lunedì 2 luglio 2012

Italo raddoppia la campagna più abusiva dell'anno


Non contenta della prima campagna, NTV è tornata più carica che mai ad incartare Roma su impianti abusivi per informarci che Italo è sbarcato anche alla stazione Ostiense.
In un paese normale questo tzunami di inserzioni su impianti palesemente abusivi (e gestiti da ditte che per utilizzare un eufemismo più grande di un treno definiremo 'discutibili') avrebbe provocato direttamente il sequestro non degli impianti stessi, ma di tutta la compagnia ferroviaria. Li avrebbero fatti fermare; gli avrebbero bloccato i treni fino a eliminazione totale di queste pubblicità.
Noi dal nostro punto di vista ce l'abbiamo messa tutta segnalando -via twitter- a Italo cosa stava succedendo. "Ci hanno segnalato che la nostra campagna è regolare", la laconica risposta. Ci hanno segnalato chi, di grazia? Forse la risposta la possiamo dire noi. Chi segnala è il centro media. Vi racconteremo ora brevemente come lavorano in centri media a Roma. Io sono il centro media, tu sei il cliente. Tu hai una campagna pubblicitaria, devi investire 1000, di questi 1000 decidi di metterne 100 sulla cartellonistica. Io prendo 100 e compro pubblicità per 100. Solo che chi mi vende pubblicità (chi ha gli spazi) è in cattiva fede, sa di essere nel torto e ai limiti della legge dunque io posso strozzarlo, tantopiù che la concorrenza è atroce. Dunque mi faccio dare spazi per 100, li pago 40, faccio risultare che li ho pagati 100 (basta sovrafatturare) e 60 a quel punto sono fondi non neri, ma nerissimi con cui fare quel che mi pare. Questo non lo puoi fare a Parigi dove la società che gestisce l'outdoor è una ed è una megamultinazionale, non lo puoi fare a Londra, a Madrid o a Vienna dove la situazione è paragonabile a Parigi. Lo puoi fare solo a Roma. E questo vi spiega perché la pubblicità di grandi e grandissime ditte la trovate pure sugli impianti delle società più mafiose e camorriste in assoluto. Perché è proprio con quelle che si riescono a fare i 'margini' maggiori nel gioco che vi abbiamo spiegato. 
Ora non stiamo dicendo che questo è il caso di Italo, chiaramente, stiamo solo dicendo che a Roma si fa così.

Sempre riguardo al fatto che sul suo account Twitter Italo ci ha risposto che gli impianti utilizzati sono regolari guardate questo prima e dopo...
Via della Stazione Laurentina 22 maggio 2012
Via della Stazione Laurentina 2 luglio 2012

40 commenti:

  1. Mi sa che voi avete qualche interesse a dare il controllo pubblicitario di Roma a quella Megamultinazionale (igp Decaux???).Bravi.Che la Guardia di Finanza faccia i controlli nun ve passa manca p'a capa? Quanto vi passa l'IGP DECAUX? Evviva il Monopolio pilotato.Meglio se sotto l'egida di un Partito Democratico e ecologista che gia ja mollato il monopolio della dinamica.Fermiamo il mondezzaio d'accordo ma mai con la dittatura di uno solo.

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  2. PUR DI ALVARE QUALCOSA DI CIO' CHE RIMANE DI ROMA, EVVIVA PURE IL MONOPOLIO PILOTATO!
    Di questo passo saremo tutti trasformati in un cartellone...NON E' ACCETTABILE, SI E' TRAVALICATO OGNI LIMITE DA TROPPO TEMPO.
    BASTA, BASTA, BASTA!!!!!

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  3. Le affissioni sono un monopolio di fatto. Un monopolio naturale. Come tutte le cose che occupano spazio e suolo pubblico.

    Qualche esempio? L'illuminazione: tutta l'illuminazione è gestita da Acea a Roma. Nessuno si sognerebbe di dare ogni palo ad una società diversa avendo così diversi pali, di diverse forme, di diverse altezze, con diverse tonalità di luce, alcuni accesi, alcuni spenti, ciascuno con il suo numero verde per l'assistenza? No. L'illuminazione è un monopolio naturale e viene gestita da una sola società. Lo stesso altri mille servizi. Come il trasporto pubblico di linea. Praticamente c'è solo Atac e Tevere TPL. Basta. Pensiamo alle autostrade: tra Roma e Firenze c'è una autostrada e un operatore. Avreste preferito 10 autostrade diverse per poter scegliere e un territorio completamente massacrato?

    I settori dove è necessario un monopolio vanno gestiti -ovviamente previo bando dove deve vincere il migliore- con un (quasi) monopolio. Succede così in tutte le città del mondo. Dunque viva Decaux, viva Clear Channel, viva Wall, viva Cemusa o qualunque altra ditta seria, internazionale, che dia garanzie di serietà, che paghi le tasse e che qualifichi l'arredo urbano della città. Ci riusciremo, prima o dopo ci riusciremo.

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    1. Bravo Tonelli è il concetto che portò alla Fondazione dell'Acea da parte del Fascismo :Unica Azienda, più facile il controllo (Politico naturalmente con conseguenti lottizzazioni e mafie politiche contollate dai partiti e dai governi di turno per poi privatizzare e dare ai serissimi Caltagirone di turno).Per il bando la serietà delle ditte la stabilisce il conto in banca e i legami con la finanza internazionale che è,poi la stessa che che ci ha portato alla rovina.O klo stabisce Lei,Tonelli,secondo i suoi criteri stalinisti di libertà

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    2. Dunque in tutta Europa sono dei fascisti stalinisti vero? Paura eh??? Se la mia soluzione è così terribile, come mai l'hanno adottata in tutto il mondo? Mistero, eh!?

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    3. 19 gestori Autostradali avremmo avuto concorrenza e risparmiato qualche Lira (euro?)

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    4. Se tutti se buttano a fiume ce se buttamo pure noi.In europa non ne fascisti nè stalinisti:sono Morgan Stanleynisti.Si rilegga il grande Fratello e cominci a tremare.

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    5. Eheheheheheh. Ma guarda come si stanno cagando sotto sti cartellonari. Io non vorrei essere nei vostri panni: una vita intera a corrompere i politici per rendere Roma un posto ignobile e ora si sente aria di fine della ricreazione. Toccherà mettersi a lavorare? Bel casino? In Europa nessuno si butta al fiume, in Europa le città sono gestite in maniera civile e gli spazi pubblici sono valorizzati a vantaggio di imprese e cittadini. In Italia, seppur con un po' di ritardo e grazie a noi che stiamo sensibilizzando migliaia di persone (e tenendo lo sguardo puntato sulla mafia e su chi le è complice) arriveremo presto. Non c'è nulla da fare...

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    6. io non sono cartellonaro.Lei è,invece,confermo,morganstanleynista,razzista e difensore di oscuri (neanche troppo)interessi monopolisti.I cartelloni mi stanno sulle palle ma le regole devono creare pulizia non monopoli brutti sporchi e cattivi.

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    7. Qualsiasi soluzione alternativa a questa è meglio di questa!

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  4. Post esemplare e l'ultimo commento è cristallino e inconfutabile: è così che funzionano le cose DOVE le cose funzionano. A Roma, invece, la stragrande maggioranza dei cittadini paga le tasse per avere MERDA e pochi si arricchiscono alle loro spalle, MASSACRANDO il territorio.

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    1. Pure la Pravda creava meno problemi al Pcus.Pure i telefoni era meglio lasciarli alla Sip.La radio e la tv all'Eiar. etc.Due è sempre meglio che uan..

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  5. più che Italo mi sembra molto, ma molto Romano

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  6. Concordo con Tonelli, salvo su una cosa: servono più lotti, possibilmente con scadenze diverse. Altrimenti diventi ostaggio dell'unica ditta presente in città.

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  7. 2 piccole considerazioni caro Tonelli...la Clear Chanel non può certo essere definita una ditta SERIA, diciamo al massimo è meno incivile e deturpante di altre.... qualcuno forse non ha notato che specie in tutto il centro storico patrimonio vi sono migliaia e migliaia di impianti di questa SERIA ditta camuffati da indicatori stradali coi nomi delle vie.....messi ovunque, anche sotto le eleganti storiche "lapidi" in travertino o direttamente sulla sede stradale nelle storiche vie intorno a piazza di spagna dove non vi è il marciapiede.....a corso vittorio ogni 10 passi questa SERIA ditta ti ricorda che sei a corso vittorio....a fontana di trevi, gioiello romano, ve ne sono 2 per paura che i turisti pensino di essere davanti al Colosseo :)))))) .....e trattandosi di "indicatori stradali" per definizione sono posti quasi tutti in prossimità di incroci.....con buona pace delle norme inderogabili del CDS.......sempre buoni cartelloni a tutti da Manusardi

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    1. So piccoli nun se vedono.La Clear Channel è benemerita dell'ordine e della antiabusivismo.Andate a vedere quanto sono i 90 x 90 che hanno montato in giro per Roma.Il più pulito ha la tigna.

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  8. Nel contesto romano attuale nessuna ditta può essere seria. Clear Channel, Decaux, Cbs... sono tutte piene di monnezza perché se sei costretto a vivere in un mega campo rom iperfetente puoi essere anche la persona più affezionata all'igiene del mondo, ma dopo ventiminuti puzzi da far schifo pure tu. Questo è.

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    1. é bona solo l'Igp decaux che ha fatto bella Parigi e coi soldi del Monopolio se vuole comprare Roma.

      Ps Tonè i Monopoli non sono mai naturali!! Secondo me sei fori come un balcone.

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    2. Decaux? Ma magari!!! Preferisci queste foto qui sopra o preferisci l'arredo urbano di Parigi? Se preferisci queste foto qui sopra dovrai trasferirti in africa o non so in quale paese del medio oriente, perché qui presto diventeremo Europa, spiacente.

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    3. Tonelli,
      sei molto razzista:chi vive nei campi nomadi, hai scritto poco fa è costretto ad ADEGUARSI ETC.Io,ì devo andare a vivre in Africa o in qualche paese del medio Oriente.Proprio là dove sono cartelli ma paesaggi rupestri e pozzi di petrolio.Io voglio vivere nell'Europa libera,liberale e no sta mmerda che hanno in mente i Morgan Stanleynisti della quale schiera,mi pare fai parte:ochi gestori (uno solo) per servizi essenziali (Monopoli naturali voluti dal Signore) che deve gestire l'unto dal poter che è meglio,per la forma,rispetti le regole del bando.

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    4. Beh dicci tu il nome di una città ben gestita dal punto di vista delle affissioni. Sicuramente si molto esperto. Roma per risolvere i suoi problemi a quale città dovrebbe somigliare? O forse Roma, nelle affissioni, non ce ne ha di problemi. Ehssì, forse non ce ne ha...

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  9. la seconda considerazione è questa....premesso che Italo sa benissimo la situazione di Roma (penso che avrà messo migliaia di cartelloni in tutta italia, ma sa benissimo che il 60-70% sono a Roma in quanto tutte le altre città italiane messe insieme hanno un numero di impianti pubblicitari inferiore alla sola Roma), qualcuno mi spiega come una impresa che vuole fare onestamente pubblicità su impianti onestamente e legalmente collocati a Roma può conoscere se un impianto è regolare o no????? impossibile saperlo, la NBD è segreta così come ogni elenco di autorizzazioni.....quindi può solo delegare la campagna affissioni e "fidarsi" di quello che viene detto dalla ditta incaricata, che ovviamente mai dirà che si tratta di pubblicità in gran parte ABUSIVAMENTE LEGALIZZATA DAL TRIUMVIRATO ALEMANNO-BORDONI-CASSONI.......dimenticavo, ma Di Maggio è ancora in circolazione o lo hanno messo a tacere i poteri forti della cartellonistica romana? .....ancora buoni cartelloni a tutti da manusardi

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  10. Voi confondete diritti di esclusiva e monopolio. Diritti di esclusiva vuol dire che in una certa area limitata un certo servizio posso svolgerlo solo io, e non altri.
    Però se io ente pubblico divido la mia area di competenza in un certo numero di lotti, e affido i diritti di esclusiva separatamente per ciascuno di essi, ecco che possono esistere sul mercato un numero di operatori pari a quello dei lotti messi a gara.
    Se guardiamo al singolo lotto, questo è un monopolio, ma se guardiamo l'intero mercato, non lo è.
    Sui cartelloni, è questo che si deve fare. Dividere il territorio della città in un certo numero x di lotti, metterli a gara separatamente, e imporre che una ditta non possa aggiudicarsene più di y<x.
    In questo modo puoi avere i benefici del "monopolio naturale" e della concorrenza nello stesso tempo.

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  11. Ovviamente si procede per lotti. Anche se poi è molto probabile, come a Napoli (ehssì, Napoli è anniluce avanti rispetto a Roma), che i lotti li vinca la stessa società. E anche per certi versi auspicabile.

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    1. Speri l'Igp Decaux ? Certo chi c'ha più soldi vince.Per la tua testa no passa l'idea di un garante della concorrenza? Più di due lotti non si possono detenere,per esempio.Non partecipano al bando parenti dei monopolisti etc.Sbaglio tu sei per i monopoli NEL NOME DELLA BELLEZZA E DELLA PULIZIA DELLA CITTà ETERNA.
      PS:perchè e perchi dovrebbe essere auspicabile che li vinca una stessa società?No per i commercianti di quella città che si scorderebbero di poter fare una campagna d'affissione.Per L'IGP DECAUX SI!!! CHE CONTROLLEREBBE OGNI VIRGOLA DELLA CITTA' E DEI DENARI PUBBLICITARI SOTTOPONENDO TUTTI ALLE TARIFFE UGUALI PER TUTTI NEL NOME DELLA DEMOCRAZIA.QUESTA SI CHE SAREBBE EGUAGLIANZA,

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    2. Invece meglio lo schifo che c'è adesso, vero? Bisogna capire solo se sei un cartellonaro oppure un paladino della cause perse...

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    3. Antonio,

      esigenze di ordine e pulizia sono spesso invocati da falsi profeti.Sono per le cause perse? Forse.Ma occhio che le cause vinte non portino alla svendita della città per un piatto di fagioli ai soliti noti.

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    4. I soliti noti sono tremila volte meglio della attuale mafia.

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    5. inoltre, la città è già svenduta, anzi regalata..

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    6. Ma chi è che l'ha svenduta? e da quando è cominciata la svendita? Quali sindaci hanno contribuito maggirmente?Dove erano i Rutelli e i Veltroni paladini della difesa della bellezza della Roma comunistoide ed ecologista? Transeamus.Ora caro amico,visto che è regalata sarebbe utile ripiassela e no confermare il regalo cambiando il destinatario sotto l'egida degli amici stretti di quei stessi sindaci che ,con la scusa del bene pubblico, pensano solo ai cazzi loro per fare carriera politica.

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    7. A Tonè,
      Riconfermo:leggiti o rileggiti 1984 di Orwell.Rispetto al grande Fratello. Quindi,secondo te,preferisco la mafia?
      Certo che no! sono mali entrambi.Io non prefersco un cazzo.Certo non sono per i Monopoli che tu definisci Naturali.Per me sono Monopoli e basta e sono sempre contro il cittadino consumatore.

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  12. Tra lo sbalordimento e un certo disappunto ho letto il dibattito che si é innescato e che dimostra che le modifiche delle Norme Tecncihe di Attuazione del PRIP da me sempre proposte anche ripetutamente su questo blog non sembrano essere state tenute in considerazione ora addirittura dallo stesso Tonelli dopo che le ha pubblicamente condivise sul suo steseso sito.
    La soluzione del problema non é a valle a lovello di gestione dell'impiantistica pubblicitaria, ma é a monte a livello cioé della pianificazione dell'intera città, approvando cioé i diversi Piani di Localizzazione secondo le varie parti in cui si riterrà di suddividere la città, che stabiliranno dove e quali e quanti impianti pubblicitari dovranno risultare installati in eterno a Roma.
    Per ognuno dei Piani di Localizzazione verrà indetto un bando per l'assegnazione degli impianti pubblicitari da esso individuti: sotto questo aspetto condivido il commento di Antonio Privitera per la differenza che fa tra diritti di esclusiva e monopolio, ma debbo fargli presente che il diritto di esclusiva concesso a chi si aggiudica un bando vale sempre e comunque per 10 anni, trascorsi i quali per quello stesso Piano di Locallizzazione si procede ad un nuovo bando per l'assegnazione di un'altra gestione decennale degli stessi impianti pubblicitari.
    in tal modo non solo non ci può essere monopolio, ma neanche un diritto di esclusiva perché è sempre e soltanto temporaneo (in quanto solo e sempre decennale).
    Quand'anche si venisse a determinare "mafiosamente" un monopolio generalizzato e per assurdo vincesse una sola ditta tutti i bandi ripetutamente, anche alla loro nuova indizione ogni 10 anni, Roma avrebbe sempre e soltanto gli stessi numeri di impianti pubblicitari individuati una volta per sempre dai Piani di Localizzazione approvati.
    Quiando si arriverà prima o poi finalmente a questo, non dovremo più subire "ricollocazioni", "spostamenti" e "accorpamenti" e dovrebbero sparire del tutto dalla circolazione i centri media.

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  13. Sono d'accordo con Bosi: l'importante è sapere quanti sono e dove devono essere installati i cartelloni. Poi tale elenco deve essere accessibile online a tutti sul sito del Comune. Fatto questo, sapere chi ha vinto l'assegnazione del lotto non ha molta importanza, come non ne ha sapere quanti lotti ha vinto detta società.

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    1. e certo!! A te basta salvare la bellezza della città.Le attività commerciali portano i soldi all'esclusivista che fa del mercato il cazzo che gli pare. Lui comanda,lui muove le pedine, DISCRIMINANDO I CLIENTI,OSPITANDOLI SUI SUOI ESCLUSIVI IMPIANTI,facendo eleggere i politici amici (Tonelli??).I soldi gli vengono dalla conquista del Monopolio naturale.Sta attento che ti fregano caro anonimo

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  14. Questi si stanno cagando addosso nella fottutissima paura che Roma diventi una città come le altre. Ebbene vi do una notizia: ci diventerà. Solo questione di tempo. O davvero pensate che possa essere sostenibile L'UNICA città al mondo ad andare in controsenso mentre il mondo va in una precisa e determinata direzione?

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    1. Tutto il mondo andò in quella direzione.Leggiti le conseguenze!Tonelli!!Orwell:1984.Per me sei chiaro come l'acqua.Non Mi freghi.Io non sono questi.Quelli che odi sono gli stessi spalleggiati dai tuoi amici:I Rutelli i Veltroni.Ricordi?
      Monopoli naturali.Pensa un pò!Neanche Bosi riesce a farti ragionare.Si vede che ti sei impegnato con il sig Decaux! Lo capirebbe pure un bambino.Ti regala qualche fiancata degli Autobus a sostegno della tua carriera politica? E' l'ultima volta giuro che controbbatto le tue cazzate.

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    2. C'è una soluzione, caro Edmondo, se vuoi che Roma non si adegui a quello che ha fatto tutto il mondo occidentale. Devi convincere il mondo occidentale a fare come fa Roma: mafia, camorra, caos, pericolo, schifo, illegalità, sopraffazione, violenza, povertà, lerciume.

      Invece di blaterare qui, devi andare a Vienna, Londra, Parigi, New York, Barcellona, Madrid, Berlino. Entra nei blog e con la tua grande retorica convinci tutti a fare come noi. Quando ci sarai riuscito mi avrai tolto il mio argomento principale e dovrò starmi zitto. Fino ad allora, però, fatalmente la china che prenderà Roma sarà quella di tutto il resto del mondo. Solo con un po' di ritardo. E salutaci Orwell e i politici che si fanno regalare spazi pubblicitari per sostenere una causa (criminale).

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  15. A me sembra che vi state violentando il cervello, arrivando a voler sindacare e remare contro anche quando si arriverà a regime con l'approvazione di tutti i Piani di Localizzazione, perché vi piace ipotizzate che la ditta (singola o associata) che si aggiudicherà la gara relativa alla gestione decennale degli impianti pubblicitari individuati da un solo Piano di Localizzazione (che riguarda comunque una parte limitata del territorio comunale e non certo tutta la città) possa riuscire a dominare il mercato fino al punto di creare monopoli naturali,discriminando addirittura i clienti.
    Si sta toccando un aspetto che non riguarda più i cartelloni in sé e per sè, ma il controllo del mercato degli inserzionisti che se ne servono: in base alla spinta del denaro che impera in tutto il mondo mi si dovrebbe spiegare come possa avvenire che possiamo restare "fregati" da chi riuscisse ad avere un monopolio naturale, che é su un solo pezzo della città e comunque per soli 10 anni, mantenendo ugualmente un ricavo altamente speculativo.
    Considerando che ogni ditta che si aggiudica un certo lotto di impianti deve pagare per essi il Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) per cui per avere un giusto ricavo poi deve necessariamente aumentare il prezzo di ogni inserzione di una certa percentuale fissa in modo tale che non dovrebbe comunque consentire di monopolizzare un bel niente, perché il mercato sarà quasi automaticamente "calmierato" anche dalle altre ditte concorrenti che si saranno aggiudicate gli altri lotti di impianti.
    Quand'anche così non fosse, potrebbe essere lo stesso Comune a "calmierare" il mercato introducendovi un numero di impianti SPQR che potrebbe mettere a gara ad un costo di affitto che sia quanto meno pari se non inferiore al CIP.
    Mi sembra ad ogni modo che la garanzia per risolvere il problema che é stato sollevato sia piuttosto nelle condizioni a cui verrà concesso di partecipare ad ogni gara e che dovranno quindi essere controllate a tempo debito, senza fasciarsi la testa già da ora prima ancora di essersela rotta.

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  16. Caro Bosi
    i cartellonari pensano ANCORA che passerà la tempesta e potranno continuare a fare carne di porco della città all'infinito grazie alle evidenti complicità di cui hanno goduto e godono a livello politico.
    Si ostinano a pensare di poter ancora imporre alla collettività un modo di fare pubblicità obsoleto,(tant'è vero che la raccolta pubblicitaria outdoor nei primi due mesi del 2012 è diminuita del 13% a fronte di una diminuzione media del 5% fonte Nielsen)invadente e pericoloso per la collettività.
    Qui siamo in presenza di "aziende" che non hanno minimamente idea di cosa voglia dire marketing e programmazione a medio-lungo termine..NEL 2012!!!!;
    per questi "serissimi imprenditori" ciò che accade nel mondo non conta e ripiegati sull'ombelico puzzolente dei loro indifendibili privilegi starnazzano e si agitano ADDIRITTURA SVENTOLANDO IL VESSILLO DEL PLURALISMO e della libertà (si..di fare come cazzo gli pare!!).
    Lo abbiamo ripetuto fino allo sfinimento: IN QUALE CITTA' DEL PIANETA VI SONO 450 DITTE AUTORIZZATE A PIANTARE CARTELLONI?
    Si devono rassegnare, perchè resteremo in Europa e i loro privilegi medievali verranno spazzati via.

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  17. Caro Fitzcarraldo, ti sfugge che se da un lato può essere fisiologico e fa parte comunque della natura umana che ognuno cerchi di "fare come cazzo gli pare", dall'altro lato é tutt'altra cosa però riuscire a farlo.
    Se questo invece poi avviene veramente, non é colpa tanto di chi ha provato ad assicurarsi i propri "indifendibili privilegi", quanto della amministrazione pubblica che gli ha permesso e continua a permettere (purtroppo per ora) di farglieli fare, a partire dai funzionari del Servizio Affissioni e Pubblicità per finire con l'Assessore alle Attività Produttive ed al Sindaco che non controllano come viene gestito il Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità o meglio che si comportano secondo il classico detto che chi tace acconsente.
    Per farli rassegnare, "perché resteremo in Europa e i loro privilegi verranno spazzati via", occorrerebbe che tutti questi signori che stanno a capo dell'apparato sia amministrativo che politico venissero miracolati sulla strada di Damasco: siccome questo é praticamente impossibile, occorre soltanto sperare in un ricambio rivoluzionario di tutto il suddetto apparato ormai con le prossime elezioni amministrative, senza illudersi troppo che ciunque vincerà sarà del tutto diverso da chi l'ha preceduto.

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