mercoledì 26 dicembre 2012

Commissariamento del settore affissioni a Roma? È l'unica soluzione possibile

Non sarà difficile, risalendo indietro nel tempo e nei post di Cartellopoli, scoprire chi per primo in assoluto ha parlato, data la situazione del settore della cartellonistica a Roma, di "commissariamento".
Ecco perché ci fa enormemente piacere che VAS e l'architetto Rodolfo Bosi sia addivenuto, magari per percorsi diversi e sicuramente più corroborati dei nostri da pezze d'appoggio, studi, approfondimenti, elementi incontrovertibili. 

La formale richiesta al Governo di commissariamento del comparto affissioni del Comune di Roma è l'unica strada, ripetiamo, l'unica strada per risolvere il problema e allineare la città ai migliori standard internazionali riguardo alla pubblicità esterna. Quando diciamo unica strada intendiamo dire unica strada. Intendiamo dire che a nostro parere neppure se Batman in persona fosse eletto sindaco a Roma nella primavera del 2013 non avrebbe in se la forza per risolvere il problema. Neppure se la giunta fosse fatta da tutti assessori espressi da Cartellopoli, neppure se il consiglio fosse tutto composto da rappresentanti degli amici di Bastacartelloni. Non ci sono i percorsi, non ci sono i margini, non c'è traiettoria possibile stando dentro le norme attuali. Il settore è in emergenza, ha generato molti morti, determina un ammanco terribile all'erario della città, ne umilia l'economia e l'emergenza va trattata come tale. 

Dunque si metta, subito, un commissario, lo si faccia lavorare con onnipotenza perseguendo semplicemente l'obbiettivo di allineare la città a quello che succede in tutta Europa con dei benchmark chiari e univoci (Parigi, ad esempio) e con un esito che deve essere una grande evidenza pubblica internazionale che consenta alla città di ripulirsi, di iniziare a guadagnare molto di più da questo settore e di liberarsi, a spese non dei cittadini ma dei vincitori del bando di cui sopra, da oltre 200mila orripilanti impianti pubblicitari da rottamare. E di spazzare via le mafie che ormai avviluppano tutto questo lucrando qualcosa come 900 milioni o 1 miliardo di euro l'anno.

E' questa la strada da intraprendere ora, sperando di avere risultati immediati (se solo la stampa ci desse retta...); ed è questa la strada (l'unica strada) da tentare con la nuova amministrazione. Molti saranno portati a ragionare con il nuovo assessore al Commercio, saranno felici che un nuovo dirigente sostituirà lo scandalo attuale, saranno contenti di potere interloquire con qualche nuovo consigliere comunale, magari del Movimento 5 Stelle, sensibile al fenomeno. Ebbene tutto questo non conterà nulla, non servirà a nulla, sarà una ulteriore perdita di tempo: sarà necessario invece solo puntare al commissariamento. Da compiere in alleanza con l'amministrazione comunale. Sul nostro territorio sono commissariati il traffico, la sanità, i rifiuti, settori disastrati ma non disastrati così tanto come il comparto dei cartelloni.

11 commenti:

  1. pienamente d'accordo, se fossimo in un paese normale. anche il traffico a Roma è sotto commissariamento, risultati? peggio di prima. Se il commissario non è espressione di una seria volontà politica di risolvere il problema non ce la farà

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  2. Mi vedo costretto a far presente a Tonelli che il “percorso” che mi ha portato a chiedere al governo il commissariamento del Comune di Roma non ha niente a che vedere in termini di “metodo” con il “commissariamento” da lui sbandierato solo a parole, per giunta in tempi in cui non si erano ancora nemmeno determinate le due cause principali per cui solo adesso mi sono sentito in dovere si formalizzare la richiesta, vale a dire da un lato i 33 incidenti con 4 morti registrati solo attraverso un monitoraggio costante degli ultimi due anni e dall’altro lato le violazioni sistematiche dei vincoli del paesaggio in generale e dei parchi e delle riserve in particolare, che Tonelli nemmeno si sognava ai primi tempi e che ho anch’esse registrato nel corso di questi ultimi anni.
    Alle 2 suddette cause si deve aggiungere il richiamo giuridico all’art. 120 della Costituzione che motiva la richiesta e che ho scoperto solo da poco.
    Ne deriva sempre in termini di “metodo” che non è soltanto scrivendo su un blog di un non meglio definito “commissariamento” senza sapere per quali precise cause si richiede e senza mai dire come si dovesse fare veramente (allo stesso modo del famigerato “bando”) che si ottiene poi che venga effettivamente preso un provvedimento del genere, magari per opera dello Spirito Santo: non è lanciando il sasso e ritirando poi la mano o meglio ancora con la politica dell’armiamoci e partite che si vincono le battaglie e peggio che mai ci può vantare di averla propugnata.
    In termini di “merito” mi sento addirittura di dissentire risolutamente da quella che Tonelli chiama “l’unica strada” e che non è assolutamente ammissibile per un blog che si prefigge la finalità di essere un servizio pubblico e che quindi dovrebbe dare sempre e comunque quella corretta informazione che Tonelli invece non dà con il post in questione, perché da perfetto “ignorante” (nel senso non offensivo che non sa) fa credere a tutti coloro che lo leggono che al Commissario che dovesse nominare il Governo verranno assegnati dei poteri che assolutamente non potrà avere, dal momento che sarà incaricato ufficialmente solo della rimozione di tutti gli impianti in violazione del Codice della Strada e dei divieti di affissione imposti dal PTPR, senza che possa esser lui a modificare il vigente Regolamento o peggio che mai approvare il PRIP, che spetta invece al Consiglio Comunale e che é costituisce (lui sì) l’unica strada.
    Far credere invece, come fa lui, che il Commissario possa “non stare dentro le norme attuali” costituisce un’opera di totale quanto inammissibile disinformazione, perché arriva ad ipotizzare che il Commissario possa “lavorare con onnipotenza” (quasi da “Duce”).
    Il sig. Tonelli non sembra avere le idee chiare rispetto al nostro Stato di diritto, di cui in varie altre occasioni ha dimostrato di fregarsene altamente, perché in modo del tutto contraddittorio ora arriva addirittura ad attribuire al Commissario il potere di poter fare lui direttamente il “bando” che in base alla normativa vigente va invece espletato dopo l’approvazione del PRIP prima e dei Piani di Localizzazione poi.
    Ritenere, come sostiene lui, che la soluzione stia soltanto in un “deus ex machina” (ora identificato con un Commissario “Nembo Kid”) e non con il Sindaco o l’Assessore o qualche consigliere comunale amico, magari del Movimento 5 Stelle ("metodo" altrettanto sbagliato) dimostra di avere un concetto del tutto distorto del nostro Stato di diritto, che affida invece la scelta della soluzione ad ogni problema a decisioni comunque collegiali, da assumere quanto meno a maggioranza (se non all’unanimità) a conclusione di un confronto democratico che invece lui nega del tutto.
    Il post pubblicato oggi rifiuta tutto questo e mi lascia come al solito nel forte dubbio sulla opportunità di continuare una collaborazione con questo blog, che in un colpo solo sembra vanificare tutto il lavoro professionale da me profuso per mettere chi legge in condizione di giudicare con la propria testa.

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  3. Per cortesia non ricominciate proprio nei momenti più significativi...

    Una domanda : rispetto alla richiesta di commissariamento del dipartimento, cosa comporta il fatto che il governo sia dimissionario ? Può comunque procedere-se ritiene-a nominare un commissario ? Grazie

    Mc Daemon

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  4. Direi che chi arriva prima poco conta. E' fondamentane ci sia gente preparata per formalizzare la richiesta come è necessaria l'opera di informazione del blog. Servono entrambi.

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  5. Come fa Bosi a scrivere che il commissario deve passare da decisioni collegiali? Si commissaria proprio per bypassare le decisioni collegiali!!!

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  6. @ Mc Daemon: é proprio in un momento significativo come questo, in cui stiamo lavorando per una proposta di emendamenti ed integrazioni al PRIP che lo facciano diventare l'unica vera soluzione al problema condivisa anche dalle ditte pubblicitarie più serie, che non si può accettare che Tonelli si metta a sentenziare che l'unica vera soluzione sia adesso un'altra.
    Tonelli attribuisdce al Commissario Straordinario, nel caso che venisse effettivamente nominato dal Governo, il potere di indire lui direttamente un bando, scavalcando l'approvazio0ne del PRIP e dei successivi Piani di Localizzazione senza i quali non evrebbe alcun senso in bando stesso, dimenticando del tutto di avere pubblicamente condiviso proprio questa strada sul suo stesso blog.
    Quanto al Governo, benché dimissionario, continua ad esercitare le sue funzioni fino a che non vengono svolte le elezioni e può quindi commissariare il settore Affissioni e Pubblicità, se ne riconosce gli estremi di gravità, urgenza ed indifferibilità.

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  7. @ anonino delle ore 9,55 del 27.12.2012: il Commissario Straordinario che venisse eventualmente nominato dal Governo (se mai verrà nominato) non avrà ad ogni modo il potere di farsi da solo le regole, ma dovrà applicare sempre e comunque le norme e le leggi che sono state approvate da "organi collegiali" (Consiglio Comunale, Consiglio Regionale, Parlamento) e che costituiscono le fondamenta del nostro Stato di diritto che non può quindi di certo scardinare.
    Non é pertanto corretto usare il termine di "bypassare", perché sa proprio di "aggirare" anche nel senso di "fatta la legge, trovato l'inganno"): si commissaria quindi per "sostituirsi" ad organi collegiali che si siano resi colpevoli di inerzia nel provvedere (quindi caso mai di non aver deciso), e non certo per scavalcare in particolare ad es. le decisioni collegiali approvate dal Consiglio Comunale di Roma, come per l'appunto il vigente Regolamento che prescrive prima l'approvazione del PRIP e poi dei Piani di Localizzazione e soltanto dopo l'espletamento del bando.

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  8. @ anonimo delle ore 9,23 del 27.12.2012: sono totalmente d'accordo che sia anche e soprattutto "necessaria l'opera di informazione del blog", ma non certo invece di "disinformazione" fornita sulla base di presupposti giuridici che non esistono e che non sono stati ad ogni modo dimostrati.
    I "desiderata" non costituiscono opera di informazione: possono rientrare nel novero della informazione in generale, se presentati come tali e non come sentenze inappellabili.

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  9. Ho inventato il concetto di "blog" applicato al concetto di "problema cartelloni a Roma" tre anni fa con l'obbiettivo di dare a tutti la possibilità di esprimersi su questo comparto. E a tutti è stato dato spazio, anche a chi aveva e ha idee non conformi alle mie.

    Credo che il blog debba restare non appannaggio di chi crede, a prescindere, di avere la verità in tasca, ma a disposizione di tutti coloro che vogliamo dare la propria chiave di lettura su un problema gravissimo (che come tale necessiterebbe non solo di poteri speciali e commissariali, ma che in un paese normale verrebbe affrontato applicando il Codice di Guerra perché di guerra si tratta).

    Invito Bosi a continuare a profondere tutte le sue energie contro i cartellonari e chi tiene loro bordone (!) e non contro di me continuando a denigrare e screditare gli altrui punti di vista.

    Il punto di vista di Bosi è rispettare le leggi e, all'interno di quelle, trovare la strada per risolvere il problema. Il mio punto di vista è risolvere il problema e, fermo restando che va risolto, trovare il modo di risolverlo piegando a questo fine le leggi e, se necessario, forzandole.

    Entrambi i punti di vista sono ben venuti su questo blog e nessuno esclude l'altro nell'ambito del dibattito.

    Non voglio innescare polemiche e dunque non risponderò più a chi mi accusa di fare disinformazione, penso che tutti gli nostri sforzi debbano concentrarsi su altro in questo ultimo scampolo di 2012 e per tutto il 2013. Buon anno a tutti quanti.

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  10. Non posso condividere nella maniera più assoluta la strategia machiavellica secondo cui il fine giustifica i mezzi, quando per raggiungere questo fine si arriva ad andare contro legge o comunque a “piegare” a questo fine le leggi, forzandole se necessario, violando comun que di fatto le regole che ci siamo dati e che ci danno il diritto di sentirci in uno Stato “democratico”.
    Se l’Italia si ritrova nel grado di sfacelo e di corruzione che ogni giorno che passa viene sempre di più scoperto dalla Magistratura è proprio perché c’è stata una “democrazia” a dir poco compressa, che ha consentito a moltissimi rappresentanti delle pubbliche amministrazioni di “piegare” ai propri porci comodi le leggi, forzandole quando necessario pur di raggiungere il fine prefissato di fare sempre e prima di tutto i propri interessi.
    Le leggi, sia ben chiaro, non sono immutabili come la Bibbia o il Vangelo, ma vanno comunque rispettate e fatte rispettare se necessario con la forza (ovviamente della Magistratura) specie quando hanno dimostrato alla prova dei fatti di funzionare in maniera ottimale e quindi di essere state fatte bene: ci si deve battere invece per cambiare quelle leggi che non risultino funzionare bene, ma che vanno comunque ugualmente rispettate per tutto il tempo che non vengono materialmente corrette e modificate o addirittura cancellate.
    È su questi principi basilari che si fonda il nostro Stato di diritto, per il quale ho un profondo senso di rispetto che non mi consentirà MAI (sottolineo MAI) di poter condividere il “metodo” di Tonelli del “salvatore della patria” costi quel che costi e di una soluzione che - quand’anche portasse ai risultati sperati – venisse imposta con la forza per non dire con la dittatura.
    Non ritengo pertanto di potere e soprattutto di dover continuare a dare il mio contributo in un blog come questo che nell’ambito del dibattito arriva a non escludere a priori soluzioni al di fuori delle norme che ci siamo dati, perché non intendo essere minimamente confuso con chi propugna questi “fini”, anche in termini di responsabilità personali.
    Mi sento di fare a Tonelli un augurio particolare di un buon anno per lui, inteso soprattutto come piena assoluzione nel processo che lo vede come imputato proprio per istigazione a delinquere, anche se per questa buona causa.

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