martedì 27 marzo 2012

Bosi segnala: Megaimpianto Viale Marco Polo

Dalla associazione VAS riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Qui le foto e di seguito la segnalazione inviata il 20 marzo 2012 a: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseg01@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; direzionecommerciale@rfi.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; claudio.saccotelli@comune.roma.it; orlando.corsetti@comune.roma.it 

In data 24 febbraio 2012 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un megaimpianto pubblicitario monofacciale di mt. 16 x 3 circa che risulta installato a ridosso della ferrovia su Viale Marco Polo all’altezza dell’incrocio con Via Cristoforo Colombo (vedi foto allegata come “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_febbraio_2012.jpg”) .

La segnalazione allega le foto “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_marzo_2011.jpg”, “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_giugno_2010.jpg”e “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_giugno_2008.jpg” a dimostrazione che la maxi affissione risulta installata quanto meno dal mese di giugno 2008 ed é stata utilizzata con continuità da diversi inserzionisti, anche di natura pubblica, come la Regione Lazio.
Ai sensi della lettera b) del 2° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento comunale delle affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, “sono vietati: .... b) gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati, salvo quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lett. F) in materia di impianti non soggetti ai limiti di formato”, che non sembrano comunque riguardare il caso in questione, dal momento che ai sensi della lettera i) del 1° comma dell’art. 4 “non sono soggetti a limiti predeterminati di formato” i mezzi collocati su ponteggi e recinzioni di cantiere.

Le foto allegate lasciano vedere chiaramente che il megaimpianto risulta installato su una impalcatura di ponteggi metallici (vedi foto allegate come “201202233465.jpg” e come “201202233468.jpg”) su cui sono affissi al di sotto di esso 3 impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 che hanno una cimasa con il nome della ditta “CBS”, per cui la segnalazione desume che a questa ditta appartenga anche il megaimpianto.

Le foto allegate lasciano vedere altrettanto chiaramente che a fianco dei suddetti 3 impianti risultano installati sempre su viale Marco Polo altre 3 impianti pubblicitari di mt. 4 x 3, due dei quali ancora della ditta “CBS” mentre il terzo in mezzo ad essi ha la cimasa con il nome della ditta “CLEAR CHANNEL”: un settimo impianto sempre di mt. 4 x 3 risulta installato invece su Via Cristoforo Colombo (vedi foto allegate come “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_giugno_2008.jpg” e come “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_febbraio_2012.jpg”.

Le foto allegate mostrano che sia il megaimpianto che i 7 cartelloni di mt. 4 x 3 risultano collocati all’altezza dell’incrocio di Viale Marco Polo con Via Cristoforo Colombo, rispetto al quale la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992, stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”.

La successiva lettera c) dello stesso 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 prescrive che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari”: il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992.

Di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere di 15 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80.

Sia il megaimpianto che i 7 cartelloni di mt. 4 x 3 risultano collocati ad una distanza fra loro che non rispetta nemmeno quella minima di 15 metri.

Le foto allegate lasciano vedere che la struttura di ponteggi metallici poggia sulla scarpata della sottostante ferrovia.

Come già sopra detto, 5 degli impianti che si affacciano su Viale Marco Polo hanno una cimasa con il nome della ditta “CBS” che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) risulta registrata al codice 0051 come “CBS OUTDOOR S.r.l”, mentre al codice 0099 nella stessa Banca Dati risulta registrata invece la “RETE FERROVIARIA ITALIANA S.p.A.”: si chiede pertanto di sapere a chi debba essere attribuita la titolarità dei suddetti 5 impianti.

Per quanto concerne l’istallazione lungo la scarpata della ferrovia, il 5° comma dell’art. 23 del Codice della Strada emanato con D. Lgs. n. 285/1992 stabilisce che “i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell'ente proprietario della strada”: si chiede di sapere se “RETE FERROVIARIA ITALIANA” abbia rilasciato il suo preventivo ed obbligatorio nulla osta per tutti e 3 i suddetti impianti e se in particolare la ditta “CBS” abbia avuto dalla stessa “RFI” una apposita “concessione” ad istallare impianti a nome loro.

Si fa presente che con messaggio di posta elettronica trasmesso il 25 agosto 2011 questa associazione ha segnalato la situazione esistente in corrispondenza di entrambe le testate del ponte ferroviario che scavalca via del Quadraro, dove risultavano installati in maniera analoga al presente caso (anche se invertita riguardo alla posizione della linea ferroviaria) una serie di impianti pubblicitari che sono stati poi tutti rimossi: a dimostrazione se ne riportano le sottostanti foto del “prima” e del “dopo”.

Si fa presente infine che con deliberazione n. 609 del 3 aprile 1981 il Consiglio Comunale ha individuato a scopo di salvaguardia un’area urbana perimetrata, elencando la serie delle strade che ne delimitano i confini ed ha disposto che “le strade all’interno del perimetro sono incluse nel vincolo per l’intera superficie e quelle di confluenza per un tratto di almeno trenta metri dal punto di innesto dell’incrocio”: sia Viale Marco Polo che Via Cristoforo Colombo risultano rientrare all’interno di tale confine.

La perimetrazione della zona urbana del territorio comunale é stata fatta “ai fini dello studio e per la redazione dei piani particolareggiati inerenti la collocazione di impianti pubblicitari su aree pubbliche e private”.

La deliberazione dispone che “a scopo di salvaguardia dell’area perimetrata, onde consentire un razionale studio per una precisa ridefinizione degli impianti pubblicitari in atto installati, per quanto riguarda gli spazi ed aree pubbliche non si procederà ad ulteriori concessioni-autorizzazioni per l’installazione di cartelli pittorici o per affissione di manifesti superiori a mq. 6, riservando gli spazi eventualmente disponibili a manufatti comunali per affissione manifesti”.

La deliberazione n. 609/1981 risulta ribadita dal 1° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 237/2009, ai sensi del quale fino alla entrata in vigore del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e dei Piani di Localizzazione “sono confermate tutte le limitazioni disposte dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981”.

Ne deriva quindi che tanto per i 7 cartelloni di mt. 4 x 3 quanto a maggior ragione per il megaimpianto di 16 x 3 ca., se installati con le attuali dimensioni superiori a 6 mq. dopo il 1981, cioè dopo l’entrata in vigore della delibera n. 609/1981, non era possibile rilasciare la “concessione/autorizzazione”, che sarebbe comunque viziata di legittimità per le altre violazioni già sopra rilevate.

Si chiede quindi di voler accertare la regolarità tanto del megaimpianto di cui all’oggetto quanto dei contigui 7 impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 , provvedendo alla loro immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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