lunedì 10 settembre 2012

"Roma capitale dei cartelloni abusivi". Video inchiesta de "Il Cambiamento"





www.ilcambiamento.it/territorio/cartellopoli_roma_capitale_cartelloni_abusivi.html

8 commenti:

  1. Ottimo servizio, ma fare passare il PD come il grande nemico dei cartelloni ma fa sorridere amaramente. Se l'attuale giunta è arrivata a trasfigurare una città è anche perché le precedenti giunte non sono state capaci di imporre regole certe nel settore della pubblicità esterna.

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  2. Infatti aspettiamo le prime dichiarazioni del candidato Zingaretti sullo scandalo cartelloni, magari spiegandoci perché quelli sulle strade provinciali non sono ancora censiti e permangono in divieto senza pagare un centesimo alla Provincia, da lui amministrata.

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  3. Ferma restando la sua piena validità, l'inchiesta presenta però le seguenti inesattezze che mi sento in dovere di segnalare ai fini di una informazione completamente corretta.
    1 – Sui numeri che vengono forniti nella prima parte del video vengono dichiarate 404 Società Capitoline, quando sono 386 effettive come risulta dall’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati, pubblicato sul sito web del Comune ed aggiornato alla data dell’8 settembre 2011, benché arrivi come numero a 454: la differenza si spiega con il fatto che la numerazione non é progressiva, ma saltano per l’appunto ben 68 numeri.
    Nello stesso elenco aggiornato precedentemente alla data dell’8 agosto 2011 si arrivava al numero 403 (e non 404), ma con 341 ditte effettive.
    2 – Sempre nella prima parte del video a proposito dei cartelloni autocertificati o autodenunciati si dice che il Comune "chiede alla ditte una sorta di canone pubblicitario" e poi si afferma che "pagando infatti il canone pubblicitario di cui dicevamo prima", quando invece – ai sensi del 1° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento - si tratta di una “indennità” di importo pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (in sigla CIP).
    3 - Sempre nella prima parte del video si afferma che "il comune da parte sua, una volta comunicato alla ditta che può fare come meglio crede, si disinteressa completamente della posizione della struttura": non risponde affatto al vero che il Comune comunichi alla ditta che possa fare come meglio crede. Il periodo andrebbe corretto nel modo seguente: "il comune da parte sua, una volta registrato nella Nuova Banca Dati un impianto pubblicitario autocertificato o autodenunciato, si disinteressa completamente della posizione della struttura".
    4 – Nella seconda parte del video vengo presentato come "responsabile del circolo del Lazio dell’associazione VAS, Verde Ambiente e Società", quando invece sono responsabile del Circolo Territoriale di Roma e la mia associazione si chiama “Verdi, ...” e non “Verde, ...”.
    5 - Nella seconda parte del video si afferma che "la distanza minima tra un cartellone e l’altro non deve essere uguale o inferiore a 25 metri", quando invece la lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del D.Lgs. n. 495/1992 consente come distanza minima proprio di 25 metri esatti: non va quindi detto che la distanza minima non deve essere “uguale” a 25 metri.
    6 – Subito dopo si afferma che va fatta "eccezione per quelli di dimensioni uguali o inferiori a metri 1,20 per 1,40", quando invece - ai sensi del 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento – debbono essere di mt. 1,20 x 1,80.
    Nel Regolamento di Veltroni l’eccezione riguardava invece impianti di mt. 1,00 x 1,40: mi sembra di capire che sia stato fatto un qui pro quo.

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  4. Provo una profonda pena ed una grandissima rabbia per la pochezza della politica romana. Per il suo rivoltante rifiuto di occuparsi del bene comune. Per la sua strafottente volontà di perdurare nel danneggiare la collettività. Per il tristissimo teatrino che mette in scena ogni giorno con annunci farlocchi di fantomatici piani regolatori che non ci sono e non regoleranno nulla e di rimozioni fasulle che vengono vanificate nel giro di secondi. Per tutto il tempo ed i fiumi di inchiostro virtuale e non che stanno facendo pagare ai cittadini più volenterosi, che non si piegano e mai lo faranno a questa violenza cartellonara mafiosa e politica. Per la protervia con la quale ignorarano le migliaia di segnalazioni indignate e rabbiose dei cittadini che pure, con altissimo senso civico, passano giorni e settimane a fotografare, a scrivere domandando dignità e giustizia, ad interrogare su questo gigantesco scandalo di cartellopoli. Provo pena e rabbia. E come tutti, non vedo l'ora che questa barzelletta romana finisca con la cacciata a pedate del peggiore primo cittadino della storia della città e della sua banda arraffona.

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  5. Una porcheria immane: ecco come è stata ridotta Roma da questa inqualificabile giunta comunale. Un sindachetto che andrebbe rispedito a Bari e pure di corsa. In nessuna altra capitale europea uno scandalo simile sarebbe tollerato. In nessuna altra capitale europea la magistratura dormirebbe innanzi a palese terreno di indagine. Basta, non se ne può più di vivere in un tale schifo, dove i soldi che spendiamo in tasse sono letteralmente buttati.

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  6. BORDONI E ALEMANNO HANNO DEVASTATO TUTTA ROMA , PER SEMPRE.

    PAGHINO I DANNI!

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  7. 1 – Ringrazio della precisazione. Tale dato era stato tratto da un'inchiesta pubblicata dal quotidiano La Repubblica.

    2 – Nel video, se avete sentito bene, io dico "una sorta" di canone pubblicitario. Ciò vuol dire che la definizione riportata da Rodolfo Bosi, l'ho resa "in parole povere" per evitare che - utilizzando tecnicismi - l'utente potesse non afferrare tutti i concetti.

    3 - Il fatto che il Comune registri nella banca dati il cartellone, l'avevo già detto in precedenza. Ripeterlo, sarebbe suonato ridondante. Ciò che ho detto è che il comune, disinteressandosi dell'apposizione e della regolarità o meno della struttura, di fatto "dice" alla ditta che può fare come meglio crede.

    4 – Mi scuso per il "Verde" e non "Verdi".

    5/6 - A questo link: http://www.cartellopoli.net/2011/05/istruzioni-per-luso-2-superficie.html dal quale è stata tratta la "parte tecnica", si legge chiaramente che "Abbiamo precedentemente stabilito che la distanza minima tra un cartellone e l’altro non deve essere uguale o inferiore a 25 metri per tutti i tipi di impianti, ad eccezione di quelli di dimensioni uguali o inferiori a mt. 1,20 x 1,40 per i quali si può derogare e ridurre la distanza minima a 15 metri".

    Suggerisco all'autore del post "istruzioni per l'uso" citato, di ricontrollare meglio ed eventualmente correggere le informazioni che dà ai cittadini.

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  8. Rimango in parte stupito che la "parte tecnica" relativa alla distanza minima che ci deve essere tra un impianto e l'altro si vada a prendere dalle Istruzini per l'Uso che riguardano invece la superficie espositiva massima dei cartelloni pubblicitari.
    Ringrazio però il sig. Matteo Marini perchè in questo suo modo anomalo di consultare le Istruzioni per l'Uso mi ha fatto accorgere di avere sintetizzato i contenuti del mio primo numero in modo diverso e comunque doppiamente sbagliato rispetto a quanto avevo oggettivamente scritto, vale a dire che la distanza minima non deve essere inferiore a 25 metri e può essere ridotta a 15 metri solo in caso di impianti di dimensioni uguali o inferiori a mt. 1,20 x 1,80 (e non 1,40).
    Prego pertano la Direzione del Blog di voler correggere questo mio doppio errore involontario.
    Grazie.

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