lunedì 11 giugno 2012

Bosi segnala: Impianto pubblicitario installato in via Cassia Nuova all'altezza di via Giovanni Fabbroni‏

Segnalazione inviata giovedì 7 giugno 2012 a: seg20.polizialocale@comune.roma.it; polmunicipaleseg20@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; claudio.saccotelli@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it

Si segnala che da circa un mese risulta installato all’inizio di via Cassia Nuova all’altezza dell’incrocio con via Giovanni Fabbroni un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 (vedi foto allegata come “Via Cassia Nuova.1.jpg”): la sottostante foto satellitare del 2012 tratta da Google Maps lascia vedere che sul lato destro di via Cassia Nuova uscendo da Roma non risultava installato fino a poco tempo fa nessun impianto pubblicitario.
A tal ultimo riguardo si deve invece far presente che a maggio del 2008, come risulta dalla sottostante foto tratta da Street View di Google Maps, sullo stesso lato di via Cassia Nuova risultavano installati diversi impianti pubblicitari che sono stati tutti rimossi a seguito delle segnalazioni fatte da questa associazione, ivi compreso il traliccio per striscioni che figura all’estrema destra.
Sullo stesso luogo in cui sono stati rimossi gli impianti che si vedono tra il traliccio ed il primo pino é stato ora installato l’impianto che sulla cornice in alto a sinistra porta una cimasa con il nome ed il telefono della ditta “RG” (vedi foto allegata come “Via Cassia Nuova.Cimasa.jpg”) che non sembra risultare nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati: a conferma indiretta di questo si porta la constatazione che l’impianto non ha affissa nessuna targhetta con il numero di codice identificativo con cui dovrebbe risultare registrato nella Nuova Banca Dati.

Ma sul fianco sinistro della cornice é affissa una targhetta che riporta la seguente scritta: “SPQR – COMUNE DI ROMA – VIII DIPARTIMENTO – SERVIZIO AFFISSIONI E PUBBLICITA’ – IMPIANTO INSERITO IN BANCA DATI IL 2/12/2009” (vedi foto allegata come “Via Cassia Nuova.Targhetta.jpg”): si fa presente che l’VIII Dipartimento non esiste più, perché é stato sostituito dal Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, e che se l’impianto fosse stato veramente inserito in Banca Dati non potrebbe non avere assegnato un suo numero di codice identificativo.

Si chiede comunque di sapere se la ditta “RG” risulti censita nella Nuova Banca Dati e con quale codice, nonché di far conoscere con quale numero di codice identificativo sia stato registrato l’impianto di cui all’oggetto se veramente inserito in Banca Dati il 2 dicembre del 2009.

L’installazione dell’impianto di cui all’oggetto in via Cassia Nuova presenta ad ogni modo i seguenti vizi di legittimità.

Come attesta la foto satellitare sopra riportata da Google Maps, l’impianto risulta installato all’altezza di un incrocio provvisto di semaforo e di strisce pedonali, in violazione quindi delle distanze minime prescritte dalla lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 (con cui é stato emanato il Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada), ai sensi del quale entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere, nonché prima dei segnali stradali di prescrizione degli attraversamenti pedonali.

Come attesta la foto allegata come “Via Cassia Nuova altezza via Fabbroni.jpg”, l’impianto risulta installato all’interno della aiuola comunale, in violazione quindi della lettera h) del 1° comma dell’art. 18 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, ai sensi della quale “é vietata la collocazione di impianti e mezzi pubblicitari nei seguenti siti: …. h) aree in consegna al Servizio Giardini già attrezzate a verde”, fra le quali vanno intese anche le aree verdi di arredo stradale (franchi laterali, scarpate, aiuole etc.).

L’impianto risulta installato anche in violazione dell’ultimo periodo del 1° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009, ai sensi del quale “fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19 [cioè del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari e dei Piani di Localizzazione] sono confermate tutte le limitazioni disposte dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del  3 aprile 1981”.

Con deliberazione n. 609 del 3 aprile 1981 il Consiglio Comunale ha infatti individuato a scopo di salvaguardia un’area urbana perimetrata, elencando la serie delle strade che ne delimitano i confini ed ha disposto che “le strade all’interno del perimetro sono incluse nel vincolo per l’intera superficie e quelle di confluenza per un tratto di almeno trenta metri dal punto di innesto dell’incrocio”: all’interno di tale confine ricade anche il tratto iniziale di via Cassia Nuova fino al suo incrocio con il Fosso dell’Acqua Traversa.

La deliberazione dispone che “a scopo di salvaguardia dell’area perimetrata, onde consentire un razionale studio per una precisa ridefinizione degli impianti pubblicitari in atto installati, per quanto riguarda gli spazi ed aree pubbliche non si procederà ad ulteriori concessioni-autorizzazioni per l’installazione di cartelli pittorici o per affissione di manifesti superiori a mq. 6, riservando gli spazi eventualmente disponibili a manufatti comunali per affissione manifesti”.

Oltre a tutti i suddetti vizi di legittimità l’impianto risulta installato a ridosso del confine del Parco di Veio, che costituisce un “bene paesaggistico” vincolato automaticamente per legge ai sensi della lettera f) del 1° comma dell’art. 142 del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii., in violazione quindi del successivo art. 153 ai sensi del quale  é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari anche in prossimità dei beni paesaggistici.

In applicazione di tale disposto normativo con deliberazione n. 6 del 21 marzo 2007 l’allora Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio ha stabilito di considerare “in prossimità” del Parco di Veio il lato opposto di una strada che costituisce confine del parco di Veio con una fascia di rispetto di 50 metri di spessore: per tali ragioni sono stati rimossi a suo tempo tutti gli impianti installati su questo lato di via Cassia Nuova, compreso il traliccio per striscioni e gli impianti parapedonali installati in zona.

Per le stesse ragioni il sottoscritto ha cercato di avere delle notizie riguardo al suddetto impianto telefonando direttamente al Dirigente Amministrativo dell’Ente Parco di Veio, dott. Pierluigi Gazzani, da cui é venuto a sapere che il titolare della ditta “RG” gli avrebbe detto che l’installazione é dovuta ad uno “spostamento” dell’impianto da un non meglio precisato altro luogo.

I precedenti sopra detti riguardo alla ditta “RG” lasciano supporre che anche uno “spostamento” del genere potrebbe essere avvenuto senza la dovuta istruttoria preventiva da parte dell’Ufficio del Servizio Affissioni competente e sia quindi attribuibile ad una iniziativa della ditta che é titolare dell’impianto, fatta di sua spontanea volontà (quindi abusivamente), ma che potrebbe aver messo in atto anche ufficialmente.

Quest’ultima ipotesi potrebbe essere più verosimile ed avvalorata dal fatto che, prima ancora della approvazione del vigente Regolamento con la delibera n. 37/2009, la Giunta Comunale ha approvato la Deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 che ha riguardato le procedure attivabili proprio per gli spostamenti degli impianti pubblicitari tramite la relativa modulistica, poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato fra l’altro anche gli “Impianti installati in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada”.

Per questi impianti la ditta interessata può produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica comunicazione di avvio dell'installazione.
Se si considera che la ditta “RG” abbia utilizzato la suddetta procedura semplificata, presentando per l’appunto domanda di “spostamento”  che non é stata preventivamente istruita nei 30 giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione, allora é presumibile che dopo tale scadenza l’impianto sia stato installato dalla ditta nella nuova posizione richiesta, dandone regolare comunicazione al Servizio Affissioni e Pubblicità: si chiede pertanto di avere conferma di questa eventualità.


La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.


La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.


Da voci raccolte, ma non ancora ufficialmente confermate, sembrerebbe che nella Nuova Banca Dati risultino registrati molti impianti pubblicitari “spostati” per semplice “comunicazione” della ditta che ne é titolare, senza che su di essi sia stata fatta una dovuta istruttoria né prima (nell’arco dei 30 giorni successivi alla data di presentazione della domanda di “spostamento” di un impianto) né dopo (successivamente cioè alla data di “comunicazione” dell’avvenuta installazione dell’impianto): se ne chiede una conferma ufficiale oppure la dovuta smentita.

Si mette in grande evidenza ad ogni modo che il modello di asseverazione, così come predisposto dal Comune e pubblicato sul sito web alla pagina http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/AsseverazioneSpostamenti10.pdf, riporta che il tecnico abilitato “ASSEVERA CHE LA POSIZIONE RICHIESTA IN …………………………………………………………………………………………………………… PER LA RICOLLOCAZIONE DELL’IMPIANTO ..... RISULTA CONFORME ALLA NORMATIVA TECNICA VIGENTE DI CUI ALLA DELIBERAZIONE C.C. n. 100 come modificata dalla Deliberazione C.C.37/09, al Codice della strada D.Lgs. 285/92 e smi ed al DPR 495/92 e smi. ed in particolare non ricade: .... • Su aree in consegna al Servizio Giardini.
ASSEVERA ALTRESI’ CHE LA POSIZIONE DI VIA………………………………………………………………………………………………………………………… NON RICADE IN AREA VINCOLATA AI SENSI DEL D.Lgs. 42/04”.

Appare di tutta evidenza che l’impianto “spostato” in via Cassia Nuova presenta i vizi di legittimità sopra rilevati: ne deriva che se ci fosse stata veramente una “asseverazione”, questa risulterebbe in difformità tanto dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione quanto dal vigente Regolamento comunale, oltre che dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Ma nel modello sempre così come predisposto dal Comune, che il tecnico abilitato deve comunque firmare,  é precisato che “Il sottoscritto è a conoscenza che l'Amministrazione si riserva la verifica della asseverazione di conformità, e in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria”.

Si chiede espressamente di sapere, in particolare dalla S.p.A. “Aequa Roma” nell’ambito delle sue specifiche competenze, se c’é stata effettivamente presentazione di domanda di “spostamento” da parte della “RG” con allegata la asseverazione di un tecnico abilitato e di precisare, in caso affermativo, se ci sia stata la dovuta verifica della asseverazione di conformità ed in tal caso se essa sia stata considerata falsa o mendace e si sia conseguentemente proceduto a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria: nel caso invece che lo “spostamento” sia dovuto ad una iniziativa spontanea della ditta che é titolare dell’impianto, senza averne nemmeno dato la dovuta “comunicazione” al Comune, l’installazione dell’impianto dovrebbe ritenersi del tutto abusiva.

In un caso come nell’altro l’impianto così come “spostato” deve essere comunque immediatamente rimosso dopo che in questa sua nuova installazione siano state accertate anche tutte le altre violazioni sopra rilevate.

Si coglie l’occasione per far presente che al confine del Parco di Veio non risultano ancora rimossi 2 impianti di mt. 4 x 3 in via Flaminia al suo incrocio con viale di Tor di Quinto: uno di questi é un cartellone installato dalla ditta “APA” con il n. 1058 che riporta una targa con scritto “V. Flaminia alt. civ. 850 e Protocollo Autodenuncia 000140/96”, a cui è stato assegnato nel frattempo il numero di codice identificativo 0044/BD056/P.

Entrambi gli impianti sono stati segnalati a nome di VAS al Comune e per conoscenza alla Procura della Repubblica con nota prot. n. 4 del 16/2/2010: sono stati poi segnalati alla Regione Lazio con nota prot. n. 5 del 16/2/2010 ed infine all’Ente Parco di Veio con  nota prot. n. 6 del 16/2/2010.

Vanno entrambi rimossi a maggior ragione perché in violazione anche della deliberazione del Consiglio Comunale n. 609/1981.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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