mercoledì 14 novembre 2012

Bosi-segnala: FAX URGENTISSIMO!!!

Impianto pubblicitario reinstallato all'altezza del civico n. 35 di via Pinciana‏

Segnalazione inviata il 12 novembre 2012 a: seg02.polizialocale@comune.roma.it; seggssu.polizialocale@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; pubblicita@aequaroma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; marcello.menichini@comune.roma.it; sspsae-rm@beniculturali.it; maurizio.maggi@comune.roma.it; riccimunicipio2@gmail.com; m.inches@tiscali.it; info@alessandrocolorio.it

In data 9 ottobre 2012 é pervenuta a questa associazione una segnalazione secondo cui alle ore 13,45 di quello stesso giorno si stava installando un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1,40 x 2,00  in Via Pinciana in prossimità del civico n. 35 (vedasi ingresso sulla destra della foto sottostante), situato sul lato opposto alla cancellata di cinta di Villa Borghese.
Foto che attesta i lavori di installazione dell’impianto
Foto dell’impianto installato, da cui si evince che é stato già utilizzato per la pubblicità
La segnalazione evidenzia che l'impianto é stato installato in violazione dell'Ordinanza sul ripristino del manto stradale n. 266 del 22 febbraio 2010, che é stata emanata dal Sindaco di Roma nella qualità di Commissario delegato all'emergenza traffico e mobilità e che per ogni scavo parallelo al marciapiede prescrive la demolizione ed il ripristino della pavimentazione di tutto il marciapiede con stesa di materiale analogo al preesistente estesa per metri 0,50 oltre le testate di inizio e fine scavo, o fino alle eventuali interruzioni (incroci o passi carrabili) preesistenti.
Il responsabile della ditta ha confermato all’autore della segnalazione, che si é trovato ad essere casualmente presente sul poto, di avere ricevuto l'appalto dal Comune ed a dimostrazione ha esibito un fax urgentissimo, che ha permesso di fotografare e che si riporta di seguito.
 Dal suddetto fax si evince che il Direttore del Dipartimento Attività Economiche e Produttive – Formazione e Lavoro, dott. Marcello Menichini, che ad interim ricopriva all’epoca la carica anche di Responsabile della Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità istituita dalla Giunta Capitolina con deliberazione n. 267 del 19 settembre 2012 a seguito della contestuale soppressione dell’omonimo Dipartimento, ha ordinato “alla R.T.I. tra: Veri S.r.l. e A. & A. Affissioni e Appalti Srl” un lavoro di manutenzione straordinaria consistente nel “prelevare l’impianto già rimosso con ordinativo n. 39 del 3/10/2012 – prot. n. 37578 del 3/10/2012 – presso il magazzino sito in via Ostiense 131 Q e montarlo in via Pinciana a sinistra del civ. 35”.

Si fa presente che con messaggio di posta elettronica trasmesso a questa associazione il 26 settembre 2012 il Direttore dott. Claudio Saccotelli aveva fatto la seguente testuale comunicazione: “Con Deliberazione n. 267 del 19 settembre 2012, notificatami solo ieri,  la Giunta Capitolina ha soppresso il Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, attribuendo le relative funzioni al Dipartimento Attività Economiche e  Produttive. Pertanto, lo scrivente non ha più alcuna responsabilità circa la gestione dell’impiantistica pubblicitaria. Sarà mia cura comunicarLe il nominativo del nuovo responsabile una volta nominato dal Sindaco, su proposta dell’Assessore Bordoni.”

Ne deriva che l’ordinativo di rimozione dell’impianto n. 39 del 3 ottobre 2012 dovrebbe essere stato firmato dal dott. Marcello Menichini che a distanza di soli 11 giorni ne ha disposto la reinstallazione: si chiede ad ogni modo conferma da parte sua di avere ordinato anche la rimozione dell’impianto.

Dalle sottostanti foto tratte da Street View di Google Maps si evince che a giugno del 2008 sia alla destra che alla sinistra del civico n. 35 di via Pinciana risultavano già installati 2 impianti pubblicitari di proprietà comunale che sembrano avere le stesse dimensioni di mt. 1,40 x 2,00 dell’impianto che é stato reinstallato ma con il nuovo tipo deciso dalla Giunta Capitolina con deliberazione n. 25 del 10 febbraio 2010 che fra i nuovi progetti-tipo prevede il formato di mt. 1,40 x 2,00 da destinare alle Pubbliche Affissioni ed al circuito politico-sindacale, i cui “oneri per gli adeguamenti degli impianti esistenti ai progetti approvati, ..., sono ad esclusivo carico dei soggetti autorizzati all’esposizione pubblicitaria”.   
Presumibilmente grazie al suddetto fax, il responsabile della ditta ha confermato all’autore della segnalazione che la Polizia Municipale si era fermata quello stesso giorno 9 ottobre 2012 ed aveva trovato tutto in regola, benché l’impianto fosse privo di targhetta identificativa ed i lavori eseguiti risultassero in violazione dell’Ordinanza del Sindaco n. 266/2010.

In data 15 ottobre 2012 l’autore della segnalazione ha confermato la scritta “SPQR” che figura scolpita anche sulla cimasa del nuovo impianto reinstallato, a quell’epoca ancora senza targhetta con il numero di codice identificativo, ed ha precisato che da una ricerca fatta nel frattempo su internet aveva scoperto che non sarebbero ditte di Roma le due seguenti:
- VERI S.R.L. - Via Santagata Luigi 57 - 10156 Torino;
A & A AFFISSIONI E APPALTI S.R.L. - PUBBLICITA' CONCESSIONARI PUBBLICITA' ESTERNA E MOBILE – Via Gabriele D’Annunzio 2 - 16121 Genova, che é una concessionaria responsabile per “accertamento e riscossione dell'imposta comunale sulla pubblicità' e diritto pubbliche affissioni”.

La stessa ricerca ha portato ad accertare che le due suddette società si sarebbero unite nel 2011, a formare un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, che in sigla corrisponderebbe all’indirizzo R.T.I. del fax urgentissimo e la successiva dicitura “tra: Veri S.r.l. e A. & A. Affissioni e Appalti Srl”: si chiede ad ogni modo conferma che al Raggruppamento Temporaneo di Imprese in questione (e non “alla” R.T.I.) é stato assegnato un “appalto pubbliche affissioni” dal 14 marzo 2011 al 13 maggio 2013.

La segnalazione del 15.10.2012 ha anche precisato che l’impianto è stato reinstallato nella stessa posizione di quello che per un lungo periodo era stato rimosso e che ha attestato con la foto riportata di seguito. 
Ma dal fax sopra riportato si dovrebbe desumere che l’impianto rimosso per un lungo periodo sia stato quello installato con il vecchio modello, che sarebbe stato poi reinstallato secondo il nuovo tipo, a sua volta rimosso il 3 ottobre scorso con l’ordinativo n. 39 ed  ora rimesso al suo posto: se ne chiede ad ogni modo conferma.

Il fax non fa sapere per quali ragioni sia stata ordinata la rimozione del nuovo tipo di impianto: a tal riguardo si mette in evidenza che sia il vecchio che il nuovo modello di impianto risultano posizionati sul lato opposto alla cancellata di cinta di Villa Borghese, come attesta la sottostante foto tratta da Street View di Google Maps, in violazione quindi della lettera c) del 1° comma dell’art. 18 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, ai sensi del quale “é vietata la collocazione di impianti e mezzi pubblicitari nei seguenti siti ... : ... c) parchi pubblici e ville storiche nonché le vie che delimitano il perimetro di queste” e che vanno intese in entrambi i lati, compreso quindi il lato opposto alla storica Villa Borghese.     

A conferma del divieto che vige anche sul lato opposto della strada il paragrafo 3.2 dello schema normativo del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che é relativo alla Zona A dove “é vietata l’installazione di impianti pubblicitari pubblici o privati e degli impianti per pubbliche affissioni” precisa che “il divieto é esteso anche alle zone di pertinenza delle strade, delle piazze e dei larghi che segnano il confine di detta zona”.      

Il divieto é ribadito nel particolare sotto riportato della Tavola 1.07 del PRIP relativa a “zonizzazione e tipi stradali”, da cui si vede che il tratto interessato di via Pinciana non figura fra i tipi stradali e ricade interamente in zona A.
Particolare della Tav. 1.07 del PRIP
 
La tavola riporta in rigato obliquo le “aree soggette a vincoli paesaggistici”, fra le quali ricomprende quasi l’intera storica Villa Borghese, che come epoca risale al XVII-XIX secolo e che risulta essere stata comunque vincolata ai sensi della legge n. 1089 del 1 giugno 1939 sulla “Sulla tutela delle cose d’interesse artistico o storico“ con Decreto Ministeriale emanato il 18  maggio 1973: ai sensi della lettera f) del 4° comma dell’art. 10 del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii., con cui é stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, sono “beni culturali” anche “le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico”.

Il particolare della Tavola 24_374_C del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) del Lazio, di seguito riprodotto, riporta i confini del vincolo di Villa Borghese, individuato con la sigla sam_025 .
Legenda della Tavola 24_374_C
 
Dalla legenda si evince che Villa Borghese é stata riconosciuta in colore verde chiaro anche come Sito di Interesse Comunitario (SIC) che nell’allegato B del D.M. del 3.4.2000 è identificato come “Villa Borghese e Villa Pamphili” e classificato con il codice n. IT6030052: il particolare sotto riprodotto dell’Allegato G - Parte I° del vigente PTPR del Lazio riporta la scheda relativa al SIC identificato con la sigla sic_093. 
Il particolare dell’Allegato H – Parte I° del vigente PTPR del Lazio, anch’esso sotto riprodotto, riporta la scheda relativa a Villa Borghese con gli estremi del vincolo storico-monumentale imposto il 18.5.1973.
Il 1° comma dell’art. 49 del D.Lgs. n. 42/2004, relativo a “Manifesti e cartelli pubblicitari”, prescrive che “é vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali”: il 2° comma precisa che “lungo le strade site nell'àmbito o in prossimità dei beni indicati al comma 1, è vietato collocare cartelli o altri mezzi di pubblicità, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole della soprintendenza sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo di pubblicità con l'aspetto, il decoro e la pubblica fruizione dei beni tutelati”

Il successivo 3° comma dispone che “in relazione ai beni indicati al comma 1 il soprintendente, valutatane la compatibilità con il loro carattere artistico o storico, rilascia o nega il nulla osta”.

Si chiede pertanto alla Direttrice della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, dott.ssa Daniela Porro, di far sapere se sia stato chiesto e rilasciato il nulla osta di propria competenza per l’impianto di cui all’oggetto.

Dalla pubblicità utilizzata tanto sul vecchio quanto sul nuovo tipo di cartellone di proprietà comunale si desume che entrambi gli impianti “SPQR” siano stati concessi in locazione, per cui si chiede di sapere in particolare dal dott. Marcello Menichini se l’impianto fatto rimuovere il 3.10.2012 risultasse registrato nella Nuova Banca Dati del Comune ed avesse quindi assegnato un proprio numero di codice identificativo: si chiede parimenti di sapere per quali ragioni l’impianto da lui fatto reinstallare non avesse alcun numero di codice identificativo, benché sicuramente concesso in locazione ad una ditta pubblicitaria che in ottemperanza alle disposizioni della delibera di Giunta Capitolina n. 25/2010 deve avere a proprie spese adeguato il vecchio modello di impianto “SPQR” al progetto-tipo previsto per i formati da mt. 1,40 x 2,00.


Dalla considerazione inoltre che l’originario impianto risultava già installato a tutto il mede del 2008 si desume che faccia parte della cosiddetta procedura di “riordino”, disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997, che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli SPQR per la indicazione degli impianti di proprietà comunale concessi in locazione, anche per i quali si chiedeva il rinnovo.

Con specifico riguardo agli impianti del “riordino” con titoli eventualmente rinnovati si mette in grande evidenza che la “Indagine sul settore pubblicità e affissioni a Roma”, che il 27 gennaio 2011 è stata ufficialmente presentata dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 ha fatto sapere che “nel frattempo, l’intervenuto rinnovo di .... 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”.

Si chiede pertanto in particolare al dott. Marcello Menichini, di far sapere a quale ditta pubblicitaria sia stato concesso in locazione l’impianto “SPQR”: si chiede soprattutto di far sapere se l’impianto fatto reinstallare faccia parte dei 453 impianti SPQR per i quali la locazione é stata rinnovata fino al 31.12.2014, perché diversamente avrebbe un titolo concessorio scaduto al 31.12.2009 ed essendo “in difetto della prescritta autorizzazione“ va considerato “abusivo” ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di pubblicità.

Si chiede altresì al dott. Marcello Menichini di specificare quali siano state le motivazioni che hanno portato a far rimuovere un impianto di proprietà comunale con l’ordinativo n. 39 del 3.10.2012 e quali siano state le precise ragioni che a distanza di appena 11 giorni hanno di fatto considerato non più valide quelle motivazioni ed hanno giustificato la reinstallazione di un impianto che in base alla normativa vigente in materia non può comunque rimanere installato all’altezza del civico n. 35 di via Pinciana.

A tal ultimo riguardo si fa presente che il 1° comma dell’art. 3 della legge n. 241 del 7 agosto 1990 prescrive che “ogni provvedimento amministrativo, ..., deve essere motivato” e precisa che “la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria”.

Indipendentemente dai presupposti di fatto e dalle ragioni giuridiche che hanno portato alla reinstallazione di un impianto comunale rimosso, si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler comunque verificare la legittimità dell’impianto di proprietà comunale, provvedendo ad adottare le dovute misure di nuova rimozione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia sopra richiamata.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

5 commenti:

  1. Come sempre lavoro eccezionale dell'Arch. Bosi.

    Ma RISPONDERA' MAI QUALCUNO???!!

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  2. Cioe', fateme capi' : per istallare le loro merde il Comune li paga pure ??!!

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  3. In molti dei casi di impianti installati in zone soggette a vincolo paesaggistico che ho segnalato per posta elettronica mi sono visto rispondere addirittura per via cartacea dalla Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici Arch. Maria Costanza Pierdominici, che ogni volta ha chiesto a Comune e Municipio competente “una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati nella nota citata anche ai fini di una eventuale applicazione delle sanzioni previste all’art. 168 del citato D.Lg.vo 42/04 da parte dell’amministrazione competente”.
    Alla suddetta segnalazione ha dato seguito invece per posta elettronica la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma per chiedermi di inviare la mia richiesta con firma in calce: ho formalizzato oggi stesso la richiesta con una nota ufficiale protocollata di VAS che ho anticipato via fax e trasmesso poi in allegato per posta elettronica.

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  4. Bravo Bosi....ma da profano mi pare che questo catafalco, come centinaia di migliaia di altri impianti anche comunali, sia collocato sul ciglio del marciapiede..."leggermente" in violazione del CDS!!!!! Ma il Comune può autorizzare la violazione del CDS per i suoi impianti? No, è come se un parlamentare potesse autorizzare qualcuno a uccidere qualcuno in violazione delle leggi emanate dal Parlamento :)
    Ma Roma ormai è questa.....comunque non trascurerei di segnalare la violazione al CDS per chiederne una più semplice rimozione....sempre buoni cartelloni a tutti da Manusardi

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  5. Bosi EROE. Manca poco dal cacciare via a pedate questa giunta inqualificabile, capitanata dal sindachetto e bordoni. Elezioni presto. Via, a casa, aria nuova e gente qualificata e onesta.

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