giovedì 20 settembre 2012

Ecco perché, rispetto allo scandalo cartellopoli, la storiaccia della Regione Lazio e di Franco Fiorito è una marachella da ragazzini

Va di moda, ormai da anni, parlare dei costi della politica e degli sprechi degli enti pubblici o delle autonomie locali. Lo scandalo della Regione Lazio è solo l'ultimo degli scandali in ordine di tempo. L'ultima manciata di polvere utile a accecare lo sguardo dell'opinione pubblica facendogli vedere cose e nascondendone altre.
Non stiamo dicendo che quel che ha combinato Franco Fiorito sia qualcosa di trascurabile o poco grave, tutt'altro. Stiamo però dicendo che il sistema mediatico che gira attorno a questi accadimenti è artatamente portato all'eccesso proprio per distogliere l'attenzione da scandali per i quali le ostriche o gli champagne dei consiglieri regionali diventano faccende di minima rilevanza.

Prendete i cartelloni abusivi, la loro mafia. Uno scandalo che riguarda Roma e solo Roma. Uno scandalo che ha responsabili politici facilmente individuabili. Che ha senz'altro prebende e corruzioni che sarebbe facilissimo smascherare se solo mezzo magistrato vi dedicasse mezza giornata di lavoro. Uno scandalo che muove tra i 900 milioni e il miliardo di euro l'anno, ma che non muove giornalisti, non muove talkshow, non finisce come prima notizia su tutti i notiziari delle 20. E' una vergogna giornalistica di questa città e di questo paese.

Probabilmente tutto finirà molto presto: la disgregazione del PDL (che sparirà alle prossime elezioni) lascerà molti furfanti -non solo Fiorito- privi di copertura politica. A quel punto i magistrati, che oggi dimostrano sudditanza e codardia, finalmente interverranno e faranno un minimo di giustizia e chi ha operato come ad occhio nudo si può vedere si passerà qualche piacevole serata in qualche sovraffollata cella di Rebibbia o, meglio, di Regina Coeli. Ma tutto questo processo si potrebbe contrarre se solo la stampa si occupasse un po' meno di ostriche e suv da 88mila euro e un po' più di cartelloni e di un abnorme business illegale da un miliardo.

3 commenti:

  1. Come non condividere ogni singola riga di questo magnifico Post ?!

    Mc Daemon

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  2. Non posso ancora credere che lo scandalo cartelloni sia trattato con sufficienza dai maggiori quotidiani e tv locali e nazionali. Per molto meno si fanno inchieste che portano a cambiamenti poitici e dimissioni. Per il decoro urbano, cartelloni e bancarelle, non si fa nulla o troppo poco: un articolo in 6 mesi - anche ben documentato - e poi ci si ferma lì.

    Perché Il Corriere della Sera non chiede spiegazioni al sindaco dello scandalo cartelloni e reitera le domande fin quando non riceve una risposta dettagliata e non evasiva?

    Perché Repubblica, famosa per le 10 domande a Berlusconi e i retroscenisti d'assalto, non fa una campagna verità giornaliera e denuncia lo scempio ambientale e paesistico dei cartelloni?

    Perché Il Messagero, sensibile sul tema dei camion bar e dell'ambulantato abusivo, non sembra interessato all'invasione di cartelloni che ogni persona con un minimo di analisi noterebbe?

    L'autore del post ci dice che adesso, con lo sgretolamento del PDL, i magistrati indagheranno e forse anche i giornali cominceranno a dedicare le giuste attenzioni a questo ginepraio di bruttezza e illegalità.

    Vorrei che fosse veramente così, ma la cosa che più mi preoccupa, forse più dei giornali assenti o "non interessati", è la scandalosa latitanza del centrosinistra in Campidoglio, che mai ha sollevato la questione in modo autonomo, è stato sempre al rimorchio delle associazioni civiche, dando soltanto un appoggio temporaneo ed isoltato, delegando tutto al solo Athos de Luca, senza voler dare il proprio impegno continuativo in questa battaglia di civiltà.

    Il PD, negli ultimi anni, ha criticato quasi tutto di Alemanno, tranne la gestione dei cartelloni a Roma. Impossibile da rintracciare una dichiarazione del capogruppo Marroni, del segretario Miccoli e altri esponenti sull'immane scempio dei cartelloni pubblicitari.

    Oltre a chiedersi PERCHE' - la giunta Alemanno cadrebbe come un castello di carte alla prima vera denuncia sui cartelloni abusivamente autorizzati dal Comune - non posso che osservare che senza un vero impegno dell'opposizione, che già si mostra reticente con i cartellonari, la speranza di riformare il settore della pubblicità esterna è molto dubbia, per non dire lontana.

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  3. È possibile sapere come si arriva al calcolo del miliardo l'anno?

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