mercoledì 17 ottobre 2012

Bosi-segnala: l'invasione degli S.C.I./S.PQ.R in viale di Tor di Quinto - Prima puntata

Impianto pubblicitario SPQR installato all'altezza del civico n. 58 di viale di Tor di Quinto

Segnalazione inviata da VAS Roma il 22 settembre 2012 a: seg20.polizialocale@comune.roma.it, seggssu.polizialocale@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, cesare.tabacchiera@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it, antonio.dimaggio@comune.roma.it, claudio.saccotelli@comune.roma.it, sbap-rm@beniculturali.it, fabio.pacciani@comune.roma.it, pcolletta@regione.lazio.it,pubblicita@aequaroma.it, procura.roma@giustizia.it,dr-laz@beniculturali.it

Si segnala che all’altezza del civico n. 58 del viale di Tor di Quinto risulta essere stato installato di recente il seguente impianto pubblicitario monofacciale di mt. 1,20 x 1,80 con cimasa “SPQR”.

1 -  Impianto pubblicitario installato in prossimità dell’ingresso al Centro di Formazione Aziendale ENEL di Villa Lazzaroni.

Foto satellitare tratta da Google Maps
Ingresso del Centro di Formazione Enel di Villa Lazzaroni
Veduta della facciata dell’impianto su viale di Tor di Quinto

Veduta della facciata posteriore
veduta della targhetta con il numero di codice identificativo 0040/BS148/P e la scritta “VIALE DI TOR DI QUINTO, SC FRONTE CIVICO 51”
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0040 corrisponde come denominazione la ditta “S.C.I. S.R.L. soc.concessioni internazionali”, a cui evidentemente il Comune ha rilasciato la concessione per la locazione di questo impianto.

Sul sito della ditta “SCI” http://sci.it/ é pubblicato il catalogo fotografico degli impianti installati a Roma da questa ditta: nell’elenco del tipo di impianto ”SPECIALE-MUPI SPQR 1,20 X 1,80 SOTTOVETRO” figura già, ma senza foto, l’impianto in questione con la stessa identica ubicazione riportata nella targhetta.

Si mette in grande evidenza che il suddetto impianto figurava già sul sito http://sci.it/ prima ancora della sua effettiva installazione, dimostrata proprio dal fatto che é tuttora senza foto in quanto non poteva essere fotografato sul posto: se ne riporta la sottostante immagine. 
Dal codice 0040 e dalla cimasa “SPQR” si evince che il Comune ha rilasciato alla ditta “SCI” la concessione di locazione anche di questo impianto.

Si mette in evidenza che i formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e “SPQR” di metri 1,20 x 1,80 costituiscono un modello europeo che é stato introdotto nel vigente Regolamento alla lettera d-bis) del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 e che per essi sono concesse le deroghe delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di esecuzione ed attuazione, così come elencate al 5° comma dell’art. 4 del medesimo Regolamento.

Dal momento però che ai sensi del combinato disposto degli artt. 33 e 33 Bis del vigente Regolamento di pubblicità, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, é vietato il rilascio di nuove autorizzazioni per impianti installati su suolo pubblico, c’é da chiedersi come possa essere giustificata l’installazione dell’impianto di cui all’oggetto, che per giunta riguarda un nuovo modello introdotto dal 2009 e che quindi non dovrebbe far parte del cosiddetto procedimento del “riordino”.

Ne deriva per esclusione l’ipotesi (di cui si chiede ad ogni modo conferma) che l’impianto pubblicitario di proprietà comunale SPQR possa essere stato ufficialmente installato dalla “SCI” utilizzando la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.

La procedura di “riordino” è stata disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997 che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli SPQR per la indicazione degli impianti di proprietà comunale concessi in locazione, anche per i quali si chiedeva il rinnovo.

La relativa modulistica, in applicazione della delibera di Giunta n. 395/2008, è stata poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato 4 casi, riportati fino a poco tempo fa anche sul sito ufficiale del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp.

Il 4° caso riguardava le “trasformazioni e/o accorpamenti”: sul sito ufficiale del Comune risultava pubblicato che “Attualmente sono sospesi in attesa della redazione delle relative norme tecniche. Ogni richiesta di ricollocazione/spostamento può riguardare un solo impianto”.

Dal momento che oggi dal sito del Comune di Roma é stata tolta inspiegabilmente la pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”, si chiede di sapere quali siano state le ragioni che hanno determinato la cancellazione di questa pagina web.

La Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 precisa ad ogni modo che “tali procedure si applicano solo ed esclusivamente agli impianti con i titoli in fase di rinnovo o rinnovati, inseriti nella c.d. Nuova Banca Dati ”.

Con specifico riguardo agli impianti del “riordino” con titoli rinnovati si mette in grande evidenza che la “Indagine sul settore pubblicità e affissioni a Roma”, che il 27 gennaio 2011 è stata ufficialmente presentata dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 fa sapere che “nel frattempo, l’intervenuto rinnovo di .... 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”.

Si chiede pertanto di sapere se il suddetto impianto di proprietà comunale concesso in locazione alla ditta “SCI” faccia parte dei 453 impianti SPQR per i quali la locazione é stata rinnovata fino al 31.12.2014, perché diversamente avrebbe un titolo concessorio scaduto al 31.12.2009 ed essendo “in difetto della prescritta autorizzazione“ va considerato “abusivo” ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di pubblicità.

Per quanto riguarda ad ogni modo gli “accorpamenti”, c’è da dire che sono stati poi riconfermati anche dalle norme transitorie del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009.

Il comma 13 dell’art. 34 dispone infatti testualmente: “Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino”.

Anche il caso della “ricollocazione/spostamento” è stato riconfermato dalle norme transitorie del vigente Regolamento.

Il comma 4 dell’art. 34 dispone testualmente: “ove gli impianti pubblicitari autorizzati in applicazione del procedimento per il riordino degli stessi risultino in contrasto con norme legislative ovvero con il presente regolamento … o con qualunque altra sopravvenuta e motivata ragione di pubblico interesse, il soggetto autorizzato provvede, entro e non oltre 120 giorni dalla comunicazione dei relativi provvedimenti, all’adeguamento dell’impianto o del mezzo pubblicitario assentito, ovvero, ove tale adeguamento non sia consentito dalle disposizioni suddette, alla rimozione del medesimo. Entro tre mesi da tale rimozione, il competente Ufficio comunale, sulla base del presente regolamento e dei Piani di cui all’art. 19, ovvero di altra disposizione vigente, su istanza del medesimo soggetto, assume ogni conseguente determinazione per autorizzare l’eventuale trasferimento in altra collocazione dell’impianto rimosso”.

In forza comunque della deliberazione di Giunta n. 395/2008, specialmente per gli impianti installati “in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada” la ditta interessata può dunque produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell'installazione.

Si chiede pertanto di sapere se la installazione dell’impianto di proprietà comunale sia dovuta a “spostamento” richiesto in forza delle procedure relative alla “ricollocazione” e/o in forza delle procedure riguardanti gli “accorpamenti”, precisando in tal ultimo caso quali fossero gli impianti SPQR accorpati e di che dimensioni: in un caso come nell’altro si chiede di sapere se ci sia stata la dovuta “istruttoria” ed il conseguente rilascio della “autorizzazione” da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma.

Si chiede in sostanza di sapere se nella Nuova Banca Dati risulti che il progressivo impianto BS 148 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di impianto installato abusivamente (in tal caso con falsa cimasa “SPQR”) ed autodenunciato (per il quale sia stata pagata la dovuta indennità) oppure di “concessione” di locazione quinquennale di impianto “SPQR” inserito nel procedimento di riordino per il quale sia stata fatta richiesta di “ricollocazione” o “spostamento” oltre che di contestuale “accorpamento” (facendo sapere in tal caso se sia stata rinnovata fino al 31.12.2014 la concessione scaduta il 31 dicembre 2009) e soprattutto se ci sia stata in tutti i casi una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di questo impianto.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che, per quanto risulta a questa associazione a livello informale, la S.p.A. “Aequa Roma” é stata messa a capo della U.O. Affissioni e Impianti Pubblicitari che cura le nuove autorizzazioni, le ricollocazioni, gli accorpamenti e le trasformazioni degli impianti .

La suddetta richiesta é giustificata soprattutto dal fatto che l’impianto pubblicitario risulta collocato su un’area che ricade all’interno tanto della fascia di rispetto dei 150 metri dalla sponda destra del fiume Tevere automaticamente soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi della lettera c) del 1° comma dell’art. 142 del D.Lgs. n. 42/2004, quanto del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” “é  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari”.

Alla sottostante Tavola A2.a del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) (adottato  dalla Giunta Capitolina il 2 febbraio 2011), relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Beni paesaggistici”, i due vincoli sono individuati rispettivamente come “vincolo dichiarativo” (in rigato rosso) e come “vincolo ricognitivo di legge” (in rigato blu).
La tutela di entrambi i sudetti vincoli è ad ogni modo assicurata tanto dal Piano Territoriale Paesistico (PTP) n. 15/8 “Valle del Tevere” (adottato con deliberazione della Giunta Regionale n. 5580 del 27/10/1998  ed approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione n. 25/2006) quanto dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) (adottato dalla Giunta Regionale con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007).

Il PTPR destina l’area  a  Paesaggio dell’insediamento storico diffuso, entro i cui confini il paragrafo 5.5 della Tabella C dell’art. 31 delle norme stabilisce come norma regolamentare che i cartelloni pubblicitari sono “non consentiti fatto salvo segnaletica di pubblica utilità o di segnalazione dei siti di interesse archeologico”.

Alla sottostante Tavola A1.b relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Sistemi ed ambiti del paesaggio” é individuato il Paesaggio dell’insediamento storico diffuso, entro cui ricade l’intero viale di Tor di Quinto, da piazzale Ponte Milvio a Via Flaminia Vecchia.
Riguardo al suddetto divieto prescritto dal PTPR si fa presente che con nota prot. n. 4 del 16 febbraio 2010 questa associazione ha trasmesso in allegato un dossier fotografico di 16 cartelloni installati in viale di Tor di Quinto (fotografati il 1.12.2009 tutti con un numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni) ed ha chiesto testualmente al Sindaco On. Gianni Alemanno, all’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni ed all’allora Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello “di far provvedere, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, alla immediata rimozione non solo di tutti i 16 cartelloni autorizzati all’interno della piana di Tor di Quinto (così come elencati nell’allegato alla presente), ma anche di tutti quelli che risultano essere stati autorizzati tanto nel resto della piana di Tor di Quinto soggetta a vincolo”.

Alla richiesta ha dato seguito il Gabinetto del Sindaco con nota prot. n. 13904 del 2 maggio 2010 indirizzata all’allora Direttore Dott. Francesco Paciello ed all’allora Comandante del XX Gruppo di Polizia Municipale Dott.ssa Rosa Mileto, con cui si richiedeva “al riguardo, di voler verificare ed intervenire per quanto di propria competenza”: alla richiesta del Gabinetto del Sindaco ha dato seguito soltanto il Comandante del XX Gruppo di Polizia Municipale Dott.ssa Rosa Mileto che con nota prot. n. 35069 del 25 maggio 2010 ha trasmesso l’elenco degli impianti monitorati, “significando che gli impianti corredati di numero NBD sono autodenunciati presso il Dipartimeno VIII – Ufficio AA.PP. del Comune di Roma”.

Si mette in risalto che con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 19,51 del 23 maggio 2010 questa associazione ha poi rimesso in allegato la planimetria dei 2 suddetti vincoli paesaggistici e chiesto la rimozione di tutti gli impianti installati nella zona di Tor di Quinto: alla segnalazione non ha dato seguito nessuno.

Si mette in ancor maggiore evidenza che non é stato dato a tutt’oggi nessun seguito nemmeno ai successivi messaggi di posta elettronica con cui questa associazione ha segnalato i seguenti impianti pubblicitari della ditta “SCI”.

- 3 impianti , due dei quali all’altezza del civico n. 60 ed il terzo all’altezza del cavalcavia per via dei Due Ponti, rispettivamente con i numeri di codice identificativo 0040/BZ445/P, 0040/BZ452/P e 0040/AH890/P, segnalati con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 17,33 del 14 settembre 2010 a cui non ha dato seguito nessuno. Si fa presente che contro uno dei 2 impianti installati all’altezza del civico n. 60 il 1 aprile 2012 é andato a schiantarsi un motociclista che é morto sul colpo (incidente documentato su http://www.cartellopoli.net/2012/04/lennesimo-morto.html e su http://www.bastacartelloni.it/2012/04/ci-stiamo-veramente-abituando-tutto.html).

- 2 impianti pubblicitari bifacciali di mt. 4 x 3 installati in viale di Tor di Quinto lungo il muro di cinta del parcheggio del piazzale di Ponte Milvio (con numeri di codice identificativo 0040/AH790/P e 0040/AH736/P), segnalati con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 12,05 del 29 settembre 2010. Alla segnalazione ha dato seguito il Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, arch. Maria Costanza Pierdominici, che con nota prot. n. 2607 del 22 febbraio 2011 ha chiesto anche e soprattutto all’allora Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello “una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati nella nota citata anche ai fini di una eventuale applicazione delle sanzioni previste”, che non ci sono state. Ha dato seguito ma solo formalmente anche la Regione Lazio con nota prot. n. 22097 del 13 febbraio 2012 (Rif. Fasc. 10/221) con cui il Dirigente dell’Area Vigilanza Urbanistica Edilizia e Lotta all’Abusivismo, arch. Patrizia Colletta, ed il Direttore Generale arch. Demetrio Carini hanno fatto sapere che “con riferimento all’esposto pervenuto con nota prot. n. 220967 del 05/10/2010, riguardante violazioni alla disciplina edilizio urbanistica, consistente nella presunta installazione abusiva di impianti pubblicitari sul lato di Viale di Tor di Quinto opposto al Tevere, si comunica che questa Direzione Regionale ha avviato la propria attività di vigilanza”.

Con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 13,29 del 27 gennaio 2011 l’allora Comandante del XX Gruppo di Polizia Municipale dott. Giuseppe Bracci ha comunicato a questa associazione che “il 9/12/2010 e 16/12/2010, sono state inviate due richieste al Dipartimento VIII del Comune di Roma competente al rilascio dei titoli autorizzativi. Il motivo di tale richieste è che gli impianti pubblicitari monitorati in viale di Tor di Quinto, nella quasi totalità sono risultati titolari di numero NBD che, come codesta associazione ben conosce, è sinonimo di pagamento del CIP e di istruttoria esaminata da parte dello stesso Dipartimento. Dal momento che tale documentazione non è sottoposta al controllo da parte del personale della Polizia Municipale, questo Comando ha ritenuto opportuno chiedere a chi ha raccolto le domande di istruttoria, se queste ultime contenessero i nulla osta del dipartimento X per il vincolo paesaggistico. Gli altri impianti privi di numero NBD sono stati altresì sanzionati ai sensi dell’art. 23 Dlgs 285/92”, ma a tutt’oggi non rimossi.

Per collocare infatti cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici, prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spettava all’epoca al Dipartimento X ed ora  alla “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali” che dipende dalla “Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici” del “Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica”, il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si chiede pertanto al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, arch. Maria Costanza Pierdominici, di sapere se sia stato richiesto e rilasciato il parere vincolante di sua competenza: si chiede altresì al Dirigente della “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali, ing. Fabio Pacciani, se sia stata richiesta e rilasciata la “autorizzazione paesaggistica” sulla base del parere espresso  dal Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si mette in grande evidenza che ai sensi del comma 4 dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 “l'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio”: ne deriva che in mancanza di quest’atto preventivo ed obbligatorio l’installazione del suddetto impianto sarebbe totalmente viziata di legittimità.

Si fa inoltre presente che l’impianto ricade a ridosso del complesso di Villa Lazzaroni che è stato vincolato con decreto ministeriale emanato l’8 maggio 1937 ai sensi della legge n. 364 del 20 giugno 1909 “Sulle Antichità e Belle Arti“ e che costituisce quindi anche un “bene culturale”, per il quale il 2° comma dell’art. 49 del D.Lgs. n. 42/2004 prescrive il divieto di collocare cartelli o altri mezzi di pubblicità lungo le strade site in prossimità di esso, salvo autorizzazione rilasciata previo parere favorevole della Soprintendenza competente.

Ai sensi inoltre della lettera c) del 1° comma dell’art. 18 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009 “é vietata la collocazione di impianti e mezzi pubblicitari nei seguenti siti ....: …. c) parchi pubblici e ville storiche nonché le vie che delimitano il perimetro di queste”.

La conferma dell’obbligo della preventiva acquisizione del nulla osta é stata ribadita in tutti i modelli di asseverazione predisposti dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma riguardo agli “spostamenti” di impianti pubblicitari in zona vincolata: é stato infatti testualmente prestampato fino a poco tempo fa che “Qualora l’area sia vincolata deve essere espressamente dichiarato il tipo di vincolo e devono essere riportati gli estremi - data e protocollo - della richiesta del nulla osta – la domanda sarà comunque irricevibile se non corredata dal Nulla Osta”.

Ma il Direttore del nuovo Dipartimento  Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, dott. Claudio Saccotelli, ha sostituito i modelli A, B, C, e D con nuovi modelli che così come da lui predisposti citano ora solo l’allegato “parere positivo della Sovrintendenza competente sul territorio della nuova posizione”.

Ma tutti e 4 i modelli, così come predisposti riportano sempre la seguente dicitura: “Il sottoscritto é a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica dei dati contenuti nella presente dichiarazione e, in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto all’Autorità Giudiziaria ed escluderà, pertanto, l’impianto dal provvedimento autorizzatorio; è, altresì a conoscenza che l’abusiva installazione delle opere prima dell’ottenimento della prescritta autorizzazione sarà perseguita in base alle norme vigenti”

Si chiede pertanto di sapere se c’é stata richiesta da parte del rappresentante legale della “SCI” utilizzando uno dei suddetti 4 modelli e se in tal caso c’é stata la dovuta verifica della S..p.A. “Aequa Roma” specie per quanto riguarda la richiesta di “autorizzazione paesaggistica”, e quali esiti abbia avuto: si chiede in particolare di sapere, nell’ipotesi che sia stata utilizzata la procedura semplificata consentita per gli “spostamenti” e “accorpamenti” dalla delibera della Giunta Capitolina n. 395/2008, se l’impianto sia stato regolarmente autorizzato oppure risulti registrato nella Nuova Banca Dati con il rispettivo numero di codice identificativo per “COMUNICAZIONE DELLA SOCIETA’” vale a dire senza che si sia stato effettuato nessun controllo istruttorio sulla legittimità della sua nuova posizione né prima né dopo l’avvenuta installazione. 

Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità del suddetto impianto di proprietà comunale installato dalla ditta “SCI”, provvedendo ad adottare le dovute misure di repressione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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