lunedì 17 dicembre 2012

Bike Sharing: il colpo di mano che starebbe per mettere in atto la giunta capitolina

      Gruppo Consiliare Roma Capitale

COMUNICATO STAMPA 

BIKE SHARING CON CARTELLONE SELVAGGIO. DE LUCA (PD) DELIBERA KILLER IN GIUNTA. 

Il piano per il Bike sharing a Roma, non è ancora decollato come in altre città europee, malgrado tutti ne riconoscono la oggettiva utilità nell’ambito di un piano di mobilità sostenibile. Il servizio, prima fu svolto da una società privata in via sperimentale, poi fu affidato all’ ATAC, che non potendo sopportare un servizio dal costo di circa 1 milione e 700 mila euro, per un introito di 100 mila, vi ha rinunciato. “ Roma Capitale – dichiara il Vicepresidente della Commissione Ambiente Athos De Luca – per risolvere il nodo del finanziamento, ha pensato di affidare ai gestori del bike sharing, 1500 metri quadri di spazi pubblicitari ma nella situazione di inflazione, selvaggia e abusiva della pubblicità a Roma, non è possibile aggiungere altri spazi pubblicitari”. “Ora – continua il rappresentante del PD – sembra che nella prossima Giunta, sia pronta una delibera, con la quale alcune ditte pubblicitarie assicurerebbero il servizio di Bike sharing, in cambio del mantenimento delle loro concessioni per 15/20 anni, tutto ciò in deroga al Regolamento e vanificando tutte le previsioni del nuovo Piano Regolatore”. De Luca, “diffida l’Amministrazione dall’approvare questo tipo di delibera che costituirebbe un abuso di potere, una gravissima violazione delle regole e un inaccettabile condizionamento per un futuro riordino degli impianti pubblicitari, per ridare decoro e regolarità alla città di Roma. Qualora dovesse passare tale delibera, saremmo costretti a fare ricorso al TAR per denunciare il grave abuso all’autorità giudiziaria”.

5 commenti:

  1. Guerra totale a questa ulteriore follia degna solo della giunta di bordoni e alemanno. Guerra totale.

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  2. senza vergogna...a questi tocca andare a prenderli col forcone non c'è un cazzo da fare!!

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  3. Ma che schifo! Ma che razza di gentaglia! La magistratura che fa??? Via questa gentaglia, questo schifo di persone che consente tutta questa illegalità a Roma, questo spregio, questo dileggio, questo attentato alla sicurezza stradale. Che le prossime elezioni spazzino via questi arrivisti.

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  4. concordo con i primi due commenti.
    Se davvero questi porci banditi mafiosi vogliono fare questo ulteriore stupro della legalità e della città DOBBIAMO ORGANIZZARCI E OCCUPARE L'AULA GIULIO CESARE.
    Dobbiamo fargli sentire lo sdegno e la collera di chi dopo 4 anni di violenza alla città non ne può più delle loro provocatorie prese per il culo tipo il PRIP.
    Io sono pronto.

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  5. Una delibera del genere, se venisse veramente approvata domani dalla Giunta Capitolina, dovrebbe contestualmente annullare la sua precedente delibera n. 284 del 3 agosto 2011 con cui aveva deciso di affidare alla “Agenzia Roma Servizi per la Mobilità” un servizio di gestione del Bike Sharing limitato a 70 stazioni, da mettere in atto con il bando pubblicato il 21 novembre del 2011, consentendo a chi se lo fosse aggiudicato di sfruttare 1.500 mq. di spazi pubblicitari.
    Quel bando si è arenato dopo che è stato impugnato al TAR del Lazio che ha dato parzialmente ragione alla ditta "SCI" che aveva presentato il ricorso.
    La Giunta Capitolina intenderebbe quindi permettere alle ditte pubblicitarie di gestire lo stesso servizio di Bike Sharing gratuitamente per l’Amministrazione in cambio del rinnovo di tutti i loro impianti pubblicitari per altri 15-20 anni ed addirittura la regolarizzazione per lo stesso periodo di quelli installati abusivamente.
    Una delibera del genere presenterebbe i seguenti vizi di legittimità.
    1 - Verrebbe anzitutto a legittimare un metodo secondo cui per assicurare da una parte un servizio di evidente anche se limitata pubblica utilità (di cui vantare i meriti per le prossime elezioni) non importa se dall’altra parte si consentono proroghe e sanatorie non consentite affatto dalla normativa vigente in materia.
    2 - Verrebbe a favorire soltanto un numero ristretto di ditte pubblicitarie con una evidente disparità di trattamento nei confronti di tutte le altre, escluse anche dalla possibilità di partecipare ad un regolare bando.
    3 – Costituirebbe un inaccettabile eccesso di potere del tutto indifferente al fatto che il rinnovo già consentito ed ulteriormente prorogato per ben oltre i 5 anni costituisce una violazione del vigente Regolamento che spetta caso mai di modificare esclusivamente al Consiglio Comunale.
    4 - Prorogando per un tempo così lungo la permanenza sul territorio di una enorme quantità di impianti pubblicitari che dovrebbero essere per lo più rimossi comunque molto prima, anche se non abusivi, oltre a permettere che la città di Roma rimanga per lunghissimo tempo nel totale degrado in cui già si trova, la Giunta verrebbe a condizionare fortemente il Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) in modo comunque inammissibile perché darebbe a tutti gli impianti pubblicitari di un numero ristretto di ditte dei presunti “diritti acquisiti” che ostacolerebbero in termini giuridici la possibilità di prescriverne invece la rimozione con le stesse norme transitorie di salvaguardia del PRIP.

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