mercoledì 24 ottobre 2012

Bosi-segnala: gli S.C.I./S.P.Q.R. del giorno

Due impianti pubblicitari SPQR installati in viale Bruno Buozzi

Segnalazione inviata da VAS Roma il 29 settembre 2012 a: seg02.polizialocale@comune.roma.it; seggssu.polizialocale@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; marcello.menichini@comune.roma.it; pubblicita@aequaroma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it


Si segnala che su viale Bruno Buozzi, considerata una strada di categoria speciale, risultano installati di recente 2 impianti pubblicitari bifacciali SPQR sottovetro da mt. 1,20 x 1,80 di cui si riportano di seguito le foto ed i rispettivi dati.

1 -  Impianto pubblicitario installato all’altezza del civico n. 109/A di viale Bruno Buozzi
Veduta della facciata su viale Bruno Buozzi all’altezza del civico n. 109
Veduta della facciata posteriore verso piazzale Don Giovanni Minzoni, imbrattato da cittadini anonimi indignati
veduta della targhetta con il numero di codice identificativo 0040/BP968/P e la scritta “VIALE BRUNO BUOZZI, SC ALTEZZA CIVICO 109/A”
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0040 corrisponde come denominazione la ditta “S.C.I. S.R.L. soc.concessioni internazionali”, a cui evidentemente il Comune dovrebbe aver rilasciato la concessione per la locazione di questo impianto.

Sul sito della ditta “SCI” http://sci.it/ é pubblicato il catalogo fotografico degli impianti installati a Roma da questa ditta: nell’elenco del tipo di impianto ”SPECIALE-MUPI SPQR 1,20 X 1,80 SOTTOVETRO” figura già l’impianto in questione, ma senza foto, con la stessa identica ubicazione riportata nella targhetta.
Se ne riporta la sottostante immagine.  

2 -  Impianto pubblicitario installato a 15 metri dal civico n. 111 viale Bruno Buozzi. 
Veduta della facciata su viale Bruno Buozzi
Veduta di fianco dell’impianto
veduta della facciata posteriore verso l’incrocio con via Gramsci
veduta della targhetta con il numero di codice identificativo 0040/BP969/P e la scritta “VIALE BRUNO BUOZZI, SC A METRI 15 DAL CIVICO 111”
Si mette in evidenza che sul sito della ditta “SCI” http://sci.it/ , dove é pubblicato il catalogo fotografico degli impianti installati a Roma da questa ditta, figura sempre senza foto anche questo impianto nell’elenco del tipo di impianto ”SPECIALE-MUPI SPQR 1,20 X 1,80 SOTTOVETRO”: se ne riporta la sottostante immagine
Dal codice 0040 e dalla cimasa “SPQR” si evince che il Comune ha rilasciato alla ditta “SCI” la concessione di locazione anche di questo impianto pur esso di mt. 1,20 x 1,80.

A tal riguardo si mette in evidenza che i formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e “SPQR” di metri 1,20 x 1,80 costituiscono un modello europeo che é stato introdotto nel vigente Regolamento alla lettera d-bis) del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 e che per essi sono concesse le deroghe delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di esecuzione ed attuazione, così come elencate al 5° comma dell’art. 4 del medesimo Regolamento.

Dal momento però che ai sensi del combinato disposto degli artt. 33 e 33 Bis del vigente Regolamento di pubblicità, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, é vietato il rilascio di nuove autorizzazioni per impianti installati su suolo pubblico, c’é da chiedersi come possa essere giustificata l’installazione dei 2 impianti di cui all’oggetto, che per giunta riguardano un nuovo modello introdotto dal 2009 e che quindi non dovrebbero far parte del cosiddetto procedimento del “riordino”.

Ne deriva per esclusione l’ipotesi (di cui si chiede ad ogni modo conferma) che gli impianti pubblicitari di proprietà comunale SPQR possano essere stati ufficialmente installati dalla “SCI” utilizzando la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.


La procedura di “riordino” è stata disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997 che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli SPQR per la indicazione degli impianti di proprietà comunale concessi in locazione, anche per i quali si chiedeva il rinnovo.

La relativa modulistica, in applicazione della delibera di Giunta n. 395/2008, è stata poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato 4 casi, riportati fino a poco tempo fa anche sul sito ufficiale del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp.

Il 4° caso riguardava le “trasformazioni e/o accorpamenti”: sul sito ufficiale del Comune risultava pubblicato che “Attualmente sono sospesi in attesa della redazione delle relative norme tecniche. Ogni richiesta di ricollocazione/spostamento può riguardare un solo impianto”.

Dal momento che oggi dal sito del Comune di Roma é stata tolta inspiegabilmente la pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”, si chiede di sapere quali siano state le ragioni che hanno determinato la cancellazione di questa pagina web.

La Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 precisa ad ogni modo che “tali procedure si applicano solo ed esclusivamente agli impianti con i titoli in fase di rinnovo o rinnovati, inseriti nella c.d. Nuova Banca Dati ”.

Con specifico riguardo agli impianti del “riordino” con titoli rinnovati si mette in grande evidenza che la “Indagine sul settore pubblicità e affissioni a Roma”, che il 27 gennaio 2011 è stata ufficialmente presentata dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 fa sapere che “nel frattempo, l’intervenuto rinnovo di .... 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”.

Si chiede pertanto di sapere se i 2 suddetti impianti di proprietà comunale concessi in locazione alla ditta “SCI” facciano parte dei 453 impianti SPQR per i quali la locazione é stata rinnovata fino al 31.12.2014, perché diversamente avrebbero un titolo concessorio scaduto al 31.12.2009 ed essendo “in difetto della prescritta autorizzazione“ vanno considerati “abusivi” ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di pubblicità, nonché del comma 14 dell’art. 31 che comporta la decadenza automatica del contratto di locazione nel caso di installazione di impianti privi di autorizzazione.


Per quanto riguarda ad ogni modo gli “accorpamenti”, c’è da dire che sono stati poi riconfermati anche dalle norme transitorie del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009.

Il comma 13 dell’art. 34 dispone infatti testualmente: “Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino”.

Anche il caso della “ricollocazione/spostamento” è stato riconfermato dalle norme transitorie del vigente Regolamento.

Il comma 4 dell’art. 34 dispone testualmente: “ove gli impianti pubblicitari autorizzati in applicazione del procedimento per il riordino degli stessi risultino in contrasto con norme legislative ovvero con il presente regolamento … o con qualunque altra sopravvenuta e motivata ragione di pubblico interesse, il soggetto autorizzato provvede, entro e non oltre 120 giorni dalla comunicazione dei relativi provvedimenti, all’adeguamento dell’impianto o del mezzo pubblicitario assentito, ovvero, ove tale adeguamento non sia consentito dalle disposizioni suddette, alla rimozione del medesimo. Entro tre mesi da tale rimozione, il competente Ufficio comunale, sulla base del presente regolamento e dei Piani di cui all’art. 19, ovvero di altra disposizione vigente, su istanza del medesimo soggetto, assume ogni conseguente determinazione per autorizzare l’eventuale trasferimento in altra collocazione dell’impianto rimosso”.

In forza comunque della deliberazione di Giunta n. 395/2008, specialmente per gli impianti installati “in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada” la ditta interessata può dunque produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell'installazione.

Si chiede pertanto di sapere se la installazione di questi 2 impianti di proprietà comunale sia dovuta a “spostamento” richiesto in forza delle procedure relative alla “ricollocazione” e/o in forza delle procedure riguardanti gli “accorpamenti”, precisando in tal ultimo caso quali fossero gli impianti SPQR accorpati e di che dimensioni: in un caso come nell’altro si chiede di sapere se ci sia stata la dovuta “istruttoria” ed il conseguente rilascio della “autorizzazione” da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma.

Si chiede in sostanza di sapere se nella Nuova Banca Dati risulti che i progressivi impianto BU 079 e BU 080 identifichino effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questi due specifici cartelloni e corrispondano al titolo autorizzativo rilasciato per essi, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento siano stati rilasciati, precisando se si sia trattato di impianti installati abusivamente (in tal caso con falsa cimasa “SPQR” e/o falso numero di codice identificativo) ed autodenunciati (per i quali sia stata pagata la dovuta indennità ed avuto in cambio l’assegnazione dei suddetti numeri di codice identificativo) oppure di “concessione” di locazione quinquennale di impianti “SPQR” inseriti nel procedimento di riordino per i quali sia stata presentata richiesta di “ricollocazione” o “spostamento” oltre che di contestuale “accorpamento” (facendo sapere in tal caso se sia stata rinnovata fino al 31.12.2014 la concessione scaduta il 31 dicembre 2009) e soprattutto se ci sia stata in tutti i casi una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di questo due impianti.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che la S.p.A. “Aequa Roma” é stata messa a capo della U.O. Affissioni e Impianti Pubblicitari che cura le nuove autorizzazioni, le ricollocazioni, gli accorpamenti e le trasformazioni degli impianti .

Il Direttore del nuovo Dipartimento  Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, dott. Claudio Saccotelli, ha sostituito i modelli A, B, C, e D di asseverazione (predisposti dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma riguardo agli “spostamenti” di impianti pubblicitari) con nuovi modelli che così come ora predisposti da lui riportano comunque sempre la seguente dicitura: “Il sottoscritto é a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica dei dati contenuti nella presente dichiarazione e, in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto all’Autorità Giudiziaria ed escluderà, pertanto, l’impianto dal provvedimento autorizzatorio; è, altresì a conoscenza che l’abusiva installazione delle opere prima dell’ottenimento della prescritta autorizzazione sarà perseguita in base alle norme vigenti”.

Al riguardo si fa presente che alla fine dell’anno scorso il Sindaco Alemanno ha affidato una inchiesta al Vicecomandante Antonio Di Maggio che si é conclusa con la denuncia alla Procura della Repubblica di 43 rappresentanti legali delle ditte pubblicitarie e dell’allora Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità dott. Francesco Paciello: come riportato sulla cronaca di Roma del quotidiano “Il Messaggero” del 29 dicembre 2011 i rappresentanti legali delle 43 ditte che sono stati denunciati “avrebbero presentato false dichiarazioni sostitutive di atto notorio, attestanti ... la loro regolarità” ed “alla base delle irregolarità commesse, ci sarebbero false autocertificazioni presentate agli uffici”.

Non é dato di sapere se fra le ditte che hanno presentato false asseverazioni ci sia anche la ditta “SCI”.

Con deliberazione n. 267 del 19 settembre 2012 la Giunta Capitolina ha deciso di sopprimere il Dipartimento  Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità istituito da appena 8 mesi con delibera sempre di Giunta n. 12 del 20 gennaio 2012 ed il dott. Claudio Saccotelli ha comunicato un paio di giorni fa che “non ha più alcuna responsabilità circa la gestione dell’impiantistica pubblicitaria” e che sarà sua cura comunicare a questa associazione “il nuovo responsabile una volta nominato dal Sindaco, su proposta dell’Assessore Bordoni”, per cui ad interim la carica da lui ricoperta viene svolta dal Direttore del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione-Lavoro.

Si chiede pertanto al dott. Marcello Menichini di far sapere se c’é stata richiesta da parte del rappresentante legale della “SCI” utilizzando uno dei suddetti 4 modelli e se in tal caso c’é stata la dovuta verifica della S..p.A. “Aequa Roma” e quali esiti abbia avuto: si chiede in particolare di sapere, nell’ipotesi che sia stata utilizzata la procedura semplificata consentita per gli “spostamenti” e “accorpamenti” dalla delibera della Giunta Capitolina n. 395/2008, se i due impianti siano stati regolarmente autorizzati oppure risultino registrati nella Nuova Banca Dati con il rispettivo numero di codice identificativo per “COMUNICAZIONE DELLA SOCIETA’” vale a dire senza che sia stato effettuato nessun controllo istruttorio sulla legittimità della loro nuova posizione né prima né dopo l’avvenuta installazione.  

Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità di entrambi i suddetti impianti di proprietà comunale installati dalla ditta “SCI”, provvedendo ad adottare le dovute misure di repressione sia sul piano civile che eventualmente anche su quello penale in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

2 commenti:

  1. Bosi ala SCI non gliene fa passare uno, grazie a Dio!

    Speriamo che tutte queste segnalazioni abbiano un giorno (non troppo lontano) un seguito.

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  2. Con nota prot. n. 70697/RHBD del 13 ottobre 2012, allegata al messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 13,38 del 15 ottobre 2012, il Funzionario Coordinatore delle Sezioni di Polizia Amministrativa del Il Gruppo Esterino Zappia ha comunicato che “personale di questo Comando, reparto AA.PP. ha effettuato sopralluogo in Viale Bruno Buozzi accertando che un impianto si trova installato presso il civico 109 A mentre l’altro è posizionato a circa 20 metri da via Gramsci. Ambedue gli impianti sono risultati corredati di numero identificativo e presenti nella Banca Dati, inoltre è bene precisare che le posizioni occupate dai predetti impianti non contrastano né con il C.d.S. né con altri regolamento cogenti”.
    Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,32 del 16 ottobre 2012 ho replicato dimostrando che la nota non risponde a quanto richiesto nella segnalazione e soprattutto a quanto prescrive il 1° comma dell’art. 3 della legge n. 241/1990, perché la risposta data non motiva i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione presa, in relazione alle risultanze dell’istruttoria.
    Ho chiuso la mia replica nel modo seguente: “Dal momento che la procedura di eventuale repressione dei 2 impianti di cui all’oggetto, in caso di loro accertata natura irregolare, parte proprio dal Verbale di Accertata Violazione (in sigla V.A.V) che é di competenza di questa Spett.le U.O. del II Gruppo e che per il seguito dovuto va trasmesso in particolare al Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (in sigla GSSU) che é alle dipendenze del Vicecomandante Antonio Di Maggio, si invita questa Spett.le U.O. del II Gruppo ad un maggiore approfondimento di tutti gli aspetti che sono stati sopra messi in evidenza”.

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