sabato 25 agosto 2012

Ricoprire i monumenti di pubblicità per restaurarli? Beh, noi siamo d'accordo

Se si sta nelle regole, nelle leggi, nei regolamenti e nel buon senso, Cartellopoli è totalmente favorevole a finanziare restauro e riqualificazione dei monumenti mediante maxi installazioni pubblicitarie. A patto che nessuno se ne approfitti o, peggio, faccia in modo che si effettuino lavori inutili (o troppo lenti) per installare impianti laddove non servirebbero.
Ecco la nostra risposta a questo articolo de Il Messaggero che paventa il restauro delle Mura Aureliane grazie alla pubblicità.

Sarebbe anche l'ennesima lezione ai nostri cari amici mafiosi cartellonari. Gli unici operatori (se così vogliamo chiamarli) del settore pubblicitario al mondo a non aver ancora capito che la pubblicità fine a se stessa, il palo con l'affissione sopra, il pannello con l'inserzione, non è guardata da nessuno, è odiata dai cittadini (che quindi poi odiano pure la marca pubblicizzata), è invasiva, brutta, fastidiosa e fuori dal tempo. La pubblicità urbana è e deve essere qualcosa che invece dialoga con l'arredo urbano, che viene in contro in maniera smart alle esigenze della città. Ecco le toilette, le mappe, il bike-sharing, le pensiline. E anche la copertura dei monumenti per recuperare le risorse necessarie al loro restauro ed alla loro conservazione.

Invitiamo le aziende serie a pianificare solo su queste realtà, non sui cartelloni assassini gestiti dalla camorra romana.

1 commento:

  1. Lucidissimo ragionamento, è così da tempo nelle grandi e piccole città più avanzate e ormai standard europeo. A Roma? A Roma è tutto un magna magna.... Basta!!!

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