lunedì 27 febbraio 2012

Insegne di esercizio su immobili ricadenti in area vincolata: illegittimità dell’art. 36 del vigente regolamento comunale in materia di pubblictà

Dalla associazione VAS riceviamo e volentieri pubblichiamo.

L’art. 36 del vigente “Regolamento comunale in materia di esposizione pubblicitaria e di pubbliche affissioni”, così come approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37 del 30.3.2009,  detta delle “Ulteriori prescrizioni in tema di insegne di esercizio”.

L’ultimo periodo dispone testualmente che “il rilascio di autorizzazioni all’installazione di insegne, annesse e strumentali agli esercizi commerciali e conformi alle norme tecniche, da apporre su immobili non vincolati ma ricadenti in zone assoggettate a vincolo paesaggistico, non è subordinato al rilascio del Nulla Osta da parte dell’Ente tutore del vincolo”.

In proposito la II° Unità Organizzativa Tutela Ambientale del Dipartimento X, che era all’epoca competente per il Comune di Roma al rilascio della autorizzazioni paesaggistiche in subdelega, ha chiarito con una nota che “possono essere autorizzate senza preventivo nulla osta le insegne aderenti ai muri perimetrali degli edifici senza alterane gli elementi architettonici esistenti, adeguandosi agli spazi alloggiativi qualora gli stessi siano già predisposti, purché contenuti entro i sesti dei vani d’apertura”.

L’XI Municipio del Comune di Roma ha successivamente chiesto il parere dell’Area Legislativa, Giuridico e Conferenze di Servizi della Direzione Territorio e Urbanistica della Regione Lazio  in merito all’iter procedimentale inerente il rilascio dell’autorizzazione all’installazione di insegne d’esercizio  da apporre su immobili ricadenti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

Nello specifico l’XI Municipio ha chiesto se, sia nei casi in cui vada richiesta la preventiva autorizzazione paesaggistica e sia nei casi in cui non vada richiesta al Dipartimento X (oggi Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica), vi sia in ogni caso anche la competenza dell’Ente di gestione del Parco ad esprimere il proprio nulla osta qualora l’immobile ricada nel territorio del Parco Regionale dell’Appia Antica.

Con nota prot. n. 149982 del 1 agosto 2011 (che si allega) la Regione Lazio ha espresso il seguente parere.

L’installazione delle insegne d’esercizio ricade nel campo applicativo della legge regionale n. 59 del 19.12.1995, in quanto la lettera g) del 1° comma dell’art. 1 prevede la subdelega ai Comuni dell’esercizio delle funzioni relative al rilascio della autorizzazioni paesaggistiche per “la posa in opera di cartelli o di altri mezzi pubblicitari ai sensi dell'articolo 14, comma 1, della legge 1497/1939 e dell'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni”.

Ciò conferisce anche al Comune di Roma la competenza relativa al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche nelle ipotesi tassativamente previste, ma non per questo di rilevarne le ipotesi, perché non è derogabile né modificabile la cornice normativa che va comunque rispettata e di cui fa parte il successivo 2° comma dell’art. 1 della stessa legge regionale n. 59/1995 il quale precisa che il rilascio della autorizzazione paesaggistica deve avvenire “conformemente ai criteri ed alle prescrizioni contenuti nelle norme tecniche di attuazione dei piani territoriali paesistici”.

Della cornice normativa da rispettare fa parte anche l’art. 149 del D.Lgs. n. 42 del 22.2.2004 (con cui è stato emanato il “Codice dei Bei Culturali e del Paesaggio”), che è stato poi ripreso anche dal 3° comma dell’art. 11 del Piano Territoriale Paesistico Regionale (in sigla PTPR) del Lazio e che elenca tassativamente i casi in cui non è richiesta l’autorizzazione paesaggistica: tra questi rientrano “gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici” (lett. b).

La dimostrazione che in tale categoria non possa essere annoverata l’installazione di insegne d’esercizio viene dal D.P.R. n. 139 del 9 luglio 2010 che ha disciplinato il “procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità”, in applicazione del 9° comma dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004: al punto 15 dell’allegato 1 è prevista la “posa in opera di cartelli e altri mezzi pubblicitari non temporanei di cui all'art. 153, comma 1 del Codice , di dimensioni inferiori a 18 mq, ivi comprese le insegne per le attività commerciali o pubblici esercizi”.

Il parere espresso della Regione Lazio mette in evidenza che la disposizione normativa del DPR n. 139/2010 “si pone in insanabile contrasto con l’art. 36 del Regolamento comunale di Roma in materia, che al contrario esonera da autorizzazione paesaggistica la medesima tipologia di interventi” e che “non v’è dubbio alcuno che sia la normativa di rango statale a dover prevalere”, perché “la materia di tutela paesaggistica è di esclusiva competenza dello Stato” e soprattutto “pur volendo sorvolare sulla gerarchia delle fonti, perché il D.P.R. n. 139/2010 è successivo alla D.C.C. n. 37/2009”.

La Regione Lazio ritiene pertanto che non sia legittima la disposizione di cui all’art. 36 del “Regolamento comunale in materia di esposizione pubblicitaria e di pubbliche affissioni”, così come approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009.

Per quanto riguarda poi la disciplina di tale tipologia di interventi da realizzare in aree ricadenti nel perimetro di un parco naturale, per la Regione Lazio “non pare quindi possa dubitarsi del fatto che l’installazione di insegne all’interno di un parco, in quanto intervento soggetto a concessione o autorizzazione, necessiti anche di nulla osta del rispettivo ente di gestione”, dal momento che né nella legge statale (art. 13 della legge n. 394/1991) né in quella regionale (art. 28 della legge regionale n. 29/1997) sono indicate specifiche esclusioni da tale disciplina per determinate categorie di interventi.

In proposito la Regione Lazio ricorda opportunamente che ai sensi del 7° comma dell’art. 9 della legge regionale n. 24/1998 il nulla osta rilasciato dall’Ente di gestione di un’area naturale protetta ai sensi dell’art. 28 della legge regionale n. 29/1997 assorbe anche l’autorizzazione paesaggistica ove sia approvato il piano di assetto dell’area naturale protetta, mentre rimane atto autonomo in caso contrario.

Il parere espresso dalla Regione Lazio è stato trasmesso all’XI Municipio ed al Dipartimento X - Tutela Ambientale e del verde e della promozione dello sport (che dalla fine dell’anno scorso non ha più la competenza nel rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche), oltre che per conoscenza all’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica.

Non è dato di sapere se del parere sia a conoscenza anche il Dirigente della “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali”, ing. Fabio Pacciani, che dipende dalla “Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici” del “Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica” e che dall’inizio di quest’anno ha anche il compito del rilascio della “autorizzazioni paesaggistiche” per impianti pubblicitari da installare in zona vincolata, nonché gli Enti Parco di Veio e di “Roma Natura”.

Non è dato nemmeno di sapere se la Regione Lazio abbia trasmesso il suo parere anche e soprattutto al Sindaco del Comune di Roma ed al Presidente del Consiglio Comunale per invitarli ad abrogare dal vigente “Regolamento comunale in materia di esposizione pubblicitaria e di pubbliche affissioni” quanto dispone l’art. 36: a giudicare dai 6 mesi di tempo trascorso inutilmente sembrerebbe di no.

Ad ogni buon fine ho provveduto a nome di VAS a trasmettere a tutti i diretti interessati il parere espresso dalla Regione Lazio in allegato ad un messaggio di posta elettronica, che è stato trasmesso alle ore 13,01 del 27 febbraio 2012 estendendolo anche al dott. Claudio Saccotelli (in quanto neo Direttore del Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità nonché Dirigente ad interim della U.O. Pianificazione insediamenti pubblicitari – Gestione affissioni e pubblicità) ed all’ing. Cesare Tabacchiera (in quanto Dirigente ad interim della U.O. Coordinamento tecnico – Monitoraggio del territorio – Contrasto abusivismo), oltre che al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale, con l’invito “a rispettare ed a far rispettare la sovraordinata normativa di rango statale ed in particolare il punto 15 dell’allegato 1 al DPR n. 139/2010, nonché a provvedere a far abrogare la disposizione di cui all’art. 36”.

Fermo restando che nelle more della sua abrogazione la suddetta disposizione non è comunque applicabile nel rispetto del DPR n. 139/2010, il Consiglio Comunale potrà e dovrà ormai provvedere ad eliminare l’evidente illegittimità in sede di approvazione del PRIP, quando dovrà contestualmente approvare anche le necessarie modifiche ed integrazioni al “Regolamento comunale in materia di esposizione pubblicitaria e di pubbliche affissioni”.  
 
Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


27 febbraio 2012 

Parere in merito alla competenza dell'Ente Parco circa l'installazione delle insegne d'esercizio su immobili ricadenti nel Parco Regionale dell'Appia Antica - Comune di Roma Municipio XI.pdf

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