lunedì 28 maggio 2012

Le vicissitudini del bando del Bike Sharing a Roma: il seguito della storia di un servizio dal destino molto incerto

Il 2 maggio scorso su questo blog è stato pubblicato un mio lungo articolo che ripercorreva la storia del servizio di Bike Sharing a Roma, arrivando al bando pubblicato il 21 novembre 2011 che è stato indetto per l’assegnazione del servizio.
Il 30 gennaio 2012 la S.r.l. “S.C.I.” ha presentato il ricorso n. 668 al TAR del Lazio per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del bando, del Capitolato d’Appalto e del Contratto, sembra sulla base dei seguenti motivi di censura:
- cerchia dei potenziali partecipanti troppo ristretta (requisiti per la partecipazione troppo vincolanti);
- assenza di una localizzazione ex-ante delle postazioni pubblicitarie;
- decorrenza del contratto a valle della collocazione degli impianti pubblicitari;
- assenza del PRIP.
Con Ordinanza Cautelare n. 609 del 16 febbraio 2012 la Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio ha “tenuto conto della rilevanza che la questione ha progressivamente assunto proprio con riferimento al crescere del relativo contenziosoed ha ritenutoche sia più opportuno sospendere l’esecutività dei provvedimenti impugnati ai soli fini della pronta trattazione dei ricorsi tutti interessati”, fissando “per la trattazione di merito del ricorso l'udienza pubblica del 16.5.2012”.
La “Agenzia Roma Servizi per la Mobilità” ha impugnato l’Ordinanza n. 609/2012 del TAR del Lazio con il ricorso n. 2217/2012 alla Sezione Quinta del Consiglio di Stato, che ha però respinto l’appello perché ha “ritenuto che l’imminente definizione del giudizio di merito in primo grado consente di escludere la sussistenza del pregiudizio denunciato dall’appellante”.
In attesa della decisione rimessa alla sentenza di merito della Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio, considerato che i 1.500 mq. di impianti sono in deroga del PRIP e che la pubblicità concessa con essi é comunque disgiunta dalle stazione di Bike Sharing, nell’articolo ho proposto che gli impianti pubblicitari da installare comunque all’esterno del centro storico dovranno reclamizzare anche le stazioni di Bike Sharing che si trovano dentro il centro storico e che per rientrare pienamente nelle dimensioni massime previste dal PRIP (162.500 mq.) possono e debbono essere fatte sugli impianti di proprietà comunale (cosiddetti SPQR).
In considerazione anche delle risposte date ai quesiti presentati sul bando, in questo modo si evita in particolare di dover andare in violazione:
- del combinato disposto degli art. 33 e 33 Bis del vigente Regolamento comunale, che vieta il rilascio di autorizzazioni per l’installazione di nuovi impianti su suolo pubblico, non facilmente superabili con una Conferenza dei Servizi, come invece si pensa di fare;
- del combinato disposto del comma 1 Bis dell’art. 6 e della lettera E) del 1° comma dell’art. 20, che autorizza l’esposizione pubblicitaria su manufatti costituenti “elementi di arredo urbano” collocati nell’ambito della Città Storica, ma al di fuori del Municipio I (cioè del Centro Storico), comunque non meglio definiti se possano essere assimilabili senza alcun contenzioso a “pensiline” o a “pannelli”, che sono peraltro tipologie non autorizzate nelle dimensioni di mt. 1,20 x 1,80, previste invece alla lettera d-bis) del punto 1) della successiva lettera F) dell’art. 20 per “Formati pittorici, anche luminosi, e … “SPQR””;
- della sottozona B1 così come individuata dal PRIP per tutto il centro storico, dove non sono nemmeno previsti impianti pubblicitari di mt. 1,20 x 1,80 e l’installazione è comunque limitata ai cartelli di proprietà capitolina destinati esclusivamente a comunicazioni istituzionali;
- del vincolo paesaggistico espressamente individuato dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR);
- del vincolo del Centro Storico di Roma che dal 1980 è stato iscritto dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale (“World Heritage List”).
Nell’articolo ho fatto presente che se a quel momento erano state di fatto modificate diverse parti della Delibera n. 284/2011 (con le postazioni da individuare aumentate da 5 a 15), del Disciplinare di Incarico (art. 6) allegato alla deliberazione di Giunta n. 284/2011 e dello stesso Capitolato Speciale d’Appalto (art. 4 e 7) e del Contratto (art. 5 ed 11), per cui la durata dell’appalto è stata ridotta da 12 a 10 anni (5 +5), allo stesso modo il Comune di Roma può “integrare” (più che “modificare”) il bando, indipendentemente dalla sentenza che il prossimo 16 maggio avrebbe pronunciato la Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio.
Basterà specificare che i 1.500 mq. di impianti da mt. 1,20 x 1,80 sono da individuare fra tutti gli impianti bifacciali di proprietà comunale delle stesse dimensioni, che l’Aggiudicatario avrà il diritto di scegliere nel numero di 347, escludendo quelli che risultassero in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada o di vincoli con divieto assoluto di affissione, ma con possibilità di adattarli al tipo “rotor” per trasmettere messaggi variabili.
Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 2 maggio scorso all’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, On. Marco Visconti, e per conoscenza al responsabile del suo Staff Roberto Miccò, ho rimesso in allegato l’articolo accompagnandolo con il seguente testo: “Per opportuna conoscenza trasmetto in allegato l’articolo che con il titolo di cui all’oggetto é stato pubblicato stamattina sul sito www.cartellopoli.net, che invito ad andare a vedere se si vogliono conoscere anche gli allegati ad esso e leggere soprattutto il commento che sono stato costretto a fare ad un lettore. Nel commento spiego le finalità dell’articolo, che sono quelle di portare un contributo utile (si spera) ai cosiddetti “addetti ai lavori” che hanno voce in capitolo per riuscire a fare “integrare”, più che “correggere”, il bando nel modo migliore per tutti. Senza ombra di dubbio la voce in capitolo più autorevole é l’on. Marco Visconti, con cui ho avuto modo di confrontarmi sul bando e che invito a prendere in seria considerazione quanto non solo da me proposto.
Un cordiale saluto.”
Al messaggio è stato dato seguito il giorno successivo dal dott. Roberto Miccò con un messaggio di posta elettronica trasmesso per conoscenza anche a Filippo Dicembre, Marco Contadini e Fabio Tancredi, dal seguente testo: “Gent.mo Dott. Arch. Rodolfo Bosi, anzitutto, vogliamo ringraziarLa per la Sua segnalazione che ci aiuta a migliorare la qualità dell'ambiente e la vivibilità della nostra Città. In proposito, Le comunichiamo di aver inoltrato la Sua mail agli “addetti ai lavori” che, come da Lei riportato,  potranno avere voce in capitolo per riuscire a fare “integrare”, più che “correggere”, il bando nel modo migliore per tutti. Cordiali saluti.”
Con un messaggio di posta elettronica trasmesso il successivo 8 maggio non solo all’Assessore On. Marco Visconti ed al suo collaboratore Roberto Miccò, ma per conoscenza anche a Filippo Dicembre, Marco Contadini e Fabio Tancredi, ho dovuto correggere ed integrare quanto da me proposto, spiegandone le ragioni con il seguente testo: “Dal momento che proprio dagli ‘addetti ai lavori’ mi é stato fatto presente che i ‘pannelli pubblicitari della misura di 120 cm x 180 cm’ (previsti dalla delibera di Giunta Capitolina n. 284/2011) costituiscono un modello diffuso in Europa che solo con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009 é stato previsto nel vigente Regolamento alla lettera d-bis) del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 fra i ‘Formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e ‘SPQR’ ‘, ma di fatto non ne risultano ancora installati nessuno sul territorio, la ‘integrazione’ del bando secondo quanto non solo da me proposto va riveduta e corretta in modo da essere ugualmente del tutto praticabile mantenendo sempre i 2 presupposti fondamentali di far rientrare i 1.500 mq. all’interno di quelli complessivamente previsti dal Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e di non dover rilasciare nuove ‘autorizzazioni’ per impianti su suolo pubblico.
Considerato che la delibera della Giunta Capitolina n. 284/201 prevede l’installazione quanto meno di 347 pannelli pubblicitari bifacciali di mt. 1,20 x 1,80 che sono da installare sempre e comunque ex novo anche se si volessero utilizzare gli impianti esistenti di proprietà comunale, si possono utilizzare i 1.500 mq. di superficie già assentita degli impianti SPQR liberi da concessione di locazione operando un ‘accorpamento’ degli impianti esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti SPQR tutti del medesimo formato di mt. 1,20 x 1,80 e tutti a messaggio variabile (tipo “rotor”). 
L’operazione é prevista dalle ‘Norme transitorie’ previste dal vigente Regolamento al  comma 13 dell’art. 34, che testualmente recita: ‘13. Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino. Sono fatti salvi, comunque, i limiti complessivi all’esposizione pubblicitaria stabiliti per legge e regolamento comunale.’
Per consentire alle ditte che vogliono partecipare al bando una analisi dei costi e dei benefici che consenta una più esatta quantificazione della voce ‘ricavi”, sarebbe opportuna una individuazione preventiva sul territorio dei 347 impianti pubblicitari bifacciali SPQR accorpati da utilizzare come corrispettivo nelle misura di 1.500 mq. di superficie espositiva complessiva, che consentirebbe all’Aggiudicatario del bando di evitare la loro ‘validazione’ da parte dei diversi soggetti istituzionali previsti dall’art. 5 del Disciplinare di Incarico.
Differentemente, in alternativa, la individuazione sul territorio sempre di 347 impianti pubblicitari bifacciali SPQR può essere demandata all’Aggiudicatario così come attualmente previsto, che in tal caso si può comunque avvalere delle deroghe al Codice della Strada previste dal 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento anche per impianti di dimensioni di mt. 1,20 x 1,80.
Per quanto riguarda la possibilità di concedere l’utilizzo di impianti pubblicitari a messaggio variabile si fa presente che il comma 11 dell’art. 51 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada (D.P.R. 495/1992) dispone testualmente: “11. Fuori dai centri abitati è vietata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile, aventi un periodo di variabilità inferiore a cinque minuti, in posizione trasversale al senso di marcia dei veicoli. Entro i centri abitati il periodo di variabilità ammesso è fissato dai regolamenti comunali”.
Ne deriva che a Roma “i messaggi non possono variare con scansione inferiore ai 5 minuti” solo fuori dei centri abitati, mentre entro i centri abitati spetta al Regolamento comunale fissare il periodo di variabilità ammesso, che però non risulta che abbia assolto a questo compito.
Il vigente Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009 alla lettera m) del 1° comma dell’art. 4 ammette infatti come uso di impianti che costituiscono mezzi pubblicitari anche i mezzi elettronici e meccanici a messaggio variabile”, di cui non viene però fissato nessun periodo di variabilità ammesso.
Il punto 1) del successivo art. 27 parla genericamente di “pubblicità eseguita per conto altrui con insegne, pannelli o altre analoghe strutture caratterizzate dall’impiego di diodi luminosi, lampadine e simili mediante controllo del messaggio o la sua visione in forma intermittente”, senza specificare altro.
Per opportuna conoscenza va detto che le controdeduzioni approvate il 22 giugno 2011 dalla Giunta Capitolina ai pareri espressi dai Consigli Municipali hanno accolto la proposta fatta dal Consiglio del XIII Municipio , secondo cui “gli impianti pubblicitari aventi messaggio variabile dovranno avere una variabilità non inferiore ai 10 secondi”: la circostanza conferma che il Comune di Roma non ha al momento fissato nel proprio Regolamento il periodo di variabilità ammesso nei centri abitati e che le controdeduzioni approvate dalla Giunta Capitolina costituiscono un atto endoprocedimentale senza ancora quindi nessuna valenza giuridica immediata.
Ne deriva che il 1° atto amministrativo che fisserà prima o poi al di fuori del vigente Regolamento il periodo di variabilità ammesso entro il centro abitato potrebbe non essere censurato di illegittimità se ad esempio venisse adottato nella forma della Determinazione Dirigenziale in applicazione attuativa proprio della lettera m) del 1° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento, nel rispetto di quanto disposto dal comma 11 dell’art. 51 del D.P.R. 495/1992: ma sarebbe molto più opportuno fissare il periodo di variabilità in 10 secondi con con specifica deliberazione della Giunta Capitolina di rettifica del bando.
Nell’augurio di aver portato un contributo utile alla migliore definizione di un bando che consenta un buon funzionamento del servizio di Bike Sharing a Roma, porgiamo i nostro più distinti saluti.”.
Alla suddetta mia proposta integrativa non è stato dato a tutt’oggi nessun seguito: nel frattempo la Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio il 16 maggio scorso ha emesso la sentenza n. 4707 con cui ha accolto il ricorso della S.r.l. “SCI” annullando bando di gara, il Capitolato d’Appalto ed il Contratto.
Occorre ora attendere la pubblicazione della sentenza per conoscere quali motivi sono stati accolti dalla Sezione Seconda Ter del TAR del Lazio che, con tutta probabilità, ha valutato improcedibile una simile gara senza la definizione preventiva delle postazioni pubblicitarie e prima dell’approvazione del PRIP.
Quanto accaduto va considerato positivamente, perché lascia la speranza che i prossimi mesi vengano impiegati non tanto per impugnare al Consiglio di Stato anche la sentenza del TAR del Lazio, quanto per apportare i necessari correttivi all’aspetto regolatorio, con l’obiettivo di disciplinare il settore arrivando al tanto auspicato riordino (quello vero) che consentirà di partire con progetti virtuosi come il Bike Sharing, davvero al servizio della città.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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2 commenti:

  1. Intanto andatevi a vedere che bel mostro hanno montato questi della "SCI" in circonvallazione Ostiense, nei pressi del cavalcaferrovia che sta per essere inaugurato... Una sola parola, banditi!

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