lunedì 18 giugno 2012

Lo scandalo degli open bus vi ricorda qualcosa?

Lo chiamano far west. A Madrid vi è un solo operatore, a Parigi ve ne sono due così come a Londra ed Amsterdam. Solo Bruxelles ne ha tre. A Roma? Otto. Più del quadruplo della media. Risultato: città sotto scacco, impossibilità fisiologica di far rispettare le norme. In quello che -esattamente come i cartelloni- è un monopolio naturale. I bus turistici a Roma fanno il bello e il cattivo tempo distruggendo la città e facendone impazzire il traffico. In quattro anni l'unica cosa che il comune è riuscito parzialmente a fare è regolamentare le fermate che erano diventate dei suk immondi con, appunto, otto paline multicolore pure addosso a Fontana di Trevi in perfetto stile della casa. Dopodiché il Sindaco ha fatto un'ordinanza che, come da tradizione, è stata impugnata al Tar che l'ha bloccata. Perché non puoi mettere un servizio a gara senza prima fare un regolamento: il sindaco e i suoi lo sapevano benissimo, ma hanno deciso di procedere lo stesso così han fatto vedere che un tentativo lo hanno fatto, però hanno ottenuto di lasciare la situazione così come è con grande gaudio dei clan di autobbussari che attualmente si spartiscono la ricca torta.

Cosa dovrebbe succedere? Si dovrebbe fare un regolamento. Si dovrebbero decidere percorsi, fermate e numero massimo di bus e il tutto si dovrebbe mettere a bando. La ditta che offrirà di più al Comune e che ci farà guadagnare di più a tutti dovrà vincere la gara. Nella speranza che sia una seria società multinazionale, e non un impiccettaro evasore e corruttore nostrano. Vi ricorda qualcosa?

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