venerdì 7 dicembre 2012

Paginone di ieri su Repubblica a firma Magrelli sugli ormai famosi S.C.I./S.P.Q.R.


Cartelloni pubblicitari, l'ultima follia

Peccato solo il buon Magrelli non sa assolutamente di cosa sta parlando... E' grazie a questi giornalisti ed a questa stampa che la città è ridotta così. L'ignoranza totale verso le dinamiche urbane porta i potenti, i cattivi e i profittatori a far quello che vogliono. Perché tanto non si parla mai di loro, non si additano, non si mettono in evidenza. E quando lo si fa, lo si fa così, in maniera folkloristica (giusto perché non ci va di usare aggettivi offensivi).

3 commenti:

  1. Ma che idiozia. Qua a Torino non solo molti hanno il vetro, ma anche le luci dentro.

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  2. Sì, infatti il problema non è il vetro o la luce...E' la quantità e la posizione fai-da-te.

    Quelli di repubblica non si smentiscono mai ad idiozie...

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  3. Su invito di Mc Daemon già da ieri sera ho avuto modo di leggere anch’io l’articolo pubblicato sulla cronaca di Roma del quotidiano “La Repubblica”, pescandolo dalla rassegna stampa del sito web del Comune, e mi è saltata all’occhio la “ignoranza” della materia, nel senso offensivo di chi non sa ad esempio che ogni impianto deve avere affissa una targhetta identificativa con il numero di codice identificativo registrato nella Nuova Banca Dati, anche ed a maggior ragione se trattasi di impianto “SPQR” concesso in locazione per 5 anni, eventualmente rinnovabili solo per altri 5, ad una ditta pubblicitaria che per il caso in questione è la “SCI”.
    Debbo far presente che è comunque sbagliato anche far presumere che ci sia un costo sostenuto dal Comune per l’installazione di questi nuovi cartelloni di mt. 1,20 x 1,80, in sostituzione di quelli preesistenti.
    È sbagliato anzitutto perché prima della entrata in vigore della delibera n. 37/2009 il Comune non ha mai avuto propri impianti “SPQR” di mt. 1,20 x 1,80 trattandosi di un modello di tipo europeo introdotto ex novo dal Regolamento attualmente vigente: è sbagliato in secondo luogo perché la veste di questi impianti rispetta il progetto-tipo approvato dalla Giunta Capitolina con deliberazione n. 25 del 10/2/2010 che ha stabilito che gli “oneri per gli adeguamenti degli impianti esistenti ai progetti approvati, ..., sono ad esclusivo carico dei soggetti autorizzati all’esposizione pubblicitaria”.

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