverso una sua modifica, lo schema normativo allegato al Piano” viene spiegata nel seguente modo: “Lo schema normativo per poter essere immediatamente applicabile, necessita di una sua articolazione in un insieme di norme. Così facendo le NTA del PRIP costituirebbero un apparato normativo autonomo, ma tale procedura contiene un punto debole, ovvero una sovrapposizione tra ciò che prescrive il Regolamento e ciò che prescrive in maniera più dettagliata il Piano (es. nel caso dei divieti di collocazione dei mezzi pubblicitari). La strada a nostro avviso più efficacemente percorribile è quella di non tradurre lo schema normativo in una norma separata ma di integrare il Regolamento con lo schema normativo del PRIP. La soluzione che si suggerisce è simile a quella del caso di Firenze che ha inserito i contenuti normativi del Piano e le disposizioni del Regolamento in un unico strumento. Tale obiettivo si può raggiungere adeguando gli attuali art. 4 e 6 del Capo I (Disposizioni generali) del Regolamento, ad esempio rendendo coerente l’elenco dei tipi di impianto con quello previsto nel PRIP.”
Nella valutazione dell’esame del PRIP fatto dall’Agenzia che il 24 dicembre 2011 ho trasmesso per posta elettronica a Giunta e membri del Consiglio Comunale ho rimarcato anzitutto che le Norme Tecniche di Attuazione di qualunque Piano Regolatore non sono e non possono essere separate dagli elaborati grafici ed hanno sempre una valenza giuridica immediata per cui non serve in linea di principio che per dare ad esse questa valenza si debba integrare il Regolamento con lo schema normativo del PRIP.
Ho fatto presente in secondo luogo che l’Agenzia non si è accorta che il PRIP così come adottato dalla Giunta Capitolina il 2 febbraio 2011, quanto meno per il mancato rispetto delle zone omogenee del P.R.G. e delle ridotte tipologie di impianti, è già di per sé in deroga al vigente Regolamento che dovrebbe essere pertanto comunque modificato per “adeguarlo” al PRIP: sotto questo aspetto, oltre che agli articoli  4 e 6 del vigente Regolamento, dovrebbero essere modificati anche i “tipi e formati ammessi” elencati alla lettera F) del 1° comma dell’art. 20 per adeguarli a quelli ridotti che prevede sia lo “schema normativo”  che le schede tecniche allegate ad esso.
A conferma di questo ho messo in evidenza che l’atto con cui la Giunta Capitolina ha deliberato di adottare il PRIP precisa che “le disposizioni contenute nella presente deliberazione sostituiscono quelle eventualmente difformi o in contrasto di cui alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 37 del 30 marzo 2009 ‘Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e delle affissioni’ ”.
Ad ulteriore conferma ho portato la controdeduzione approvata sempre dalla Giunta Capitolina il 22 giugno 2011 al “parere” espresso dal Consiglio del XIII Municipio, che ha accolto estendendo la deroga proprio dell’art. 4 del Regolamento, prevista al 5° comma.
Ne deriva in termini di “metodo” che vanno contestualmente modificati ed integrati da una parte lo “schema normativo” trasformandolo in vere e proprie Norme Tecniche di Attuazione quali parte integrante del PRIP e dall’altra, in parallelo, gli articoli del Regolamento che sono necessariamente da “adeguare” alle stesse Norme Tecniche di Attuazione.
La stessa identica proposta di modifiche ed integrazioni del Regolamento comunale di pubblicità è stata da me consegnata nel corso della riunione che si è tenuta il 26 gennaio scorso.
In un articolo pubblicato sul proprio blog il 4 gennaio 2012 la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” ha scritto che “i correttivi suggeriti dall’Agenzia di Controllo, quindi, ci trovano d’accordo”: nella lettera di accompagno degli emendamenti presentati il 26 gennaio scorso ha specificato che “va armonizzata la normativa, semplificata e facilitata la sua applicazione attraverso la definizione di NTA del PRIP, le quali dovranno contenere la Parte Normativa del Piano integrate con le norme del regolamento vigente (delibera 37/2009 smi).
Come preciso emendamento di “coordinamento norme attuazione, regolamento e regime transitorio”  è stata fatta una “proposta/schema di deliberazione di approvazione del PRIP” con il seguente testo: “Le NTA dovranno contenere le indicazioni dello Schema Normativo del PRIP integrate con le norme contenute nel vigente regolamento affissioni (Delibera C.C. 37/2009 smi), sostituendo tutto quanto in contrasto o difformità alle prescrizioni del detto Schema; le disposizione delle NTA, così redatte, sostituiscono tutte le norme contenute nel regolamento affissioni delibera C.C. 37/2009”.
Anche il rapporto tra PRIP e Regolamento vigente viene demandato alla Giunta Capitolina quando il compito spetta esclusivamente al Consiglio Comunale.
Per dovere di cronaca va detto che a tal riguardo Legambiente Lazio sta facendo valutare cosa sia più opportuno da un punto di vista giuridico.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
-Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS)-


N.B. - Documenti connessi all’articolo a cui si rimanda per una lettura di maggiore approfondimento.
1 – Analisi del PRIP riguardo al II Municipio.

2 – Analisi del PRIP riguardo al XVII Municipio.

3 - Proposte di VAS di modifiche ed integrazioni al PRIP con allegati:
     3 A – Controdeduzioni agli errori materiali del PRIP;
     3 B – Controdeduzioni alle osservazioni alla relazione illustrativa del PRIP;
     3 C – Controdeduzioni alle proposte di VAS di modifiche ed integrazioni allo schema normativo del PRIP.

4 – Emendamenti al PRIP del Comitato e dell'Associazione a confronto.

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