giovedì 5 aprile 2012

Pubblicità abusive: Legambiente festeggia piantando 100 primule dove è stato abbattuto il più grande cartellone di Roma

Legambiente: cittadini vincono battaglia, Sindaco si ferma agli spot. No al nuovo circuito aggiuntivo per la politica. No al PRIP senza modifiche, sarebbe un nuovo danno per la città.

A questi link video blitz Legambiente al maxi cartellone (Dicembre 2011):
http://www.youreporter.it/video_Blitz_contro_il_cartellone_abusivo_piu_grande_di_Roma

Video time-laps progressiva demolizione del maxi cartellone:
http://www.youreporter.it/video_La_fine_del_Mostro_demolizione_maxi_cartellone_abusivo

Lì dove c'era un Mostro ora spunta il Lillà” è lo slogan che i volontari di Legambiente hanno coniato per festeggiare l'abbattimento del maxi cartellone pubblicitario abusivo di piazza del Lavoro sulla Colombo, smontato dopo il blitz dello scorso dicembre dell'associazione del cigno verde, che oggi è tornata nell'area verde a piantare cento primule gialle e lilla, con una colorata azione di guerriglia gardening.

La battaglia contro i cartelloni fuorilegge si può vincere, i cittadini con una miriade di comitati hanno tirato fuori il problema e stanno costringendo il Comune e le ditte a fare dei passi verso la legalità in questa giungla, lo dimostra il fatto che il più grande manifesto abusivo della Capitale non c'è più e in questo spazio verde finalmente è tornata l'erba con i fiori -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Sono però ancora una miriade i cartelloni abusivi, collocati senza titolo, messi in luoghi pericolosi, con formati vietati e la battaglia è ancora molto lunga. Al di là di qualche abbattimento a fini mediatici, il Sindaco Alemanno non prevede nessuna risposta, la sua ordinanza per lo stop ai cartelloni è lettera morta, non ci sono controlli. E ora si inventa anche un altro circuito aggiuntivo, specializzato per affissioni politiche pure con una tariffa bassissima, una cosa che serve a lui e ai partiti ma che tenta in modo osceno di legittimare coinvolgendo sindacati e associazioni, che non c'entrano nulla. E' un nuovo scandalo, al Forum del Terzo Settore chiederemo oggi stesso di non fare alcun patto per piantare altri cartelloni a Roma, che semmai devono essere nei numeri del Piano Regolatore, che probabilmente questa Amministrazione non discuterà mai.”

I volontari di Legambiente Lazio festeggiano un risultato importante: l'impianto pubblicitario fuorilegge più grande di Roma che da anni campeggiava in piazza del Lavoro all’Eur non c'è più, nel corso dei giorni abbiamo verificato che sono state tolte tutte le lastre della maxi struttura e anche l'imponente impalcatura ponteggio con grandi tiranti e palo con tanto di fari per l’illuminazione notturna con dimensioni enormi, di circa 20 metri per 8, sulla quale i volontari ambientalisti si erano arrampicati esattamente un mese fa e avevano esposto uno striscione con la scritta “Abbattiamolo”. Il primo di una serie di nuovi blitz che Legambiente continuerà nei prossimi giorni, a partire da quello che è considerato il “secondo Mostro”: una mega “vela” con la pubblicità di un noto parco divertimenti, posizionata su un bizzarro rimorchio con targa straniera lungo la via Colombo, in un'area privata, un cartellone già sanzionato dai vigili.

I cittadini si rimboccano le maniche mentre il Comune sta a guardare, la nostra lotta contro i cartelloni abusivi andrà avanti con nuovi blitz di oscuramento, che ci vuole a eliminare tutti gli impianti con superficie superiore ai 12 metri approvati col Regolamento? –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- Anche sul fronte del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) Alemanno deve smetterla con la manfrina, c'ha fatto ascoltare dalla Commissione commercio senza che si sappia che fine abbiano fatto le proposte fatte e il rischio è che si approvi un piano che per larga parte legalizzi la giungla dei cartelloni, una vergogna che non permetteremo. L'abbiamo detto mille volte, il nuovo piano affissioni così com'è non va bene, va profondamente cambiato altrimenti sarà un nuovo danno per la città, prevede troppi metri quadri di spazi pubblicitari e rimanda a piani attuativi di là da venire, lasciando la situazione così per anni e anni. Su questo presenteremo emendamenti che convergono con le proposte della larga alleanza tra comitati e associazioni che si sta battendo contro cartellopoli e invieremo in questi giorni ai consiglieri le nostre proposte più nel complesso.

Il dimensionamento previsto nel nuovo piano affissioni è decisamente eccessivo: prevede di passare da 213.000 metri quadri censiti nella banca dati al giungo 2010, con decine di migliaia di situazioni molto “dubbie”, a 162.500 metri quadri ad esito. Eccessivo, secondo Legambiente poi, l'indice di affollamento fissato nel territorio non urbanizzato: 24/28/32 mq ogni 100 metri per senso di marcia. In tal senso, Legambiente fa propria la proposta dell'Agenzia Controllo dei Servizi Pubblici Locali per una diminuzione del 50% rispetto al censito, che porterebbe la densità a 24,3mq/km. Secondo Legambiente, il piano deve divenire immediatamente operativo e per questo deve prevedere precise norme di attuazione da approvare con il piano stesso, l'azzeramento delle concessioni esistenti e quindi nuove concessioni per la realizzazione e/o gestione degli impianti, mediante procedure a evidenza pubblica, utilizzando il PRIP per definire i lotti. Legambiente chiede anche un elenco delle aree e dei beni interdetti alla pubblicità, sul modello del piano appena approvato da Parigi, e allo stesso tempo il coinvolgimento delle imprese vincitrici delle gare nella lotta all'abusivismo, tramite il controllo e l'abbattimento delle pubblicità abusive. Da limitare le dimensioni degli impianti su parete cieca e su tetti o terrazzi, da normare nel PRIP i mezzi collocati su ponteggi e recinzioni di cantiere e quelli in aree private. Preoccupa anche la ripartizione percentuale degli impianti, destinati in larga parte ai privati (62,4% del totale), mentre solo il 4,8% sarebbero riservati al Comune: su 162.500, ben 96.450 a privati.

Ufficio stampa Legambiente Lazio
06.85358051-77 - stampa@legambientelazio.it
www.legambientelazio.it

4 commenti:

  1. di quale azienda era questo cartellone ?

    grazie

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  2. Pubblicita stradale abusiva 2012
    Milano come Roma
    Pubblicità stradale abusiva – sul territorio del Comune di Milano e della Provincia di Milano, strade Comunali , Provinciali e Statali nella Regione Lombardia devono essere al centro del ciclone , in questo territorio persistono numerosissimi cartelloni pubblicitari stradali abusivi - Il Comune di Milano , la Provincia di Milano e l’ANAS della Regione Lombardia , perdono ogni anno milioni di €uro , tra imposte e tasse sulla pubblicità e corrispettivi vari . Numerosi sono i manufatti pubblicitari collocati pericolosamente sulle strade Comunali, Provinciali e Statali contravvenendo al C.d.S. .- Leggi che tutelano gli utenti della strada , leggi che tutelano il nostro meraviglioso paesaggio artistico , leggi che impongono il pagamento delle imposte e tasse , tutte queste leggi non vengono rispettate .- Elusioni, evasioni ed omissioni sono all’ordine del giorno , milioni di €uro evasi dalle Casse Comunali, Provinciali e Regionali . Tutto il sistema verte sul solito sistema della corruzione – Sistemi di controllo risultano inefficaci , inefficienti ed inadeguati – Oltre il 50 % dei manufatti esposti sul territorio della Lombardia risultano abusivi . Signori della P.A. date più trasparenza e divulgazione alle regolari autorizzazioni , imponete la targhetta di identificazione a tutti i manufatti pubblicitari regolarmente esposti nel rispetto della Legge , imponete un tabulato di tutte le autorizzazioni in essere che tutti possono controllare , non dovete assolutamente essere i soli controllori del vostro operato !!!!!!!-Controllando le fatture ed i contratti stipulati tra Ditta Pubblicitaria e Committente tutto risulta molto più chiaro e trasparente – L’evasione esiste e persiste da molti anni. Associazione contro l'evasione , la tutela del territorio e degli utenti della strada . scrivete a : caracciolo49@tiscali.it

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  3. Il problema non è la dimensione dei cartelli o il fatto che in larga parte siano abusivi! Il problema è la loro esistenza! Andrebbero eliminati tutti come in Alto Adige:deturpano il paesaggio per diffondere messaggi pubblicitari risibili e non leggibili.
    Questo bisogna ottenere, ma il fatto che i verdi non ci abbiano mai neanche provato mi lascia molto dubbioso sulla sensibilità reale che gli Italiani hanno nei confronti di questa deturpazione del paesaggio.

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