venerdì 1 giugno 2012

Le potenzialità della pubblicità a messaggio variabile nel centro abitato che il Comune di Roma deve ancora regolamentare

Nel campo della sicurezza stradale sono in continua crescita gli strumenti pubblicitari per adempiere al meglio alle richieste degli operatori del settore per la gestione e il controllo del traffico, per la segnalazione su strada di messaggi alfanumerici e grafici in tempo reale.
In diverse strade della città di Roma sono stati posizionati ormai da tempo pannelli a messaggio variabile: sono dei grandi schermi che richiamano l'attenzione del guidatore, fornendo notizie utili su diversi argomenti che riguardano la viabilità.
I pannelli a messaggio variabile segnalano divieti o blocchi della circolazione, ricordano eventi, manifestazioni e scioperi: forniscono inoltre informazioni sui tempi necessari per percorrere strade monitorate dalle telecamere del sistema UTT, nonché informazioni utili sulle regole da rispettare delle ZTL cittadine.

La crescete domanda da parte di operatori delle imprese legati al settore della pubblicità e dello spettacolo ha portato a sviluppare sistemi per la visualizzazione di immagini in movimento anche nel campo dell’impiantistica pubblicitaria.
Negli ultimi anni c’è stata una grande rivoluzione nel campo della visualizzazione a LED (acronimo di Light Emitting Diode ovvero Diodo ad Emissione Luminosa): questa tecnologia ha reso accessibile anche alle medie e piccole imprese uno strumento pubblicitario in grado di trasmettere messaggi promozionali ed informativi di alto impatto visivo.

La sostituzione dei vecchi impianti pubblicitari “statici” con questo tipo di pubblicità esterna rotante aumenta la redditività di ogni singolo impianto di questo nuovo tipo, perché moltiplica il rendimento delle affissioni.

La pubblicità a messaggio variabile è stata disciplinata dal comma 11 dell’art. 51 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada (emanato con D.P.R. 495/1992), che così come modificato dall’art. 41 del D.P.R. n. 610 del 16.9.1996 dispone testualmente: “11. Fuori dai centri abitati è vietata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile, aventi un periodo di variabilità inferiore a cinque minuti, in posizione trasversale al senso di marcia dei veicoli. Entro i centri abitati il periodo di variabilità ammesso è fissato dai regolamenti comunali”.

Ne deriva che a Roma “i messaggi non possono variare con scansione inferiore ai 5 minuti” solo fuori dei centri abitati, mentre entro i centri abitati spetta al Regolamento comunale fissare il periodo di variabilità ammesso.

Ma non risulta che abbia assolto a questo compito il vigente Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché alla lettera m) del 1° comma dell’art. 4 ammette come uso di impianti che costituiscono mezzi pubblicitari anche i “mezzi elettronici e meccanici a messaggio variabile”, di cui non viene però fissato nessun periodo di variabilità ammesso.

Il punto 1) del successivo art. 27, che è relativo al “Canone per la pubblicità  effettuata con pannelli luminosi e proiezioni”, dispone che “per la pubblicità eseguita per conto altrui con insegne, pannelli o altre analoghe strutture caratterizzate dall’impiego di diodi luminosi, lampadine e simili mediante controllo del messaggio o la sua visione in forma intermittente, si applica il canone, indipendentemente dal numero dei messaggi, per metro quadrato di superficie e per anno solare”, senza specificare altro.

Per opportuna conoscenza va detto però che le controdeduzioni approvate il 22 giugno 2011 dalla Giunta Capitolina ai pareri espressi dai Consigli Municipali riguardo al Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) hanno accolto la proposta fatta dal Consiglio del XIII Municipio , secondo cui “gli impianti pubblicitari aventi messaggio variabile dovranno avere una variabilità non inferiore ai 10 secondi”: la circostanza conferma che il Comune di Roma non ha al momento fissato nel proprio Regolamento il periodo di variabilità ammesso nei centri abitati e che le controdeduzioni approvate dalla Giunta Capitolina costituiscono un atto endoprocedimentale senza ancora quindi nessuna valenza giuridica immediata.

Ne deriva la necessità di regolamentare prima o poi questo tipo particolare di pubblicità come hanno già fatto altri Comuni d’Italia (Ferrara, Savona, Treviso, Massa Carrara, Cagliari ecc.).

L’art. 7 delle norme tecniche del Regolamento di attuazione del Piano generale degli impianti pubblicitari e delle pubbliche affissioni del Comune di Cagliari, che è dedicato alla “Ubicazione dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari dentro i centri abitati”, stabilisce ad esempio che “è fissato in un minimo di 10 secondi il periodo di variabilità ammesso in tutti i casi in cui sia autorizzata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile”.

Si propone di integrare il vigente Regolamento aggiungendovi l’articolo 5 Bis dedicato alle “Norme particolari in materia di pubblicità a messaggio variabile” con il seguente testo:
1. Si definisce impianto a messaggio variabile qualunque manufatto finalizzato alla pubblicità e/o alla propaganda sia di prodotti che di attività, caratterizzato dalla variabilità dei messaggio e/o delle immagini trasmesse, con caratteristiche diverse e di dimensioni variabili. Può essere luminoso per luce diretta o per luce indiretta e deve avere dimensione di 12 mq..
2. Fuori dai centri abitati è vietata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile, aventi un periodo di variabilità inferiore a cinque minuti, in posizione trasversale al senso di marcia dei veicoli.
3. Entro i centri abitati gli impianti pubblicitari aventi messaggio variabile dovranno avere una variabilità non inferiore ai 10 secondi.


Il vigente Regolamento può e deve essere modificato ed integrato dal Consiglio Comunale contestualmente alla approvazione del PRIP, anche e soprattutto per tenere conto della potenzialità dei pannelli pubblicitari a messaggio variabile, che può contribuire a diminuire il numero totale degli impianti pubblicitari da installare sul territorio di Roma e conseguentemente anche la superficie espositiva complessiva dei 162.500 mq. previsti dal PRIP.


Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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