lunedì 26 marzo 2012

VAS denuncia il Comune alla Corte dei Conti: il Pubblico Ministero archivia invece l’inchiesta

Lo scorso 21 febbraio a nome della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) ho trasmesso alla Sezione del Controllo sugli Enti della Corte dei Conti una nota che si allega e che fa riferimento alle diverse “campagne” che il Comune di Roma ha promosso per la rimozione forzata degli impianti pubblicitari accertati come abusivi, anticipando ogni volta i costi con fondi prelevati dal Titolo I° del bilancio comunale che é relativo alle “spese correnti”.
Il 25 novembre scorso sul sito internet del Comune di Roma è stata annunciata una task force, che prevedeva la collaborazione tra Ufficio Affissioni, GSSU della Polizia Locale di Roma Capitale, Nucleo Antiabusivismo e Nucleo Decoro di Roma Capitale e che in due mesi avrebbe dovuto abbattere altri mille impianti in diversi Municipi.
Gli interventi programmati fino alla fine dell’anno si sono resi possibili grazie ad uno stanziamento di 300.000 euro e l'impiego di 5 squadre d'intervento: dall’inizio del nuovo anno l’operazione avrebbe dovuto continuare con un nuovo stanziamento di ulteriori 800.000 euro, con una spesa complessiva anticipata quindi dal Comune di Roma di 1.100.000 euro.
Con la nota del 21.2.2012 ho chiesto alla Sezione di controllo della Corte dei Conti “di voler accertare se quanto meno lo stanziamento di 1.100.000 euro programmato per la rimozione di 1.000 impianti pubblicitari abusivi costituisca una ‘distrazione di fondi’ ed abbia provocato un vero e proprio danno erariale”.
Contestualmente alla campagna di rimozioni annunciata alla fine delle scorso mese di novembre il Sindaco Gianni Alemanno ha dato l’incarico di svolgere una inchiesta amministrativa sul “sistema illegale parallelo che gestisce i cartelloni abusivi” al Vicecomandante Antonio di Maggio che il 20 novembre 2011 per evitare la fuga di prove ha posto sotto sequestro gli uffici in Viale Ostiense del Servizio Affissioni e Pubblicità e che il successivo 29 dicembre a conclusione delle prime indagini ha denunciato alla Procura della Repubblica 44 persone: tra i coinvolti nell’indagine ci sono stati titolari e amministratori di imprese del settore accusati di aver sottoscritto false autocertificazioni ed esibito false asseverazioni e lo stesso dirigente del Servizio Affissioni a Pubblicità a sua volta accusato di omissioni di atti dovuti d’ufficio.
Stando alle notizie diffuse dai mass media l’informativa della Polizia Municipale con le 44 denunce sarebbe arrivata il 10 gennaio scorso sulla scrivania del Pubblico Ministero dott. Alberto Pioletti a cui è stata affidata l’inchiesta penale che avrebbe archiviato dopo appena 2 mesi e mezzo di indagini con una celerità che stupisce fortemente, se non altro per la voluminosa documentazione trasmessa dal Vicecomandante Antonio Di Maggio (compresa quella consegnata dal sottoscritto il 29.11.2011 ed il 24.2.2012 con ben 11 distinti “casi da sottoporre ad indagine giudiziaria”) che andava esaminata a fondo con la dovuta ponderazione.
Sulla cronaca di Roma del quotidiano “Il Messaggero” del 24.3.2012 è stato infatti pubblicato un articolo a firma di Giulio De Santis che riporta la notizia della archiviazione richiesta (e sembra ottenuta) dal P. M. dott. Alberto Pioletti perché con riguardo alla mancata rimozione degli impianti abusivi l’allora dirigente dott. Francesco Paciello non sarebbe incorso nel reato di omissioni di atti dovuti d’ufficio dal momento che aveva un budget di appena 800 euro a fronte dei costi da anticipare per le rimozioni che ammontavano a due milioni di euro.
Si fa presente allo stesso riguardo che – come riportato sempre su “Il Messaggero” del 30.12.2011 - il dott. Francesco Paciello era stato accusato anche di aver omesso “di emettere atti di decadenza delle autorizzazioni” a carico di ditte scorrette, per aver installato per l’appunto impianti abusivi, accusa che non sembra essere stata affatto presa in considerazione dal dott. Alberto Pioletti.
Dalla notizia della archiviazione dell’inchiesta penale, se confermata, secondo cui “gli inquirenti hanno ottenuto l’archiviazione della posizione dell’indagato, di fatto impotente di fronte al fenomeno”, deriverebbero le seguenti paradossali quanto gravissime conclusioni.
1 – Il Comune di Roma non avrebbe l’obbligo di destinare i proventi delle indennità pagate per gli impianti abusivi autodenunciati alla anticipazione delle spese necessarie per la loro rimozione forzata.
2 - Il Comune di Roma non avrebbe addirittura l’obbligo di incassare nemmeno dagli inserzionisti le sanzioni amministrative dovute per tutti gli impianti pubblicitari abusivi per destinarne i proventi alla anticipazione delle spese necessarie per la loro rimozione forzata.
3 – Basterà anche per il futuro sostenere ogni volta che non è sufficiente il budget a disposizione per la rimozione forzata degli impianti per lasciare installati in eterno sul territorio tutti gli impianti pubblicitari abusivi, senza nemmeno oscurarli preventivamente, consentendo così il loro sfruttamento con pubblicità del tutto irregolari, ma pretendendo però ugualmente che sia pagata per essi l’indennità pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).
Stando alla archiviazione, nei suddetti tre casi non si ravviserebbe alcun estremo di reato passibile di rinvio a giudizio.
Stando sempre alla notizia pubblicata sul quotidiano “Il Messaggero”, “l’archiviazione è stata disposta anche per i 43 imprenditori finiti nel mirino della municipale che li riteneva responsabili di aver sistemato cartelloni presentando false certificazioni. Secondo la Procura i falsi sarebbero stati irrilevanti”.
La notizia così come fornita lascerebbe intendere in modo fortemente contraddittorio che ci sarebbero state effettivamente delle “false certificazioni”, ma che sarebbero state ritenute “irrilevanti”: l’art. 482 del Codice Penale riguarda la “Falsità materiale commessa dal privato” mentre il successivo art. 483 riguarda la “Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico con attestazioni false destinate a provare la verità, ma non mi risulta che entrambi prevedano una non colpevolezza per “irrilevanza”, nel senso che va sempre perseguito chiunque faccia una certificazione comunque falsa.
Si rende a questo punto necessario ed urgente avere notizie un po’ più precise riguardo alle motivazioni che hanno portato alla richiesta di archiviazione, proprio per scacciare la forte sensazione del momento che ad essere messo in dubbio sia proprio il nostro Stato di diritto.
Ma la possibilità di avere tutte le dovute informazioni spetta di diritto soltanto al Vicecomandante Antonio di Maggio che ha presentato la denuncia ed a cui compete esclusivamente di opporsi alla richiesta di archiviazione anche e soprattutto a difesa del suo serio lavoro di indagine che ha svolto e che ha portato all’esposto alla Procura della Repubblica.
Mi auguro vivamente che lo faccia nel rispetto della divisa che indossa a tutela della legalità e del decoro della città di Roma.
Non posso infine non chiedermi quanto sia puramente casuale la concomitanza della archiviazione della inchiesta penale con la calendarizzazione del PRIP a partire proprio da lunedì 26 marzo 2012.

5 commenti:

  1. L'onda aumenta...sarà UNO TSUNAMI !!!

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  2. Questa banda di rubagalline non potrà mai vincere finchè c'è gente ONESTA e PREPARATA come Bosi.
    Tiè!

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  3. Che cosa combinano a Piazzale Clodio? Dico, non gli basta di essere accerchiati dalla melma immonda dei cartelloni della piazza e dallo schifo dei posteggiatori della camorra e dalle bancarelle?

    Se questa è la nostra magistratura, andiamo proprio bene, ma sì, si lasci tutto così come è. VERGOGNA!

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  4. La mafia non esisterebbe senza la compiacenza del potere...non tutti i PM sono disonesti, ma NON TUTTI I PM SONO ONESTI !

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  5. In italia di legale è rimasta solo l'ora.
    Se verrà confermata l'archiviazione e soprattutto le motivazioni CHIUNQUE sarà legittimato a compiere qualsiasi abuso..tanto non ci sono i fondi per reprimerli.
    Avanti con le costruzioni abusive, avanti col commercio illegale, avanti con lo spaccio di alcoolici abusivo...siamo noi ad essere bacchettoni, si sa!
    Sotto casa mia stanno costruendo un appartamento in un ex box di 15 metri quadrati senza luce che affaccia sulla rampa di un garage. Ho fatto un esposto ai vigili: i lavori continuano spediti.
    Se un giorno, spero presto, ci sarà un'insurrezione contro questo "Stato degli abusivi" chiedetevi chi è stato il "violento".

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