mercoledì 7 marzo 2012

Al lavoro sugli impianti killer

Riportiamo di seguito un estratto dall'articolo del Messaggero del 30 dicembre 2011 per ricordare la storia di questi impianti che sono ancora presenti sul territorio e, come si può vedere da queste foto scattate il 1 marzo 2012, sono attivissimi:

...L'allarme sulla tipologia di cartelloni installati dalla società Pes, simili a quelli contro il quale Enis si è schiantato, scatta nel settembre dello scorso anno (2010). Le divise bianche del Gruppo Sicurezza Sociale e Urbana verificano la pericolosità delle installazioni e il 15 settembre (2010) inviano una lettera all'ufficio affissioni e pubblicità di via Ostiense. Lo stesso giorno una squadra di geometri esamina i cartelloni pubblicitari e indirizza un verbale ai responsabili dell'ufficio, in cui si conferma la pericolosità di quegli impianti. Non viene rispettata l'altezza minima tra l'asfalto e la base del cartellone (è di sessanta centimetri, invece di due metri e cinquanta) e soprattutto, si legge nella lettera, «i pannelli sono in vetro e gli spigoli vivi quindi pericolosi, vista l'altezza alla quale sono installati». 

Il 12 ottobre (2010) l'ufficio invia una lettera alla Pes nella quale si chiede di rimuovere gli impianti «pancia-vetro». «E' stata accertata la pericolosità degli impianti per i seguenti motivi» scrive il dirigente elencando i problemi relativi all'altezza e ai «materiali e formati degli impianti». Ci sono «quindi motivi ostativi al mantenimento degli impianti in questione sul territorio»...

1 commento:

  1. Siamo amministrati da una manica di cialtroni ed inetti!

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