sabato 15 settembre 2012

Bosi segnala: l'invasione degli S.C.I. / S.P.Q.R. continua e per fortuna qualcuno non ci sta

Segnalazione inviata da VAS Roma il 14 settembre 2012 a: seg01.polizialocale@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; claudio.saccotelli@comune.roma.it; orlando.corsetti@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; fabio.pacciani@comune.roma.it; pcolletta@regione.lazio.it; pubblicita@aequaroma.it; procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it

In data 12 settembre 2012 é pervenuta a questa associazione una segnalazione di un cittadino (corredata da foto) che fa presente che lo scorso 11 settembre 2012 in Viale Manzoni, dinanzi al civico n. 61, in corrispondenza dell’incrocio con via Luigi Luzzatti, sono iniziati i lavori di installazione di un impianto pubblicitario da parte di maestranze di una ditta qualificatasi come “SCI”.
Foto del portone di via Manzoni al civico n. 61 all’altezza dell’incrocio con via Luigi Luzzatti
Foto dell’area recintata su cui sono stati eseguiti i lavori
Foto dei lavori eseguiti in data 11 settembre 2012
A richiesta del suddetto cittadino, è stata inoltre mostrata la presunta targa identificativa che dovrebbe venire apposta sull’impianto e che reca il codice 0040/BS067/P: nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0040 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “S.C.I. S.R.L. soc.concessioni internazionali”.

Al suddetto cittadino é stato anche precisato che l’installazione sarebbe conseguenza della Ordinanza n. 263 del 24 novembre 2011 con cui il Sindaco Gianni Alemanno ha disposto di sospendere fino al 31.1.2012 “il rilascio di autorizzazioni di nuovi impianti pubblicitari, nonché di ogni autorizzazione relativa allo spostamento e alla ricollocazione degli impianti pubblicitari”, nonché “l’efficacia delle autorizzazioni già rilasciate relative ad impianti pubblicitari non ancora installati”: con successiva Ordinanza n. 21 del 31.1.2012 la sospensione é stata prorogata fino al 28.2.2012, termine poi ulteriormente spostato al 31 marzo 2012 con Ordinanza n. 60 del 28 febbraio 2012.

Il richiamo alla Ordinanza di sospensione del Sindaco lascia supporre che l’installazione dell’impianto pubblicitario di cui all’oggetto fosse già programmata quanto meno alla data del 24 novembre scorso: dalla considerazione che il vigente Regolamento di pubblicità approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009 vieta però il rilascio di autorizzazioni per l’installazione di nuovi impianti su suolo pubblico dovrebbe derivare, per esclusione, che si dovrebbe trattare di “spostamento” o “ricollocazione” di un impianto pubblicitario già autorizzato e che quindi dovrebbe far parte della cosiddetta procedura di “riordino”.

In tal ultimo caso é legittimo ipotizzare che per l’impianto di cui all’oggetto sia stata utilizzata la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.

Con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23.12.2008 sono state emanate le disposizioni applicative della delibera n. 395/2008, che sono state poi abrogate dal Direttore del Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, dott. Claudio Saccotelli, che con propria Determinazione Dirigenziale n. 618 del 27 marzo 2012 ha esteso la possibilità di spostamento degli impianti pubblicitari che fanno parte del cosiddetto “riordino” anche ai modelli “ES” installati abusivamente, senza aspettare la relativa autorizzazione, subordinandoli alla sola condizione di avere ottenuto il preventivo “parere positivo della Sovrintendenza competente sul territorio della nuova posizione”: per adeguarli alla sua Determinazione Dirigenziale il dott. Claudio Saccotelli ha conseguentemente sostituito interamente i Modelli A, B, e C che servivano rispettivamente per la “Ricollocazione temporanea di impianti pubblicitari per rimozione causa lavori”, per la “Ricollocazione impianti in contrasto con le norme inderogabili del Codice della Strada” e per la “Ricollocazione impianti per mutato stato dei luoghi a seguito di lavori pubblici, per intervenuto diniego del nulla osta da parte dell’Ente tutore del vincolo, per perdita di disponibilità dell’area privata, per motivi di pubblico interesse e/o sicurezza”.

Il dott. Claudio Saccotelli ha predisposto anche un Modello D per la “Domanda per la trasformazione e/o accorpamento di impianti pubblicitari”.

Dal sito web del Comune di Roma é stata tolta inspiegabilmente la pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”: si chiede di sapere per quali ragioni.


Dal momento che solo ora la ditta “SCI” ha deciso l’installazione di un impianto che poteva essere fatta a partire dal 1 aprile scorso e che dal precedente 27 marzo era stata emanata la Determinazione Dirigenziale n. 618, si chiede di sapere se l’installazione dell’impianto di cui all’oggetto riguardi per caso un modello ES oppure un caso si trasformazione e/o accorpamento di impianti pubblicitari della ditta “SCI”.   

La richiesta é motivata dalla considerazione che la segnalazione fa sapere che trattasi di un impianto pubblicitario di mt. 1.20 x 1,80 che é un nuovo modello introdotto il 30 marzo del 2009 con l’approvazione della delibera del Consiglio Comunale n. 37 e che quindi non può far parte del “riordino”: ne deriva, sempre per esclusione, l’ipotesi (di cui si chiede ad ogni modo conferma) che l’impianto di cui all’oggetto costituisca lo “spostamento” quanto meno di 2 precedenti impianti pubblicitari “accorpati” ora fra di loro, che facevano parte del “riordino”.

Per quanto riguarda gli “accorpamenti”, c’è da dire che sono stati poi riconfermati anche dalle norme transitorie del vigente Regolamento.

Il comma 13 dell’art. 34 dispone infatti testualmente: “Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino”.

Anche il caso della “ricollocazione/spostamento” è stato riconfermato dalle norme transitorie del vigente Regolamento.

Il comma 4 dell’art. 34 dispone testualmente: “ove gli impianti pubblicitari autorizzati in applicazione del procedimento per il riordino degli stessi risultino in contrasto con norme legislative ovvero con il presente regolamento … o con qualunque altra sopravvenuta e motivata ragione di pubblico interesse, il soggetto autorizzato provvede, entro e non oltre 120 giorni dalla comunicazione dei relativi provvedimenti, all’adeguamento dell’impianto o del mezzo pubblicitario assentito, ovvero, ove tale adeguamento non sia consentito dalle disposizioni suddette, alla rimozione del medesimo. Entro tre mesi da tale rimozione, il competente Ufficio comunale, sulla base del presente regolamento e dei Piani di cui all’art. 19, ovvero di altra disposizione vigente, su istanza del medesimo soggetto, assume ogni conseguente determinazione per autorizzare l’eventuale trasferimento in altra collocazione dell’impianto rimosso”.

In forza comunque della deliberazione di Giunta n. 395/2008, specialmente per gli impianti installati “in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada”, la ditta interessata può dunque produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con l’individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione tecnica asseverata da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell'installazione.

Si chiede pertanto di sapere se la suddetta installazione sia dovuta a “spostamento” richiesto in forza delle procedure relative alle “ricollocazioni” oppure invece delle procedure riguardanti gli “accorpamenti”, precisando in tal ultimo caso quali fossero gli impianti accorpati e di che dimensioni: in un caso come nell’altro si chiede di sapere se ci sia stata la dovuta “istruttoria” ed il conseguente rilascio della “autorizzazione” da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che, per quanto risulta a questa associazione a livello informale, alla S.p.A. “Aequa Roma” sono state date in carico ben 50 ditte pubblicitarie, nell’elenco delle quali la “SCI” figura al n. 43, ed ultimamente é stata messa a capo della U.O. Affissioni e Impianti Pubblicitari che cura le nuove autorizzazioni, le ricollocazioni, gli accorpamenti e le trasformazioni degli impianti.

Si chiede in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” di far sapere, in caso di conferma dello spostamento ai sensi della deliberazione di Giunta n. 395/2008, se il legale rappresentante della ditta SCI abbia presentato in allegato anche una relazione tecnica di un tecnico abilitato (laddove prevista) che asseveri la legittimità della nuova posizione e soprattutto se, come predisposto in tutti i modelli,  sia stata effettuata “la verifica dei dati contenuti nella ... dichiarazione” e soprattutto se l’amministrazione comunale “in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto all’Autorità Giudiziaria ed escluderà, pertanto, l’impianto dal provvedimento autorizzatorio”.

La suddetta richiesta é più che giustificata dal fatto che la posizione in cui si vorrebbe installare l’impianto pubblicitario presenta quanto meno i seguenti tre vizi di legittimità.

1 - L’impianto risulta installato a ridosso dell’incrocio con via Luigi Luzzatti di Viale Alessandro Manzoni che in base al Piano Generale del Traffico Urbano del Comune di Roma é classificata come strada di interquartiere (IQ), per la quale il 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto in deroga al Nuovo Codice della Strada che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) debbono essere (ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, come quello in questione) non inferiori a 25 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere.

L’impianto in questione, una volta installato, risulterà posizionato a distanza inferiore anche rispetto a tale distanza minima.

2 - L’impianto ricade inoltre all’interno del territorio del I° Municipio di Roma: a tal riguardo si fa presente che dal 1980 l’UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale (“World Heritage List”) il Centro Storico di Roma (che coincide con il territorio del I Municipio), nonché le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e S. Paolo fuori le Mura, includendo nel 1990 anche le Mura di Urbano VIII – Gianicolensi.

Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), adottato dalla Giunta Regionale con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, sottopone il Centro Storico a vincolo paesaggistico che é stato riconosciuto anche dal Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) redatto dalla stessa S.p.A. “Aequa Roma” ed adottato lo scorso 2 febbraio 2011 dalla Giunta Comunale.

Alla sottostante Tavola A2.b del PRIP relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Beni paesaggistici” il centro storico viene identificato fra i “vincoli ricognitivi di piano”.


Alla Tavola A1.b relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Sistemi ed ambiti del paesaggio” il centro storico é identificato come “paesaggio dei centri e nuclei storici”.


Il PTPR destina nelle Tavole A (con valore prescrittivo) l’area su cui é stato installato l’impianto a “Paesaggio dei Nuclei e Centri Storici con relativa fascia di rispetto di 150 metri”, che è disciplinato dall’art. 29 delle norme del PTPR, che al paragrafo 5.5 della Tabella C stabilisce come norma regolamentare che i cartelloni pubblicitari sono “non consentiti fatto salvo segnaletica di tipo didattico”.

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici, prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta alla “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali” che dipende dalla “Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici” del “Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica”, il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si chiede pertanto di sapere al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, se sia stato richiesto e rilasciato il parere vincolante: si chiede altresì al Dirigente della “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali, ing. Fabio Pacciani, se sia stata richiesta e rilasciata la “autorizzazione paesaggistica” sulla base del parere espresso  dal Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma. 

Si mette in grande evidenza che ai sensi del comma 4 dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 "l'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio": ne deriva che in mancanza di quest’atto preventivo ed obbligatorio l’installazione di un impianto é totalmente viziata di legittimità.

La conferma dell’obbligo della preventiva acquisizione del nulla osta é ribadita in tutti i modelli di asseverazione predisposti dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma riguardo agli “spostamenti” di impianti pubblicitari in zona vincolata: é stato infatti testualmente prestampato fino a poco tempo fa che “Qualora l’area sia vincolata deve essere espressamente dichiarato il tipo di vincolo e devono essere riportati gli estremi - data e protocollo - della richiesta del nulla osta – la domanda sarà comunque irricevibile se non corredata dal Nulla Osta”.


3 - La Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 precisava, prima di essere abrogata dalla Determinazione n. 618/2012, che “tali procedure si applicano solo ed esclusivamente agli impianti con i titoli in fase di rinnovo o rinnovati, inseriti nella c.d. Nuova Banca Dati ”.


Con specifico riguardo agli impianti del “riordino” con titoli rinnovati si mette in grande evidenza che la “Indagine sul settore pubblicità e affissioni a Roma”, che il 27 gennaio 2011 è stata ufficialmente presentata dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 fa sapere che “nel frattempo, l’intervenuto rinnovo di 3.189 impianti privati su suolo pubblico, 60 su suolo privato e 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”.


Si chiede pertanto di sapere se il suddetto impianto, quand’anche derivato da accorpamento di almeno 2 impianti, sia comunque provvisto di rinnovo fino al 31.12.2014, perché differentemente – “in difetto della prescritta autorizzazione“ - va considerato “abusivo” ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di pubblicità.


Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità dell’impianto che la ditta “SCI” vorrebbe installare, provvedendo ad adottare le dovute misure di repressione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.


Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

13 commenti:

  1. Chi mi ha fatto la segnalazione mi ha fatto sapere che alle 5 di ieri mattina (in piena notte)é stato installato l'impianto pubblicitario.

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  2. Che tristezza, come hanno ridotto Roma. E NESSUNO ne risponde innanzi alla legge. Che schifo, da vomitare.

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  3. Questi figli di puttana pagheranno il massacro di Roma che hanno perpetrato!

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  4. ci sarebbe stato tutto il tempo per turare i buchi col cemento a pronta presa, come abbiamo fatto decine di volte.
    E' comunque evidente che è arrivato il momento di chiedere il commissariamento dell'Ufficio Affissioni.

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  5. Nessuno, tranne l'Arch. Bosi, sembra avere le competenze ne' il tempo per fare segnalazioni del genere. Che tra parentesi, mai e poi mai dorebbe essere necessario scrivere. Abbiamo gente pagata per vigilare e tutelare il bene collettivo. Un apparato comunale che ci costa lacrime e sangue di IMU e non è nemmeno capace di fermare questi quattro farabutti delle ditte (credo che molte delle 300 e rotte siano in realtà riconducibili a pochi soggetti).
    La buffonaggine di tutto questo sistema, messo su dai nostri pagliacci di governanti, fa ridere i polli e sfregare le mani ai mafiosi.
    E nel frattempo noi siam qui a fare commenti sempre più astiosi e a sputare sangue per cercare di far notare la devastazione in atto da parte di AleBor e combriccola a chi ha occhi foderati di prosciutto.
    Speranze? Solo che il prossimo sindaco sia degno di questo nome e non si faccia scrupoli a denunciare pubblicamente e alla magistratura tutti, ripeto, tutti coloro nell'attuale amministrazione responsabili dello scempio romano.

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  6. Esimio Prof. ing. dott. arch. eccellenza Bosi, ti sei chiesto come mai SCI ha sospeso l'installazione dell'impianto in Viale Manzoni ?
    Ma fosse per merito tuo ?
    Forse si è spaventato per le tue inconcludenti denunce ?

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  7. Evito di rispondere con lo stesso tono da presa in giro alla evidente provocazione dell'anonimo delle ore 18,26 del 16.9.2012, che non ha letto evidentemente il mio soprastante commento delle ore 9,52 del 15.9.2012 ed ignora (o fa finta di ignorare) che l’impianto in questione non è stato affatto sospeso.
    Gli faccio solo sapere che nella notte dello scorso 14 settembre (anziché alla luce del giorno) su Viale Manzoni, oltre all'impianto di fronte al civico n. 61, sono stati installati altri 4 impianti pubblicitari da mt. 1,20 x 1,80 con cimasa SPQR e targhetta della SCI, che mi riservo di segnalare.
    Le inconcludenti mie "segnalazioni" non sono denunce e non intendono spaventare nessuno, dal momento che chiedono sempre a chi di dovere di verificare gli eventuali vizi di legittimità che rilevo ogni volta e di provvedere in termini di legge in caso di accertata violazione delle norme.
    Per capire ad ogni modo quanto siano “inconcludenti” invito l’anonimo ad aprire la pagina http://www.cartellopoli.net/2011/10/i-consuntivo-di-un-anno-e-mezzo-di.html di questo blog ed andarsi a leggere il “1° Consuntivo di un anno e mezzo di segnalazioni di VAS” per capire se e quanto siano veramente “inconcludenti”: gli faccio sapere che intendo aggiornarlo non appena raggiungerò le 400 “segnalazioni”.
    Se invece debbo interpretare la sua affermazione finale (secondo cui le mie “inconcludenti denunce” non spaventano nessuno) come un invito quasi minaccioso di un certo stampo a smetterla di continuare a fare segnalazioni, gli faccio allora sapere che non mi sogno nemmeno lontanamente di interrompere l’impegno a rispettare ed a far rispettare le regole che dovrebbero garantire il corretto governo della città di Roma.

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  8. Le rammento che in uno Stato di Diritto (sa' cosa vuol dire?) ci sono le Autorità e le Istituzioni Pubbliche preposte a far rispettare le regole e non già un dott. arch. con l'hobby delle fotografie notturne e una chiara aspirazione a sostituire gli attuali politicanti con il consumanto slogan qualunquistico tutti disonesti, tutti in galera.
    Pertanto non si illuda di percepire dalle mie semplici parole un invito minaccioso, anche perchè fino ad oggi oltre alle decantate 400 segnalazioni non ha ottenuto altro. Se proprio ci teneva poteva andare dai vigili urbani dei 19 municipi che in un anno hanno raccolto molte più segnalazioni (leggi verbali) di quelle che ha raccolto lei, ma senza andare in giro di notte.

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  9. Beh si meno male che ci sono i poliziotti locali di roma capitale. Loro si che hanno in mano il crimine cartellonaro.
    Tu chi sei invece? Batman? Il commissario Gordon?

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  10. ma chi è sto anonimo?
    uahauahahahah me sta a fà ammazzà da 'e risate.
    sembra la caricatura di un avvocato azzeccagarbugli che con giri di parole vorrebbe rigirare la frittata.
    lui vuol dire che siccome siamo in uno stato di diritto è inutile stare a fare denunce su denunce, perchè tanto ci sono le autorità che vegliano su di noi e sulla democrazia tutta.

    ma forse è proprio un avvocatucolo della sci? un collaboratore di alemanno? un funzionario dell'ufficio affissioni?
    sembra comunque qualcuno che ha qualcosa da temere o qualche interesse da proteggere e tante cose da provare a insabbiare...
    mi sbaglierò?

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  11. Ripeto in questa sede quanto ho già premesso in altra parte di questo blog.
    Di fronte all’evidente ulteriore tentativo di far scadere il dibattito sul piano personale esclusivamente per portare discredito sia alla mia persona che al mio operato, coprendosi vigliaccamente dietro un comodo anonimato, mi sento in obbligo di far capire le imbecillità che sono state scritte a chi le ha lette e magari ingenuamente può attribuire ad esse un fondo di verità.
    Il sottoscritto non ha avuto mai l’hobby delle fotografie notturne né si è mai sognato di andare in giro di notte a fotografare degli impianti pubblicitari.
    Per primo ho però iniziato questa serie di commenti per far sapere soltanto che “chi mi ha fatto la segnalazione mi ha fatto sapere che alle 5 di ieri mattina (in piena notte) é stato installato l'impianto pubblicitario”, di cui mi ha poi trasmesso anche le foto scattate da lui in persona alle 5,30 circa della ditta che lo stava installando: dal momento che delle foto ho fatto oggetto di una integrazione della segnalazione trasmessa il 17 settembre scorso, ma non ancora pubblicata su questo blog, l’anonimo dovrebbe spiegare come faccia a sapere che sono state fatte queste foto notturne.
    La dimostrazione della chiara volontà di screditarmi viene dall’accusa che mi fa di non sapere cosa voglia dire uno Stato di Diritto e chi sia effettivamente preposto a far rispettare le regole, per far passare la convinzione che io mi voglia sostituire ai “politicanti” perché li considererei tutti disonesti.
    Se avesse letto meglio il testo della soprastante mia segnalazione, si sarebbe accorto che ho chiesto proprio alle “Autorità” ed alle “Istituzioni pubbliche preposte” “ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità dell’impianto che la ditta SCI vorrebbe installare, provvedendo ad adottare le dovute misure di repressione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia”: se avesse letto meglio anche gli indirizzi di posta elettronica, avrebbe dovuto capire – specie se è un addetto ai lavori, come sembra - che a rimuovere i cartelloni pubblicitari accertati come abusivi non spetta ai “politicanti” ma all’apparato amministrativo del nuovo Dipartimento Regolazione e Gestione delle Affissioni e Pubblicità, con in testa il dott. Claudio Saccotelli.
    Quanto ai vigili urbani dei 19 Municipi, gli faccio infine sapere che per un confronto di collaborazione sono stato chiamato personalmente dal funzionario del IV Gruppo Grazioso Vaiani e che ho poi avuto incontri personali con il Comandante del XVII Gruppo e con i funzionari del XX Gruppo, oltre che con diversi consiglieri e Presidenti dei Municipi II, X, XI, XVI, XVII e XX, nonché con l’ing. Luciano Marasco del Ministero dei Trasporti.

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  12. E nonostante tutte queste collaborazioni SCI continua fare quello che vuole? Ma allora neanche il giustiziere della notte può nulla contro la lobby dei cartellonari? L'unica soluzione è quello di votarlo alle prossime comunali, vosì potrà sostituire Bordoni e risolvere tutti i problemi dei bancarellari e dei cartellonari.....(?)

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  13. Come si dice a Roma uno o "ce fa o ce é", per cui mi rifiuto di rispondere d'ora in poi a chi continua a screditarmi senza qualificarsi per nome e cognome e continua a comportarsi come il classico sordo che non vuol sentire, volendo per giunta far credere che gli asini volanno perché arriva adesso a sostenere scopertamente che io faccia tutto questo addirittura perché a 70 anni quasi suonati aspirerei a candidarmi alle prossime elezioni comunali ed addirittura a diventare assessore al posto dell'On. Bordoni,senza peraltro sapere - accecato com'é dalla voglia di accusarmi di avere dei secondi fini - che i membri della Giunta Comunale non vengono eletti dal popolo ma scelti dal Sindaco.
    Mi sento di chiedergli che cosa ci guadagna nell'attaccarmi in questo modo sistematico: per caso lo fa per conto di qualcuno ?
    Arrivati a questo punto, mi sento soltanto in dovere di ricordargli che nello Stato di Diritto a cui si é richiamato esiste il reato di diffamazione a mezzo stampa, anche via web.

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