lunedì 2 luglio 2012

Bosi segnala: i giochetti al lungotevere dell'Acqua Acetosa

Segnalazione inviata il 26 giugno 2012 a; seg02.polizialocale@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; claudio.saccotelli@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; fabio.pacciani@comune.roma.it; pcolletta@regione.lazio.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it

Con il sottostante messaggio di posta elettronica trasmesso il 2 novembre 2011 questa associazione ha segnalato un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 3 x 2 installato dalla ditta “NUOVI SPAZI” in Lungotevere dell’Acqua Acetosa all’altezza dell’incrocio con via Venezuela, a ridosso del parco di Villa Glori., con il numero di codice identificativo 0066/BZ047/P e la scritta “VIA VENEZUELA, SC ANG. LGT.RE ACQUA CETOSA”.

Alla segnalazione ha dato seguito la Unità Organizzativa del II° Gruppo di Polizia di Roma Capitale che con nota prot. n. 78164 del 22.11.2011 allegata al messaggio di posta elettronica trasmesso il 23 novembre 2011 (entrambi sotto riportati per opportuna conoscenza) ha comunicato che “personale di questo Comando, già in data 09 agosto c.a., ha effettuato sopralluogo in via Venezuela ang. Lgt Acqua Acetosa constatando la presenza di un impianto pubblicitario, di mt. 3,00 x 2,00 circa n° identificativo 0066/BZ047/P della Società Nuovi Spazi, nei confronti dei quali ha proceduto in materia sanzionatoria”.

Alla segnalazione ha dato seguito anche  il Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, arch. Maria Costanza Pierdominici, che con nota prot. n. 20234 del 2 dicembre 2011 (anch’essa sotto riportata per opportuna conoscenza) ha chiesto “una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati nella nota citata anche ai fini di una eventuale applicazione delle sanzioni previste”.

Da una voce anonima raccolta per posta elettronica ma non ufficialmente confermata risulta che l’allora Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, abbia smistato la nota dell’arch. Maria Costanza Pierdominici all’Ufficio Tecnico che non ha potuto accertare se l’impianto fosse provvisto o meno di “autorizzazione paesaggistica” dal momento che il suo rilascio - nell’ambito del potere di subdelega concesso ai sensi della lettera g) del 1° comma dell’art. 1 della legge regionale n. 59/1995 - fino allo prima metà dello scorso mese di dicembre é spettato all’ing. Bruno Cignini del Dipartimento Tutela Ambientale – Protezione Civile, che non ha ritenuto di dare alcun seguito alla segnalazione di questa associazione: dal 12/12/2011 il Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche, a seguito dell’attuazione della Delibera di G. C. n° 345 del 14/10/2011, è stato accorpato al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica – Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici – U.O. Procedimenti Edilizi Speciali, che ha come Dirigente l’ing. Fabio Pacciani.

Dalla stessa voce anonima si é saputo che l'impianto della ditta “NUOVI SPAZI” proverrebbe da un accorpamento e spostamento di tre impianti di mt. 1,00 x 1,40 provenienti da via Tagliamento nn. 17 e 47 (con numeri di codice identificativo 0066/BG242/P, 0066/BG243/P e 0066/BG244/P) e di un impianto di mt. 1,00 x 1,40 sito in  via Taranto SC (con numero di codice identificativo 0066/BG246/P), in contrasto con quanto previsto dal comma 13 dell’art. 34 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 che consente l'accorpamento di impianti già autorizzati all’esito del riordino, escludendo quindi le schede E, ma che non ammette “ricollocazioni” e/o “spostamenti”: se ne chiede ad ogni modo conferma ed in caso affermativo una dovuta verifica della legittimità di questa doppia operazione di “accorpamento” e “spostamento”.

La stessa voce ha ritenuto l’impianto in contrasto soprattutto con le norme inderogabili del Codice della Strada in quanto installato in corrispondenza di intersezioni stradali proviste di semafori.

Lo “spostamento” dell’impianto risultante dal suddetto accorpamento potrebbe essere avvenuto però utilizzando la procedura semplificata consentita dalla deliberazione della Giunta Comunale n. 395 del 3.12.2008, così come disciplinata dalla Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23.12.2008, in forza delle quali specialmente per gli impianti installati “in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada” la ditta interessata può produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell'installazione.

Nella Nuova Banca Dati l’accorpamento risulterebbe registrato per “COMUNICAZIONE DELLA SOCIETA’” come variazione prot. n. 44955 del 10 giugno 2010: se ne chiede ad ogni modo conferma, precisando soprattutto se la “variazione” sia dovuta ad una richiesta di “spostamento” ai sensi della delibera n. 395/2008 e se ci sia stata la dovuta verifica istruttoria dopo la “comunicazione della società”.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che, per quanto risulta a questa associazione a livello informale, alla S.p.A. “Aequa Roma” sono state date in carico ben 50 ditte pubblicitarie, nell’elenco delle quali la “NUOVI SPAZI” figura al n. 31.

In data 22 giugno 2012 è stata accertata l’avvenuta rimozione dell’impianto, che è stato però reinstallato a poca distanza con lo stesso lo stesso numero 1032 e lo stesso identico numero di codice identificativo 0066/BZ047 e la stessa scritta piena di strafalcioni, come attestano le foto seguenti scattate lo stesso giorno.
Come lascia ben vedere la foto di mezzo, l’impianto é stato reinstallato ad una distanza dall’incrocio provvisto di impianto semaforico ed attraversamenti pedonali che non sembra comunque rispettare la distanza di 50 metri prescritta dalla lettera a) del 4° comma dell’art. 51  del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992: se ne chiede ad ogni modo una verifica.

La nuova posizione in cui é stato reinstallato l’impianto ricade comunque sempre all’interno della zona vincolata che il Piano Territoriale Paesistico Regionale (in sigla PTPR) destina a “paesaggio naturale”, dove é tassativamente vietata l’installazione di cartelloni pubblicitari, anche per la vicina presenza del Parco di Villa Glori.

A tal riguardo si chiede al dott. Fabio Pacciani di far sapere se per il suddetto impianto sia stata richiesta e rilasciata la “autorizzazione paesaggistica”: si chiede altresì all’arch. Maria Costanza Pierdominici se sia stato richiesto ed espresso il “parere” vincolante di sua competenza.

Si fa presente che ai sensi del 4° comma dell’art. 146 del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, emanato con D. Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii., “l’autorizzazione  paesaggistica  costituisce  atto  autonomo  e presupposto  rispetto  al  permesso  di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio”, per cui l’eventuale installazione in zona vincolata di qualunque impianto pubblicitario in mancanza di quest’atto sarebbe completamente viziata di legittimità.

Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità dell’impianto di cui all’oggetto, provvedendo ad adottare le dovute quanto immediate misure di repressione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


Segnalazione del 2 novembre 2011
Risposta alla segnalazione del 2 novembre 2011

1 commento:

  1. SCUSATE, IN CASO DI TARGHETTA IDENTIFICATIVA INCOMPLETA IL TITOLO AUTORIZZATORIO DEL CARTELLONE E' INEFFICACE E QUINDI IL CARTELLONE E' "ABUSIVO"?!!

    NOTO INFATTI CHE NEGLI ULTIMI GRIGISSIMI TEMPI SONO MOLTISSIME LE TARGHETTE-CIMASE DI CARTELLONI INCOMPLETE.

    Mc Daemon

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