venerdì 30 marzo 2012

L'ultima trovata del Comune di Roma sul PRIP

Sul Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) la maggioranza che è al governo del Comune di Roma si è fin qui inventata tutta una serie di “trovate”, a partire dal 2 febbraio del 2011, quando cioè la Giunta Capitolina ha adottato un Piano Regolatore che non si può definire tale perché sprovvisto di Norme Tecniche di Attuazione che stabiliscano la disciplina da rispettare negli elaborati grafici costituiti dalle 14 Tavole di zonizzazione e tipi stradali: come prima “trovata” il PRIP è stato adottato con uno “schema normativo” che se approvato come tale dal Consiglio Comunale non avrebbe nessuna valenza giuridica.

In sede di controdeduzioni ai “pareri” espressi sul PRIP dai Consigli Municipali la Giunta Capitolina ha approvato una seconda “trovata”, riformulando il punto 5.6 dello schema normativo, che riguarda l’efficacia dei Piani di Localizzazione: la Giunta ha fatto un bel salto di qualità dall’adozione di un PRIP che era senza immediate norme di attuazione e che ora invece sono state introdotte in sede di controdeduzioni anche se limitatamente ai circa 35.000 impianti pubblicitari facenti parte del riordino, in maniera comunque opposta a quella che avevo richiesto io con le osservazioni presentate a nome di VAS, a cui la Giunta Capitolina ha dovuto ad ogni modo rispondere, perché le ha fatte integralmente proprie il Consiglio di centro-destra del II Municipio.

È stato controdedotto che in riferimento alle osservazioni di cui al punto “Misure di salvaguardia del PRIP” si è dovuto tener “conto della disciplina vigente relativamente al progetto di riordino richiamata nelle norme transitorie del Regolamento Pubblicità (Deliberazione C.C. n. 37/2009)”, che dovrebbero essere quelle riportate al comma 5 bis dell’art. 34 secondo il quale “l’esame delle domande di riordino ancora in fase istruttoria è sospeso e sarà effettuato sulla base dei criteri introdotti” sia dal PRIP che dai Piani di Localizzazione
 
La suddetta disposizione è stata interpretata in sede di applicazione nel senso che anche gli impianti Modello ES, installati del tutto abusivamente senza aspettare l’esito della istruttoria della richiesta di nuova installazione, possono ora essere eventualmente “legittimati” dal PRIP sulla base delle sue non meglio specificate “linee guida”.

La terza “trovata” è venuta dalla IX Commissione per il Commercio, presieduta dall’On. Ugo Cassone, che ha fatto licenziare il PRIP approvando un emendamento che aggiunge al suo schema normativo un capitolo n. 7, relativo alle “Disposizioni Attuative”, che al paragrafo 7.1 detta la disposizioni riguardanti la “Fase di prima attuazione del Piano”: è stato fatto un altro salto di qualità perché ora, rispetto al punto 5.6 dello schema normativo, che riguarda l’efficacia dei Piani di Localizzazione e che era stato riformulato nel testo dalla Giunta Capitolina, la IX Commissione per il Commercio ha introdotto un capitolo 7 dedicato espressamente alle disposizioni attuative del PRIP, che partivano dal presupposto che il PRIP sarebbe stato approvato dal Consiglio Comunale entro la fine del 2011 e che dal 1 gennaio 2012 il diritto di rimanere comunque installati nell’immediato sul territorio veniva esteso non solo a tutti gli impianti pubblicitari che fanno parte del riordino, ma anche a tutti gli altri che risultano installati a vario titolo e che risultino inseriti nella Nuova Banca Dati, compresi quindi anche e soprattutto quelli abusivi, che possono essere ricollocati anche negli altri Municipi, “qualora ne esistano i presupposti” non meglio specificati.

Dall’inizio dell’anno in corso le disposizioni del PRIP si sarebbero dovute applicare soltanto al territorio dei Municipi I e II, mentre per i rimanenti Municipi sarebbero state applicate progressivamente a partire dal 1 gennaio del 2013.

L’emendamento prevedeva fra l’altro che “a partire dal 01/01/2012 verranno studiate procedure tecnologiche per il controllo elettronico/satellitare degli impianti sul territorio” e che “dall’1/3/2012 tutti gli identificativi inseriti nella nuova Banca Dati saranno pubblicati sul sito web dell’Amministrazione Capitolina”.

Nel corso della seduta del Consiglio Comunale dello scorso lunedì 26 marzo, che all’ordine dei lavori aveva anche la proposta n. 4/2001 sulla approvazione del PRIP, ho avuto modo di parlare con l’On. Ugo Cassone, che mi ha fatto sapere che il suddetto emendamento era da considerarsi ormai scaduto e che si sarebbe fatto personalmente promotore di un nuovo emendamento, di cui non mi ha voluto anticipare i contenuti, ma che è diventato la quarta trovata sul PRIP, resa nota in un articolo pubblicato il 30 marzo scorso da “Il Tempo” alla pagina

Stando all’articolo la grande novità starebbe ora nelle norme di attuazione al piano che la giunta capitolina vuole portare in aula, grazie ad un emendamento che sta preparando Cassone, attraverso le quali, una volta passato il piano regolatore, sarà possibile ridurre subito di circa il 27% i metri quadrati censiti di impianti pubblicitari, passando dagli attuali 220 a 162 mila. «Senza quelle norme di attuazione - spiega il presidente della commissione capitolina al commercio - dovremo aspettare i piani di localizzazione con i quali si stabilisce, Municipio per Municipio, il limite massimo di impianti pubblicitari consentito. Un lavoro piuttosto lungo e complesso». Se la mossa delle norme di attuazione dovesse riuscire, si procederebbe a eliminare per primi i titoli autorizzativi cosiddetti «senza scheda» «concessi in passato senza un vero e proprio controllo - continua Cassone - Controllo che, invece, con questo piano regolatore sarà da oggi in poi, possibile». Le novità non finiscono qui. Il nuovo piano prevede anche una banca dati pubblica sugli impianti approvati ed esistenti e un controllo elettronico del cartellone pubblicitario attraverso un semplice dispositivo che ogni ditta, alla quale verrà data la concessione, dovrà mettere a sue spese. Con questo dispositivo si potrà anche effettuare un controllo immediato sulla regolarità dell'impianto
 
Come si può vedere per confronto, dell’emendamento licenziato dalla Commissione da lui presieduta l’On. Ugo Cassone ha conservato sia il controllo elettronico di ogni impianto pubblicitario che la pubblicazione sul sito Internet del Comune dalla Nuova Banca Dati. 
 
Riguardo invece alla “trovata” della riduzione immediata di circa 60.000 mq. di cartelloni pubblicitari, senza dover aspettare l’approvazione dei Piani di Localizzazione, passando dai 220.000 mq. attualmente calcolati come esistenti sul territorio ai 162.500 previsti dal PRIP, c’è da dire che corrisponde esattamente al 27% in meno, ma va messo in rilievo che lo stesso Sindaco On. Gianni Alemanno proprio ieri ha presenziato ad una serie di rimozioni di impianti pubblicitari installati lungo Corso di Francia, dichiarando allo stesso riguardo una riduzione del 20%: non è dato di sapere se sia stato un errore o un lapsus freudiano del Sindaco, che la dice comunque lunga sulla effettiva volontà di ridurre la superficie espositiva complessiva che dovrò avere la città di Roma.

Sulla “trovata” che secondo l’On. Ugo Cassone sarebbe l’ultima intenzione del Campidoglio non si sa se mettersi a ridere oppure a piangere, specie se si riflette sul “modo” farraginoso quanto fantasioso che è arrivato ad ipotizzare per togliere subito dalla strada più di 60.000 mq. di impianti pubblicitari: secondo il Presidente della Commissione Commercio si procederebbe a eliminare per primi i titoli autorizzativi cosiddetti «senza scheda» «concessi in passato senza un vero e proprio controllo che, invece, con questo piano regolatore sarà da oggi in poi, possibile»
 
La “scheda” di cui parla l’On. Ugo Cassone è quella con cui anche nella Nuova Banca Dati risultano registrati tutti gli impianti pubblicitari che hanno fatto parte della cosiddetta procedura “del riordino” e che erano stimati in circa 35.000 unità, vale a dire in numero addirittura superiore al tetto attuale risultante dalla Nuova Banca Dati: ne deriva che ad essere “senza scheda” non ci dovrebbero essere impianti che tutt’al più si conterebbero con le dita di una mano.

Ma l’aspetto più contradditorio della sua “trovata” sta nella dichiarazione di impianti pubblicitari che, pur “senza scheda”, hanno comunque avuto il rilascio di un titolo autorizzativo concesso in passato senza un vero e proprio controllo, che si vorrebbe mettere ora in discussione in base a non si sa bene quale valido motivo e che innescherebbe un contenzioso tanto spaventoso quanto dannoso per il Comune in termini economici. 
 
L’On. Ugo Cassone si rifiuta di riconoscere che il PRIP così come adottato individua nelle 14 Tavole di zonizzazione e tipi stradali le cosiddette zone “A” dove secondo il par. 3.2 dello schema normativo “è vietata l’istallazione di impianti pubblicitari pubblici e privati e degli impianti per pubbliche affissioni”, con la precisazione che “il divieto è esteso anche alle aree di pertinenza delle strade, di piazze e dei larghi che segnano il confine di ogni zona”.

Nella relazione illustrativa del PRIP vengono elencati tutti gli ambiti di paesaggio individuati per le zone vincolate dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) dove vige in modo coerente il divieto tassativo di affissione, che poi però in sede di applicazione pratica (vale a dire nelle 14 tavole di zonizzazione e tipi stradali) il PRIP non rispetta affatto: è stato dimostrato nelle osservazioni al PRIP che in data 11 aprile 2011 ho presentato a nome dell’associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) attraverso tutti i casi riscontrati nelle varie tavole, che sono da considerare veri e propri errori materiali di cui va pretesa una correzione d’ufficio, che una volta effettuata porterà conseguentemente ad abbassare il dimensionamento complessivo del PRIP.

Indipendentemente dagli errori materiali, riconosciuti in buona parte anche dallo stesso dott. Francesco Paciello in sede di controdeduzioni, va messo in rilievo che all’interno delle zone “A” risultano ricadere installati attualmente una marea di impianti pubblicitari: ne deriva che l’approvazione del PRIP da parte del Consiglio Comunale con delle vere e proprie Norme Tecniche di Attuazione immediatamente applicabili dovrebbe comportare la conseguente rimozione di tutti i cartelloni che risultino ricadenti sia nelle zone “A” che nelle immediate vicinanze dei loro confini.

Per far questo non occorre affatto il controllo sui titoli autorizzativi che ipotizza l’On. Ugo Cassone e che tutt’al più servirebbe al contrario, per stabilire cioè i cartelloni con titolo regolarmente rilasciato che avrebbero perciò diritto ad essere caso mai ricollocati in posizioni che siano comunque conformi alle previsioni del PRIP.

La paradossalità della “trovata” dell’On. Ugo Cassone sta nel fatto che - se la superficie complessiva dei cartelloni pubblicitari da rimuovere perché installati nelle aree con divieto tassativo di affissione superasse i 60.000 mq. – non si potrebbe allora rimuoverli tutti, ma ci si dovrebbe fermare a questo tetto, lasciando illecitamente chissà quanti impianti installati dove invece il PRIP non lo consente.

Ma l’aspetto ancor più paradossale che continua a voler ignorare l’On. Ugo Cassone e con lui una buona maggioranza del Consiglio Comunale è che non occorre far sancire dalle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP il divieto tassativo di affissione nelle zone vincolate, dal momento che lo stesso divieto é già prescritto dal PTPR fin dall’anno 2007, dalla data della sua adozione da parte della Giunta Regionale e va quindi rispettato fin d’ora anche senza l’approvazione del PRIP.

l’On. Ugo Cassone e con lui una buona maggioranza del Consiglio Comunale continuano ad ignorare che anche senza l’approvazione del PRIP sono da rimuovere in base al vigente Regolamento (approvato con delibera n. 37/2009 dalla stessa attuale maggioranza del Consiglio Comunale) tutti gli impianti pubblicitari che hanno il titolo definitivamente scaduto e che in base all’ultimo periodo del 2° comma dell’art. 1 sono da considerarsi abusivi a tutti gli effetti e quindi da rimuovere.

Mi riferisco ai ca. 30.000 impianti pubblicitari del procedimento del riordino di cui era stata prorogata al 31 dicembre 2009 la scadenza del 1° quinquennio della “concessione”, che non è stata poi rinnovata per altri 5 anni fino al 31.12.2014 [vedi Istruzioni perl’uso (22): impianti pubblicitari da rimuovere perché conautorizzazioni definitivamente scadute].

Le Norme Tecniche di Attuazione del PRIP, in cui va trasformato il suo “schema normativo”, dovranno obbligatoriamente prevedere il “Rapporto con lo stato dell’impiantistica esistente” e far scattare come “misure di salvaguardia” l’obbligo di rimuovere tutti gli impianti pubblicitari irregolari, lasciando installati sul territorio soltanto quelli del tutto conformi alle destinazioni del PRIP (più o meno 5.000 impianti) fino alla approvazione dei Piani di Localizzazione ed ai conseguenti bandi per l’assegnazione della gestione decennale degli impianti previsti.

Quand’anche l’attuale maggioranza del Consiglio Comunale approvasse un PRIP che non preveda nulla di tutto questo, sarà comunque inevitabile la rimozione completa prima o poi tanto degli impianti installati nelle zone vincolate con divieto tassativo di affissione quanto degli impianti che risultano installati ma hanno il titolo definitivamente scaduto, perché verrà imposta all’occorrenza con i poteri sostitutivi.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi 
 
Roma, 31 marzo 2012

2 commenti:

  1. BUFFONI, SONO TRE ANNI CHE PRENDONO PER I FONDELLI LA CITTA'...A LORO I CARTELLONI SERVONO IN VISTA DELLE ELEZIONI E NON VOGLIONO METTERSI CONTRO I MAFIOSI CHE STANNO DIETRO QUEL BUSINESS..SI SCIOLGA LA GIUNTA COMUNALE A ROMA.

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  2. Da questa giunta snon si oterrà nulla di buono per Roma, speriamo nella prossima

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