giovedì 11 ottobre 2012

Bosi-segnala: lo S.C.I./S.P.Q.R. del giorno

Impianto pubblicitario SPQR installato in viale Maresciallo Pilsudski

Segnalazione inviata da VAS Roma il 27 settembre 2012 a: seg02.polizialocale@comune.roma.it, seggssu.polizialocale@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, cesare.tabacchiera@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it, antonio.dimaggio@comune.roma.it, marcello.menichini@comune.roma.it, pubblicita@aequaroma.it, sbap-rm@beniculturali.it, fabio.pacciani@comune.roma.it, pcolletta@regione.lazio.it, procura.roma@giustizia.it


Si segnala che sul fronte opposto all’Auditorium in viale Maresciallo Pilsudski, all’altezza del civico n. 28/D risulta essere stato installato di recente il seguente impianto pubblicitario monofacciale di mt. 1,20 x 1,80 con cimasa “SPQR”.
Veduta della facciata dell’impianto su viale Maresciallo Pilsudski
Veduta della facciata posteriore dell’impianto
Veduta della facciata posteriore dell’impianto
veduta della targhetta con il numero di codice identificativo 0040/BS068/P e la scritta “VIA ULISSE ALDROVANDI, SC FRONTE CIVICO 28/D”
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0040 corrisponde come denominazione la ditta “S.C.I. S.R.L. soc.concessioni internazionali”: dal codice 0040 e dalla cimasa “SPQR” si evince che il Comune ha rilasciato alla ditta “SCI” la concessione di locazione di questo impianto di mt. 1,20 x 1,80 .

A tal riguardo si mette in evidenza che i formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e “SPQR” di metri 1,20 x 1,80 costituiscono un modello europeo che é stato introdotto nel vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009 alla lettera d-bis) del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 e che per essi sono concesse le deroghe delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di esecuzione ed attuazione, così come elencate al 5° comma dell’art. 4 del medesimo Regolamento, fra le quali c’é la distanza minima di 15 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari: come si può ben vedere dalle foto soprastanti, l’impianto non sembra aver rispettato nemmeno questa minima distanza in deroga.

Dal momento per di più che ai sensi del combinato disposto degli artt. 33 e 33 Bis del vigente Regolamento di pubblicità é vietato il rilascio di nuove autorizzazioni per impianti installati su suolo pubblico, c’é da chiedersi come possa essere giustificata l’installazione dell’impianto di cui all’oggetto, che per giunta riguarda un nuovo modello introdotto dal 2009 e che quindi non dovrebbe far parte del cosiddetto procedimento del “riordino”.

Ne deriva per esclusione l’ipotesi (di cui si chiede ad ogni modo conferma) che l’impianto pubblicitario di proprietà comunale SPQR possa essere stato ufficialmente installato dalla “SCI” utilizzando la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.

La procedura di “riordino” è stata disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997 che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli SPQR per la indicazione degli impianti di proprietà comunale concessi in locazione, anche per i quali si chiedeva il rinnovo.

La relativa modulistica, in applicazione della delibera di Giunta n. 395/2008, è stata poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato 4 casi, riportati fino a poco tempo fa anche sul sito ufficiale del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp.

Il 4° caso riguardava le “trasformazioni e/o accorpamenti”: sul sito ufficiale del Comune risultava pubblicato che “Attualmente sono sospesi in attesa della redazione delle relative norme tecniche. Ogni richiesta di ricollocazione/spostamento può riguardare un solo impianto”.

Dal momento che oggi dal sito del Comune di Roma é stata tolta inspiegabilmente la pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”, si chiede di sapere quali siano state le ragioni che hanno determinato la cancellazione di questa pagina web.

La Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 precisa ad ogni modo che “tali procedure si applicano solo ed esclusivamente agli impianti con i titoli in fase di rinnovo o rinnovati, inseriti nella c.d. Nuova Banca Dati ”.

Con specifico riguardo agli impianti del “riordino” con titoli rinnovati si mette in grande evidenza che la “Indagine sul settore pubblicità e affissioni a Roma”, che il 27 gennaio 2011 è stata ufficialmente presentata dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 fa sapere che “nel frattempo, l’intervenuto rinnovo di .... 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”.

Si chiede pertanto di sapere se il suddetto impianto di proprietà comunale concesso in locazione alla ditta “SCI” faccia parte dei 453 impianti SPQR per i quali la locazione é stata rinnovata fino al 31.12.2014, perché diversamente avrebbe un titolo concessorio scaduto al 31.12.2009 ed essendo “in difetto della prescritta autorizzazione“ deve essere considerato “abusivo” ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di pubblicità.

Per quanto riguarda ad ogni modo gli “accorpamenti”, c’è da dire che sono stati poi riconfermati anche dalle norme transitorie del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009.

Il comma 13 dell’art. 34 dispone infatti testualmente: “Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino”.

Anche il caso della “ricollocazione/spostamento” è stato riconfermato dalle norme transitorie del vigente Regolamento.

Il comma 4 dell’art. 34 dispone testualmente: “ove gli impianti pubblicitari autorizzati in applicazione del procedimento per il riordino degli stessi risultino in contrasto con norme legislative ovvero con il presente regolamento … o con qualunque altra sopravvenuta e motivata ragione di pubblico interesse, il soggetto autorizzato provvede, entro e non oltre 120 giorni dalla comunicazione dei relativi provvedimenti, all’adeguamento dell’impianto o del mezzo pubblicitario assentito, ovvero, ove tale adeguamento non sia consentito dalle disposizioni suddette, alla rimozione del medesimo. Entro tre mesi da tale rimozione, il competente Ufficio comunale, sulla base del presente regolamento e dei Piani di cui all’art. 19, ovvero di altra disposizione vigente, su istanza del medesimo soggetto, assume ogni conseguente determinazione per autorizzare l’eventuale trasferimento in altra collocazione dell’impianto rimosso”.

In forza comunque della deliberazione di Giunta n. 395/2008, specialmente per gli impianti installati “in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada” la ditta interessata può dunque produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell'installazione.

Si chiede pertanto di sapere se la installazione di questo impianto di proprietà comunale sia dovuta a “spostamento” richiesto in forza delle procedure relative alla “ricollocazione” e/o in forza delle procedure riguardanti gli “accorpamenti”, precisando in tal ultimo caso quali fossero gli impianti SPQR accorpati e di che dimensioni: in un caso come nell’altro si chiede di sapere se ci sia stata la dovuta “istruttoria” ed il conseguente rilascio della “autorizzazione” da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma.

Si chiede in sostanza di sapere se nella Nuova Banca Dati risulti che il progressivo impianto BS 068 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di impianto installato abusivamente (in tal caso con falsa cimasa “SPQR” e/o falso numero di codice identificativo) ed autodenunciato (per il quale sia stata pagata la dovuta indennità ed avuto in cambio l’assegnazione del suddetto numero di codice identificativo) oppure di “concessione” di locazione quinquennale di impianto “SPQR” inserito nel procedimento di riordino per il quale sia stata presentata richiesta di “ricollocazione” o “spostamento” oltre che di contestuale “accorpamento” (facendo sapere in tal caso se sia stata rinnovata fino al 31.12.2014 la concessione scaduta il 31 dicembre 2009) e soprattutto se ci sia stata in tutti i casi una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di questo impianto.

Alla pagina web del Comune http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=dip_reg_pub_ditte_pub.wp é pubblicato il seguente fac-simile della targhetta che deve essere apposta su ogni impianto pubblicitario.
Codice Soggetto
Identifica univocamente la ditta pubblicitaria
Progressivo Impianto
Identifica univocamente la tipologia e l'ubicazione dell'impianto
Tipologia di Impianto
Identifica la tipologia di impianto (P = Permanente / T = Temporaneo )

Dal momento che il sistema alfanumerico assegnato ad ogni impianto pubblicitario dovrebbe  identificare univocamente la tipologia e l’ubicazione del medesimo impianto, si chiede di sapere come sia possibile che con la sigla BS siano identificati impianti della ditta “SCI” che questa associazione si é trovata a segnalare installati sia in viale Alessandro Manzoni (0040/BS067/P, 0040/BS063/P, 0040/BS064/P e 0040/BS065/P), sia in  viale Tor di Quinto (0040/BS148/P all’altezza del civico 58 e 0040/BS147/P e 0040/BS149/P all’altezza del civico 113) sia in via Ulisse Aldrovandi (0040/BS105/P, 0040/BS106/P, 0040/BS159/P e 0040/BS160/P).

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che la S.p.A. “Aequa Roma” é stata messa a capo della U.O. Affissioni e Impianti Pubblicitari che cura le nuove autorizzazioni, le ricollocazioni, gli accorpamenti e le trasformazioni degli impianti .

La suddetta richiesta é giustificata soprattutto dal fatto che il suddetto impianto pubblicitario risulta collocato su un’area che ricade sul confine del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989: si tratta quindi di un “bene paesaggistico” nell’ambito ed in prossimità del quale ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” “é  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante ...del soprintendente”.

Nel sottostante particolare della Tavola B , Tav. 24 Foglio 374 del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) é indicato il confine del vincolo paesaggistico che si attesta a sud su viale Maresciallo Pilsudski.
Per collocare cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici, prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spettava all’epoca al Dipartimento X ed ora  alla “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali” che dipende dalla “Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici” del “Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica”, il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si chiede pertanto al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, arch. Maria Costanza Pierdominici, di sapere se sia stato richiesto e rilasciato il parere vincolante di sua competenza: si chiede altresì al Dirigente della “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali, ing. Fabio Pacciani, se sia stata richiesta e rilasciata la “autorizzazione paesaggistica” sulla base del parere espresso  dal Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si mette in grande evidenza che ai sensi del comma 4 dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 “l'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio”: ne deriva che in mancanza di quest’atto preventivo ed obbligatorio l’installazione del suddetto impianto sarebbe totalmente viziata di legittimità.

La conferma dell’obbligo della preventiva acquisizione del nulla osta é stata ribadita in tutti i modelli di asseverazione predisposti dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma riguardo agli “spostamenti” di impianti pubblicitari in zona comunque vincolata: é stato infatti testualmente prestampato fino a poco tempo fa che “Qualora l’area sia vincolata deve essere espressamente dichiarato il tipo di vincolo e devono essere riportati gli estremi - data e protocollo - della richiesta del nulla osta – la domanda sarà comunque irricevibile se non corredata dal Nulla Osta”.

Ma il Direttore del nuovo Dipartimento  Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, dott. Claudio Saccotelli, ha sostituito i modelli A, B, C, e D con nuovi modelli che così come da lui predisposti citano ora solo l’allegato “parere positivo della Sovrintendenza competente sul territorio della nuova posizione”.

Va detto però che tutti e 4 i modelli, così come predisposti, riportano sempre la seguente dicitura: “Il sottoscritto é a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica dei dati contenuti nella presente dichiarazione e, in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto all’Autorità Giudiziaria ed escluderà, pertanto, l’impianto dal provvedimento autorizzatorio; è, altresì a conoscenza che l’abusiva installazione delle opere prima dell’ottenimento della prescritta autorizzazione sarà perseguita in base alle norme vigenti”.

Con deliberazione n. 267 del 19 settembre 2012 la Giunta Capitolina ha deciso di sopprimere il Dipartimento  Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità istituito da appena 8 mesi con delibera sempre di Giunta n. 12 del 20 gennaio 2012 ed il dott. Claudio Saccotelli ha comunicato proprio ieri che “non ha più alcuna responsabilità circa la gestione dell’impiantistica pubblicitaria” e che sarà sua cura comunicare a questa associazione “il nuovo responsabile una volta nominato dal Sindaco, su proposta dell’Assessore Bordoni”, per cui ad interim la carica da lui ricoperta viene svolta dal Direttore del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione-Lavoro, dott. Marcello Menichini.

Si chiede pertanto al dott. Marcello Menichini di far sapere se ci sia stata richiesta da parte del rappresentante legale della “SCI” utilizzando uno dei suddetti 4 modelli e se in tal caso ci sia stata la dovuta verifica della S..p.A. “Aequa Roma” specie per quanto riguarda la richiesta di “autorizzazione paesaggistica”, e quali esiti abbia avuto: si chiede in particolare di sapere, nell’ipotesi che sia stata utilizzata la procedura semplificata consentita per gli “spostamenti” e “accorpamenti” dalla delibera della Giunta Capitolina n. 395/2008, se l’impianto di cui all’oggetto sia stato regolarmente autorizzato oppure risulti registrato nella Nuova Banca Dati con il rispettivo numero di codice identificativo per “COMUNICAZIONE DELLA SOCIETA’” vale a dire senza che sia stato effettuato nessun controllo istruttorio sulla legittimità della loro nuova posizione né prima né dopo l’avvenuta installazione. 

Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità del suddetto impianto di proprietà comunale installato dalla ditta “SCI”, provvedendo ad adottare le dovute misure di repressione sia sul piano civile che eventualmente anche su quello penale in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


1 commento:

  1. Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 10,25 dell’11 ottobre 2012 l’ing. Fabio Pacciani ha comunicato che per quanto riguarda l’impianto installato in “Via Maresciallo Pilsudki con codice identificativo 0040/BS068/P inviata il 01/10/12 acquisita al prot. P.A.U. con n° 79683 del 04/10/12 … non risulta allo scrivente Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche, rilasciata alcuna Autorizzazione Paesaggistica per l’esecuzione dei lavori sopra citati”. Con nota prot. n. 74382/RHBD del 24 ottobre 2012, allegata al messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 18,45 del 24 ottobre 2012, il Funzionario Coordinatore delle Sezioni di Polizia Amministrativa del Il Gruppo Esterino Zappia ha comunicato che “a seguito di sopralluogo effettuato da personale di questo Comando, in Viale Maresciallo Pilsudski prossimità numero 28, sono stati riscontrati installati n. 4 impianti pubblicitari nei confronti dei quali si è proceduto ai sensi dell’art. 23 CdS”.

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