giovedì 31 maggio 2012

Istruzioni per l’uso (25): Altezza minima da terra del margine inferiore del supporto espositivo di ogni impianto pubblicitario

Lo scorso 27 aprile mi è stato chiesto un consiglio su come comportarsi da una signora che in quel mese stava andando a lavorare percorrendo via della Stazione Ostiense all’altezza di piazzale degli Artigiani e mentre era alle prese con un sms urgente da inviare al cellulare si è andata letteralmente a schiantare contro un cartellone pubblicitario addirittura di proprietà comunale posto ad altezza uomo, di cui si riporta di seguito una foto.
La malcapitata signora ha dovuto passare la giornata al pronto soccorso in quanto si è procurata un bel taglio sulla parte alta della piramide nasale ed è stata costretta a farsi fare la vaccinazione antitetanica: oltre a perdere una giornata di lavoro, ha guadagnato una bella cicatrice.

La risposta a quale debba essere l’altezza minima da terra a cui va posto il  margine inferiore del
supporto espositivo di ogni impianto pubblicitario è stata data ben 15 anni fa dalla Deliberazione n. 260 del 29 settembre 97 con cui il Consiglio Comunale ha integrato fra l’altro l’Allegato A2 alla delibera n. 254 del 6 novembre 1995.


Ai sensi della lettera c) dell’art. 1 del titolo I dell’Allegato A2 “qualora l’impianto sia installato su aree pubbliche aperte al transito pedonale, la distanza della base del manufatto dal piano di calpestio, per cartelli poggianti su sostegni, dovrà essere contenuta tra un minimo di MT. 2,50 ed un max di MT. 2,60”: la lettera c) del successivo art. 2, che è relativa alla “altezza sostegni”, ribadisce che deve essere la stessa anche la “altezza minima dei sostegni dal piano di calpestio alla base del pannello”.

Una conferma della distanza minima della base di un impianto pubblicitario dal piano di calpestio è venuta dallo stesso Direttore del Servizio Affissioni, dott. Francesco Paciello, che in una nota prot. n. QHI/74192 del 12 ottobre 2010 indirizzata alla ditta pubblicitaria “P.E.S. S.r.l.” ha evidenziato la pericolosità degli impianti pubblicitari del tipo plancia anche perché "presentano un’altezza del sostegno di 60 cm. circa dal piano di calpestio alla base del pannello, contrastando con quanto disposto dall’art. 2 del titolo I della Deliberazione C.C. 260/97 che decreta un’altezza minima di 2,50 m.”.

A livello esemplificativo si riporta di seguito l’impianto della ditta “P.E.S.” installato in via Tuscolana che era stato sanzionato fin dal mese di febbraio del 2011 dal Corpo di Polizia Municipale, ma che non era stato rimosso a distanza ormai di 8 mesi: il 2 novembre 2011 è stato interessato da un incidente che ha provocato la morte di due persone, determinando il sequestro penale dell’impianto pubblicitario per omicidio colposo.
Si mette in evidenza che, malgrado l’incidente mortale, a tutto il mese di maggio del 2012 sono ancora numerosi gli impianti del tipo plancia di questa ditta pubblicitaria che non sono stati rimossi.

Una ulteriore conferma della distanza minima della base di un impianto pubblicitario dal piano di calpestio è avvenuta con 3 impianti pubblicitari installati in via del Pattinaggio di fronte all’Hotel Sheraton, al di sotto del viadotto della Magliana, di cui si riporta di seguito la foto do uno di essi.
Foto del 16 febbraio 2011
Sono stati da me segnalati a nome della associazione VAS con un messaggio di posta elettronica trasmesso il 22 febbraio 2011, a cui ha dato seguito 2 mesi dopo (il 12 aprile 2011) la Segreteria della Unità Organizzativa del  XII Gruppo di Polizia Municipale per comunicare che “personale dello scrivente comando accertava, a seguito di sopralluogo, la presenza degli impianti segnalati, che seppur provvisti di cimasa e targhetta NBD, erano collocati ad una altezza inferiore a quella minima prevista dal Regolamento; pertanto, gli stessi venivano contravvenzionati ai sensi dell’art. 31 della Delibera n. 37/09”.

Va detto per inciso che a distanza di un anno i 3 impianti non erano stati ancora rimossi ed uno di essi alla fine del mese di maggio del 2012 è stato utilizzato per la pubblicità del nuovo treno ad alta velocità “Italo”.
Foto del 25 maggio 2012
Ci è giunta da poco notizia che tutti e 3 gli impianti sono stati rimossi tra il 26 ed il 28 maggio 2012.
Foto del 30 maggio 2012
Per completezza di informazione si deve mettere in evidenza che le schede tecniche allegate allo schema normativo del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (in sigla PRIP) così come adottato dalla Giunta Comunale il 2 febbraio 2011, riguardano impianti tipo per i quali é prevista invece una altezza minima di mt. 1,50.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Per scaricare questo testo in pdf, stamparlo e studiarlo con la dovuta calma cliccare qui.

2 commenti:

  1. WOW, quindi almeno il 30-40% degli impianti di Roma sono PERICOLOSI E ILLEGALI, avendo una altezza da terra sicuramente molto inferiore ai 2,50 metri......a cominciare dai 3x2 di metallo grigio antracite della S.C.I. che l'anno scorso hanno devastato ulteriormente Roma e dei nuovi 1.5x1 sempre di metallo grigio antracite e sempre della S.C.I. che in questi giorni stanno spuntando a centinaia ovunque nelle strade romane, tutti rigorosamente ABUSIVAMENTE LEGALIZZATI dalla giunta Alemanno-Bordoni con la targhetta NBD....e queste ultime cimiteriali lapidi (a questo assomigliano) riportano riportano TUTTE come cimasa la scritta S.P.Q.R. !!!!!!!
    Lascio ogni commento a voi tutti e invito VAS a segnalare tutti i vecchi e nuovi impianti S.C.I. metallici nero antracite ai Vigili Urbani, al Sindaco Alemanno e all'assessorato competente evidenziandone la PERICOLOSITA' e mettendo in risalto che in caso di incidenti con feriti o peggio morti, dovuti al mancato rispetto dell'altezza minima e alla mancata rimozione degli stessi da parte del Comune, lo stesso Sindaco e assessore Bordoni verranno denunciati per omissione di atti d'ufficio e per danni dovuti a loro colpa grave (se non DOLO).
    Meditate gente, meditate!!!
    manusardi

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  2. Ci vorrà che ci rimane secco il figlio di qualche VIP per smuovere qualcosa prima della fine del mandato del sindachetto

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