sabato 20 ottobre 2012

Bosi segnala: l'invasione degli S.C.I./S.P.Q.R. su via Cassia - Sesta puntata

Secondo impianto pubblicitario SPQR installato sul lato opposto al civico n. 595 di via Cassia

Segnalazione inviata daVAS Roma il 29 settembre 2012 a: seg20.polizialocale@comune.roma.it; seggssu.polizialocale@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; marcello.menichini@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; fabio.pacciani@comune.roma.it; pcolletta@regione.lazio.it; pubblicita@aequaroma.it; procura.roma@giustizia.it

Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 19,40 dello scorso 19 settembre 2012 questa associazione ha segnalato la recente installazione di un impianto pubblicitario monofacciali SPQR sottovetro da mt. 1,20 x 1,80 installato dalla ditta “SCI” sul fronte opposto al civico n. 595 di via Cassia: se ne riporta di seguito la foto.
Veduta della posizione dell’impianto rispetto ai più vicini cartelloni
(foto scattata il 19 settembre 2012)
Nella giornata di ieri 28 settembre 2012, a distanza di appena 9 giorni dalla segnalazione, é stata accertata la presenza a poca distanza di un secondo impianto pubblicitario monofacciale SPQR sottovetro da mt. 1,20 x 1,80, installato sempre dalla ditta “SCI”: se ne riportano di seguito le foto ed i relativi dati.
Veduta della posizione del nuovo impianto (sulla destra, dietro l’albero) rispetto al precedente sempre di mt. 1,20 x 1,80 (foto scattata il 29 settembre 2012)
Veduta della facciata dell’impianto a ridosso del muro di cinta dell’Ospedale Fatebenefratelli sulla Cassia
Foto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere come a maggio del 2009 sul lato destro di via Cassia (uscendo da Roma) risultasse installato soltanto un impianto pubblicitario di mt. 2 x 2
Veduta del nuovo impianto (a destra) con sullo sfondo (a sinistra) l’altro impianto sempre di mt. 1,20 x 1,80
(foto scattata il 29 settembre 2012) 
Veduta della posizione dell’impianto rispetto al precedente
Veduta della posizione dell’impianto rispetto al precedente ed a quello più vicino
veduta della targhetta con il numero di codice identificativo 0040/BP983/P e la scritta “VIA CASSIA, SC FRONTE OPPOSTO CIV. 595”
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0040 corrisponde come denominazione la ditta “S.C.I. S.R.L. soc.concessioni internazionali”, a cui evidentemente il Comune ha rilasciato la concessione per la locazione di questo impianto.

Riguardo alle dimensioni di questo impianto si mette in evidenza che i formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e “SPQR” di metri 1,20 x 1,80 costituiscono un modello europeo che é stato introdotto nel vigente Regolamento alla lettera d-bis) del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 e che per essi sono concesse le deroghe delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di esecuzione ed attuazione, così come elencate al 5° comma dell’art. 4 del medesimo Regolamento, fra le quali c’é la distanza minima dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari ridotta a soli 15 metri: come attestano le foto soprastanti, questo secondo impianto risulta installato in violazione anche della distanza minima consentita in deroga rispetto sia all’impianto SPQR di mt. 2 x 2 alla sua sinistra che all’impianto di mt. 3 x 2 alla sua destra.

Come attestano sempre le foto soprastanti, l’impianto risulta oltre tutto installato a ridosso di un cartello segnaletico stradale, in violazione del 1° comma dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 ai sensi del quale “lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare ... impianti di pubblicità ..., visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Va per di più considerato che ai sensi del combinato disposto degli artt. 33 e 33 Bis del vigente Regolamento di pubblicità, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, é vietato il rilascio di nuove autorizzazioni per impianti installati su suolo pubblico e quindi c’é da chiedersi come possa essere giustificata l’installazione dell’impianto di cui all’oggetto, che per giunta riguarda un nuovo modello introdotto dal 2009 e che quindi non dovrebbe far parte nemmeno del cosiddetto procedimento del “riordino”.

Ne deriva per esclusione l’ipotesi (di cui si chiede ad ogni modo conferma) che questo impianto pubblicitario di proprietà comunale SPQR possa essere stato ufficialmente installato dalla “SCI” utilizzando la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.


La procedura di “riordino” è stata disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997 che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli SPQR per la indicazione degli impianti di proprietà comunale concessi in locazione, anche per i quali si chiedeva il rinnovo.

La relativa modulistica, in applicazione della delibera di Giunta n. 395/2008, è stata poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato 4 casi, riportati fino a poco tempo fa anche sul sito ufficiale del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp.

Il 4° caso riguardava le “trasformazioni e/o accorpamenti”: sul sito ufficiale del Comune risultava pubblicato che “Attualmente sono sospesi in attesa della redazione delle relative norme tecniche. Ogni richiesta di ricollocazione/spostamento può riguardare un solo impianto”.

Dal momento che oggi dal sito del Comune di Roma é stata tolta inspiegabilmente la pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”, si chiede di sapere quali siano state le ragioni che hanno determinato la cancellazione di questa pagina web.

La Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 precisa ad ogni modo che “tali procedure si applicano solo ed esclusivamente agli impianti con i titoli in fase di rinnovo o rinnovati, inseriti nella c.d. Nuova Banca Dati ”.

Con specifico riguardo agli impianti del “riordino” con titoli rinnovati si mette in grande evidenza che la “Indagine sul settore pubblicità e affissioni a Roma”, che il 27 gennaio 2011 è stata ufficialmente presentata dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 fa sapere che “nel frattempo, l’intervenuto rinnovo di .... 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”.

Si chiede pertanto di sapere se il suddetto impianto di proprietà comunale concesso in locazione alla ditta “SCI” faccia parte dei 453 impianti SPQR per i quali la locazione é stata rinnovata fino al 31.12.2014, perché diversamente avrebbe un titolo concessorio scaduto al 31.12.2009 ed essendo “in difetto della prescritta autorizzazione“ va considerato “abusivo” ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di pubblicità.


Per quanto riguarda ad ogni modo gli “accorpamenti”, c’è da dire che sono stati poi riconfermati anche dalle norme transitorie del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009.

Il comma 13 dell’art. 34 dispone infatti testualmente: “Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino”.

Anche il caso della “ricollocazione/spostamento” è stato riconfermato dalle norme transitorie del vigente Regolamento.

Il comma 4 dell’art. 34 dispone testualmente: “ove gli impianti pubblicitari autorizzati in applicazione del procedimento per il riordino degli stessi risultino in contrasto con norme legislative ovvero con il presente regolamento … o con qualunque altra sopravvenuta e motivata ragione di pubblico interesse, il soggetto autorizzato provvede, entro e non oltre 120 giorni dalla comunicazione dei relativi provvedimenti, all’adeguamento dell’impianto o del mezzo pubblicitario assentito, ovvero, ove tale adeguamento non sia consentito dalle disposizioni suddette, alla rimozione del medesimo. Entro tre mesi da tale rimozione, il competente Ufficio comunale, sulla base del presente regolamento e dei Piani di cui all’art. 19, ovvero di altra disposizione vigente, su istanza del medesimo soggetto, assume ogni conseguente determinazione per autorizzare l’eventuale trasferimento in altra collocazione dell’impianto rimosso”.

In forza comunque della deliberazione di Giunta n. 395/2008, specialmente per gli impianti installati “in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada” la ditta interessata può produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell'installazione.

Si chiede pertanto di sapere se la suddetta installazione dell’impianto di proprietà comunale sia dovuta a “spostamento” richiesto in forza delle procedure relative alla “ricollocazione” e/o delle procedure riguardanti gli “accorpamenti”, precisando in tal ultimo caso quali fossero gli impianti SPQR accorpati e di che dimensioni: in un caso come nell’altro si chiede di sapere se ci sia stata la dovuta “istruttoria” ed il conseguente rilascio della “autorizzazione” da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma.


Si chiede in sostanza di sapere se nella Nuova Banca Dati risulti che il progressivo impianto BP 987 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per essi, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di impianto installato abusivamente (in tal caso con falsa cimasa “SPQR” e/o falso numero di codice identificativo) ed autodenunciato (per il quale sia stata pagata la dovuta indennità ed avuto in cambio l’assegnazione del suddetto numero di codice identificativo) oppure di “concessione” di locazione quinquennale di impianto “SPQR” inserito nel procedimento di riordino per il quale sia stata presentata richiesta di “ricollocazione” o “spostamento” oltre che di contestuale “accorpamento” (facendo sapere in tal caso se sia stata rinnovata fino al 31.12.2014 la concessione scaduta il 31 dicembre 2009) e soprattutto se ci sia stata in tutti i casi una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di questo impianto.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che la S.p.A. “Aequa Roma”é stata messa a capo della U.O. Affissioni e Impianti Pubblicitari che cura le nuove autorizzazioni, le ricollocazioni, gli accorpamenti e le trasformazioni degli impianti .

La suddetta richiesta é giustificata soprattutto dal fatto che la posizione in cui é stato installato l’impianto pubblicitario ricade nel quartiere “Tomba di Nerone” e che l'intera via Cassia, nel tratto che va dall'incrocio con via della Giustiniana a nord fino all'incrocio con il Fosso dell'Acquatraversa a sud, è sottoposta a 2 vincoli paesaggistici denominati entrambi “Parco di Veio”, imposti rispettivamente con Decreto Ministeriale del 24.2.1986 (emanato ai sensi della lettera m dell’art. 1 della legge n. 431/1985) e con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 338 del 31.1.1989 (approvata ai sensi della legge n. 1497/1939): ne deriva che l’area fa parte di un “bene paesaggistico” nell’ambito ed in prossimità del quale ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” “é  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante ... del soprintendente”.

A tal riguardo si fa presente che con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 10,36 del 10 maggio 2010 questa associazione aveva rimesso in allegato la planimetria dei 2 suddetti vincoli paesaggistici e chiesto la rimozione di tutti gli impianti installati nel quartiere “Tomba di Nerone”: alla segnalazione ha dato seguito solo formalmente la Regione Lazio con nota prot. n. 111156 del 7 giugno 2012 (Rif. fasc. 11/161) con cui il Dirigente dell’Area Vigilanza Urbanistica Edilizia e Lotta all’Abusivismo, arch. Patrizia Colletta, ed il Direttore Generale arch. Demetrio Carini hanno fatto sapere che “con riferimento alla nota pervenuta con prot. n. 111156 del 14/3/2011, riguardante violazioni alla disciplina edilizio urbanistica, consistente nella presunta installazione abusiva di impianti pubblicitari in via Cassia tratto tra Via della Giustiniana e Fosso dell’Acqua Traversa si comunica che questa Direzione Regionale ha avviato la propria attività di vigilanza”.

Nel suddetto tratto di via Cassia, oltre a non essere stato rimosso nessun impianto pubblicitario, la ditta “DDN” ha installato successivamente ben 14 paline di mt. 1 x 1 e 2 impianti di mt. 2 x 3, che sono stati segnalati da questa associazione con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,17 del 1 febbraio 2011: a questa 2° segnalazione ha dato seguito solo il Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, arch. Maria Costanza Pierdominici, che con nota prot. n. 3057 del 26 febbraio 20011 ha chiesto anche e soprattutto all’allora Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello “una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati nella nota citata anche ai fini di una eventuale applicazione delle sanzioni previste”, che non risultano esserci state.


Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici, prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta alla “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali” che dipende dalla “Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici” del “Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica”, il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si chiede pertanto di sapere al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, arch. Maria Costanza Pierdominici, se sia stato richiesto e rilasciato il parere vincolante di propria competenza per questo impianto: si chiede altresì al Dirigente della U.O. Procedimenti Edilizi Speciali, ing. Fabio Pacciani, se sia stata richiesta e rilasciata la “autorizzazione paesaggistica” sulla base del parere espresso  dal Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si mette in grande evidenza che ai sensi del comma 4 dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 “l'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio”: ne deriva che in mancanza di quest’atto preventivo ed obbligatorio l’installazione del suddetto impianto sarebbe totalmente viziata di legittimità.

La conferma dell’obbligo della preventiva acquisizione del nulla osta é stata ribadita in tutti i modelli di asseverazione predisposti dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma riguardo agli “spostamenti” di impianti pubblicitari in zona vincolata: é stato infatti testualmente prestampato fino a poco tempo fa che “Qualora l’area sia vincolata deve essere espressamente dichiarato il tipo di vincolo e devono essere riportati gli estremi - data e protocollo - della richiesta del nulla osta – la domanda sarà comunque irricevibile se non corredata dal Nulla Osta”.

Ma il Direttore del nuovo Dipartimento  Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, dott. Claudio Saccotelli, ha sostituito i modelli A, B, C, e D con nuovi modelli che così come da lui predisposti citano ora solo l’allegato “parere positivo della Sovrintendenza competente sul territorio della nuova posizione”.

Ma tutti e 4 i modelli, così come predisposti riportano sempre la seguente dicitura: “Il sottoscritto é a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica dei dati contenuti nella presente dichiarazione e, in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto all’Autorità Giudiziaria ed escluderà, pertanto, l’impianto dal provvedimento autorizzatorio; è, altresì a conoscenza che l’abusiva installazione delle opere prima dell’ottenimento della prescritta autorizzazione sarà perseguita in base alle norme vigenti”.

Al riguardo si fa presente che alla fine dell’anno scorso il Sindaco Alemanno ha affidato una inchiesta al Vicecomandante Antonio Di Maggio che si é conclusa con la denuncia alla Procura della Repubblica di 43 rappresentanti legali delle ditte pubblicitarie e dell’allora Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità dott. Francesco Paciello: come riportato sulla cronaca di Roma del quotidiano “Il Messaggero” del 29 dicembre 2011 i rappresentanti legali delle 43 ditte che sono stati denunciati “avrebbero presentato false dichiarazioni sostitutive di atto notorio, attestanti ... la loro regolarità” ed “alla base delle irregolarità commesse, ci sarebbero false autocertificazioni presentate agli uffici”.

Non é dato di sapere se fra le ditte che hanno presentato false asseverazioni ci sia anche la ditta “SCI”.

Con deliberazione n. 267 del 19 settembre 2012 la Giunta Capitolina ha deciso di sopprimere il Dipartimento  Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità istituito da appena 8 mesi con delibera sempre di Giunta n. 12 del 20 gennaio 2012 ed il dott. Claudio Saccotelli ha comunicato un paio di giorni fa che “non ha più alcuna responsabilità circa la gestione dell’impiantistica pubblicitaria” e che sarà sua cura comunicare a questa associazione “il nuovo responsabile una volta nominato dal Sindaco, su proposta dell’Assessore Bordoni”, per cui ad interim la carica da lui ricoperta viene svolta dal Direttore del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione-Lavoro dott. Marcello Menichini.

Si chiede pertanto al dott. Marcello Menichini di far sapere se c’é stata richiesta da parte del rappresentante legale della “SCI” utilizzando uno dei suddetti 4 modelli e se in tal caso c’é stata la dovuta verifica della S..p.A. “Aequa Roma” specie per quanto riguarda la richiesta di “autorizzazione paesaggistica”, e quali esiti abbia avuto: si chiede in particolare di sapere, nell’ipotesi che sia stata utilizzata la procedura semplificata consentita per gli “spostamenti” e “accorpamenti” dalla delibera della Giunta Capitolina n. 395/2008, se l’impianto sia stato regolarmente autorizzato oppure risulti registrato nella Nuova Banca Dati con il rispettivo numero di codice identificativo per “COMUNICAZIONE DELLA SOCIETA’” vale a dire senza che sia stato effettuato nessun controllo istruttorio sulla legittimità della sua nuova posizione né prima né dopo l’avvenuta installazione.  

Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità dell’impianto di proprietà comunale installato dalla ditta “SCI”, provvedendo ad adottare le dovute misure di repressione sia sul piano civile che eventualmente anche su quello penale in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia sopra richiamata.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - 


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