giovedì 5 luglio 2012

Bosi segnala: i giochini in piazza Maresciallo Giardino

Segnalazione inviata il 29 giugno 2012 a: seg17.polizialocale@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, cesare.tabacchiera@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it, antonio.dimaggio@comune.roma.it, claudio.saccotelli@comune.roma.it, sbap-rm@beniculturali.it, fabio.pacciani@comune.roma.it, pcolletta@regione.lazio.it, seggssu.polizialocale@comune.roma.it, procura.roma@giustizia.it, dr-laz@beniculturali.it

Giovedì 15 marzo 2012 sul sito www.bastacartelloni.it é stato pubblicato un articolo dal titolo “Piazza Maresciallo Giardino riacquista un minimo di dignità. Ripulito il marciapiede della vergogna” che dà la notizia che dal giorno prima il piazzale “è stato ripulito dalle decine di impianti”.

Con l’articolo sono state pubblicate le foto seguenti che lasciano vedere come si presentava il piazzale a quella data.
Il nuovo aspetto di piazza Maresciallo Giardino, lato Monte Mario
La vista dal lato opposto: sullo sfondo i 4x3 che ancora resistono ai piedi del Monte
Moltissimi i buchi che ospitavano cartelloni, ora asfaltati
Uno dei due cartelloni rimasti, un 4x3 della ditta Sibilia
Hanno lasciato due 'forchette'. Forse per ricordarci lo scempio del piccolo marciapiede
Fra gli impianti pubblicitari che sono stati rimossi forzatamente d’ufficio dal Comune c’era anche l’impianto di mt. 2 x 2 installato sul parcheggio del piazzale, che é stato segnalato da questa associazione con il sottostante messaggio trasmesso il 19 luglio 2011.

Fra gli impianti pubblicitari rimossi, oltre al suddetto, c’era un impianto bifacciale di mt. 3 x 2 installato sullo spartitraffico dalla ditta “NUOVI SPAZI” di cui si riporta di seguito la foto scattata il 29 luglio 2011 che é stata gentilmente messa a disposizione da un cittadino.
Come attesta la foto seguente scattata sempre il 29.7.2011 e trasmessa dallo stesso cittadino, sul fianco dell’impianto era affissa la targhetta con il numero di codice identificativo 0066/BF277/P e la scritta “PIAZZALE MARESCIALLO GIARDINO SC FR. AREA PARCHEGGI”.
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0066 corrisponde come denominazione la ditta “NUOVI SPAZI SRL”: a tal riguardo si mette in grande evidenza che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni fino all’aggiornamento del 19 settembre 2010 al codice 0066 ha figurato la scritta “NEVADA PUBBLICITA' (in corso procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL) S.r.l.”, mentre nel successivo aggiornamento del 19 aprile 2011 allo stesso codice 0066 corrispondeva come denominazione ancora la ditta “NEVADA PUBBLICITA' S.r.l.”, ma con la precisazione posta fra parentesi di un “procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL rigettato con DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE NUM. 3552 DEL 17/11/2010”.

Senza dare alcuna spiegazione al riguardo, il successivo aggiornamento del 20 maggio 2011 (di appena un mese dopo) dell’elenco delle ditte pubblicitarie al codice 0066 riportava solo la ditta “NUOVI SPAZI SRL”, dando quindi come avvenuta la voltura di cui era stata invece rigettata la richiesta: questa associazione ha chiesto ripetutamente all’allora Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, Dott. Francesco Paciello, che dovrebbe avere adottato la Determinazione Dirigenziale n. 3552 del 17 novembre 2010 di rigetto del procedimento di voltura, di voler fornire le motivazioni che dovrebbero aver portato ad annullare di fatto il provvedimento da lui adottato ed aver determinato il ribaltamento della situazione, chiarendo in particolare se ci sia stato un ricorso vincente al TAR del Lazio da parte della S.r.l. “Nuovi Spazi”.

Dal momento che alla suddetta richiesta non é stato dato a tutt’oggi nessun seguito, si chiede al dott. Claudio Saccotelli di voler fornire la risposta che é stata finora negata dal Direttore che l’ha preceduto.

Venerdì 22 giugno 2012 sul sito www.cartellopoli.net é stato pubblicato un articolo dal titolo “Nuovi Spazi diventano Vecchi ? No diventano “Nuova forma” che raccoglie la segnalazione del sig. Manusardi che denuncia quanto segue: “vi ricordate lo spartitraffico di Piazza Maresciallo Giardino diventato un muro di pericolosissimi e illegalissimi impianti pubblicitari (e ovviamente gli stessi erano anche "abusivamente" autorizzati prima da Rutelli/Veltroni e poi da Alemanno-Bordoni dietro semplice pagamento del "pizzo" al comune, pardòn del CIP al comune!!!), bene quello spartitraffico di recente era stato totalmente bonificato... "era"... perché in questi giorni è ricomparso il primo impianto pubblicitario... da lontano sembra uno dei classici impianti che usa il comune e/o le ditte che gestiscono impianti per il comune stesso, un 2 x 1,50 circa direi.....ma avvicinandosi si ammira che la cimasa riporta il nome della ditta che è la Nuovi Spazi!!! E numera anche l'impianto con un numero "vecchio", quindi sicuramente è lo stesso impianto "giallo" rimosso dai vigili urbani e ora ricollocato "camuffato" per dare meno nell'occhio... ma camuffato o no, sempre pericolosissimo rimane, posto su spartitraffico strettissimo e in piena curva veloce (le auto scendono dall'Olimpica e affrontano la curva lunghissima verso sinistra).
Con l’articolo sono state pubblicate 3 foto relative all’impianto (di seguito riportate) che non lasciano vedere però la targhetta con il suo numero di codice identificativo.
Piazzale Maresciallo Giardino
Come ha ben evidenziato il sig. Manusardi, di diverso stavolta c’é la tipologia dell’impianto ed il suo stesso formato che sembra essere di dimensioni leggermente inferiori di mt. 3 x 1,40 (vedi in accostamento le foto sovrastanti come confronto delle dimensioni tra vecchio e nuovo impianto).

A tal riguardo si fa presente che con deliberazione n. 25 del 10 febbraio 2010 la Giunta Comunale ha approvato i “progetti-tipo per impianti pubblicitari” relativi ad alcune categorie più diffuse sul territorio, fra le quali figurano al punto 21 del dispositivo della delibera gli “impianti destinati alle Pubbliche Affissioni ed al circuito politico-sindacale nelle dimensioni: m. 1 x 1,4 – m. 1,4 x 2 e m. 3 x 1,40, i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera A”.

La delibera stabilisce che “la sostituzione degli impianti esistenti con quelli dei progetti-tipo dovrà avvenire, su base territoriale, nei modi e nei tempi fissati dall’Amministrazione. Dette operazioni di adeguamento ... dovranno essere concluse entro il 30 giugno 2010” e dispone che “gli oneri per gli adeguamenti degli impianti esistenti ai progetti approvati, compresi quelli di cui al precedente punto 2, sono ad esclusivo carico dei soggetti autorizzati all’esposizione pubblicitaria”.

La delibera precisa anche che “con successivo provvedimento verranno approvati i successivi progetti-tipo per le altre tipologie di impianti”, ma non risulta a tutt’oggi che siano stati approvati né pubblicati i progetti-tipo delle ulteriori tipologie: risulta soltanto che con deliberazione n. 49 dell’8 luglio 2011 l’Assemblea Capitolina ha stabilito sia per l’anno 2010 che per l’anno 2011 i canoni per gli impianti pubblicitari di mt. 3 x 1,40 di categoria normale monofacciale (513,60 €) o bifacciale (837,60 €) e di categoria speciale monofacciale (764,40€) o bifacciale (1.363,20 €).

Sul sito web del Comune di Roma alla pagina http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/PrototipoImpiantiAllegatoA10_p.pdf (sotto riportata) é pubblicata la tavola allegato A che riproduce le tre tipologie suddette e lascia vedere come il progetto del formato di m. 3 x 1,40 (in alto a sinistra) sia quello identico all’impianto installato dalla ditta “NUOVI SPAZI”.
Il dispositivo della delibera n. 25/2010 precisa infatti che “al fine di armonizzare l’impiantistica esistente sul territorio, é possibile utilizzare anche per gli impianti di proprietà privata la tipologia prevista al precedente punto 2 per gli impianti comunali, con esclusione del logo ‘’S.P.Q.R.’ ”, disponendo che in tal caso “le caratteristiche tecniche dovranno essere conformi a quelle stabilite nei predetti progetti”.

Benché sembri essere pienamente conforme alle caratteristiche tecniche stabilite nel progetto-tipo di dimensioni 3 x 1,40, c’é da capire come il nuovo impianto possa considerarsi parte dell’impiantistica esistente sul territorio, dal momento che il vecchio impianto di mt. 3 x 2 era stato nel frattempo rimosso.

La nuova installazione può essere spiegata con l’ipotesi che l’impianto pubblicitario possa essere stato ufficialmente collocato dalla “NUOVI SPAZI” utilizzando la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.

La procedura di “riordino” è stata disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997 che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli R per la indicazione degli impianti di proprietà privata assistiti da titolo autorizzatorio, per i quali si chiedeva il rinnovo, e con i Modelli E per la segnalazione delle istanze per nuovi impianti presentate negli anni precedenti, in attesa di risposta, da specificare in MODELLI ES se già installati.

La relativa modulistica, in applicazione della delibera di Giunta n. 395/2008, è stata poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato 4 casi, riportati fino a poco tempo fa anche sul sito ufficiale del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp.

Il 2° caso riguardava gli “Impianti installati in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada“, quale poteva essere per l’appunto l’impianto di mt. 3 x 2 sanzionato e poi rimosso, in quanto installato su uno spartitraffico inferiore ai 4 metri prescritti dal 4° comma dell’art. 5 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, nonché ricadente in zona soggetta a il vincolo denominato “Valle del Tevere” emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5 dicembre 1989, ai sensi della legge n. 1497/1939.

A tal ultimo riguardo, disciplinato come 3° caso, si ribadisce quanto già evidenziato nella segnalazione sotto riportata trasmessa il 19 luglio 2011, vale a dire che ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 (con cui é stato emanato il "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") all’interno dei vincoli paesaggistici “é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente”.

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995 spetta alla U.O. Procedimenti Edilizi Speciali, che ha come Dirigente l’ing. Fabio Pacciani il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si chiede pertanto all’arch. Maria Costanza Pierdominici ed all’ing. Fabio Pacciani di far sapere se nell’ambito delle proprie  competenze abbiano rilasciato  rispettivamente il “parere favorevole vincolante” e la “autorizzazione paesaggistica” tanto al vecchio impianto della NUOVI SPAZI di mt. 3 x 2 quanto al nuovo impianto di mt. 3 x 1,40.

Dal momento che la Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 si applicava solo ”agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”,  con Determinazione Dirigenziale n. 618
del 27 marzo 2012 emanata dal dott. Claudio Saccotelli é stato consentito lo spostamento anche degli impianti pubblicitari del tipo ES già installati senza attendere l’esito dell’istruttoria per il rilascio della loro autorizzazione, ma subordinatamente al rilascio del “parere positivo della sovrintendenza competente sul territorio della nuova posizione”.

Come chiarito dallo stesso dott. Claudio Saccotelli lo scorso 26 giugno, dal sito del Comune di Roma é stata tolta la pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”, dal momento che la Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 é stata revocata anche perché ne é stato cambiato il testo.

Per quanto riguarda infatti il 2° caso si parla adesso di “Ricollocazione di impianti installati in difformità alle norme inderogabili del Codice della Strada“ e si precisa ora in modo diverso dalla Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 che “a seguito di V.A.V. e, solo successivamente all’avvenuta e comprovata rimozione spontanea dell’impianto, ....., la Ditta interessata può presentare istanza contenente una dichiarazione redatta ai sensi del DPR 445/2000 con individuazione della nuova posizione, deposito della relazione redatta da un tecnico abilitato ...”.

Benché risulti a questa associazione che il 14 marzo scorso l’impianto di mt. 3 x 2 sia stato rimosso forzatamente d’ufficio dal Comune e non spontaneamente dalla “NUOVI SPAZI”, si chiede al dott. Claudio Saccotelli di far sapere se il nuovo impianto sia stato reinstallato utilizzando la procedura della “ricollocazione” disciplinata dalla sua Determinazione Dirigenziali 618/2012 e se la relazione redatta da un tecnico abilitato asseveri l’avvenuto rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica”.  

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che, per quanto risulta a questa associazione a livello informale, alla S.p.A. “Aequa Roma” sono state date in carico ben 50 ditte pubblicitarie, nell’elenco delle quali la “NUOVI SPAZI” figura al n. 31.

Lo scorso 28 giugno lo stesso cittadino che aveva messo a disposizione di questa associazione le foto dell’impianto di mt. 3 x 2 scattate il 29 luglio del 2011 ha trasmesso le foto seguenti, che lasciano vedere anche la targhetta affissa su un montante.
Come si può vedere, al nuovo impianto é stato assegnato lo stesso numero di codice identificativo 0066/BF277/P che aveva l’impianto di mt. 3 x 2 rimosso con la scritta che ora é diventata “P.ZZA MARESCIALLO GIARDINO ALT. AREA PARCH.”.

Ma al di sotto della targhetta é stato affisso un cartello adesivo che riporta la seguente scritta: “ORDINANZA DI SOSPENSIVA DEL T.A.R. LAZIO REG. ORD. 3424/2004 REG. GEN. 5736/2004”.

Si fa riferimento al ricorso al TAR del Lazio sede di Roma n. 5736/2004 proposto dalla S.r.l. “NEVADA PUBBLICITA’ “ per l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, della Determinazione Dirigenziale  n. 5196 del 23 dicembre 2003, che disponeva il rigetto dell’istanza di riordino perché sarebbe stata dichiarata fallita la S.r.l. “ACTION PUBBLICITA’ “ che il 13 luglio 1999 aveva ceduto i propri impianti alla “NEVADA PUBBLICITA’ “ a cui era stata imposta la rimozione entro 7 giorni di tutti questi impianti.

Con Ordinanza n. 3424 del 23 giugno 2004  (che si rimette in allegato per opportuna conoscenza) la Seconda Sezione del TAR del Lazio sede di Roma ha accolto la domanda incidentale di sospensione, perché la richiesta di voltura per intervenuta cessione del ramo d’azienda sarebbe avvenuta in data anteriore al fallimento della S.r.l. “ACTION PUBBLICITA’ “.

Si mette in evidenza che la suddetta Ordinanza viene portata come un “diritto acquisito” dell’impianto reinstallato in piazzale Maresciallo Giardino, senza che però in merito al ricorso ci sia stata a tutt’oggi sentenza definitiva, lasciando comunque intendere che l’impianto in questione faccia parte del “riordino”: dal momento che l’impianto così come reinstallato non può oggettivamente far parte del “riordino”, se ne dovrebbe dedurre che derivi dall’impianto di mt. 3 x 2 rimosso, per il quale la “NUOVI SPAZI” pretenda questo tipo di “ricollocazione” in base ad una sua presunto inserimento nella procedura di “riordino”.

Se ne chiede conferma al dott. Claudio Saccotelli: si chiede in particolare di far sapere se l’impianto che nella Nuova Banca Dati dovrebbe risultare con il numero di codice identificativo 0066/BF277/P facesse parte del “riordino” come scheda “ES” e dove fosse stato originariamente installato dalla ditta “NEVADA PUBBLICITA'” anziché dalla ditta “NUOVI SPAZI”, precisando anche se nel “Verbale di partecipazione al procedimento di riordino degli impianti pubblicitari” sottoscritto dalla “NEVADA PUBBLICITA'” risultasse come scheda “ES” anche l’impianto in questione.

In data 28 giugno 2012 il dott. Claudio Saccotelli ha fatto sapere che “l’impianto di Piazzale Clodio è stato cancellato dalla nuova banca dati perché rimosso d’ufficio da questo Dipartimento”.

Si chiede al dott. Claudio Saccotelli di far sapere se in modo analogo sia stato cancellato dalla Nuova Banca Dati anche l’impianto di mt. 3 x 2 installato in piazzale Maresciallo Giardino che é stato rimosso d’ufficio dal Comune e con esso il numero di codice identificativo 0066/BF277/P che gli era stato assegnato, dal momento che ai sensi del 3° comma dell’art. 7 del vigente Regolamento “costituiscono motivo di decadenza di diritto dell’autorizzazione: ...l’accertata difformità dell’impianto dalle norme tecniche”.

Si mette in risalto che il comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento prescrive che “la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni”: dal momento che per stessa ammissione del dott. Claudio Saccotelli  sono stati rimossi forzatamente d’ufficio dal Comune il 24 aprile 2012 l’impianto installato in piazzale Clodio ed il 27 giugno 2012 l’impianto installato in via della Pineta Sacchetti, ai quali si aggiunge  l’impianto installato in piazzale Maresciallo Giardino che é stato rimosso il 14 marzo 2012, il dott. Claudio Saccotelli dovrebbe essere obbligato ad emanare una Determinazione Dirigenziale con cui pronuncia la decadenza del 50% degli impianti pubblicitari che risultano regolarmente autorizzati alla “NUOVI SPAZI”.

Per quanto riguarda l’impianto di cui all’oggetto, si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di volerne verificare la legittimità, provvedendo ad adottare le dovute quanto immediate misure di repressione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Ordinanza sospensiva TAR Roma n. 3424 del 23 giugno 2004.doc
Segnalazione del 19 luglio 2011

5 commenti:

  1. complimenti come sempre a Bosi.
    Questo sì è combattere usando la testa!

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  2. Gentilissimi,
    dall'ultimo Post su Bastacartelloni pare proprio che sia cominciata la controffensiva dei cittadini esasperati che potrebbe presto estendersi a tutta Roma.

    PROSIT!

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  3. Bosi sei sempre un grande, ma per il cartellone della Nuovi Spazi riapparso sullo spartitraffico non serve cotanta perfezione e impegno...è semplicemente posto in violazione di norme inderogabili del codice della strada e risulta pericolosissimo per la pubblica incolumità in caso di incidente stradale....direi che una "semplice" informativa a ALEMANNO-BORDONI-CASSONE-SACCOTTELLI che chiarisca che in caso di incidente con danni a cose o persone che dovesse vedere coinvolto questo cartellone, si procederà alla loro denuncia per omissione di atti d'ufficio e colpa grave per aver IGNORATO la segnalazione giunta ai loro uffici........buoni cartelloni a tutti da Manusardi

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  4. Sig. Manusardi, mi sembra che lei la faccia troppo “semplice” e comunque non conosca le ragioni della “perfezione e impegno” che mi attribuisce e che ho dovuto mettere nel fare questa segnalazione.
    La “semplice” informativa, che secondo lei sarebbe stata oggi sufficiente, io l’avevo personalmente trasmessa il 12 novembre 2011 per posta elettronica al sindaco in persona, per giunta sotto forma di diffida 10 giorni dopo che era avvenuto l’incidente che aveva interessato un impianto pubblicitario della “PES” installato su via Tuscolana che era stato sanzionato fin dal precedente mese di febbraio dal Corpo di Polizia Municipale, ma che non era stato rimosso a distanza ormai di 8 mesi: l’incidente ha provocato la morte di due persone, determinando il sequestro penale dell’impianto pubblicitario per omicidio colposo.
    In allegato alla diffida, che per oggetto aveva l’obbligo di garantire la sicurezza della circolazione stradale nell’ambito delle rispettive competenze, ho trasmesso un dettagliato elenco di 61 impianti pubblicitari installati tutti nello spartitraffico centrale di diverse vie e piazze di Roma e che ai fini della sicurezza della circolazione stradale presentavano più o meno lo stesso identico grado di pericolosità dell’impianto pubblicitario collocato in via Tuscolana.
    Con lo stesso oggetto era stata già da me trasmessa il 12 ottobre 2011 una analoga diffida, estesa a tutti i soggetti istituzionali direttamente interessati: con riferimento specifico da un lato ad una sentenza della Corte di Cassazione relativa ad un incidente stradale provocato in Piemonte da un cartellone pubblicitario abusivo e dall’altro lato ai funzionari del Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma che avevano ripetutamente scritto di non avere alcuna competenza riguardo all’obbligo di garantire la sicurezza della circolazione stradale, ho testualmente evidenziato in stampatello che “se si dovessero malauguratamente verificare anche a Roma incidenti stradali analoghi, del reato di omicidio colposo oltre che dell’obbligo di rimborsare i familiari delle vittime potrebbero essere considerati responsabili anche e soprattutto i funzionari delle pubbliche amministrazioni che sono “competenti” ad assicurare la sicurezza della circolazione stradale, con l’aggravante di essere stati anche sollecitati a garantirla adottando i dovuti provvedimenti al riguardo”.
    Ad entrambe le diffide non c’è stato nessun seguito formale.
    (per esigenze di spazio continua nel commento successivo)

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  5. (seguito del commento precedente)
    Quando il Sindaco ha incaricato il Vicecomandante Antonio Di Maggio di svolgere una inchiesta sulla “mafia parallela” della cartellopoli romana ho consegnato personalmente in 2 tempi ad un suo collaboratore 11 copiosi documenti in pdf intitolati “casi da sottoporre ad indagine giudiziaria”, fra i quali ce n’era uno dedicato specificatamente agli “impianti a rischio della sicurezza stradale”: tutta la mia documentazione è stata trasmessa alla Procura della Repubblica in allegato alla denuncia penale fatta dal Vicecomandante Di Maggio del dott. Francesco Paciello (che è stato poi dimesso) e di 44 amministratori unici delle ditte pubblicitarie, fra i quali - sembra - anche l'attuale amministratore della “Nuovi Spazi” e prima ancora della “Nevada”.
    Ma il Sostituto Procuratore dott. Alberto Pioletti, a cui è stata affidata l’inchiesta penale, dopo nemmeno 2 mesi dall’inizio delle indagini ha chiesto al G.I.P. l’archiviazione del caso ed il Sindaco Alemanno che aveva provocato la denuncia penale si è guardato bene dal presentare opposizione, permettendo di fatto che venisse quanto meno vanificato, se non addirittura sconfessato, l’operato del suo stesso Vicecomandante.
    Non mi è dato di sapere al momento cosa abbia deciso il G.I.P.: in considerazione di tutti questi precedenti spero che lei, sig. Manusardi, adesso capisca meglio le ragioni per cui ho messo tanto impegno e perfezione nel fare la segnalazione di questo ennesimo impianto pubblicitario della “Nuovi Spazi”, che per inciso ho trasmesso per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Roma, a cui dovrebbe spettare quindi (senza bisogno di alcuna espressa denuncia) l’eventuale verifica d'ufficio di quella che lei chiama ”omissione di atti d'ufficio e colpa grave per aver IGNORATO la segnalazione giunta ai loro uffici”.

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